Il canto degli animali. I nostri fratelli e i loro sentimenti in musica e in poesia

Paolo Isotta

Editore: Marsilio
Collana: Meteore
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 19 ottobre 2017
Pagine: 448 p., Rilegato
  • EAN: 9788831728270
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Descrizione
Questo è un racconto sulla reincarnazione poetica del mondo animale: ma un racconto non sistematico. L’autore lo ha scritto liberamente, passeggiando fra le arti lungo un’intera vita

La scienza dichiara solo nell'Ottocento l'origine comune degli animali e dell'uomo. La grande arte da sempre la conosce e la canta insieme con la fratellanza che ci lega a loro.

Gli animali non sono macchine. Provano sentimenti profondi solo in parte determinati dall’istinto. E li esprimono secondo rituali dell’istinto ma anche con una soggettività che nasce dalle esperienze e dall’intensità con la quale li sentono. Ogni animale ha la sua personalità, e lo sanno tutti quelli che vivono con un cane, un gatto, un uccello. La poesia – verso, narrazione, musica, immagine – è un altissimo strumento per capire, oltre che per affrontare, il mondo e la vita: manifesta e narra tale verità. Nel libro incontriamo delfini, balene, orche, cani, lupi, gatti, asini, cavalli, volpi, elefanti, cervi, giovenche, buoi, vacche, maiali, cinghiali, caproni, capre, agnelli, tigri, leoni, pantere, linci, furetti, scimmie, scoiattoli, foche, cammelli, canguri, topi, ricci, tassi, donnole, pipistrelli, usignoli, allodole, cuculi, cigni, upupe, albatri, falchi, aquile, gufi, civette, gazze, cardellini, anatre, oche, galline, galli, capponi, pappagalli, corvi, colombe, rondini, alcioni, gabbiani, pavoni, merli, tacchini, api, formiche, zanzare, ragni, libellule, rane, rospi, serpenti, tartarughe, pesci, seppie. Draghi e creature fantastiche che condividono le due nature: centauri, fauni, driadi, cavalli alati. Dei e le loro metamorfosi. Cantori divini che ammaliano bestie, piante, pietre. Questo è un racconto sulla reincarnazione poetica del mondo animale: ma un racconto non sistematico. L’autore lo ha scritto liberamente, passeggiando fra le arti lungo un’intera vita. La pagina di Paolo Isotta dipinge una Natura eterna e sempre nuova, pur se mai come ora minacciata; e i simboli antichi che in musica e in letteratura accompagnano gli animali. E mostra che la grande arte canta, con la comune origine, la nostra fratellanza. Il libro è dedicato “A tutti quelli che lottano contro la caccia, in cielo, sulla terra, nel mare”.

€ 18,70

€ 22,00

Risparmi € 3,30 (15%)

Venduto e spedito da IBS

19 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:

Libro inedito Chiara Gamberale
OMAGGIO ESCLUSIVO PER TE
Con soli 19€ di libri del Gruppo Feltrinelli fino al 15/01/2019

