La campana di vetro

Sylvia Plath

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Editore: Mondadori
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 465,93 KB
Pagine della versione a stampa: XVI-228 p.
  • EAN: 9788852081651
Salvato in 6 liste dei desideri

€ 6,99

Punti Premium: 7

Venduto e spedito da IBS

EBOOK
Aggiungi al carrello
spinner
Fai un regalo
spinner

non è possibile acquistare ebook su dispositivi Apple. Puoi comunque aggiungerli alla wishlist

Scrivi cosa pensi di questo articolo
5€ IN REGALO PER TE
Bastano solo 5 recensioni. Promo valida fino al 25/09/2019

Scopri di più

Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Brillante studentessa di provincia vincitrice del soggiorno offerto da una rivista di moda, a New York Esther si sente «come un cavallo da corsa in un mondo senza piste». Intorno a lei, l'America spietata, borghese e maccartista degli anni Cinquanta: una vera e propria campana di vetro che nel proteggerla le toglie a poco a poco l'aria. L'alternativa sarà abbandonarsi al fascino soave della morte o lasciarsi invadere la mente dalle onde azzurre dell'elettroshock. Fortemente autobiografico, "La campana di vetro" narra con agghiacciante semplicità le insipienze, le crudeltà incoscienti, gli assurdi tabù che spezzano un'adolescenza presa nell'ingranaggio stritolante della normalità che ignora la poesia. Prefazione di Claudio Gorlier.
4,07
di 5
Totale 14
5
9
4
1
3
1
2
2
1
1
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    Alexandre Débeaux

    12/07/2019 16:02:42

    Sylvia Plath è stata una rivoluzionaria sentimentale, ha saputo tra i suoi versi ed i suoi pensieri, rovesciare le convenzioni sociali portando sopra ogni cosa il pensiero femminile, mortificando il mito della casalinga americana e curatrice della famiglia, a favore di una libertà intellettuale realmente sudata e conquistata sul campo. L’indipendenza culturale è forse il messaggio più profondo che la poetessa ha voluto comunicare, poiché non relegato da alcun status sociale; eppure il rapporto sin dall’infanzia con la morte, evoluto poi in un lato oscuro e mai chiarito della propria personalità, ha portato nei suoi versi un carisma sinistro e deleterio, nel quale l’estrema soluzione è sembrata sempre la migliore soluzione.

  • User Icon

    Rosanna

    19/05/2019 17:50:45

    Un romanzo che per me è stato una vera e propria epifania, dopo averne ultimato la lettura mi sono letteralmente gettata nella ricerca compulsiva di qualsiasi cosa avesse scritto la Plath. Il modo in cui l'autrice sia riuscita a dar voce ai miei pensieri mi ha sconvolta. La campana di vetro è un romanzo durissimo, bisogna avere la fortuna di leggerlo nel momento giusto per poterlo apprezzare davvero.

  • User Icon

    Agnese

    11/03/2019 13:20:52

    Quanta angoscia, quanto dolore ma anche quanta noia da parte della protagonista. Una storia tra le tante ma così importante che ci aiuta a guardare con un occhio più attento la grande America degli anni '50 e i suoi manicomi in cui 'elettroshock era una consuetudine. Esther è un personaggio irritante ma così reale, ecco perché ne ho apprezzato ogni sfumatura. La scrittura della Plath, però, è ciò che più mi ha colpita.

  • User Icon

    Ai

    06/03/2019 15:48:49

    Libro meraviglioso. Uno dei miei preferiti, davvero. Questo non è solo un libro, è un sentimento che prende forma su carta. È fantastico, ti toglie il respiro e ti strappa il cuore. È un'esperienza indimenticabile. La Plath era una grande poetessa e scrittrice.

