Editore: TEA
Collana: TEA
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
In commercio dal: 18 ottobre 2007
Pagine: 250 p., Brossura
  • EAN: 9788850214112
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Descrizione
Luciano Moggi ha deciso di dire la sua. E l'ha fatto con un libro in cui, senza reticenze e anche con orgoglio ricostruisce i fatti di "Calciopoli" rilegge e spiega le intercettazioni telefoniche e racconta la storia che l'ha visto trasformarsi, agli occhi dell'opinione pubblica e di milioni di tifosi, da direttore generale di una squadra capace di vincere tutto a Big Boss di un'organizzazione in grado di gestire schiere di arbitri, decidere a tavolino risultati e pilotare interi campionati. Ricco di rivelazioni, il racconto di una vicenda che ha sconvolto e fatto discutere tutti gli italiani è l'occasione anche per ripercorrere la storia personale di Moggi nel mondo del calcio, dai primi passi come osservatore di giovani promesse ai grandi successi: con la Roma, il Torino, il Napoli e soprattutto con la Juventus. Scritto con Enzo Bucchioni, e la collaborazione di Mario D'Ascoli, è un racconto che merita di essere ascoltato da tutti quelli che, senza pregiudizi, vogliono cercare di capire cosa è successo: "Più il tempo passa e più cresce dentro di me la sensazione che tutto quello che è successo dal maggio del 2006 in poi abbia prodotto soltanto una finta rivoluzione. Alla folla dei perbenisti, dei benpensanti e degli ingenui sono state date in pasto alcune teste, soprattutto la mia, hanno fatto credere di aver ripulito il calcio dai grandi corruttori per poter ricominciare in modo diverso. Non è così."

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Recensioni dei clienti

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    stefabel

    29/06/2017 10:55:53

    Un libro pieno di refusi (finale di Champions Manchester Juventus? Torino di Moggi sempre davanti alla Juve pre Moggi? Date sbagliate? ) e di argomentazioni assurde, per difendere il proprio operato alla Juve Moggi fa esempi di comportamenti analoghi da lui tenuti in altre società.... Come scrittore è decisamente mediocre, come avvocato di se stesso pessimo, praticamente si autoaccusa

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    Gianni

    20/01/2014 19:47:31

    la VERITà, senza se e senza ma. Sono una persona obiettiva, che si informa a 360° e Calciopoli la reputo e la reputerò sempre una delle più grandi farse della storia d'Italia, ma il calcio in questo paese è vissuto come una fede, e non potrà mai far aprire gli occhi a tifosi di altre squadre

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    rainbow

    08/03/2009 13:32:45

    Premetto che sono interista e a suo tempo ho letto, trasalendo, il testo delle intercettazioni circolato sulla stampa. Adesso ho letto questo libercolo. Sono felice di averlo preso a prestito da una biblioteca, e non comprato, e di averlo trovato intonso perchè forse mai letto da nessuno prima di me. Oltre a tutte le cose che Moggi dal suo punto di vista non può che ribadire (e chi non lo farebbe?), oltre al solito campionario nazionalpopolare fatto della consueta commistione di umili origini, onestà, trasparenza, fede-lavoro-famiglia e carità, fede soprattutto, molta fede e devozione, istinti inconsulti e quant’altro (che certo io non sono nessuno per mettere in dubbio -il rispetto per la PERSONA è sempre e comunque fondamentale- ma su cui credo mi sia consentito di fare tra me e me qualche simpatico, benevolo sorriso) dalla lettura di questo ameno testo ho però appreso alcune primizie, fra cui: 1) il sig. Bertini con la Juve non indovinava un arbitraggio (toh, avevo avuto quest’impressione anch’io, forse da un'altra angolatura...) 2) l’autore, oltre agli innumerevoli contatti telefonici con mezzo mondo del calcio, era riuscito a stabilire un filo diretto persino con Padre Pio 3) l’autore probabilmente non era il primo della classe in lingua italiana, specie quanto all’uso del “che”. Per il resto questa lettura non ha sciolto nessuna delle mie perplessità. Che per me, garantista convinto, restano comunque solo e soltanto perplessità, e non sentenze. Quelle lasciamole ai giudici, nell'auspicio che facciano sempre bene il loro lavoro. Ma diamo ai tifosi, che ormai da lustri ammirano certi spettacoli, un briciolo di solidarietà. Che bello era il calcio di Rocco ed Herrera! E sincera solidarietà umana (non sportiva) comunque anche a Moggi, colpevole o innocente, simpatico o antipatico che possa essere, per quanto ha passato e sta passando. Capito, LISA? Un'altra volta, prima di affibbiare la Siberia a qualcuno, pubblica almeno il tuo indirizzo mail. Il mio c'è, come vedi. Farai più bella figura, LISA.