Scopri di più

 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Giuseppe DN

    16/04/2018 16:08:51

    L’onda lunga della cultura dei diritti ha ormai raggiunto anche gli animali. Non si contano le Associazioni sorte per difendere uccelli, cetacei e specie varie in via di estinzione, randagi di vario genere e vittime di vivisezione, corride e caccie. Di recente, è perfino nato un movimento politico di animalisti, con tanto di liste elettorali presentate in diversi collegi. Il tutto, naturalmente, all’insaputa degli interessati, i quali hanno continuato a condurre le rispettive esistenze, ove più ove meno fortunate – proprio come gli umani… - adattandosi alle mutate condizioni della civiltà nella quale è toccato loro in sorte di nascere. Così, ad esempio, non è raro vedere gabbiani contendere a cani, gatti, topi e perfino esseri umani i rifiuti predati da cassonetti strabordanti e, purtroppo, imbattersi nelle povere spoglie di randagi, investiti su autostrade e tangenziali (la differenza rispetto alle vittime umane sta nel fatto che queste ultime non vengono abbandonate sull’asfalto). C’è però chi degli animali si occupa da un punto di vista più elevato: simbolico, spirituale, culturale; c’è chi non dimentica che gli animali sono creature destinate a dividere l’esistenza terrena – e, chissà, anche quella ultraterrena – con noi umani: Paolo Isotta ci propone una lunga affascinante cavalcata nei secoli, dove gli animali sono celebrati nelle religioni, nelle arti e nei miti - dalla zanzara all’elefante – palesando affinità e addirittura parentele, tra natura e sovrannaturale. Il punto di partenza del libro sta nell’intuizione che accomuna i bestiari medievali e rinascimentali, e cioè che “gli animali sono simboli e nunzi di una realtà che non riusciamo, da soli, a percepire”. E allora, nel naturale affratellarsi scoperto e proclamato da Isotta in tutte le pagine, risuonano gli echi non solo di San Francesco, ma di tutti gli artisti e i poeti che si sono trovati di fronte a questa vertigine d’amore, da Arione a Cèline, da Ovidio a Bulgakov, da Lucrezio a Baudelaire...

  • User Icon

    romana petri

    07/02/2018 20:02:48

    Libro meraviglioso, di grande cultura (non uso la parola erudizione perché sarebbe uno sminuire l'eccellenza artistica del libro), di grandissimo fiato narrativo, Paolo Isotta riesce a coinvolgere il lettore in un crescendo di emozioni e scoperte davvero lodevoli. Il tema era addirittura necessario, perché scrivere dei fratelli animali spinge alla cura e a uno sguardo diverso. L'amore che questo libro promana è di tipo elastico. Sì, per comprendere questi linguaggi animali così sonori e chiari, non ci vuole rigidità, bensì l'atletica propensione a sporgersi. Un saggio bellissimo, di grande scrittura e sensibilità. Come del resto tutto quello che scrive il Maestro. Consigiatissimo.

  • User Icon

    aldo.lanciano

    18/01/2018 11:38:56

    Dopo La Virtù dell'Elefante (che resta il mio preferito) e Altri Canti di Marte, giunge ora Il Canto degli Animali a confermare l'eccezionale multiforme ingegno dell'Autore nei più vasti campi della musica, della letteratura e dell'arte in generale. L'ultimo suo lavoro lascia stupefatti per la oceanica massa di richiami alle opere letterarie e musicali, gran parte delle quali sconosciute ai più, che trattano degli animali e del loro rapporto con gli uomini. Come già è stato rilevato, è un racconto non sistematico, condito da citazioni testuali, a volte estese, di opere di vari scrittori, nel quale l'Autore, non seguendo alcun filo logico o narrativo, manifesta il suo grande amore per il mondo animale, considerato come avente la medesima origine e dignità di quello umano. E' un'opera, in conclusione, che merita senz'altro di essere proposta alla lettura (anche se non facile) dei giovani per il messaggio di amore e di rispetto verso gli animali che esso contiene. Quale ammiratore del suo Autore, resto adesso in attesa di conoscere verso quali campi dell'Arte dedicherà il suo prossimo libro.