  • User Icon

    ester

    23/09/2018 18:11:55

    Senza dubbio uno dei libri più autentici mai scritti. Sylvia attraverso Esther ci descrive la sua malattia, la sua sofferenza senza mai vacillare nella scrittura, che rimane sempre forte e ferma anche nei momenti più dolorosi

  • User Icon

    angela

    21/09/2018 16:04:41

    Non sono riuscita a finirlo, è alquanto noioso e angosciante.

  • User Icon

    margherita

    20/09/2018 13:50:38

    E' un mondo cinico quello descritto ne "La campagna di vetro" ed i suoi abitanti appaiono per la maggior parte predatori. Nel suo personale, forse in parte autobiografico, ritratto della società statunitense degli anni '60, Sylvia Plath ricrea quello che forse è stato il universo personale soffocante, opprimente, claustrofobico, indotto da una realtà che procede e va avanti trascinando dietro sé tutto ciò che incontra sul suo cammino. Esther, la nostra protagonista è troppo fragile per respirarvici. La nostra contro-eroina fa parte di quelle tante anime del mondo nate "storte", o semplicemente pure e sincere, dotate di una sensibilità che le rende inadatte al mondo crudele e distruttore in cui viviamo. La storia di questa giovane donna ci cattura perchè ha il potere di turbare mentre cerchiamo di capire quale possa essere la ragione del suo malessere. Un precoce lasciarsi andare perchè è meglio fingersi pazzi piuttosto che restare in una realtà odiata. Ho apprezzato questo racconto perchè si legge il coraggio di ammettere le proprie fragilità. Se amate le letture introspettive e psicologiche, questa è un'indagine nel malessere umano.

  • User Icon

    Kirù

    20/09/2018 09:18:49

    Non sono riuscita ad apprezzare quest'opera, la vedo come un diario sempliciotto che niente aggiunge e nulla toglie alla nostra conoscenza e sensibilità. Certo, la sua uscita sul mercato all'epoca destò scalpore, perché per la prima volta si parlò in maniera più o meno aperta di certi argomenti, ma per un contemporaneo resta poco interessante, a mio avviso ovvio. Per quanto lo contestualizzi, non riesco a farmelo piacere neanche a livello stilistico, arido e sciatto, senza nessun tipo di verve. Chissà, forse la poesia resta il suo ambito migliore, ma non posso fornire un giudizio in merito non avendo letto nulla di suo.

  • User Icon

    mario

    18/09/2018 20:12:27

    Sylvia Plath sente che tra quello che lei è e ciò che ci si aspetta che sia c'è incompatibilità e, forse grazie a una depressione, tenta la fuga, il suicidio, già a vent'anni. Seguiranno tanti altri tentativi, fino al compimento della sua volontà, a 31 anni. Il romanzo, autobiografico, dove Sylvia descrive la vita di una ragazza, Esther, suo alter ego, mi ha colpito innanzitutto per lo stile. Mi aspettavo un clima cupo, deprimente, opprimente, senza speranza. L'ho trovato invece coinvolgente, asciutto, non disperato, tranquillo, pacato, quasi rassegnato. L'atmosfera non è alienata, nonostante la malattia mentale. Non c'è chiusura in sé stessa, bensì apertura, ironia, cinismo. Parlando per bocca di Esther, Sylvia racconta i suoi incubi, i rapporti con la madre, il sesso, la sua prima volta, l'esperienza in ospedale psichiatrico, l'elettroshock, le riflessioni sul suicidio, la depressione, la poesia, l’invidia. Parla di sé, Sylvia Plath. Ma il suo discorso acquisisce valenza assolutamente universale e attuale. Ed è questo che fa di questo libro un vero gioiello. L'interrogarsi di Sylvia sul senso della vita e sulle sue costrizioni diventa, lentamente e inevitabilmente, il nostro.

