Canti del caos - Antonio Moresco - ebook

Canti del caos

Antonio Moresco

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Editore: Mondadori
Formato: EPUB con DRM
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Dimensioni: 2,27 MB
  • EAN: 9788852013041
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Questo romanzo è stato scritto nell'arco di quindici anni e assume la sua forma definitiva soltanto adesso, ora che la terza e ultima parte si aggiunge alle prime due che videro la luce nel 2001 e nel 2003. Del tutto rivisto nelle prime due parti, dunque, e finalmente concluso, "Canti del caos" si presenta in tutta la sua assoluta singolarità. Concepito per non lasciare indifferenti, a costo anche di suscitare reazioni di rifiuto, questo romanzo si accampa come opera incandescente, vertiginosa, un'opera che va a inscriversi immediatamente, di diritto, nel novero di quelle imprese estreme che come grandi massi erratici punteggiano la storia della letteratura. "Canti del caos" si è andato formando nel corso del tempo come un organismo vivente, pieno di violenza ma anche di delicatezza e dolcezza, di oscenità ma anche di trascendenza, di passaggi narrativi incalzanti e di affondi lirici. Nella sua gigantesca macchina realistica e metaforica vengono macinati e trascesi i codici, i generi e gli orizzonti letterari di questa epoca: la fantascienza, il poliziesco, il comico, la pornografia, il fantasy, l'horror, il romanzo d'amore, il saggio scientifico e filosofico, la meditazione religiosa e mistica.
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    Matteo

    16/06/2019 22:19:28

    Come già è stato detto in altri commenti, le stroncature non argomentate che parlano di narcisismo, egocentrismo, pretenziosità eccetera, mi stupisco di come addirittura si azzardino ad approcciarsi all'arte. Ragazzi, per la cronaca, da Manet a Duchamp, la ridondante tradizione estetica e la trita e ritrita ricerca del bello è stata finalmente debellata. Se avete quest'idea dell'arte, o se pensate che Sade, Lautreamont, Burroughs, Lovecraft ecc... abbiano già parlato abbastanza di violenza, vi scordate le parole di Borges: "dall'inizio dei tempi l'uomo ha scritto solo storie di guerra, d'amore e di viaggio". Per l'amor del cielo, fate uno sforzo e scordatevi dell'autore quando leggete un testo, approcciatevi all'opera, non a chi l'ha scritta. Avreste detto che Dante è pretenzioso perché ha scritto un libro dove attraversa Inferno, Purgatorio e Paradiso? Forse al suo tempo, sareste stati d'accordo con l'esilio che ha subito. E vi definite lettori? Amanti dell'arte? Questo tomo che probabilmente è la storia più importante raccontata in italia dall'inizio del 2000, via ha sconfitti. Ha vinto nel momento in cui con tutta la vostra ipocrisia, avete rigettato cose che evidentemente vi indignavano e non provavate a capire o che semplicemente avete sempre vissuto passivamente, dalla vostra zona di comfort, senza mettervi mai in discussione. Se pensate che un artista debba essere umile, allora vi meritate gli scrittorucoli che abbiamo in Italia. Canti del Caos è l'opera del suo tempo per eccellenza: della caotica, folle, violenta contemporaneità che racconta nel bene e nel male, con le sue ossessioni, dipendenze e sprazzi di poesia. Questo mio sfogo, non è tanto per difendere Moresco in sé, ma per difendere tutti quegli artisti che portano qualcosa di radicale e dirompente e vengono banalmente stroncati da chi vi si approccia come si approccerebbe a Fabio Volo. Questo capolavoro è ancora per pochi ma tra non molti anni, le cose certamente cambieranno. Grazie Antonio.

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    Filippo

    30/11/2011 14:46:03

    Non capisco cosa si possa trovare di piacevole nella lettura di questo libro. Io l'ho trovato illegibile, una perversa confusione sensa senso. Il nulla spacciato per arte.

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    Andrea Pedaggio

    25/05/2011 10:32:21

    Libro altamente sopravvalutato, così come il suo autore.Lo comprai dopo aver visto e sentito Moresco dalla Bignardi che lo definì "forse il più grande scrittore italiano vivente". A mio parere mai giudizio fu più azzardato.Sicuramente la scrittura è notevole e soprattutto trova qualcosa che molti scrittori italiani hanno dimenticato, lo stile.Per il resto resta un libro stralunato e strampalato,con personaggi assurdi e improbabili. Leggerlo è stato capire chi e cosa fosse l'autore, il resto tempo perso.