  • User Icon

    Cristiano Cant

    19/12/2017 14:51:18

    Se entrassero con le loro dolcezze e le loro ferocie nel nostro mondo di beceri figuranti gli animali sarebbero senz'altro giudici più sani, consiglieri più sagaci, i veri intellettuali del loro tempo. Ma devono già esserci amici e fratelli, e pretendere da essi qualifiche ulteriori è opera ingiusta. Nel loro silenzio la natura li ha assolti dalle follie dei dizionari, dagli arzigogoli di analisi periodali, da scempi ignobili di congiuntivi a casaccio. Le loro sillabe sono le occhiate, la loro coda il timone, l'olfatto i loro viaggi. E mentre noi ci diciamo maturi con la nostra favolosa conquista degli arti superiori, gli animali restano anime speciali lì in alto, sulle volte di ciò che è ancestrale, primario, arcaico, in un loro alfabeto che pur riesce a parlarci e commuoverci, muta meraviglia divina che salva il loro spirito e noi, poveri gregari, di riflesso. Questo libro è una dedica ad essi, la miglior dedica possibile sgorgata da una delle nostre più colte e raffinate intelligenze. Da Stesicoro ad Ajtmatov, dall'usignolo di Keats all'immenso Buck di Jack London, ma poi entra la musica con Stravinsky, Bartok, i richiami si perdono come in una flotta di creature da difendere e esaltare, e fra fiabe e enigmi si naviga in una stupenda narrazione dove il filo segreto è uno soltanto: la magia di questi esseri, la grandezza di un mistero infinito che lega l'uomo a una coscienza quasi sempre inferiore, senza retoriche, false morali, doppiezze o gerarchie. Perché è esattamente così. Intrecci religiosi, mistici, poetici e filosofici si mescolano in una specie di breviario incantevole dove già la copertina, da sola, vale il tempo e la gratitudine della lettura. Tutto inizia da loro, da queste figure sfuggenti e miracolose, dal loro disegno perfetto, dal mistero di questa lingua intraducibile che pure è lessico di gigantesca lezione, dal loro dono verso di noi, dai loro gesti anche estremi, dall'essere compagnia e autentica luce nei gorghi tortuosi della nostra miseria.

  • User Icon

    Mario Musella

    17/12/2017 17:22:27

    Pochi scrittori potevano coniugare l'amore per il regno animale con tanti richiami alla musica, alla poesia, all'arte. Paolo Isotta lo ha fatto. Concordo con coloro che consigliano alle associazioni animaliste di adottare questo testo come un manifesto, ma qui c'è molto di più. Una piacevolissima lettura, ideale per riempire queste giornate natalizie, spesso fatte di tante cose inutili, con qualcosa che andrà senza dubbio ad arricchire il nostro bagaglio culturale.

  • User Icon

    Luigino Pincini

    15/12/2017 22:41:39

    Passione e densità intellettuale fanno di questo libro un’opera davvero speciale, anche per l’originalità dell’argomento trattato. Inoltre, da appassionato della cultura greca e latina fin dai tempi del liceo, sono grato al prof. Isotta per avermi regalato una delle più belle rivisitazioni del mito e della letteratura classica che io ricordi, da Plutarco a Lucrezio, a Virgilio, ad Ovidio, ad Apuleio … Lo stile è esuberante e coinvolgente, del tutto privo di pesantezza accademica. Da consigliare, quindi, anche agli studenti di lettere. E ai loro docenti.

  • User Icon

    Orazio Maione

    19/11/2017 10:23:10

    Passioni: questa la sintesi delle emozioni suscitatemi dalla lettura in corso di questo splendido libro. La musica le arti gli animali, cose che molti di noi umani possediamo in misura ragionevole e che nell'Autore trovano invece un dispiegamento assoluto, e sfrenato, per capacità di rimandi e voglia di condivisione con il lettore. Basterebbe l'analisi di un lied di Strauss a pag. 157 per definire questa lettura un puro piacere pure per me che della musica ho fatto il mio pane quotidiano: ancora di più quindi i suggerimenti irresistibili ad approfondire i miti, le letterature, le altre arti. . Chissà, in certi momenti, e sempre più spesso, penso che gli umani siano il difetto della creazione. Ma che almeno rimanga traccia e ci sia parziale riscatto ai nostri danni per opere come questa.

