Categorie
Editore: Mondadori
Anno edizione: 1998
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804448921
Disponibile anche in altri formati:

€ 7,65

€ 9,00

Risparmi € 1,35 (15%)

Venduto e spedito da IBS

Nuovo - attualmente non disponibile

€ 4,86

€ 9,00

Usato di Libraccio.it venduto da IBS

5 punti Premium

Disponibilità immediata

Garanzia Libraccio
Quantità:


recensione di Moro, C., L'Indice 1996, n.11
(recensione pubblicata per l'edizione del 1996)

Che la musica non sia passione ormai decantata in pura forma ce lo suggerisce, prima che il romanzo di Maurensig, l'Apollo giovinetto che dalla sovraccoperta del libro si appresta a trarre accordi da un violino (o viola da braccio?); è il particolare di una tarda tela di Tiziano nota come "La punizione di Marsia", e solo i toni bruni, la tensione degli impasti rimandano alla scena efferata che qui non si vede: il satiro Marsia, appeso all'ingiù, viene scorticato vivo, colpevole di aver perduto una sfida musicale con il dio delle muse. Il pittore sostituisce la lira apollinea del mito greco con un più moderno strumento ad arco, rendendolo disponibile a simboleggiare quel legame tra musica e dolore, se non tra musica e crudeltà, che attraversa innumerevoli variazioni tematiche per approdare, un po' consumato dall'usura, al best seller di Maurensig. Quasi in omaggio allo sventurato Marsia, sublime flautista capovolto nel supplizio, anche qui domina l'inversione. Nei suoi sensi più palesi e più criptici: dà il titolo al romanzo, con il ricorso a un'espressione tecnica del contrappunto musicale che si scopre fin da subito chiave di lettura; si nasconde come 'en abŒme' - e snobisticamente al riparo dalle nozioni musicali della maggior parte dei lettori - nel moto ascendente dell'ultimo movimento della "Partita II" per violino solo di Bach, la celebre "Ciaccona", che un personaggio suona con virtuosistica perizia; si accampa nel punto di svolta della vicenda, al di là del quale ci s'approssima al disvelamento del mistero; stinge infine in un suo prevedibile succedaneo, il "doppio", che come sempre fa quadrare ogni cosa.
In un'atmosfera composta da perdurante 'finis Austriae' (agonia di inizio secolo che non è mai stata più vispa di oggi, a giudicare dagli incassi), un violino racchiude un enigma che rimbalza e si dilata da uno all'altro dei tre narratori: un ricco amatore, uno scrittore melomane, un vecchio musicista girovago. All'ultimo, Jeno Varga, appartiene la storia: eccolo negli anni venti bambino di talento, erede del prezioso violino lasciatogli da un padre sconosciuto; eccolo adolescente nel Collegium Musicum, la scuola per violinisti più ambita d'Europa, un lager a due passi da Vienna - non immemore per qualche tratto di altri sadici convitti austroungarici alla "Giovane Törless" - dove "piccoli dèi della mediocrità" in veste di insegnanti mortificano a suon di tecnica lo spirito della musica; eccolo nel castello dell'unico amico, l'aristocratico Kuno Blau, luogo di agnizioni fatali, in attesa che parentele e schizofrenie vengano del tutto alla luce. Tra morti redivivi e vivi che usurpano l'identità dei morti, discussioni sull'immortalità e amicizia che s'incaina, alla musica tocca il ruolo pervasivo di "dolore estatico", impresso fin nella positura del violinista, che ricorda una "deposizione dalla Croce". Anche le metafore più tornite sono uditive, dalla terra che cadendo su una bara ne trae cupe risonanze da "cassa armonica", alla grande Storia che si annuncia con il "marziale clangore" della folla nazificata. Ci si chiede però se tanto dispiego di suoni valga a forare la soglia, pur impercettibile, che separa la liuteria dalla letteratura.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    alfio

    14/09/2013 16.11.22

    Libro noioso,scritto " forzatamente" e senza ispirazione,pieno di luoghi comuni e goticismi ridicoli. L'autore non ha la minima cultura musicale né reale conoscenza della tecnica strumentale del violino di cui vorrebbe fare sfoggio ma dalla quale tiene bene alla larga . Romanzo senza azione ne' ,quindi,progressione drammatica. Lasciamo da parte ironia e umorismo : non fanno parte del mondo dell'autore Finale senza finale e senza soluzione .

