Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 28 aprile 2016
Pagine: 348 p., Brossura
  • EAN: 9788807031830
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Descrizione
Gli occhi grandi e profondi a forma di mandorla, il volto dai tratti regolari, i folti capelli castani: la bellezza di Maria è di quelle che gettano una malìa su chi vi posi lo sguardo, proprio come accade a Pietro Sala - che se ne innamora a prima vista e chiede la sua mano senza curarsi della dote - e, in maniera meno evidente, all'amico Giosuè, che è stato cresciuto dal padre di lei e che Maria considera una sorta di fratello maggiore. Maria ha solo quindici anni, Pietro trentaquattro; lui è un facoltoso bonvivant che ama i viaggi, il gioco d'azzardo e le donne; lei proviene da una famiglia socialista di grandi ideali ma di mezzi limitati. Eppure, il matrimonio con Pietro si rivela una scelta felice: fuori dalle mura familiari, Maria scopre un senso più ampio dell'esistenza, una libertà di vivere che coincide con una profonda percezione del diritto al piacere e a piacere. Attraverso l'eros, a cui Pietro la inizia con sapida naturalezza, arriva per lei la conoscenza di sé e dei propri desideri, nonché l'apertura al bello e a un personalissimo sentimento della giustizia. Durante una vacanza a Tripoli, complice il deserto, Maria scopre anche di cosa è fatto il rapporto che, fino ad allora oscuramente, l'ha legata a Giosuè. Comincia una rovente storia d'amore che copre più di vent'anni di incontri, di separazioni, di convegni clandestini in attesa di una nuova pace.

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Recensioni dei clienti

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    Giulia

    18/09/2018 10:51:48

    Libro dal tono estremamente lento, racconta la normale e noiosa quotidianità dei personaggi per tutta la loro vita. Di fatto in circa 400 pagine non accade nulla che rende la narrazione interessante.

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    isabella

    18/09/2018 09:58:19

    Con caffè amaro ritroviamo gli odori, i sapori, la vita della Sicilia di tanto tempo fa , i nostri nonni, la guerra, i fatti storici narrati con serietà e se ci sono delle svicolate, sono citate le fonti corrette a fine romanzo. per chi ama la sicilia si scoprono usi e abitudini di quel passato tra le città più note Palermo ma anche Agrigento e poi quelle sul Continente ben delineate le cui atmosfere vengono catturate fedelmente, amori, dolori, sete di conoscenza e cultura , quella della musica suonata e della voglia di istruirsi e capire, specialmente per le donne . il divario tra i ceti sociali, la differenza culturale degli usi tra la sicilia e il mondo, che era lì per essere raccolto, ma non da tutti .... la condizione del quotidiano anche per l'uomo comune tra sofferenza e privazione. romanzo godibile, lettura scorrevole .

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    Dunda

    06/09/2018 10:26:04

    Ho trovato questo romanzo banale, lento, noiosissimo; scimmiotta ben più blasonati romanzi, con l'utilizzo di termini dialettali e con flash storici... La storia è inutilmente lunga ed assai scontata. Un romanzo assolutamente inutile.

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    hector hood

    11/05/2018 07:15:26

    A parte la nota dell'autrice a proposito della Storia con la "esse" maiuscola, che mi va a sbagliare la data della presa di Roma, ma che saranno mai 'sti mobili a "geometrie elettriche" di pag. 228 dell'arte futurista di Giusuè? E poi quanti termini alla Camilleri: "taliata, rummuliare, pizzuliarsi, cummogghiare, allicchetato, arrinanzato, attisato, lastime, trenodìa, il ciarmulio degli uccelli". Altro che Caffè amaro, la bevanda è allungata e annacquata di tutto e di troppo. Alla fine lascia anche un retrogusto di lipposo.

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    Stefania

    14/04/2018 18:06:25

    Tutto sommato un bel romanzo direi. Una bella storia di famiglia e d'amore che si intreccia con gli eventi storici a cavallo delle due guerre. Una bella idea (anche se il finale non mi è piaciuto affatto!!!). In realtà non riesco a dare un giudizio più alto a questo libro.... forse troppo lento, forse troppo prolisso all'inizio.... ci si mette un bel po' a capire quale sarà il filo conduttore della storia. Non imperdibile!

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    Silvia Gozzi

    28/02/2018 10:55:31

    Peccato, davvero peccato sprecare talento per scrivere storie tanto banali e inutilmente lunghe. Dev'essere uno dei mali editoriali del nostro tempo la prolissità. Le prime 189 pagine sono sostanzialmente fini a se stesse e potevano essere riassunte in una trentina. In questo modo il libro ne avrebbe sicuramente guadagnato. Mi era sembrata fantascientifica Modesta, la protagonista dell'opera di Goliarda Sapienza, ma anche Maria non è da meno. Qui per giunta i personaggi sono completamente senza spessore, surreali. Sono toccati una ventina di temi diversi senza che ne venga approfondito neppure uno . Se l'autrice, con il pretesto della storia d'amore, voleva dipingere un affresco delle vicende sociopolitiche siciliane dall'Unità d'Italia al 1948 ha sciupato l'occasione, confezionando un polpettone molto indigesto.

