Curatore: G. Davico Bonino
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1988
In commercio dal: 1 gennaio 1997
Pagine: VIII-133 p.
  • EAN: 9788806600068
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Descrizione
Commedia in cinque atti, in versi, scritta in dialetto veneziano. La scena è in una piazzetta (campiello), un giorno di carnevale. Pasqua vuole maritare la figlia Gnese per potersi risposare. La vecchia Catte, per la stessa ragione vorrebbe che sua figlia Lucietta sposasse presto Anzoletto e Orsola, la frittolera, cerca moglie per il suo Zorzetto. Un cavaliere napoletano di passaggio corteggia Gasparina, nipote del ricco Fabrizio. Verso sera le chiacchiere si calmano e tutto è sistemato: Gnese sposa Zorzetto, Anzoletto dà l'anello a Lucietta e il cavaliere ha ottenuto la mano di Gasparina.

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    Cristiano Cant

    30/01/2018 09:39:37

    Una piazza con dei fabbricati al centro della scena, e in quei muscoli di stradine e di portici che la avvolgono, di camini fumanti e scorci di finestre, ecco svolgersi un chiassoso andirivieni di storie, un brulichio di amori contesi, di caratteri annoiati e scontenti, di piccole invidie, e il tutto nel ventre del popolo più schietto, più grossolano e caldo, in una Venezia che incanta e seduce come sempre. Le abitudini si incrociano fra i personaggi che si conoscono bene, i segreti si annunciano e si perdono sotto le storie e i confronti più vari, ed è bellissimo in tal senso il ruolo del Cavalier Foresto, un tizio che è ospite nella locanda e che di volta in volta interviene con la sua mansuetudine accorta a sedare liti e ingiurie, malanimi e guasti. Chi tenta di elevarsi socialmente tentando un balzo dal proprio rango costretto, chi insegue una passione che le cambi la vita, chi vanta superiorità millantate. L'opera è come un susseguirsi di singole porte e singole sorti che si aprono di volta in volta su altre per poi intersecarsi insieme negli odori e nelle zuffe del Campiello, in questa fettuccia di strada dove il mondo non è né più né meno che una tessera di vita offerta in ogni eterno comportamento umano. In tal senso avrà teneramente presa il banchetto offerto dal Cavaliere e che in qualche modo cucirà i destini e l'amicizia dei personaggi in ballo. Usciranno storie sepolte, vergogne mal celate, orgogli e arrivismi forse senza sviluppo, ma ogni cosa in fondo si rifletterà sulla scena con una tale leggerezza, una misura di gusto e di stile che pur nella simpatia del dialetto riuscirà a sorprendere lettori e spettatori per bellezza e freschezza. I sentimenti son sempre quelli, rivalse e scalate verso sogni migliori, allegria e intelligenza, timidezze e slanci, la partitura di un borgo uguale al destino di tutti. Ma il modo in cui Goldoni fa salire sulla giostra queste maschere è un dono di cui non finiremo mai di ringraziarlo. Altra straordinaria perla.

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    Federica

    05/01/2006 20:19:00

    E' una commedia d'avvero simpatica, buffa, scritta in dialetto veneziano è molto divertente e di facile comprensione. La storia è molto intrecciata ricca di personaggi strani e donne portinaie.. Leggetelo, in pochissime ore vi farete un pò di sane risate..e imparerete quasi un nuovo dialetto! ;=)!

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