  • User Icon

    Oliviero Marchesi

    12/11/2017 12:33:44

    Il più bel libro italiano (e non solo italiano) degli ultimi anni, fonte di gioie e stupori senza fine. Un incomparabile pezzo di bravura, come il canto di un usignolo o come i versi che i più grandi poeti hanno dedicato alle meraviglie di questo canto (leggete il Capitolo XI per averne un'idea). Ma soprattutto un gioiello di alta, alata, commovente poesia, in cui la sterminata cultura dell'Autore non è mai fine a se stessa, ma tocca il cuore del lettore in profondità. Isotta è da molto tempo, e senza rivali, il miglior prosatore della nostra lingua. E la sua “pietas” verso tutti gli animali, pagana e francescana insieme, commuove profondamente chi legge, e lo trasforma interiormente. Dopo aver letto questo libro, sapientissimo e più ancora sapienziale, non possiamo più guardare agli animali come a esseri inferiori, da utilizzare per il nostro tornaconto o il nostro trastullo, ma solo come ai nostri fratelli più fratelli. Leggendo gli altri libri di Paolo Isotta, diventiamo solo (si fa per dire!) più colti e più felici. Leggendo “Il canto degli animali” accade qualcosa di incomparabilmente più raro: si diventa migliori.

  • User Icon

    Orlando Gentili

    04/11/2017 18:35:15

    Avere accanto il nuovo libro di Paolo Isotta (Il canto degli animali) è causa di una tentazione irresistibile: ci si perde dentro la sua narrazione senza volerne più uscire, per l'amore e l'incanto con i quali parla di/a queste creature. Libro coltissimo, non ammalia soltanto per la ricchezza dei riferimenti e delle citazioni ma ancora e di più per la tenerezza con la quale ci intrattiene sulle storie di questi fratelli, compagni di vita. Coinvolge a ogni pagina con puro piacere. Un capolavoro.

  • User Icon

    Sergio Prozzillo

    03/11/2017 17:34:59

    Affascinante, originale, eruditissima e dunque imperdibile galoppata in duemila anni di storia letteraria e musicale del grande Isotta.

  • User Icon

    Marco Emanuele

    01/11/2017 15:30:10

    Già il titolo è provocatorio di per sé: prima delle numerose provocazioni del nuovo libro di Isotta. Non vi troveremo Esopo, Fedro, La Fontaine, vale a dire: non bestie antropomorfe, ma la rappresentazione letteraria e musicale dei sentimenti degli animali veri. Gli animali infatti sentono, soffrono, ne sanno più di noi e sono all’origine dell’arte: per sommi capi, queste le linee guida di un ampio, libero e svagato excursus, passeggiata che in apparenza non segue rigidi itinerari. Si parte dal mito: la nascita di musica e linguaggio, per finire con volpi, Borges e un’enigmatica cantata di Bartók. Tanti i testi, tantissimi, citati per intero, se conviene, in un’ariosa antologia che lascia volutamente spazio alle fonti primarie (descritte con pochi, vividi tratti se sono musicali) e solo in rari casi alle secondarie, anch’essere di preferenza citate per larghi stralci, se di ottima mano. Non è un centone: in modo sommesso, mano a mano che si avanza nella lettura, i raccordi, i riferimenti incrociati, i temi e gli archetipi sono proposti, riconosciuti, soppesati. Pertanto ciclicamente tornano, come presenze amate e tutelari, Lucrezio Virgilio Orazio. Memorabili le pagine su Jack London. E, chi non lo conosce, correrà a leggere Saki (Hector Hugh Munro) e il suo gatto parlante. Il ritmo disteso e la vastità di orizzonti ricordano gli ultimi libri di Pietro Boitani, sul volo, sulle stelle e sul topos del riconoscimento, solo che qui la musica è molto più presente. Ampie descrizioni de Le Rossignol di Stravinskij, delle composizioni di Respighi, delle Leggende di Listz, si alternano a Marino, Pascoli, D’Annunzio e al leitmotif dell’empietà della caccia, perché il libro di Isotta è anche un ottimo contributo alla riflessione sulla necessità di far cessare sofferenze e inutili torture ai nostri fratelli.

