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Ian Tattersall

Traduttore: L. Montixi Comoglio
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 222 p. , Brossura
  • EAN: 9788811675921

Recensioni dei clienti

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    Marco

    29/05/2010 19.28.57

    Libro molto bello. Viaggia molto spedito in numerosi passaggi, ma dà un ottima inquadratura dell'argomento. Ottimo se non avete letto molto sull'argoemto ed un buon risssunto se siete più esperti. Anche se non condivido completamente alcune riflessioni, ho amato enormemente la parte filosofica finale. Non ho dato un 5 su 5 solo perchè è di sole 222 pagine, ma se questo non vi disturba, difficilmente sarete delusi dalla sua lettura.

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    Prso

    09/06/2009 20.49.46

    Come ha scritto Niles Eldredge si tratta forse del migliore libro sull’evoluzione dell’uomo. Il valore aggiunto sta, a mio avviso, nell’approccio problematico, aperto, che predilige contrapposizione di idee e ragionamento. Alla fine si può essere in accordo o meno con le conclusioni di Tattersall, ma si è costretti a valutare diverse ipotesi. Come accade sempre però, un approccio di questo tipo richiede l’apertura mentale necessaria alla valutazione del messaggio nel suo complesso. Infatti le letture parziali, limitate da ide(ologi)e precostituite, rischiano di soffermarsi su concetti secondari che portano a fraintendimenti clamorosi del messaggio dell’Autore. I tre punti “degni di essere letti” sono i punti che hanno impressionato Gianluca, ma non sono le conclusioni di Tattersall, che dice ben altro riguardo alla “presunta” (?) evoluzione dell’uomo. Buona lettura a tutti, è bellissimo…

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    Gianluca

    03/12/2006 14.21.29

    Questo libro non ha niente di nuovo riguardo alla presunta evoluzione dell'uomo, ma vi sono 3 punti degni di essere letti, che si trovano nei capitoli I, II, III, V. Il primo e che l'animale dato che ha un cervello diverso dal nostro quando fa una cosa simile a un gesto umano e noi la interpretiamo alla maniera umana, in realtà proprio perchè l'animale ha una struttura celebrale differente dalla nostra, la possibilità che esso l'abbia pensata come l'abbiamo pensata noi è del tutto falsa. La seconda mostra le differenze che esistono tra l'uomo di neanderthal e l'uomo di Cro-Magnon, soprattutto riguardo la sepoltura. Mentre l'uomo di Cro-Magnon lasciava dei doni all'interno delle tombe, l'uomo di Neanderthal non lasciava niente e con questo "niente" sfuma ogni possibilità sicura che l'abbia fatto in vista di un'altra vita oltre la morte. Il terzo punto riguarda la comunicazione. Mostrando che non solo molte ricerche abbiano esagerato nell'attribuire alle scimme capacità umani di comunicare (anche gestualemente), ma dimostra che senza la parola, l'intuizione non la può sostituire. Riquardo invece al IV capitolo, mi dissocio altamente giudicando il fatto della sovrappopolazione un fatto non attinente con la realtà. La maggior parte del mondo non è abitato come dovrebbe e vi sono molte zone dove non vi è la presenza dell'uomo. Dire che siamo troppi nel mondo è come dire che una botte da 100 L si può al massimo mettere 1 L di qualunque liquido.

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