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    Angel

    20/05/2017 15:51:09

    Attratta dalla copertina e dalla trama, ho letto questo libro, che purtroppo mi ha deluso. Più che un romanzo, dovrebbe essere il soggetto di un bel film, da cui trarre una sceneggiatura, infatti da metà in avanti ne ha tutte le caratteristiche! Ci sono cose raccontate con le parole, che sarebbero perfette raccontate per immagini, la delusione è dovuta a questo: le parole, tante, del romanzo, concludono poco, non arrivano al cuore del lettore, come potenzialmente potrebbero. Spero che ne facciano davvero un film, altrimenti è un vero peccato, un'occasione persa per raccontare una bella storia.

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    ezio

    04/03/2017 16:55:46

    La vicenda dei protagonisti e la realtà storica nella quale vivono si intrecciano in modo equilibrato e sapiente. Il lettore ha così modo di conoscere, da un lato, una storia senza tempo, narrata in modo schietto e appassionato e, dall'altro, ha un quadro lucido e, quantomai realistico, dei fatti accaduti in quegli anni. Un libro ben scritto, in uno stile scorrevole e mai prolisso.

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    Fabrizio di Monterosi

    11/01/2017 11:45:22

    Gran bel romanzo

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    cristina

    22/11/2016 09:13:53

    Non mi è piaciuto. Noioso, lento, a volte ripetitivo. sembra sempre che debba succedere qualcosa, ma non succede mai niente. I personaggi sono poco coinvolgenti.

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    Gianfranco

    03/10/2016 20:45:38

    Dopo una prima parte interessante, anche se un po' prolissa, il racconto si fa piuttosto noioso, piatto, scontato, tanto che si fa fatica ad arrivare alla fine. Da notare a pagina 107 la datazione errata della presa di Roma (28 ottobre invece di 20 settembre).

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    Rossella D'Amico

    23/09/2016 16:38:22

    Ho già letto parecchi libri della Hornby e devo dire che quest'ultimo è secondo solo a La Mennulara. E' una storia che ti travolge nel vero senso della parola, facendoti vivere quasi in prima persona le vicende storiche, personali e sentimentali raccontate. Le descrizioni dei paesaggi e dei personaggi sono così approfondite e curate da essere percepite a tratti come dei veri e propri dipinti. Un intreccio di storia e sentimenti da tenerti intrappolato fino alla fine. Consigliatissimo!

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    AVE 48

    15/09/2016 16:31:19

    Concordo con i precedenti giudizi negativi.E'il primo romanzo di questa autrice che leggo ed ho fatto fatica ad arrivare alla fine:l'ho trovato noioso nella narrazione, appesantita da troppe divagazioni storiche e di carattere un po' troppo didattico, poco interessante nella trama, banale nella definizione dei personaggi e con una storia poco coinvolgente. Non sono invogliata a leggere altre opere della stessa autrice.

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    Antonella

    08/09/2016 16:31:32

    Non ho letto i suoi libri precedenti ma devo dire che questo è più che deludente.....molto molto mediocre.

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    roberta

    02/09/2016 15:18:24

    Della Hornby avevo letto solo Il Veleno dell'Oleandro, che ho trovato vuoto e un po' morboso... Da questo mi aspettavo di più, forse per tutta la pubblicità che c'è stata.... La prima parte è accattivante, la protagonista è una figura piacevole, ci sono forti richiami alla narrativa siciliana, da Verga a Tomasi di Lampedusa, il che è apprezzabile. Poi tutto si "spegne": è la parte in cui si parla dell'amore con Giosuè, una figura decisamente spiacevole, un vero codardo che durante la guerra, quando tutti rischiavano la vita, si nasconde come un topo in trappola obbligando Maria ad uscire per andarlo a trovare. Una storia d'amore che non riesce a coinvolgere, con tanti passaggi forzati, come quello del bagno nella grotta sotterranea. E il finale è deludente.

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    fiorella

    02/08/2016 21:20:22

    Una terribile delusione da un'Autrice che stimavo. Questo romanzo è di una noia mortale. Pretenzioso volendo raccontare tratti storici della Sicilia che secondo me non sono nelle corde dell'Autrice finisce per diventare indisponente. Sconsigliatissimo!

