Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 05/10/2005
  • EAN: 9788806173272
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Recensioni dei clienti

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    Mosé Allan Verena

    21/03/2018 23:51:49

    Che dire ? Che quest'uomo ha passato 14 anni in manicomio senza motivo ? Era pazzo per quel che scriveva o per quel che faceva ? Io non ho parole per giudicare quel tempo e quell'uomo fuori di questo libro ... ma ne ho per giudicare quel poeta - se basta - in quel tempo che lui ha dedicato ai suoi testi ... credo in tutta onestà che non ci sia nel mondo ancora la presenza della sua grandezza ... Harold Bloom disse che " avrebbe potuto essere il walt Whitman italiano " .... come????? Whitman non vale 10 righe di Campana ... Campana ha solo un problema : aver scritto solo un libro immenso come baudelaire ma baudelaire era un .... Civile ... era ovunque aldilà del suo libro ... soprattutto a Paris ... Inventò Poe per l'europa ... scoprì Manet con l'olimpia ... insomma nella sua misantropia gotica era presente ... Dino era uno sciamano eternamente in medium ... la bellezza raggiunta in questo suo unico libro , nonostante gli sforzi di trovare per lui lettere , almanacchi e forzature accademiche , è quasi impareggiabile ... potrei metterci vicino 2 o 3 canti di Leopardi ... alcuni pezzi di dylan thomas e Majakovskij ... 4 o 5 canti di Dante e alcuni monologhi di Amleto ... tuttavia almeno la metà dei " canti Orfici " dovrebbero essere portati sull'altare come la " beata ludovica Albertoni " o " la volta della cappella sistina " ... forse il linguaggio qui si esprime al suo massimo italiano ... in questa lingua gli affianco per bellezza il 33imo del paradiso di Dante e " la ginestra " di Leopardi ... in assoluto forse holderlin ... per quantità può stargli vicino specie in alcuni passi dell'iperione e la settima e la nona elegia duinese di rilke ...ma allora andiamo nelle traduzioni dove si perde tutto .... Ad ogni buon conto campana è con montale e Ungaretti il miglior poeta del 900 italiano e come punte il n.1 ... nel senso che se Ungaretti e montale hanno fulmini sintetici superiori ai suoi, lui invece riesce a tenere un livello impareggiabile per almeno 15 righe

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    arlopiro

    05/11/2007 02:25:23

    Tralasciando lo studio filologico e accademico di D. Campana, il valore culturale dei "Canti Orfici" occupa, con prepotenza, una posizione irremovibile nel sistema letterario. La cantabilità della lingua, la sua 'parole' saussuriana, rimane una luce ancora viva dell'italiano parlato (e pensato), anche nell'epoca delle traduzioni bislacche di opere bislacche di autori bislacchi. Chiunque si ritenga amante della poesia/prosa deve collocare nella propria libreria questa opera - magari tenendo d'occhio, a distanza, le "Elegie Duinesi" di Rilke: la riforma delle forme poetiche (prosa poetica, verlibrismo, 'cantos' underground americani, etc.) ha avuto pochi, sensibili profeti: un 'filo rosso' che deve intessere i nostri scaffali bibliofili. Loro compagni di ventura: Prevert, Auden, Simon ("La chioma di Berenice"). Unico rimpianto, la mancanza dell'ed. Marcos y Marcos dei "Canti", feticcio librario della poesia nello specchio - o dello specchio nella poesia.

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    piri

    09/10/2006 16:35:13

    Mi viene quasi da piangere nel vedere pagine e pagine di recensioni su romanzi di autori come Deaver Jeffery, Crichton Michael,Follett Ken e tutta la varia letteratura americana contemporanea, mentre "autori divini" della nostra Italia come Campana, Luzi Mario, Calvino Italo e tantissimi altri sono quasi ignorati. Scusate ma dovevo dirlo ! Viva la letteratura Italiana !... poi Follet Crichton Brown... ma daaai! ( alla Mughini ) Capisco Bukowski(the best!)Burroughs, Tolkien o Cohen e i veri Grandi ma non "gli alfabetisti del popolo e dei cash !". Scusate questa arringa,bisognerebbe aprire un dibattito... Comunque "I canti orfici" è un libro di una bellezza quasi scandalosa, direi che non ci sono parole per descriverlo... LEGGETELO ! LEGGETELO E FATELO VOSTRO !

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