Il cannocchiale d'Ambra. Queste oscure materie. Vol. 3

Philip Pullman

Traduttore: F. Bruno
Editore: TEA
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 giugno 2014
Pagine: 451 p., Brossura
  • EAN: 9788850235315
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Descrizione
Dopo la "Bussola d'oro" e "La lama sottile" Philip Pullman conclude la trilogia con un nuovo libro, arricchendo il suo universo di nuovi personaggi i gallivespiani, orgogliosi guerrieri a cavallo di libellule dai colori sgargianti; i mulefa, strani animali che viaggiano su ruote, dotati di un linguaggio e della capacità di vedere la Polvere - e apre nuovi mondi, arrivando perfino nella terra della morte. Nel "Cannocchiale d'ambra" la storia diventa epica, sfrontata e dissacrante, esplora i recessi più profondi, supera i confini tra cielo e terra, in un'entusiasmante e insieme poetica unione di avventura, mito e religione. Età di lettura: da 12 anni.

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Recensioni dei clienti

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    Alessandro

    21/05/2018 19:46:11

    Tra i libri peggiori che abbia mai letto. La trama è piata, forzata e noiosa. Il finale è prevedibile e scontato. L’intera lettura procede a stento, arrivare alla fine è un supplizio. L’intera realtà creata è senza senso, ha l’aria di un qualcosa di “costretto”. I personaggi sono insignificanti e prevedibili quanto la trama. Forse l’autore era troppo impegnato a esporre la sua dottrina per curare adeguatamente la qualità del suo lavoro. Infatti, in questo terzo capitolo, con la sua ossessione contro la religione si rende ridicolo. Potevo capire l’aspra critica iniziale al cattolicesimo, visione fin troppo diffusa tra i britannici, ma il modo in cui arriva parla di Dio supera ogni limite. L’intera trilogia, e quest’ultimo capitolo in particolare, è oltremodo irrispettosa, presuntuosa e provocatoria, ricolma della filosofia spicciola e tronfia di questo autore, se autore si può chiamare. Pullman non mostra il minimo rispetto per la fede altrui; fosse un fedele (di una qualsiasi religione) a scrivere un libro in cui parla in questo modo degli atei gli salterebbero alla gola.

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    Peppe

    15/07/2013 14:14:54

    Sono molto perplesso sul giudizio che sto per dare (sono indeciso tra il 3 e il 4) però do un 4 perchè noto che pullman ha saputo gestire in maniera "potabile" la gran confusione di fantasy, fisica, filosofia, teologia precisando DURANTE IL CORSO DELLA STORIA i vari "punti" della storia e non ammassando il tutto alla fine... in ogni caso non trovo lodi da fare allo scrittore perchè in genere personaggi e azioni sono molto piatti... molto viene detto dal narratore "onnisciente e chiacchierone" piuttosto che dai personaggi... elementi lasciati in sospeso o senza spiegazione. Inoltre non ho trovato molto carina l'immagine che lo scrittore vuole dare di Dio e Satana perchè ad un occhio che non sa leggere i significati morali nascosti tra le righe (soprattutto giovani e bambini) creerebbe confusione ect... comunque mi sono molto piaciuti i messaggi morali e filosofici che Pullman voleva dare anche se avrebbe dovuto farlo meglio..

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    Laura

    25/10/2011 10:31:02

    E' difficile dare un giudizio su tre libri che per struttura e premesse si discostano molto l'uno dall'altro. La Bussola d'Oro è un vero e proprio fantasy in cui le considerazioni e riflessioni filosofiche la fanno da padroni. La Lama Sottile è l'avventura appassionante di Lyra e Will tra i vari mondi paralleli. Il Cannocchiale d'Ambra che dovrebbe riunire tutti i piani e i personaggi che popolano la Trilogia di Pullman lascia a mio parere un po' perplessi. La grandiosa lotta tra una visione autoritaria e castrante da una parte e quella libertaria e incentrata sul libero arbitrio dell'individuo dall'altra, che si intravedevano nel primo libro, non è sviluppata a dovere. Alla fine Metratron e il Vegliardo sono personaggi senza spessore e senza perchè. Bella l'idea della Polvere e della sua dispersione. Struggente l'amore a termine dei due protagonisti. Forse nell'universo creato da Pullman c'è troppo materiale, troppe idee, troppe teorie e poca coerenza d'insieme. Comunque da leggere.

