Canto della pianura. Trilogia della pianura. Vol. 1

Kent Haruf

Traduttore: F. Cremonesi
Editore: NN Editore
Anno edizione: 2015
Pagine: 301 p., Brossura
  • EAN: 9788899253172

97° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Descrizione
Con "Canto della pianura" si torna a Holt, dove Tom Guthrie insegna storia al liceo e da solo si occupa dei due figli piccoli, mentre la moglie passa le sue giornate al buio, chiusa in una stanza. Intanto Victoria Roubideaux a sedici anni scopre di essere incinta. Quando la madre la caccia di casa, la ragazza chiede aiuto a un'insegnante della scuola, Maggie Jones, e la sua storia si lega a quella dei vecchi fratelli McPheron, che da sempre vivono in solitudine dedicandosi all'allevamento di mucche e giumente. Come in "Benedizione", le vite dei personaggi di Holt si intrecciano le une alle altre in un racconto corale di dignità, di rimpianti e d'amore. In particolare, in questo libro Kent Haruf rivolge la sua parola attenta e misurata al cominciare della vita. E ce la consegna come una gemma, pietra dura sfaccettata e preziosa, ma anche delicato germoglio.

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Recensioni dei clienti

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    Pippicalzelunghe

    07/11/2018 09:11:19

    Veramente bravo Haruf a raccontare la vita quotidiana che si svolge a Holt, una cittadina americana a quaranta miglia da Denver e a raccontare i rapporti che si intrecciano, che si sfaldano, alcuni che si scoprono e altri che si solidificano: c'è un'adolescente che diventa madre che scopre i rischi dell'amore, c'è una madre che abbandona la propria famiglia, c'è la fine di un'amore e l'inizio di un altro, c'è il bellissimo rapporto tra due fratelli anziani e due fratelli bambini, ci sono la scuola e gli studenti, c'è il duro lavoro della terra e degli animali, ci sono la solitudine, la malattia, le difficoltà di comunicazione. Insomma c'è tanto tanto in questo libro, il tutto raccontato con una scrittura semplice, essenziale, con descrizioni a tratti poetiche. E mentre tutto succede, mentre il tempo scorre, il vento soffia inesorabile su Holt, quel vento che ha il suono del canto della pianura.

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    Massimiliano

    12/10/2018 18:44:39

    In molte situazioni letterarie contemporanee ci si riferisce alla definizione di “romanzo mondo”, testi in cui l’autore costruisce un universo di personaggi e situazioni che si auto–generano. Senza dubbio in «Canto della pianura», parte di una trilogia, che si completa con «Benedizione» e «Crepuscolo», Kent Haruf riesce in un intento che va oltre. La delicatezza con la quale ci porta in primo piano i personaggi, il loro mostrarsi oltre le righe ma senza dover ricorrere a urla e violenze esistenziali necessarie a farli vivi, ricostruisce un mondo sospeso, di bellezza e speranza, dolore e desolazione. La cittadina di Holt, luogo tra il reale e l’immaginario palcoscenico della rappresentazione, sta lì, tra le pagine della narrazione ma il lettore può benissimo trovarla nel suo cammino, al prossimo isolato. Può incontrare i personaggi nel suo incedere quotidiano, nell’esserci, nel finirci dentro. Il realismo della parola di Haruf disegna volti e voci che osserviamo profondamente attratti dalle sembianze e dai toni, fino a quando ogni cosa svanisce nel silenzio che s’apre dall’ultima pagina.

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    Marcella

    04/10/2018 09:41:09

    Rispetto all'ordine di lettura dettato dalla casa editrice, io sono partita dal secondo. Mi sono ritrovata nella quotidianità di Holt una piccola cittadina americana, fittizia, in cui lo scrittore racconta con un linguaggio molto semplice e lineare il quotidiano dei vari personaggi. I primi capitoli sono spesi a descrivere i singoli attori prorompendo nella loro vite quasi senza chiedere permesso. Lo scrittore descrive temi importanti, che compongono la vita di una persona: l'abbandono, i problemi adolescenziali, la solitudine, la morte il tutto vine descritto con un linguaggio semplice ma che al tempo stesso ti cattura e da cui non riesci a distaccarti tanto che il lettore entra a far parte della di Holt e mentre leggi quasi che ti ritrovi a dar consigli ai vari personaggi. Haruf promosso a pieni voti.