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    paola

    02/08/2016 18:58:45

    ottimo romanzo, ambientato nella storia di Mussolini in cui Maria e Pietro , sposi con prole, fanno da sfondo alle famiglie Marra e Sala , due clan diversissimi tra di loro sia per principi che per comportamenti. La storia di Maria con l'amico Giosuè la porterà a scelte estreme, bellissimo.

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    Stefano

    01/08/2016 12:32:26

    Era da tempo immemorabile che non mi capitava di imbattermi in un polpettone di tal fatta! Noioso, banale, scontato, soporifero. Se questa è davvero l'opera migliore della Agnello Horby... figuriamoci le altre!

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    Micella

    28/07/2016 10:03:20

    Piuttosto scontato. Personaggi tagliati con l'accetta, la moglie paziente, il marito dongiovanni, l'amico che aspetta anni e anni per diventare l'amante (e a me è sembrato quasi un incesto!), la cognata invidiosa... E' scorrevole ma tutto qui.

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    Marcello

    25/07/2016 16:02:39

    Libro di donne su donne e per donne (non è una nota negativa) ma tutto sommato. Una buona fictionTV anni 80 con un apprezzamento storico

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La Sicilia di Simonetta Agnello Hornby non era mai stata così struggente e sensuale. Una vicenda che si snoda dai primi vent'anni del Novecento fino alla Seconda guerra mondiale.

Maria si girava davanti a tre specchi che riflettevano la sua immagine. Non più imbarazzata: sapeva di essere bellissima.

Lente, arcaiche, scelte con estrema cura, sono le frasi usate da Simonetta Agnello Hornby in uno dei suoi romanzi più belli e ambiziosi. Per gustarne appieno la lettura bisogna fare qualche passo in dietro, non solo con la fantasia, immaginando le vite che si svolgevano in una Sicilia remota, ma soprattutto un lungo sospiro per rallentare il ritmo della lettura.

Avvolgente e sensuale, la storia si svolge in un immaginario paese tra Palermo e Agrigento, Camagni, e inizia a metà dell’Ottocento, quando l’aristocrazia terriera va in crisi e il nuovo Stato laico piemontese abolisce gli ordini monastici. Nel vuoto istituzionale di una terra che aveva basato le sue ricchezze sul latifondo e sul privilegio di casta, si apre uno spiraglio per la creazione di una nuova classe media imprenditoriale. Palermo diventa il centro culturale e commerciale della Regione e le famiglie benestanti si troveranno a scegliere se abbracciare le idee progressiste e laiche, o arroccarsi dietro le loro rendite millenarie.
In quest’epoca di fermento comincia la storia d’amore tra il baronello Pietro Sala, noto viveur e viaggiatore cosmopolita che ha già conosciuto una parte importante di mondo, e la giovanissima Maria, di appena sedici anni. Lui è l’erede di una nobile e ricchissima famiglia, padroni di zolfatare e di palazzi anche a Palermo, lei invece è figlia di un avvocato di idee socialiste e massoniche, caduto in disgrazia per aver difeso le ragioni dei Fasci siciliani. Benché sia decisamente troppo giovane e molto meno ricca del suo spasimante, Maria accetta la sua corte, intrigata dal savoir faire nel giovane Pietro e stuzzicata dall’idea di diventare improvvisamente cittadina di Palermo e viaggiatrice anche lei, ospite dei più importanti salotti del “continente”. Dal canto suo Pietro si innamora della giovinetta all’istante, travolto da un’irresistibile attrazione fisica verso le sue forme precoci e perfette, la sua pelle ambrata e due dolcissimi occhi a mandorla. I genitori di Maria, a malincuore, la lasciano andare in casa Sala “nuda e cruda”, cioè senza dote. Ma questo non è un problema per i due ragazzi, che hanno molti soldi su cui contare e che trasformano la loro prima notte di nozze in un vero e proprio baccanale.
Ma l’iniziazione di questa “Lolita” in salsa siciliana, agrodolce, forse non sarà una buona idea per il baronello Sala, perché lei, Maria, ha una solida base di ideali socialisti e insegue con ostinazione il suo obiettivo di coltivare le belle arti e le lettere, a prescindere dalla volontà del marito. Lungo gli anni in cui si dipana questa storia e che ci trasporta dal vecchio secolo fino alla Seconda guerra mondiale, assisteremo alla piena e profonda evoluzione di questa donna, che assaggerà grandi passioni e anche sofferenze, trangugiandole con alterigia come una tazza di caffè amaro.

In fondo alla tazzina, che in questo caso è fatta di porcellana finissima e bordata d’oro, rimane a volte un fondo granuloso, è questo il gusto che sentiamo alla fine di questo trascinante romanzo, scritto come un libro d’altri tempi e con un colpo di scena finale che forse non arriverà mai.