  • User Icon

    Massimo F.

    06/10/2012 22.08.07

    Sensazione ambigua per un libro che si legge con piacere (lo stile è fluido, il racconto si fa seguire), ma che alla fine lascia poco se non la sensazione di un'occasione persa. Forse alcuni passaggi un po' sbrigativi, alcuni personaggi meritevoli di qualche approfondimento in più e un finale che, per originalità e centralità rispetto all'intera storia, avrebbe meritato qualcosa di più riflessivo e meno frettoloso.

  • User Icon

    ant

    26/04/2012 07.50.42

    Un testo ricco di pagine di storia e di umanità varia, con una sorprendente componente di mistero. ... Molto ben affrontate da Maurensig tematiche e digressioni relative al valore dell'amicizia e anche ben delineate situazioni storiche/comportamentali a riguardo del periodo precedente la seconda guerra mondiale. Ho trovato suggestiva anche la variabilità dell'io narrante che all'inizio e alla fine del testo è rappresentato da Gustav(l'alchimista,zio di Kuno) poi dallo scrittore e infine dal musicista Jeno/Kuno. Da queste pagine prorompe fortissima una enorme passione per la musica e x le composizioni x violino, così come è evidente la volontà dello scrittore di trasmettere al lettore sensazioni ed emozioni delle più svariate per carpire la personalità e la sensibilità dei protagonisti dell'opera. Brevemente la trama: Vienna anni '90 un misterioso personaggio si aggiudica un antico violino all'asta, la figura enigmatica di cui sopra viene affiancata da un romanziere che chiede lumi sullo strumento appenna acquistato. Inizia un flashback di ricordi con racconti che portano il lettore a leggere di due giovani musicisti iscritti in una delle migliori scuole viennesi e di una forte amicizia tra i due. Il romanzo così va avanti avendo come perno le vicissitudini dei due violinisti e spaziand poi con argomentazioni di carattere storico e personale. Consigliato

  • User Icon

    Francesca

    28/11/2011 22.59.55

    Un libro stupendo per chi ama la musica, scorrevole ed intrigante. Il finale non me lo sarei mai aspettato, e non lo vedo ancora chiaramente. Vengono trattati temi importanti, mi è piaciuta moltissimo l'idea della scelta della conoscenza e l'amore per Sophie. Consigliatissimo!

  • User Icon

    ciano

    23/01/2011 10.33.08

    Scorrevole, intrigante, coinvolgente, appassionante, toccante ed originale anche nel trattare, per buona parte del libro, temi già visti e sentiti. Credo che per chi ama la musica o, ancor meglio, la suona, questo libro possa dare qualcosa in più, di più profondo oltre alla già eccellente trama che ben si muove tra misteri, sentimenti ed ambientazioni. Come per altri, anch'io credo che il film abbia un po' banalizzato temi e "dolori" forse più elevati.

  • User Icon

    Moreno C.

    18/02/2010 19.27.22

    Il fascino di 'Canone inverso' lascia senza fiato. Da estimatore, quale sono, della letteratura del mistero Otto-Novecentesca, non ho potuto che apprezzare grandemente questo moderno racconto romanticheggiante e denso di atmosfere gotiche e grottesche. Maurensig, con questo libro, riesce a far presa sul lettore non solo per la scrittura molto bella e poetica e per le ambientazioni magiche e lugubri, ma anche grazie alla trovata di moltiplicare gli 'Io narranti', con la conseguenza di portare a vette altissime la curiosità di venire a capo della oscura vicenda.