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    Peggym

    22/02/2011 15:16:25

    L'unico libro buono di Moresco, ma è molto buono. Alcune parti risultano datate, ma allo stesso modo altre parti sono davvero brillanti.

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    Marinella

    15/10/2010 22:53:28

    Voto alto nel bene e nel male. Un testo che ti avvolge e ti respinge. Positivamente inquietante per me che scrivo, che leggo per scrivere, che scrivo e leggo nella speranza di trovare qualcosa che mi spiazzi e mi indichi una via. Detto questo: romanzo (romanzo?) bellissimo e lettura fondamentale visto il peso. Affollato di personaggi che più che altro sono stati d'animo. Per me bellissima sopratutto la terza parte, nonostante l'immobilizzante futuro che a volte infastidisce, ma insomma, il testo eccede e va bene così.

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    Antonino

    10/09/2010 14:40:42

    Mai letto niente del genere. Adesso ho paura che non leggeró mai piú niente a questo livello! Mi son sentito per 2 mesi (il tempo della lettura) come un contemporaneo di Joyce o Proust che legge per la prima volta qualcosa destinato a cambiare la Letteratura. Sono convinto che anche loro hanno sollevato ondate di sdegno e ammirazione. Guardate i commenti su questo sito: solo 5/5 o 1/5. Non ci sono mezzi termini. O mediocritá assortite. Giá solo questo basta a farne un genio. In una societá come quella italiana mediocre da far vomitare, questo uomo ti pone SOLO di fronte a emozioni e sentimenti FORTI, senza filtro. Lo ami o lo odi. Ma in ogni caso le mediocritá sono per i mediocri e lui decisamente NON LO É!

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    Luca Viscje

    17/06/2010 03:44:10

    Un libro straordinario. Non avevo letto ancora niente del genere. E' fuori dagli schemi. Forte, coraggioso, ostinato. Passa da frenetici ritmi incalzanti ed estremi (anche nei contenuti e nei termini) a momenti di tenerezza e dolcezza da spaccarti il cuore. La terza parte è stata la più difficile da leggere e in certi momenti l'ho trovata irritante, ma la forma volutamente sgrammaticata è qualcosa di veramente geniale. Un libro assolutamente da leggere, ma non per tutti.

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    maxbraz

    14/01/2010 16:55:18

    Vedo che qualcuno è finalmente fuori dal coro. Se avete mancato - vagando a casaccio tra i secoli - i Canti di Maldoror, De Sade, Guyotat, il Pasto Nudo, Artuad, certo Testori, ecc ecc, bè, allora troverete Moresco davvero 'inedito'! La sua scrittura è vecchia e, peccato mortale per un artista, invero noiosa.

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    Nicola

    20/11/2009 09:29:07

    Vi ricordate quello che ha detto Fantozzi della Corazzata Potemkin? Esattamente quello che penso di questo libro (ma non della Corazzata Potemkin)

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    Pietro

    16/09/2009 10:02:30

    Il Libro di Moresco è un'opera fenomenale, che sembra aprire la letteratura a nuovi percorsi svincoli, riflessioni in grado di farci comprendere la nostra vicenda di specie ormai in declino. Un libro costruito su una struttura romanzesca possente ( come qualche critico ha detto), con uno stile direi necessario, sapiente. Di cosa parla ? Di corpi schiacciati su se stessi eppure in continua espansione, corpi dilaniati, umiliati, ma anche salvati dalla propria innocenza e temerarietà; della nostra terra e di come l'abbiamo ridotta con l'esercizio improprio dello sfruttamento e dell'inquinamento . Ciò che a tal punto risulta incredibile sono i giudizi espressi da taluni ( max enrico elvira). Vorrei ricordare a questi signori che leggere un testo vuol dire soprattutto comprenderlo, analizzarlo e non applicare meccanicamente le solite etichette appartenenti a schemi mentali già collaudati e stancanti. Così qualcuno qui fa paralleli con Marquez - autore da midcult! - e il suo realismo magico, cita il post post modernismo. Ma come ? Se si conoscesse il significato di romanzo postmoderno ( prendi Pynchon, Barth, Nabokov, o anche O'Brien) si capirebbe che Canti del Caos non è un metaromanzo, bensì è anzi un'opera germinativa, in crescita, ove i livelli diegetici della narrazione sono costantemente rimescolati: non esiste un' unica voce fuori campo, bensì ogni personaggio cerca di spostare il baricentro della narrazione su di sé. Analizzando la struttura di Canti del Caos, ci si accorgerà che mai nessuno ha osato tanto, che si tratta di un vero unicum nella letteratura mondiale! Dunque è un libro che merita di essere letto attentamente, e non superficialmente. Mi duole vedere che l'IBS sovente pubblichi commenti che oltre che rivelarsi ingannevoli e non pertinenti, recano in sé solo caricature, insulti e cattiveria gratuita... ps: Moresco è uno dei pochi che conosca la definizione di "stile"...