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    Il cantastorie

    10/03/2011 17:18:26

    Con questo commento giudico tutta la trilogia. Allora per cominciare chi ama il fantasy deve leggere questi libri, belli o brutti che siano sono un passaggio obbligato. Per il resto ritengo che Pullman abbia poco studiato il suo mondo prima di narrare tutta la storia. Spesso sembra che lo stesso narratore si smarrisca e lasci all'azione colmare le lacune, per restare in tema, i passaggi che apre e che spesso non chiude. Mi ha fatto veramente adirare come la dott.ssa Malone sapesse scalare e ci venisse detto poco prima che lo facesse. Questo denota una frettolosa stesura dell'intreccio che colpisce molto soprattutto il terzo libro. Il finale mi ha deluso. Non perchè sia malinconico, ci sta tutto, ma per l'assoluta mancanza di grandiosità che accompagna tutti e 3 i libri. Da un coinvolgimento multiplanetario si torna ad una singolarità opprimente. Troppi poi i concetti messi su di un fuoco che si è spento prima di vederli cotti. Ma l'impresa comunque merita la lettura.

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    LYRA LINGUARGENTINA

    27/02/2010 21:26:36

    non sono proprio d'accordo con simo e noa...il cannocchiale d'ambra è uno dei libri,tra tanti che ho letto,che mi ha appassionato di più e poi il finale...non so perchè non piace a nessuno.è così romantico e malinconico allo stesso tempo!Leggetelo dopo che letto avete letto i primi due libri de"queste oscure materie" e non vi pentiretedi averlo comprato!

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    Elio

    07/11/2009 08:51:55

    Meraviglioso e degno finale della trilogia,tra le più belle degli ultimi anni. La storia è come al solito piena di livelli di lettura ed ha uno dei finali più belli e struggenti che abbia mai letto.

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    Andrea

    05/05/2009 18:27:03

    Come altri hanno detto questo è probabilmente il più bruttino dei tre con coincidenze improbabili (un sacco di mondi, un sacco di porte, un coltello per aprile e i personaggi "casualmente" finiscono sempre per incontrarsi) e alcune situazioni poco credibili.

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    edantes

    01/02/2009 12:29:12

    Il libro conclusivo è un fantasy che si stacca dai primi due per simultaneità degli avvenimenti e per maturità I primi due libri lasciavano entrare il lettore nel mondo prima di Lyra e poi di Will trasportandoci in avventure e divagazioni sui mondi fantastici ma simili al nostro Questa forza di parlare di loro e di noi,fuori dal libro,vive di uno stile ritrovato in pochi libri definiti fantasy ma spesso infiniti e monotoni. Pullman ha la classe dei grandi scrittori...Il Cannochiale d'ambra porta la visione del mondo di Lyra legata a ciò che lei,e le forze legate a vincere le avversità della religione e del possesso di poter scegliere liberamente influezono il mondo fantastico in cui siamo immersi. Non fermatevi alle apparenze e anche se adulti leggete con calma questi tre libri,e ne uscirete rafforzati.

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    Marco

    17/01/2009 18:45:33

    Non si sono parole per descrivere la bellezza di questi tre libri di pullman. A 15 anni ho letto 80 libri e non ne esiste mezzo più bello Voterei sei se potessi!!!!!!!!!!!

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    benedetta

    12/11/2008 20:35:51

    Ho dato 3/5 in realtà alla trilogia, non al "cannocchiale d'Ambra di per sè"...Come cominciare? Innanzitutto devo dire che il primo libro è quello che mi è piaciuto di più, mentre gli altri sono stati un calare. E poi la scrittura di Pullman diventa sempre più ingarbugliata, e sopratuttutto mi sembra che si perda i pezzi per strada...tipo: pensa di aver detto una cosa mentre in realtà non l'ha fatto, o si perde i personaggi in un mondo e poi ce li ritroviamo da tutt'altra parte e cose del genere..cmq...magari sono io che non me ne sono accorta. E poi sono d'accordissimo con chi dice che il terzo libro è un po' forzato e che due libri più rilassati bastavano. Tutto sommato però il messaggio che passa fa riflettere...quindi dai, discreto.

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    noa

    03/10/2008 01:01:02

    bella la narrazione ma il finale.... certe cose non conicidono e il finale più che una scelta di lyra mi sembra un passaggio obbligato(povera bambina)... orribile...

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    Alessandro

    10/09/2008 23:59:36

    Il più bello tra i 3 libri della saga, l'ho letto in soli 4 giorni per uqnto mi aveva preso la storia e anche perchè era moplto curioso di vedere come terminava... Bello il pezzo in cui Lyra va nel Regno della Morte per incontrare il suo amico Roger. Non vedo l'ora di vedere il film tratto dal libro, anche se so che l'attesa non sarà breve.