  • User Icon

    gabri

    23/01/2010 18.12.33

    Che storia meravigliosa! Maurensig è uno dei miei scrittori contemporanei preferiti, riesce a trasportarti in mondi senza tempo, leggere diventa evasione ai massimi livelli

  • User Icon

    Damiano

    28/08/2009 10.54.02

    È un libro stupendo, sia per le atmosfere, sia per lo stile di scrittura, così placido e senza tempo. Perfino l'intreccio, ossia ciò che è meno importante per la letteratura e per me lettore, è accattivante.

  • User Icon

    italo

    16/06/2009 22.10.38

    Una sola parola : GENIALE.......ma lasciate perdere il film, non ha niente a che vedere con questo libro, è proprio tutta un altra storia, ma vi dirò di più, riuscirebbe a rovinarvi questa perla della letteratura contemporanea.

  • User Icon

    Sofia

    16/06/2009 18.38.38

    Libro sublime con un finale sorprendente...merita di essere letto. In particolare i discorsi sulla musica catturano molto il lettore...

  • User Icon

    jacopo

    26/03/2009 11.18.28

    libro molto bello... affascinante, evocativo e onirico. ovviamente deve piacere il genere.

  • User Icon

    Nya

    11/01/2009 16.18.07

    Una storia "particolare" che scivola bene sulle parole di Maurensig.

  • User Icon

    Roberta

    14/11/2008 17.33.01

    Io questo libro non l'ho capito! Non ne ho capito la trama nè il senso. Noioso. Non lo consiglio

  • User Icon

    gianluca

    31/10/2008 09.31.37

    Ancora meglio de "La Variante di Luneburg" . Un libro che non si può dimenticare.

  • User Icon

    elena

    21/05/2008 17.35.58

    bellissimo!!!!anche il film è veramente bello!:)

  • User Icon

    Eowyn_peace 4ever

    25/04/2007 21.41.26

    Un libro che ti permette di spaziare in modo illimitato su quello che può diventare la musica, per chi la ascolta ma sopprattutto per chi la suona, immaginarla come non l'hai mai immaginata: la musica diventa l'anima stessa del musicista, la sua ragione di vita, la sua ossessionante e dolce passione: la musica che infrange ogni limite razionale, che si personifica...sconvolgente, certo, sopprattutto per chi, come me, si professsa musicista, ma al tempo stesso affascinante , ipnotizzante. Musicalmente imperdibile, lo consiglio a chi, come me, ha passato interi pomeriggi selle invenzioni a due voci originalmente per calavicembalo di Bach, e agli Chopiniani... Eowyn 92

  • User Icon

    rainbow

    25/04/2007 18.25.30

    Qui siamo ai livelli più alti di un ottimo scrittore come Maurensig. Grande piglio narrativo, ottima scorrevolezza, la storia piace, la trama fa riflettere.

  • User Icon

    Betta 80

    19/02/2007 16.02.53

    Ho letto questo libro e devo dire che la lettura è scorrevole, piacevole, bella e penetrante;a proposito di questa ultima affermazione devo dire che lo scrittore è riuscito a trasformare le parole in musica.Molto toccante anche la pazzia di Kuno.

  • User Icon

    Bruna Gallo

    12/01/2007 23.49.04

    Venexia - 12 Gennaio 2007 Quando hai finito di leggerlo,questo libro, chiudilo delicatamente ma con fermezza: perché i suoni potrebbero uscirne e la melodia racchiusa tra le pagine perdersi per sempre, raggiungere le folle e confondersi con il rumore. Ma quando vuoi ritrovare la musicalità delle parole e i virtuosismi di una letteratura evocativa come giochi e suoni e luci di mille fontane, ecco allora devi riaprirlo e con gli occhi chiusi ascoltare l’eco che parla al tuo cuore in musica e in prosa. Inutile dirlo un meritatissimo 5, se conoscete qualcuno che non l’ha ancora letto fategli questo dono, ditegli di sottoporsi ad una carezza per l’anima. Ve ne sarà grato.

  • User Icon

    emanuela

    26/02/2006 14.00.19

    è un libro che si legge molto velocemente e bene, ma ho preferito la versione cinematografica. quest'ultima è molto più coinvolgente e ti lascia in un mare di lacrime....

Vedi tutte le 38 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione