Il canto della balena

Corrado Sobrero

Editore: TEA
Collana: TEA orizzonte
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 30 gennaio 2014
Pagine: 229 p., Brossura
  • EAN: 9788850233540
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    Claudia

    04/05/2016 17:56:13

    Magistrale, geniale, ricco di spunti fantasiosi e umanamente profondi e contemporaneamente reale e tangibile. Una vera perla letteraria.

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    gianni

    11/04/2014 13:55:55

    Bellissimo. Quasi una favola.Prima d'ora non conoscevo questo scrittore ma mi riprometto di leggere tutti i sui romanzi e inizierò con"Il mercante di vanilglia"Peccato sia scomparso così presto. Grazie Corrado!

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  Corrado Sobrero è uno scrittore cui il destino ha tolto troppo prematuramente il diritto di vivere e il piacere di scrivere (è morto nel 2012 a 44 anni). Non è l'unico romanzo scritto da questo manager d'azienda appassionato di racconti. Purtroppo sarà anche l'ultimo. Chi lo leggerà capirà subito perché c'è motivo di rimpiangere non solo un giovane troppo presto mancato ma anche un romanziere da cui era lecito attendersi grandi risultati. Il canto della balena è una storia ambientata in un Sudamerica premoderno (fine Ottocento), in cui improvvisamente, nel mare antistante la piccola quota di terra di un grande latifondo coltivata da una povera e numerosa famiglia, spunta un'isola, che ha la proprietà di far echeggiare tutto intorno e lontano le voci e i rumori di chi vi approda. Un racconto sempre sulle soglie del fantastico ma mai del surreale narra le molteplici e geniali trovate con cui una delle figlie dei contadini sfrutta le magiche qualità dell'isola, affittandola a chiunque voglia realizzare, sia pure per poco tempo, il proprio sogno (pregare, dormire, cantare, disegnare). La malvagità dei potenti impedirà di continuare il buon affare dei locatori bisognosi di cibo e dei locatari bisognosi di sogni, ma l'isola venuta dal mare vendicherà la loro sconfitta. Nel panorama della narrativa italiana contemporanea, sempre troppo povera di storie, questo romanzo di Sobrero è una fresca, tenera eccezione: ricco di fantasia, esuberante ma garbato nello stile, avido di raccontare (c'è il personaggio di una vecchia zia che sopravvive centenaria solo con le storie), Il canto della balena è libro che non nasconde di nascere da altri libri, dalle letture dei grandi sudamericani (da Scorza a Márquez a Vargas Llosa), ma questa sua origine letteraria non gli toglie freschezza, semplicità, verità, e aggiunge semmai sapienza. Se dovessi cercare un suo parente, lo troverei nei bellissimi libri del primo Tabucchi, Piazza d'Italia, il Piccolo naviglio, che mi sono venuti in mente leggendo Il canto della balena per ambientazione temporale, filiazione dai sudamericani, sorgività pur nella dimensione colta. Nel canto della balena senti che la suggestione delle letture ha fatto lievitare un'innata tendenza a confortarsi col racconto, a raccontarsi delle storie per sopportare il mondo e sognarne uno migliore, per accettare in letizia la fatica di vivere. Non succede facilmente, ma può capitare che un romanzo sia ispirato tanto dalla testa quanto dal cuore, tanto da altri libri quanto dall'anima dello scrittore; che la cultura non lo soffochi ma lo esalti, gli dia i mezzi per farsi ancor più vivo e vero.     Vittorio Coletti