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    Ruben

    28/04/2008 14:24:39

    Nelle parole di Moggi ho trovato solo la conferma di quello che avevo gia capito da solo: venendo a mancare gli Agnelli è venuta a mancare la protezione attorno ai 2 dirigenti più in gamba; invidia e gelosia hanno spinto chi spendeva in continuazione senza vincere nulla a far fuori dal giro chi invece riusciva a vincere facendo quadrare il bilancio. E' come la storia di Pantani: lui era il drogato e gli altri tutti puliti? Sentendo cosa diceva Moggi al telefono può sembrare un delinquente ma la realtà è che erano tutti uguali, i dirigenti delle altre società usavano tutti gli altri sistemi di Moggi, forse con meno abilità e sicuramente con meno risultati. Moggi vinceva perchè conosceva i giocatori e metteva tutti i componenti della società in grado di rendere al massimo, era il migliore nel suo lavoro. Chi lo attacca lo fa solo per invidia e ha il prosciutto davanti agli occhi perchè nel calcio non è cambiato niente, è tutto come prima. Forza Moggi, ti rivogliamo in bianconero con Giraudo e Bettega.

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    pasquale

    24/02/2008 01:50:00

    Condivido in toto la recensione di Pippomix. Sarei tentato dal 5 per la piacevole lettura ma e' un voto troppo alto per qualcosa che non ha a che fare con la vera letteratura. Consigliato soprattutto ai denigratori della grande Juve. Aprite gli occhi. Solo con un complotto poteva essre fermato uno squadrone del genere. Spero che la giustizia ordinaria prima o poi faccia pagare a Moratti e Provera quallo che devono pagare ed anche a quell'insulso di Mancini di andare ad allenare i polli. Comunque voto 4

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    emanuele

    28/01/2008 17:56:18

    Sono interista, ve lo dico subito.Il libro si legge davvero volentieri,molto simpatico quando parla di aneddoti calcistici famosi e non .Come libro di difesa e' un disastro , mi sarei aspettato qualcosa di piu' convincente invece moggi che fa'? nega tutto,semplicemente. Ha avuto problemi con roma napoli torino juventus e tutto quello che ci dice e' che in italia funziona cosi. Comunque da leggere

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    antonio

    23/01/2008 23:26:12

    un buon punto di vista....

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    lisa

    28/12/2007 19:43:42

    ovviamente questo libro sarà santificato dagli juventini, e criticato dagli altri tifosi. Ma come si permette Moggi, davanti all'evidenza, di difendersi? Io se fossi in lui, mi andrei a nascondere in Siberia!! "Libro" orribile, e l'uscita denota che le case editrici pubblicano solo "libri" di personaggi negativi e noti.

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    francesco

    26/12/2007 12:43:29

    ... rimangono tanti dubbi: e quindi un libro di autodifesa dimostra già di essere un buon libro solo per questo motivo. Calciopoli si è chiusa o no? Adesso vediamo partite vere? che ruolo ha avuto la Telecom di Tronchetti Provera? Certo rimane l'imbarazzo di uno sport miliardario gestito senza regole, le poche riscritte in corso di campionato, in cui davvero in pochi si possono definire ONESTI.

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    Pippomix

    28/11/2007 18:54:31

    Quando si viene condannati per un reato che nemmeno esiste nel Codice di Giustizia Sportiva; quando costituzionalisti e avvocati affermano che il processo di "calciopoli" è stato un "aborto giuridico"; quando i media gridano al mondo che si è chiuso un arbitro nello spogliatoio e poi, però, a due testimoni che lo negano viene impedito di testimoniare al processo; quando la magistratura ordinaria stabilisce che i sorteggi arbitrali erano REGOLARI e si scopre che il vecchio regolamento sportivo NON impediva ai dirigenti dei club di parlare coi designatori; quando tutti gli arbitri vengono assolti, tranne uno (De Santis) e non per un match della Juve (bensì per Parma-Lecce); quando un processo (che viene fatto gestire da un uomo che stava sia nel CdAmm dell'Inter che in quello della Telecom) si basa su intercettazioni (illegali) della Telecom che regalano uno scudetto all'Inter...e soprattutto quando tutti o quasi tutti i giornali e le TV sottaciono questi e molti altri dati FONDAMENTALI, allora è proprio il caso di chiedersi, assieme a Luciano Moggi...ma che ne è del calcio italiano? E soprattutto, che ne è del giornalismo italiano? Della democrazia e del diritto? E perchè mai una società quotata in borsa decide di pagare un avvocato per perdere la causa senza difendersi e senza difendere gli interessi dei suoi piccoli azionisti? Cosa c'è dietro la scelta suicida della proprietà bianconera e cioè del gruppo Ifil? Come mai si registrarono insoliti quanto mastodontici movimenti azionari poco prima e poco dopo dello scoppio di "calciopoli"? E come mai nulla di tutto questo, lo ripeto, è stato mai pronunciato dalla stampa e dai media italiani che tanto moraleggiano alla faccia del popolino bue? Luciano Moggi dice tutto ciò che pensa sul più grande finto-scandalo dello sport italiano, in attesa, si spera, che ci sia almeno un giudice vero a Berlino...o in Europa...che voglia ascoltarlo in un processo VERO.