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    max castel

    03/09/2009 17:30:47

    Un ammasso di scatoline vuote fa uno scatolone vuoto? Si, se penso a questo racconto, che mi è sembrato il risultato di un laborioso, disordinato e inconcludente affastellamento di storie e personaggi e di nozioni incollate qua e là. Si parla di alcuni temi interessanti (la chiesa, il sesso, la morte,...), ma in modo che trovo banale; per questo non posso considerare Moresco un autore coraggioso come alcuni sostengono.

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    pippo

    30/08/2009 00:10:47

    Questo libro si presenta subito come una fitta al cervello del lettore, facendolo immergere in un abissale lago fangoso. Da qui il lettore grazie ai mille appigli che porge il racconto deve cercare di venirne fuori, cercando di gustare il più possibile la bellezza abbagliante di alcuni canti, senza perdere d'occhio il filo del discorso universale che l'autore propone. Reputo le prime due parti migliori della terza che a tratti ingarbuglia inutilmente le idee al lettore, ponendogli delle domande senza risposta e con frasi al limite del sopportabile con tutti quei futuri che sono, sarà. Ho letto il libro in sedici giorni e mi ha segnato, personaggi e luoghi che grazie alla più sfrenata fantasia riescono a raccontare la (banale?) realtà, questo è quello che si aspettava Moresco, e di questo bisogna dargliene merito. Se è un capolavoro forse è presto per dirlo, saranno i posteri a confermarlo. Resta da dire che la presunzione dell'autore a volte infastidisce chi legge ma senza una così grande auto-considerazione i limiti difficilmente vengono oltrepassati.

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    enrico linardelli

    24/08/2009 11:13:53

    il libro di moresco- di cui ebbi notizia nel salottino della bignardi (l'autore, somigliante ad un uccellaccio notturno, era appollaiato davanti alla daria-al suo fianco un pensoso e tutto sommato onesto fabi fibra)- si segnala per una buia e costante noia. A pagina 200 più o meno, all'ennesimo schizzo di sperma infuocato,ho abbandonato la lettura senza rimpianti. Il magmatico libro di moresco pesca in una pozzangheretta d'acqua torbida. un inutile sguardo quasi compiaciuto sulla miseria umana. dialoghi bel oltre lo sbadiglio. non manca qualche sapida paginetta ma si perde nel monte dell'inutilità protratta e stirata.

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    elvira

    22/07/2009 10:43:04

    Ho comprato questo volumone per capire se Moresco sia un genio o un delirante narciso. Propendo per la seconda. Un autore che acclama continuamente se stesso? Buk si rivolterebbe nella tomba. Che giudica la cultura mediatica ma, davvero, non ne esce fuori...tuffandosi dentro e pescando a man bassa un sensualismo fastidioso, che non sa essere nè poetico nè realmente pornografico. Cerca di essere originale mischiando realismo magico (quanto siamo lontani dal maestro Marquez) e percorsi post post modernisti. Insomma, non scrive nemmeno particolarmente bene. E' un genio perchè ha saputo vendere il suo personaggio-moresco. Meglio una sbronza. Infine, il libro sarebbe adattissimo ad una lettura da spiaggia ma il peso si fa poco trasportare. Forse pubblicato a puntate sul giornale dello scrittore incompreso...