  • User Icon

    Orazio Mula

    26/10/2017 20:06:28

    Una capacità unica di ascoltare la musica e svelarcene il senso. Una sensibilità altrettanto singolare nel penetrare i testi letterari, a partire da quelli del mondo classico intesi come paradigma del pensare e dello scrivere. Un amore per i "nostri fratelli" animali e per quanto attraverso il loro vivere esprimono e ci donano. Questo e altro ancora ho trovato ne Il canto degli animali di Paolo Isotta, che sorprende e conquista il lettore a ogni suo nuovo libro. Orazio Mula

  • User Icon

    Saturnino

    26/10/2017 16:44:19

    Da questa che è più di un'antologia letteraria e musicale ispirata dagli animali, bensì una profonda meditazione intorno alla natura e al posto che l'uomo vi occupa, fra i tanti brani proposti, mi hanno particolarmente colpito quelli di grandi classici della letteratura italiana che troppo spesso non abbiamo più avuto modo di riprendere fra le mani dai tempi del liceo. D'Annunzio e Pascoli, sopra tutti, di cui, col nobile pretesto del riferimento agli animali, l'autore riporta alcuni passi mirabili che ci invitano con forza a (ri)leggerli con uno sguardo nuovo. E questo non è il minor merito di Isotta la cui mirabile erudizione non è mai esibizione di arido repertorio, ma stimolo potente alla riflessione su quanto sia andato perduto di un'armonia con la natura che fatichiamo a ritrovare nelle pieghe di una modernità troppo spesso artificiale.

  • User Icon

    Sara Zurletti

    26/10/2017 09:20:53

    Il canto degli animali di Paolo Isotta - un libro unico, di un'erudizione abbagliante - costruisce un discorso interdisciplinare fatto di tanti fili che si snodano e si annodano ricostruendo con minuziosità il nocciolo ultimo della cultura, cioè i rapporti fra i testi, le filiazioni, le evoluzioni, le riprese intorno al suo tema centrale: la testimonianza della presenza degli animali nella nostra vita e nell'arte. Nessuno oggi in Italia potrebbe ricostruire questo tessuto di rapporti meglio di Isotta: siamo davanti a un autore d'eccezione e a un testo che si pone come un unicum nella nostra cultura. È un libro costruito sulla memoria, un grande affresco in cui ci si immerge godendo di un'abbondanza di dettagli in cui niente è stato sacrificato: una memoria analitica, micrologica, che conserva tutti i particolari senza classificarli; una memoria ramificata, in cui tutto viene offerto al lettore in una molteplicità di riferimenti. Il libro diventa un volo magico in cui l'autore prende per mano il lettore e lo porta alla scoperta delle meraviglie da lui conosciute e amate nella letteratura, nella pittura e nella musica. Il canto degli animali è libro più filosofico di Isotta, da cui discende poi un'idea latamente politica: il soffio potentissimo di “panteismo ateo” che spira da Lucrezio è una suggestione talmente potente che funge da principio dell'affresco disegnato nel libro. È una religione, quella evocata da Isotta, che abbraccia tutti i viventi, una religione atea - in assoluta antitesi con la concezione materialistica della vita, con l'idea che siamo il centro del mondo e ci serviamo disinvoltamente di quello che ci serve - che ha lontani tratti di somiglianza con l'Enciclica Laudato si' dedicata da Papa Francesco alla Natura e all'Ambiente. Senza essere formulata esplicitamente, l'idea di fondo del libro è eloquente come un appello alla fratellanza con gli animali e perfino con la natura inanimata, e in quanto tale parla alla nostra parte migliore.