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    Razumichin

    20/11/2007 14:01:56

    Ho appena finito di leggere l’accorata, appassionata, documentatissima autodifesa di Luciano Moggi e devo confessarvi che qualche passo m'ha commosso, fatto che mi capita assai di raro... Ma se c’è qualcuno che pensi di acquistarlo e abbia qualche dubbio in proposito gli consiglio di correre in libreria e farlo perché se è un vero juventino non avrà da pentirsene. Lucianone è un uomo sconfitto, braccato, disperato, pieno di lividi e di inguaribili ammaccature e anche se (apparentemente) conserva del suo carattere combattivo, si avverte che sa, che sente di essere ormai fuori dai giochi che contano, fuori da tutto, con tutta la sua fede un uomo bruciato, finito, un morto che cammina... In quest’italia compassionevole e ipergarantista che è diventato il paradiso di ben-godi per chiunque delinqua, lui e la nostra Juventus sono stati fatti fuori in un modo brutto e brutale. Lui dice che ricorrerà alla corte di giustizia dell’Aja e se sarà il caso anche all’Alta Corte di di Strasburgo... ma si vede che non ci crede: difatti quale presidente di una squadra di calcio sfiderebbe l'opinione pubblica e affiderebbe le fortune sue e della propria squadra a un uomo condannato all’infamia per l’eternità come Luciano Moggi...? Ma nella sua accorata autodifesa c’è di tutto e ce n’è per tutti: dall'infido Montezemolo ai fratelli Elkann, da Moratti al sistema spionistico che a fini intimidatori e ricattatori i vertici associati di Telecom e della Internazionale spa illegalmente misero su per stravolgere i rapporti delle forze in campo e dare la supremazia tecnica ed agonistica ad una società debole e mal guidata, che solo per questo è potuta ritornare a vincere dopo decenni di spese folli e di solenni brutte figure. Non posso dilungarmi, lo spazio non me lo consente... C'è molto spazio anche per le questioni tecniche... Cose che chi come me segue il calcio assiduità conosce e capisce bene... Juventini di tutto il mondo compratelo, leggetelo, non ve ne pentirete.

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    Laura

    16/11/2007 17:43:56

    Un libro interessante per chi segue la vicenda di Calciopoli, in quanto rappresenta il punto di vista ufficiale dell'indagato numero uno, quello che secondo una visione estremamente semplicistica dovrebbe essere la quintessenza di tutti i mali del calcio italiano. I capitoli che riguardano l'autodifesa sono ben argomentati e documentati. Segue una parte in cui Moggi racconta la propria ascesa professionale fin dagli esordi come osservatore di calcio, senza raccomandazioni essendo partito assolutamente dal nulla, ma con molta intraprendenza, organizzazione, tenacia e soprattutto innegabile competenza tecnica, per operare sul mercato con il massimo risultato e la minima spesa, invece che con la massima spesa e il minimo risultato. Tanti gli episodi e i ritratti di personaggi incontrati nelle diverse società, interessanti per gli appassionati di calcio anche in una prospettiva storica, dagli anni Sessanta in poi. Alla fine, quali che siano le eventuali responsabilità di Moggi che vengano definitivamente accertate, diventa veramente difficile, per non dire impossibile, credere che l'ex dg bianconero sia la sola e unica radice di tutti i sospetti sul calcio italiano. Una delle tesi di Moggi, ribadita più volte, secondo cui in qualsiasi attività si ottiene di più coltivando buone relazioni, in certi casi può essere opinabile e sconfinare anche nell'ambiguità, ma resta il fatto che è la pratica comune nella stragrande maggioranza delle situazioni italiane, in qualsiasi settore e quindi anche nel calcio. Moggi controbatte alle accuse con dati e argomentazioni, e si dice sicuro che il tempo e gli sviluppi processuali gli daranno ragione. Attendiamo con curiosità e con menti il più possibile aperte. Ultimo commento: contrariamente a quel che forse, anche qui un po' pregiudizialmente, ci si potrebbe attendere, il libro è anche scritto molto bene e si legge con piacere.

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    Davide

    13/11/2007 10:21:56

    Bel libro ricco di aneddoti calcistici che hanno fatto la storia del football nostrano. Da queste pagine ne esce un Moggi illibato che non ha mai fatto male a nessuno. Chissà..? In ogni caso io sto dalla sua parte, il marcio del calcio è molto più vasto di un unica persona.

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