Cambiare regime. La sinistra e gli ultimi 45 dittatori

Christian Rocca

Editore: Einaudi
Collana: Gli struzzi
Anno edizione: 2006
Pagine: VI-254 p., Brossura
  • EAN: 9788806182915
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    Stefano Matteo Cambiase

    10/07/2009 15:34:50

    Sono un giovane studente di scienze politiche che vive negli USA da diversi anni. Devo dire che le analisi sulla politica statunitense del dott. Rocca non mi hanno mai convinto e con questo libro, che ho letto in un pomeriggio, non mi convincono quelle relative alla politica italiana. Le persone in malafede commettono l'errore di scrivere libri a partire da un proposito militante: quello di accerchiare un nemico. La scienza dovrebbe essere neutrale. Caro Rocca, impari a fare il mestiere di giornalista prima di scrivere libri. Non è per lei.

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    dan

    07/10/2008 16:05:00

    Ottimo! smaschera le contraddizioni della sinistra radical chic e di governo, come al soliti lontano dalla realtà

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    Enza Sinciamo Vubrare

    30/09/2007 13:55:49

    Condivido il primo parere. Soldi spesi male.

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    Antonio B.

    12/04/2007 21:48:42

    Un libro FONDAMENTALE.

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    Gaspatcho

    20/02/2007 09:05:14

    L'ultimo libro di Christian Rocca, inviato speciale del "Foglio" e attento conoscitore della politica americana e della geo-politica, risponde principalmente ad una domanda: qual'è una politica estera di sinistra? Rocca si chiede infatti perchè i partiti della sinistra italiana si ostinino a difendere dei regimi dittatoriali (Castro, Saddam, il governo palestinese e tanti altri) che non mettono al primo posto il benessere delle persone da loro governate, ma che invece le usano per i loro interessi e le sfruttano per i loro fini. La sinistra, che si propone di difendere i ceti più deboli, dovrebbe fare l'esatto contrario e dovrebbe battersi per promuovere la democrazia ed il rispetto dei diritti umani in tutti i paesi del mondo. Essa invece si trincera ancora dietro le bandiere del pacifismo e dell'anti-americanismo non capendo che non sono gli USA i colpevoli di tutti i mali del mondo e che essere "pacifisti senza se e senza ma" serve solo a mantenere lo status quo di quei paesi in cui prosperano i dittatori più sanguinari. Un serio esame di coscienza sarebbe necessario alla sinistra italiana che è rimasta attaccata a ideali e pregiudizi della guerra fredda senza notare che la guerra fredda è finita da quasi 20 anni e che nel frattempo il mondo è cambiato. Un unico appunto che si può fare a Rocca è che lui, al contrario della sinistra, è anche troppo ingenuamente filo-americano e sposa anche delle posizioni sbagliate dell'amministrazione attuale e dei neo-con. Ad esempio la situazione attuale in Iraq ci dimostra come intraprendere questa guerra sia stato sbagliato non per motivi ideologici, ma perchè in pratica il popolo iracheno (o i vari popoli che abitano all'interno dei confini di questo stato) sono passati dalla padella alla brace e gli americani non sanno più che pesci pigliare. Un pò ingenua è anche la visione che ha Rocca dei neo-con che avrebbero il solo scopo di portare la democrazia, con le buone o con le cattive, in tutti quei paesi in cui ancora non c'è. Comunque un buon libro.

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    piergiovanni cobolli

    30/11/2006 23:32:08

    Mi chiedo come possa Einaudi dar credito a autori di questo tipo. Questa dovrebbe essere una condanna della politica progressista fondata su un documentato catalogo degli errori di certo socialismo novecentesco. E invece è soltanto un'accozzaglia di ideucole mal recepite e organizzate secondo un ordine tematico assai elementare. L'ho letto in due ore. Disgustoso. Un libro ridicolo.

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