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Giorgio Ruffolo

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: VI-295 p., Brossura
  • EAN: 9788806196585
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Recensioni dei clienti

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    Simone

    26/03/2013 23.29.23

    Un libro ben scritto.. L'ho trovato davvero molto interessante, sopratutto nella prima parte in cui viene narrata la storia dell'economia mondiale e nel finale dove l'autore indivua e prospetta gli scenari futuri del capitalismo. In alcuni tratti un pochetto noioso e poco comprensibile per i profani della materia. Troppo italianocentrico e di parte nella descrizione della storia economica. Consigliato per chi è interessato al tema.

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    alfonso

    21/07/2012 15.44.34

    Si tratta di un'opera di grande spessore e valore, al di là del fatto che se ne condividano o meno alcune idee di fondo. E' scorrevole e contestualmente apre a nuovi punti di vista su argomenti spesso trattati in modo pedante o criptico. Da non perdere. Ruffolo è un maestro di questo genere che si muove sul crinale del trattato scientifico e del giornalismo economico, accurato, ma mai noioso. Una fonte di fatti letti con assoluta originalità.

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    sergio oliveri

    30/10/2010 12.45.09

    Dopo il godibilissimo “Quando l’Italia era una superpotenza” e il meno comprensibile e più prolisso “Lo specchio del Diavolo”, ho acquistato questo libro per la promessa indicazione di scenari futuri del Capitalismo. Purtroppo ne sono restato deluso. La materia è presa esageratamente da lontano, e soprattutto l’Autore sembra rivolgersi ad una singola elite di lettori in grado di comprendere per intero le fasi di processi di cui enuncia le premesse per poi indicare immediatamente dopo i risultati. L’uso corposo di citazioni rende il testo simile ad una tesi di laurea da presentare ad un relatore piuttosto che a degli studenti, oltretutto non sempre universitari; in particolare il capitolo in cui discute l’abuso degli strumenti della finanza è comprensibile (forse) solo a laureandi in economia: avrei apprezzato, invece, una spiegazione corredata da esempi, alla Piero Angela. Infine, la parte che dovrebbe indicare quegli ipotetici scenari di cui si diceva sopra è davvero poca cosa. La presenza di qualche errore (“business are business”, per esempio) e di qualche corollario del tutto inutile mi ha lasciato, francamente, alquanto sconcertato. Insomma un titolo in più per Autore ed Editore, ma senza l’offerta di nuovi contenuti

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    sergio oliveri

    30/10/2010 12.43.50

    Dopo il godibilissimo “Quando l’Italia era una superpotenza” e il meno comprensibile e più prolisso “Lo specchio del Diavolo”, ho acquistato questo libro per la promessa indicazione di scenari futuri del Capitalismo. Purtroppo ne sono restato deluso. La materia è presa esageratamente da lontano, e soprattutto l’Autore sembra rivolgersi ad una singola elite di lettori in grado di comprendere per intero le fasi di processi di cui enuncia le premesse per poi indicare immediatamente dopo i risultati. L’uso corposo di citazioni rende il testo simile ad una tesi di laurea da presentare ad un relatore piuttosto che a degli studenti, oltretutto non sempre universitari; in particolare il capitolo in cui discute l’abuso degli strumenti della finanza è comprensibile (forse) solo a laureandi in economia: avrei apprezzato, invece, una spiegazione corredata da esempi, alla Piero Angela. Infine, la parte che dovrebbe indicare quegli ipotetici scenari di cui si diceva sopra è davvero poca cosa. La presenza di qualche errore (“business are business”, per esempio) e di qualche corollario del tutto inutile mi ha lasciato, francamente, alquanto sconcertato. Insomma un titolo in più per Autore ed Editore, ma senza l’offerta di nuovi contenuti

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    Fabio Marchioni

    28/09/2009 04.29.58

    Il saggio è interessante e suggestivo nella sua tesi di fondo che poi è quella che emerge dall' assidua lettura degli editoriali dello stesso autore pubblicati su " La repubblica". Come lettura però è piuttosto impegnativa sopratutto nei capitoli dedicati alle potenze economiche antiche. Probabilmente più indicato come opera tematica da spulciare a fronte di approfondimenti specifici che come opera divulgativa. comunque merita.

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    Fiorenzo

    26/05/2008 19.09.10

    Forse l'autore dimentica che la Grecia e Roma sono decadute in seguito al fiume di denaro che ne ha minato la sua struttura. Una società dove si permette che 7 persone vengano mantenute da 3 probabilmente anche la nostra visone del capitalismo avrà il suo tempo limitato. Nulla è eterno neppure il capitalismo dei nullafacenti

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