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    Odit

    22/09/2018 08:25:41

    Confermo il mio giudizio su questo magnifico scrittore. Anche questo romanzo, al pari di "Benedizione" tocca vette letterarie altissime. Ciò che colpisce di Haruf è la sospensione del giudizio: i protagonisti parlano con i loro gesti, le loro azioni e i dialoghi, l'autore non entra mai nel romanzo lasciando al lettore l'elaborazione di un giudizio. E la sua vena elegiaca ci lascia un profumo dolceamaro stranamente familiare. Eccellente, esattamente come la casa editrice che ci ha fatto il grande regalo di recuperare questi preziosi romanzi.

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    Margherita

    21/09/2018 21:08:30

    La peculiarità di Haruf è che non traccia confini, non concede al lettore un canovaccio, un registro, uno schema, un'interpretazione. Si limita ai fatti, nudi e scarni. L'essenzialità genuina domina incontrastata. È l'anima del lettore ad elargisce il potenziale immaginativo. Haruf non ti dice cosa pensare, ti da gli strumenti per costruirti un'idea tua, personale. Da questo punto di vista la lettura è un processo attivo e dinamico, stimola il lettore a costruirsi uno scenario singolare. Un pò come se ti desse dell'argilla da modellare in virtù della tua sensibilità: quanto più riuscirai a cogliere le sfumature della narrazione,  tanto maggiore sarà la complessità dell'opera che costruirai . È qui la magia: offre caleidoscopiche emozioni senza mai intrappolarle, le lascia libere di fluire. C'è vita in queste pagine, è come un fiume che scorre e ti attraversa. Specchiandoti nelle sue acque puoi scorgere il brillio della luce che riflette la potenza dei suoi personaggi, l'indomita natura, la genuinità degli affetti e se guarderai bene,  potrai vederci in quello splendere il tuo riflesso, la tua immagine,  la parte più pura di te stesso.

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    Vale

    20/09/2018 17:01:45

    Libro molto ben scritto, racconta storie di campagna “americane”. Nonostante non ami il genere perché spesso le storie sono, per me, troppo dure, si tratta di un bel libro. Bellissima la storia di amicizia vera tra gli anziani fratelli e la ragazza, nonostante le dicerie di paese.

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    Innovativo

    20/09/2018 13:33:57

    Una miriade di personaggi per questo volume della saga, storie diverse si susseguono permettendo al lettore di conoscere ogni singolo protagonista. Ho notato molti tratti davvero dolci nelle descrizioni ed anche i malvagi acquisiscono un significato innovativo, non fanno più paura anzi risultano essere insignificanti di fronte ad un semplice gesto di solidarietà. Un plauso allo scrittore, ho trovato il tutto originale e proseguirò nella lettura anche degli altri volumi.

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    Emma

    14/09/2018 16:00:24

    La sobria delicatezza di Kent Haruf nelle descrizioni dei paesaggi e nel tratteggiare discreto dei personaggi è incantevole e commovente. Sono bellissimi tutti i suoi libri

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    Tinama

    02/09/2018 15:39:11

    Il canto della pianura si legge per incontrare i protagonisti e vivere con loro la quotidianità. E’ questo che trasmette la scrittura di Haruf, anche in Crepuscolo, il secondo della trilogia. Dico il secondo perché io ho seguito quest’ordine nella lettura. Non ho ancora letto il terzo Benedizione. Niente di straordinario accade, ma niente di quello che si vive in queste pagine è banale né intriso di sentimentalismo. Tutto è umanamente semplice, schietto, reale vivo. Ho ritrovato in Haruf parte dell’umana solidarietà umana di Steinbek. Mi sbaglio?

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    cristina

    04/08/2018 13:31:45

    Molto bello, come gli altri suoi romanzi. Si sa esattamente cosa trovare nei romanzi di Haruf, direi quasi infallibilmente.

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    Emanuele

    15/05/2018 13:06:03

    Siamo a Holt, Colorado, profonda provincia americana. C'è l'America delle pianure, così come la si immagina (e come probabilmente è). Un luogo dove non passa la Storia, non c'è mai passata e probabilmente mai ci passerà . Un luogo dove il massimo che accade è che una donna cada in depressione, che due ragazzini vengano bullizzati, che una ragazza rimanga incinta... eppure la Vita è questo. Non farà Storia, ma la Vita è fatta di tante piccole storie, ognuno la propria. Ed è dalla fitta trama di tante piccole storie che si intersecano, si annusano, si riconoscono e si scontrano che nasce ciò che ognuno di noi è. Se potessi, andrei di persona a ringraziare Haruf per averci regalato tutto questo con una lievità e allo stesso tempo con una profondità (quella vera, che nasce dalla lievità appunto) davvero emozionanti. Canto della pianura, il primo volume della Trilogia, è a mio avviso il migliore. Ogni personaggio è tratteggiato con estrema precisione e profondità con poche, scarne parole. Perché sono i dettagli che delineano i personaggi, una frase buttata lì, un moto di stizza, un'indecisione davanti a una porta, un brivido davanti al corpo di una donna.