  • User Icon

    Aniello

    18/09/2018 15:59:51

    Il linguaggio utilizzato ne “La Campana Di Vetro” è elegantemente strutturato, ricco ma anche delicato, e secondo molti critici la narrazione ha parecchie affinità con Il giovane Holden. La protagonista Esther (alter ego di Sylvia Plath) parla con terribile naturalezza del suo disagio, del suo sentirsi sempre inadeguata e dei suoi progetti e tentativi per mettere fine alla sua vita: purtroppo il suicidio è un pensiero costante, inevitabile, "normale" epilogo della sua esistenza. Lo consiglio se si è in un momento della propria vita sereno e rilassato, altrimenti si rischierebbe di calcare ancora di più determinati stati d'animo.

  • User Icon

    Teresa

    18/09/2018 11:40:04

    "La campana di vetro" di Silvia Plath fu pubblicato con lo pseudonimo di Victoria Lucas un mese prima dell’11 febbraio, quando la scrittrice preparò due fette di pane e burro e due tazze di latte per i bambini prima di sigillare porte e finestre e infilare la testa nel forno a gas. Un'analisi acuta e grottesca sullo spazio che occupa l'aria all'interno di quella campana di vetro che ci soffoca e smorza ogni slancio.

  • User Icon

    Romolo Ricapito

    02/05/2018 17:06:17

    Un capolavoro della letteratura americana sebbene sia l'unico romanzo di questa poetessa, datato 1963 come uscita ma scritto nel 1961 è uno spaccato della società americana, della sua gioventù e delle frequentazioni delle giovani donne che lo popolano. Alla protagonista non interessa "sistemarsi" anche se ne ha la possibilità ma affinare la propria cultura. Ci sono introspezioni umoristiche, ma la trama precipita improvvisamente in un cupio dissolvi. Di contenuti negativi il romanzo ne ha, ad esempio i continui riferimenti al suicidio e infatti nel 1963 la Plath si ammazzerà. ma trattasi appunto di un'opera concettualmente autobiografica e vitale nonostante sembra che in essa la protagonista rinunci a vivere.

  • User Icon

    Ariel

    15/04/2018 12:40:58

    Un bel romanzo, che attraverso una scrittura agile e diretta ci offre un affresco essenziale dell'America vacua degli anni Cinquanta. Con divertita ironia e senza alcun patetismo la protagonista descrive il proprio crescente senso di inadeguatezza ed estraneità, il desiderio di morte, l'assurdità di pratiche come la lobotomia e l'elettroshock. Ciò che le interessa è la verità, non edulcorata negli aspetti più sgradevoli della quotidianità. Finale intriso di spavento e speranza.

  • User Icon

    Kim W.

    19/03/2018 21:25:55

    Credo che Esther Greenwood sia uno dei personaggi più irritanti che abbia incontrato nelle mie numerosissime letture. Non riesco, francamente, a capire il successo di questo "classico". Se vi piacciono le storie che parlano di donne incapaci di prendere in mano la propria vita e perdersi in un'ottusa follia, il romanzo potrebbe anche piacervi. In caso contrario, leggete altro.

Vedi tutte le 14 recensioni cliente
  • Sylvia Plath Cover

    Poetessa statunitense. Dopo gli studi universitari allo Smith College, ottenne una borsa di studio in Inghilterra dove conobbe il poeta Ted Hughes, che sposò nel 1956. Le durezze della vita domestica e lo scarto tra la prigionia della condizione femminile e l'ardore della ispirazione poetica le si rivelarono presto insopportabili. Morì suicida a soli 31 anni. Al momento della morte aveva già pubblicato la raccolta "Il colosso" (1960) e il romanzo autobiografico "La campana di vetro" (1963). Ma il meglio della sua produzione, raccolto dopo la morte a cura del marito nel volume "Ariel" (1965), in "Alberi invernali" (1971) e "Attraversando l'acqua" (1971), appartiene al periodo estremo e più solitario della sua vita.Assurse a simbolo di tutte le rivendicazioni femministe. Approfondisci
| Vedi di più >
Note legali