Canzoni della Cupa

(Edizione Limitata & Numerata con Book)

Supporto: Vinile LP
Numero dischi: 4
Etichetta: La Cupa
Data di pubblicazione: 6 maggio 2016
  • EAN: 8051040720306
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Descrizione

Edizione quadruplo vinile.
A cinque anni di distanza dal suo ultimo album di inediti, MARINAI PROFETI E BALENE (oltre 80mila copie vendute), VINICIO CAPOSSELA torna con un nuovo progetto discografico intitolato CANZONI DELLA CUPA, un’opera originale in cui l’artista esplora quel territorio giacimento di culture, racconti e canti che hanno ispirato il suo ultimo romanzo, “Il Paese dei Coppoloni”, pubblicato nel 2015 per Feltrinelli e canditato al Premio Strega, oltre che vincitore del Premio Carlo Levi. “Un mondo che la Storia ha seminterrato, ma che fa sentire l’eco e il suono se gli si presta orecchio e ci si dispone al sogno”, come lo ha definito proprio Capossela.
Nato da due distinte session discografiche unite tra loro da un arco temporale di quasi tredici anni, CANZONI DELLA CUPA è un disco composto da due lati, Polvere e Ombra. Il lato della Polvere è fatto di canzoni esposte al secco, al lavorio della polvere e della terra in cui affondano le radici questi canti. Il lato in Ombra è quello dei presagi e dell’inconscio, degli uccelli che volano la notte, del racconto che desta meraviglia e inquietudine. Due lati che compongono un cerchio, all’interno del quale il tempo si muove immobile, come nel mito, nelle stagioni e nel racconto. Un mondo folclorico, rurale, mitologico, per dare voce al quale CAPOSSELA si è affidato in alcuni casi all’opera pre-esistente di un cantore come Matteo Salvatore, e poi al patrimonio delle canzoni di paese, e soprattutto a quel grande bacino che racchiude la saga epica della comunità, quelli dei sonetti, che si cantano uniti, affastellando le voci. E altri ancora ne ha trovati dentro di se cercando tra i gradini, i vicoli, i rovi e le terre. Tutti insieme, affastellati negli anni come fascine da fuoco, sono diventate le CANZONI DELLA CUPA.
Prodotto dallo stesso VINICIO CAPOSSELA insieme a TAKETO GOHARA e ALESSANDRO “ASSO” STEFANA, CANZONI DELLA CUPA si compone di 29 canzoni all’interno delle quali sfilano i contributi di straordinari ospiti che hanno provveduto ad allargare e ad unire le frontiere di questo straordinario album di musica folk, a cominciare da Flaco Jimenez, i Calexico e i Los Lobos, per proseguire con Giovanna Marini, Enza Pagliara, Antonio Infantino, la Banda della Posta, Francesco Loccisano, Giovannangelo Di Gennaro, Victor Herrero, Los Mariachi Mezcal, Labis Xilouris e tanti altri.
Anticipato dalla pubblicazione del brano “Il pumminale”, primo estratto del disco accompagnato da un film di 12 minuti girato in Irpinia da Lech Kowalski, uno dei nomi di culto della scena cinematografica underground, CANZONI DELLA CUPA sarà accompagnato da una lunga tournée italiana che partirà in estate dagli spazi all’aperto (Polvere) per arrivare poi in teatro in autunno (Ombra).

Disco 1
  • 1 Femmine
  • 2 Il lamento dei mendicanti
  • 3 La padrona mia
  • 4 Dagarola del Carpato
  • 5 L’acqua chiara alla fontana
  • 6 Zompa la rondinella
  • 7 Franceschina la calitrana
Disco 2
  • 1 Sonetti
  • 2 Faccia di corno
  • 3 Pettarossa
  • 4 Faccia di corno - L’aggiunta
  • 5 Nachecici
  • 6 Lu furastiero
  • 7 Rapatatumpa
  • 8 La lontananza
  • 9 La notte è bella da soli
Disco 3
  • 1 La bestia nel grano
  • 2 Scorza di mulo
  • 3 Il Pumminale
  • 4 Le creature della Cupa
  • 5 La notte di San Giovanni
  • 6 L’angelo della luce
Disco 4
  • 1 Componidori
  • 2 Il bene mio
  • 3 Maddalena la castellana
  • 4 Lo sposalizio di Maloservizio
  • 5 Il lutto della sposa
  • 6 Il treno
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Capossela è una creatura mitologica, metà lupo e metà Proust, che per anni si è aggirata nella foresta di un passato a lungo fantasticato: il tempo e il luogo in cui i suoi genitori sono cresciuti, prima che partissero per la Germania dove è nato. La sua récherche è iniziata alla fine degli anni ’90, e gli ha consentito di ricostruire un epos dei paesi fantasma dell’Alta Irpinia. Un universo che negli ultimi anni ha messo in scena in tutti i modi possibili: con il libro e il film Il Paese dei Coppoloni, in parte col festival Sponz Fest, e ora con questo doppio album che raccoglie gli echi sonori di tutto il progetto, elaborati durante un percorso di ricerca etnomusicale iniziato nel 2003. Ma la caratteristica più marcata di questo doppio album è proprio il suo sdoppiamento: in una prima parte intitolata Polvere (più incline all’ortodossia folk, con i canti della quotidianità, e le sonorità e le cadenze della tradizione campana) e un’altra parte intitolata Ombra (più orientata verso mito, sogno, magia). Lo sforzo maggiore, sarebbe arduo negarlo, è accostarsi alla prima parte: è difficile capire cosa dobbiamo chiedere a Polvere, dopo aver apprezzato l’esperienza quasi turistica in un mondo ricostruito con tanta dedizione. Le cose cambiano, forse pure troppo, quando si entra in Ombra: una dozzina di brani dalle atmosfere e dai testi più oscuri, sicuramente più possibilisti negli arrangiamenti – ancorché evidentemente contagiati da mitologie straniere: dal lungo blues dylaniano di Scorza di mulo ai mariachi di Componidori, dai miraggi texani de La notte di San Giovanni agli echi di Léo Ferré de Il lutto della sposa, per concludersi con la lunga, morriconiana cavalcata western de Il treno. In fin dei conti, musicalmente sono i brani che più si avvicinano al Capossela degli ultimi anni e Ombra risulta la parte più viva e densa di tutto l’affresco. Certo, è quella in cui il nostro uomo si addentra nell’oscurità. Probabilmente gli somiglia di più. Voto 3/4

Recensione di Paolo Madeddu