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    Renzo Montagnoli

    06/12/2017 20:11:32

    Haruf è un grande scrittore, perché il rischio di cadere in una telenovela c’era, ma lui abilmente si è tenuto alla larga, da buon burattinaio che non si vede, ma di cui si intuisce la presenza, ha manovrato i suoi personaggi, ci ha fornito spaccati di vita vera con una serie di piccole storie che finiscono con l’intrecciarsi, con protagonisti che si ritroveranno poi anche negli altri due romanzi della trilogia. La lettura non stanca mai e procede naturalmente secondo il ritmo per lo più blando che l’autore ha impresso alla sua opera. Così si arriva alla fine senza accorgersi, indubbiamente soddisfatti, ma anche dispiaciuti di non poter andar oltre; non c’è da preoccuparsi, però, perché ci sono ancora Benedizione e Crepuscolo, entrambi egualmente belli, anche loro ambientati a Holt, un luogo che sembra quasi magico perché lì la vita segue il ritmo delle stagioni, perché lì in fondo si vive veramente, perché in ogni azione e in ogni sentimento c’è il senso profondo di sapere in che consiste l’esistenza, in quella strada lungo cui si cammina dall’alba al tramonto, un destino comune che dovrebbe invogliare a soccorrerci, a darci una mano, proprio come fanno tanti personaggi di questa grande trilogia. E’ un capolavoro, non aggiungo altro.

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    milad

    15/10/2017 10:47:42

    bellissimo, il più bello di tutta la trilogia, che comunque mi è piaciuta moltissimo. ho amato questi libri, la città di Holt, i suoi abitanti. consigliatissimo

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    n.d.

    14/10/2017 19:35:53

    Molto bello.

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    Sergio

    22/09/2017 19:28:18

    Ho letto la trilogia della pianura e mi è piaciuta tantissimo. Dopo un'iniziale adattamento allo stile dell'autore ho letto i tre libri in un soffio e mi sono quasi affezionato ad alcuni personaggi come, ad esempio, i fratelli MacPherson presenti nel secondo e terzo libro tanto che alcune volte mi ritrovo a pensarci. Assolutamente da leggere per gli amanti del genere.

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    Claudio

    21/08/2017 19:33:43

    Primo libro della trilogia. Mi è piaciuto molto.

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    Ilaria

    15/08/2017 08:35:30

    Rispetto al primo libro della trilogia questo è pmeno essenziale più descrittivo.i personaggi prendono letteralmente vita e sono più caratterizzati .l'ho adorato mi piace la scrittura calda e accogliente e meno melanconica.La trama è più interessante è stato un piacere leggerlo è ancora di più ritrovare i fratelli mcpheron nel terzo libro che sto leggendo

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    Massimo

    17/06/2017 10:45:24

    Malinconico, essenziale, lodevole...personaggi preferiti? I due fratelli....

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    furetto60

    14/06/2017 08:22:09

    Romanzo ambientato nella classica zona di mezzo degli USA, campagna e ambiente rurale, bulli e zotici dalla scorza dura ma dolci nel midollo, vecchine che soffrono di solitudine, una simpatica coppia di monelli che ricorda un pochino i (ben più tremendi) fratelli della Trilogia di K. La storia fila via liscia, appassionante e ben scritta, eppure in alcuni frangenti Haruf inserisce una parola di troppo, quel voler per forza spiegare, o sottolineare, che demarca la differenza tra i buoni scrittori e i grandissimi.

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    luca

    11/05/2017 04:42:12

    A differenza di "BEnedizione" (stupendo) questo capitolo della saga è più scorrevole. PErsonaggi dipinti in un paesaggio fantastico. Da non perdere

Vedi tutte le 41 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Il titolo italiano perde l’importante gioco di parole che si nasconde dietro a quello inglese: plainsong infatti è a un canto medievale a più voci. Un canto semplice, all’unisono, senza salti di tono. Così è questo romanzo: molti personaggi, nessun protagonista.

Ognuno racconta il suo pezzo di storia, una storia che comincia ben prima dell’inizio del libro e finisce ben dopo la sua conclusione (e la conclusione del suo seguito, Crepuscolo). La scrittura continua in questo solco, non concedendosi nessuna parola di troppo, anzi asciugandosi al punto di non distinguere tra discorso diretto e narrazione. Ogni parola, ogni lettera, ogni segno è lì perché deve esserci.

Nessuna ridondanza è ammessa, nessuno spreco è accettato: in fondo questo è il modo in cui si vive a Holt, Colorado, nelle grandi pianure del Midwest.

Recensione di Sara West