  • User Icon

    carlos dercole

    25/10/2017 15:46:04

    Con La virtù dell'elefante Isotta inaugura una nuova stagione letteraria. Abbandonata l'attività di critico musicale, volge lo sguardo a ciò che più conta per lui: la musica, i libri, gli amici e San Gennaro come recita felicemente il sottotitolo. Anche nel Canto degli animali, che non chiude una trilogia ideale, ma succede solo temporalmente ad Altri Canti di Marte, il sottotitolo non è scelto a caso, assurge anzi a manifesto di un pensiero che l'Autore condivide da subito con il lettore: i nostri fratelli e i loro sentimenti in musica e in poesia. Gli animali non sono solo i protagonisti di un viaggio culturale che Isotta intraprende da Ovidio, Lucrezio e Virgilio, passando per Pascoli, D'Annunzio, Flaubert per arrivare a Celine, ma vengono presentati sotto una veste atipica, che sfugge alla tradizionale angolazione che vede l'uomo sempre al centro del discorso o del racconto: sono veri e propri soggetti dotati di sentimenti profondi e, riletti sotto tale luce, non possono che considerarsi nostri fratelli. Un libro coraggioso di questi tempi, che non solo invita a riprendere in mano i classici del liceo a lungo trascurati, ma a ripensare in toto il nostro rapporto con gli animali, rendendoci più coscienti della sofferenza che spesso, anche involontariamente, arrechiamo loro.

  • User Icon

    giovanni vasso

    23/10/2017 15:24:31

    Il merito di quest’opera è quello di mostrare che avulso dalla natura, senza gli animali, senza contesto, l’uomo è solo una barzelletta solipsista e triste. E ridicolo diventa quando a loro si approccia dopo averne esorcizzato la sacralità. Svela, questo libro, lo sforzo dei genii di ogni tempo, di ogni cultura, di ogni popolo nell’affrontare quell’autentica nostalgia che è intrisa intimamente al grande mistero dell’uomo: quello del suo passaggio dall’età della pietra alla civiltà. La prima bestemmia, quella che fece perdere ad Adamo la consolazione dell’Eden, quella che Prometeo regalò agli uomini sottoforma di fiaccola. E gli antichi, praticamente tutte le civiltà in ogni angolo del globo, (che la sapevano molto più lunga di noi. poveri pazzi saccenti) di quell’era ancestrale sentivano profonda nostalgia. La chiamarono età dell’oro, l’età dell’innocenza. Perché ancora non avevamo fatto inutilmente del male ai nostri fratelli animali. Solo grandi uomini e immensi genii (da Jack London a Gabriele d’Annunzio, da Ovidio a Leopardi, da Baudelaire a Bulgakov, da Céline a Flaubert) come quelli da Isotta studiati, hanno saputo decifrare l’eco di tale nostalgia profonda, ne hanno vissuto le vestigia, ne hanno goduto e sofferto il richiamo, ne hanno cantato, in poesia, in musica, in letteratura, nell’arte. Hanno dato voce, forma e pensiero all’atavico richiamo, al nodo più irrisolto della nostra memoria fossile. Per questo, per aver riportato ordine su un tema troppo blaterato, tanto violentato dall’ipocrisia della contemporaneità, c’è solo da ringraziare il maestro Paolo Isotta che merita bene di essere annoverato tra i genii da lui stesso studiati.

Vedi tutte le 16 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione
Indice

Proemio

I. Musica, magia e animali. L'origine della musica e l'origine del linguaggio
II. Animali musicisti magici
III. L'asino e i suoi simboli
IV. L'anima universale. Uomo e animale sono fratelli
V. Comune linguaggio, comune espressione. Fratellanza, orrori
VI. Cacciatori cacciati
VII. Uccelli esperti di metafisica, simboli della poesia del poeta
VIII. Medioevo gioioso e crudele, la bella stagione, ascensioni verso il sole
IX. Uccellerie Barocche e settecentesce, con l'appendice di Beethoven e Haydn
X. Uccelli profeti, uccelli in ascolto dei profeti
XI. L'usignolo
XII. London, Zweig, Woolf: i sentimenti di cani e lupi
XIII. Gli animali beffano gli uomini, sono la voce del grande Pan, si vendicano
XIV. Natura divina del gatto. Suoi simboli
XV. In francia
XVI. In Russia
XVII. Volpi
XVIII. Interludio di Buenos Aires
XIX. Il volto alieno dell'animale

Bibliografia