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    Rendl

    21/06/2009 18:18:37

    "Canti del caos" è un'opera-mondo, come la definirebbe Franco Moretti. Un romanzo dentro il quale l'autore ha tentato d'infilare l'universo (o di ricrearlo con le parole); come Joyce ha fatto con "Ulysses" o Dante con la "Commedia" o Proust con la "Recherche"...E' un libro che sfida il comune senso del pudore, il comune senso della verosimiglianza, e il comune uso del linguaggio (soprattutto nella Parte Terza, quella forse più complessa e azzardata - quella che può disturbare di più il lettore di romanzi). E' un romanzo che scuote la coscienza, perché ci fa vedere realtà (o pezzi della) che non vorremmo vedere. E che in alcuni brani fa morire dal ridere; ci sono tanti personaggi, uno più grottesco e simpatico dell'altro; e ci sono molte parti in cui ci si commuove, si riflette, ci si arrabbia e si prova orrore...Cosa possiamo chiedere di più a un romanzo italiano contemporaneo? Cosa farà Moresco dopo un'opera simile? Di certo, "Canti del caos" resterà e farà parlare di sè nel futuro prossimo venturo.

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    Ezra

    01/06/2009 08:59:58

    <i>Canti del caos</i> è un capolavoro. Uno dei romanzi destinati a rimanere nella storia della letteratura (non solo italiana).<br><br>[Di sfuggita si noti come, nel caso di Antonio Moresco, le stroncature non siano quasi mai argomentate (chissà mai perché) e pestino noiosamente sempre sullo stesso ridicolo tasto: "narcisista, convinto di essere un genio, pretenzioso"... Ora, ditemi un po', ma voialtri nel vostro campo, qualunque sia, quando fate una cosa partite dal presupposto che comunque siete dei mediocri e quindi ciò che produrrete sarà una cosina mediocre, oppure lavorate con la convinzione di poter fare qualcosa di bello e ben fatto? ].

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    Rossano

    28/05/2009 16:11:29

    Mi mancano 150 pagine ma, anche fossero bianche o andassero bruciate, quello che ho letto sin qui mi basta per dire che canti del caos è uno dei più grandi romanzi di questo decennio... Non so neanche dire che personaggio mi piace di più. Perfino Lupus mi fa tenerezza...

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    Letizia

    28/05/2009 15:56:51

    L'ho letto perché ne ho sentito parlare a Farenheit. Mi ha commosso e mi ha fatto arrabbiare, mi ha fatto ridere ma anche disgustato. È un libro che mi ha toccato qualcosa molto in profondo, come non capitava da anni.

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    Fabio D.

    28/05/2009 07:43:02

    Con "Lettere a nessuno" e "Zio Demostene" (preferenza personale), "Canti del caos" chiude una trilogia di capolavori. Chissà adesso cosa resta da scrivere a uno come Moresco, sempre proteso verso nuovi spazi della fantasia e della narrazione. Alla fine delle "Lettere a nessuno" annunciava un'ultima opera super-ambiziosa. Forza allora, dacci dentro, scrittore senza paura!

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    Chiara

    27/05/2009 08:46:19

    Un romanzo così ti mette di fronte al potere della Parola e della Fantasia. Siamo così abituati al frullato di banalità che ci viene spacciato per letteratura, che Canti del Caos sembra una frustata. A me ha chiesto uno sforzo per entrare nella sua corrente, le prime 15-20 pagine mi sembravano strane, affascinanti, ma anche difficilissime. Per fortuna un mio amico mi ha detto di insistere (Grazie A.!!), è stato come imparare a leggere di nuovo.

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  • Antonio Moresco Cover

    Scrittore italiano. È autore di opere narrative, teatrali e di saggistica. Ha pubblicato a 46 anni la sua prima raccolta di racconti, Clandestinità (Bollati Boringhieri 1993). Da allora sono numerosissime le opere pubblicate con i più diversi editori, tra cui La cipolla (Bollati Boringhieri, 1995), Lettere a nessuno (Bollati Boringhieri 1997), Gli esordi (Feltrinelli, 1998), Lo sbrego (Holden Maps - Rizzoli, 2005), Scritti di viaggio, di combattimento e di sogno (Fanucci, 2005), Zio Demostene. Vita di randagi (Effigie, 2005), Merda e Luce (Effigie, 2007) e Canti del caos (Feltrinelli, Rizzoli e Mondadori). Per Mondadori sono inoltre apparsi Gli incendiati (2010), La lucina (2013), Fiaba d'amore (2014), Gli increati (2015), La mia città (Nottetempo 2018),... Approfondisci
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