Curatore: G. Davico Bonino
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1988
In commercio dal: 01/01/1997
Pagine: VIII-133 p.
  • EAN: 9788806600068
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    30/01/2018 09:39:37

    Una piazza con dei fabbricati al centro della scena, e in quei muscoli di stradine e di portici che la avvolgono, di camini fumanti e scorci di finestre, ecco svolgersi un chiassoso andirivieni di storie, un brulichio di amori contesi, di caratteri annoiati e scontenti, di piccole invidie, e il tutto nel ventre del popolo più schietto, più grossolano e caldo, in una Venezia che incanta e seduce come sempre. Le abitudini si incrociano fra i personaggi che si conoscono bene, i segreti si annunciano e si perdono sotto le storie e i confronti più vari, ed è bellissimo in tal senso il ruolo del Cavalier Foresto, un tizio che è ospite nella locanda e che di volta in volta interviene con la sua mansuetudine accorta a sedare liti e ingiurie, malanimi e guasti. Chi tenta di elevarsi socialmente tentando un balzo dal proprio rango costretto, chi insegue una passione che le cambi la vita, chi vanta superiorità millantate. L'opera è come un susseguirsi di singole porte e singole sorti che si aprono di volta in volta su altre per poi intersecarsi insieme negli odori e nelle zuffe del Campiello, in questa fettuccia di strada dove il mondo non è né più né meno che una tessera di vita offerta in ogni eterno comportamento umano. In tal senso avrà teneramente presa il banchetto offerto dal Cavaliere e che in qualche modo cucirà i destini e l'amicizia dei personaggi in ballo. Usciranno storie sepolte, vergogne mal celate, orgogli e arrivismi forse senza sviluppo, ma ogni cosa in fondo si rifletterà sulla scena con una tale leggerezza, una misura di gusto e di stile che pur nella simpatia del dialetto riuscirà a sorprendere lettori e spettatori per bellezza e freschezza. I sentimenti son sempre quelli, rivalse e scalate verso sogni migliori, allegria e intelligenza, timidezze e slanci, la partitura di un borgo uguale al destino di tutti. Ma il modo in cui Goldoni fa salire sulla giostra queste maschere è un dono di cui non finiremo mai di ringraziarlo. Altra straordinaria perla.

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    Federica

    05/01/2006 20:19:00

    E' una commedia d'avvero simpatica, buffa, scritta in dialetto veneziano è molto divertente e di facile comprensione. La storia è molto intrecciata ricca di personaggi strani e donne portinaie.. Leggetelo, in pochissime ore vi farete un pò di sane risate..e imparerete quasi un nuovo dialetto! ;=)!

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