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    Athos

    30/08/2008 15:33:39

    A mio parere il "Cannocchiale d'ambra" è il libro più bello della trilogia. L'ho letto con trasorto e in tempi per me brevi (leggo molto ma i libri non li divoro in una settimana, questo l'ho letto in due settimane). La narrazione si fa avvincente e coinvolgente a livelli molto alti. Alla fine trovano anche posto il sentimento e la storia d'amore. L'unica cosa che leva un po' al libro è la guerra all'autoriatà da narrare con meno convinzione ateistica. Forse sarà stato per una mia disattenzione, ma non ho capito subito in che modo Mary Malone avrebbe dovuto svolgere il suo compito di serpente. L'ho capito successivamente leggendo l'articolo riguardo il libro su Wikipedia. Una trilogia da leggere e conservare. Il voto reale è 4.5.

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    Jack

    03/06/2008 21:41:25

    Questo libro mi è piaciuto moltissimo come i due precedenti. Lo consiglio a tutti gli appassionati del genere.

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    Simo

    27/05/2008 18:38:28

    Purtroppo mi ha deluso. La Bussola d'oro mi è piaciuto, La Lama Sottile mi ha appassionato, Il Cannocchiale d''Ambra l'ho finito a stento. Bella trama, ma pesante da seguire. Troppe sottotrame miscugliate tra loro, e una specie di sensazione che siano tutte state attorcigliate assieme a forza per arrivare al finale. Tanti temi cupi, personaggi che spariscono un po' troppo frettolosamente perchè ormai inutili per la storia. Se ne potevano ricavare forse 2 libri più rilassati nella narrazione.

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    Dino

    24/04/2008 19:25:37

    La trilogia di Pullman merita il massimo dei voti: letta con i giusti tempi e gustata attraverso le molteplici chiavi interpretative, essa ci porta in una dimensione onirica, crescente nei tre volumi. Sotto la pura narrazione si spazia nella teologia, fisica quantistica, evoluzionismo, cosmologia... senza disdegnare espliciti riferimento alla Letteratura classica: il daimon Socratico, la Polvere divina, la Repubblica dei cieli, il viaggio verso....(non dico di più). Chiamare ciò "fantasy" è riduttivo, anche se il terzo episodio mostra un'eccessiva temerarietà narrativa che complica la trama. Alcuni personaggi entrano indelebilmente nel cuore del lettore, come l’impavido Lee, il nobile Iorek oppure la splendida Serafina (la mia preferita). Lo spunto migliore? Sono indeciso fra daimon e lama sottile.

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    Oz

    18/04/2008 21:02:10

    Gran bel finale per una gran bella trilogia. Finalmente un romanzo in cui trovare spunti, anzi impennate di originalità (l'idea dei daimon, da sola, vale la lettura). Un romanzo che dimostra che non servono necessariamente draghi, elfi e maghetti occhialuti per decretare il successo di un fantasy. L'autore ha creato un mondo tangibile, popolato da una miriade di personaggi straordinari che difficilmente , e a malincuore, si è costretti ad abbandonare. Passaggi un po' confusi e qualche mancanza di chiarezza qua e là (soprattutto quando si tratta della Polvere)non tolgono nulla al romanzo che resta e resterà grandioso.

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    agata

    27/03/2008 12:40:57

    La lenta e progressiva scoperta dell’amore da parte di Lyra e Will è la cosa più delicata di questo libro. Il messaggio più bello è a pag 424 quando i protagonisti vengono incoraggiati ad aiutare gli altri “ ad avere una mente aperta e libera e curiosa…” …e scevra da pregiudizio, aggiungerei io! Ritengo che in questo ultimo volume della trilogia non tutti i quesiti abbiano trovato risposte… da una parte credo che potrebbe dipendere dalla mia esigenza di voler trovare ad ogni cosa il suo giusto incastro, dall’altra, penso che il giusto incastro potrebbe non essere sempre indispensabile…

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    Enzo

    25/03/2008 00:00:02

    Discreto libro e buona conclusione alla trilogia. Trama mediocre dove l'autore non cerca altro che uccire dio utilizzando dogmi confusi mostrando una cattiveria che porta ad uno svolgimento fin troppo scontato. Diciamo che se Pullman vuole farci vedere che è ateo lo ha fatto capire alla grande, se invece vuole persuadere il lettore sulla bontà della sua visione allora può solo convicere lo stolto di turno e il solito superficiale che vede nella religione una oppressione. Preso come "semplice" fantasy è un libro nella media. Tuttavia è innegabile che Lyra e Will raccontano belle emozioni: stupiscono, rapiscono, commuovono e infiammano ma non per come agiscono seguendo la trama ma per come "vivono" insieme e per la capacità che ha lo scrittore di enfatizzarle. Se non fosse per questo duo sarebbe un grosso fiasco...

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    Philip

    06/03/2008 14:47:27

    A mio giudizio,il migliore della trilogia.La storia si fa più cupa ed adulta,ma non perde il fascino e la complessità e profondità,specie filosofica,accumulata nei romanzi precedenti.Molto bello.Il voto sarebbe in realtà un 4,5.

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