Traduttore: C. Giorgetti Cima
Editore: TEA
Collana: TEA mistery
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 20 marzo 2014
Pagine: 291 p., Brossura
  • EAN: 9788850233144
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Recensioni dei clienti

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    silvia

    16/02/2018 14:35:07

    In "Carambole" il profilo psicologico del colpevole è delineato in modo schematico, le motivazioni che lo spingono ad agire non vengono approfondite. Anche l'intuizione che porta alla risoluzione del caso non è chiara, altro punto debole di questo giallo pacato e scialbo, che intrattiene garbatamente senza mai entrare nel merito.

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    giuliano

    18/06/2017 11:17:01

    Molto bello, nulla da aggiungere agli altri commenti (positivi chiaramente, quelli negativi non mi trovano d'accordo) solita trama ben congegnata, sviluppo de romanzo all'altezza; da leggere. Ma per favore, chi li regge più questi critici che vogliono paragonare Nesser a Camilleri o addirittura a Simenon: lo hanno mai letto un libro di Simenon per fare questi paragoni?

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    Carlo

    02/10/2016 08:57:46

    Tutto parte da un fatto casuale e, pur nella sua tragicità, quasi banale, che, come un granello di polvere, o una grinza, sul tavolo di biliardo, devia impercettibilmente la traiettoria di una palla causando una serie di carambole successive. La famosa teoria dell'"effetto farfalla", per cui un evento minimo, in un sistema complesso, può dare origine in sequenza ad effetti spaventosi. Thriller molto ben scritto, ben pensato, con un po', o molto più che un po', di "filosofia della vita". Capolavoro!

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    Cafiero

    01/08/2016 16:36:35

    Ho letto quasi tutto di questo autore, per il quale ho un debole. Sia la serie di Van Veteeren (questa), sia l'altra, quella col commissario Gunnar Barbarotti, sono a mio avviso quanto di meglio in circolazione: le storie sono ben congegnate e si dipanano nella migliore tradizione noir, con in più un'introspezione psicologica molto curata, dei personaggi credibili e, specie nella serie con Barbarotti, uno stile elegante e quasi letterario. Quanto di meglio la Scandinavia abbia da offrire agli amanti del genere. In questa storia c'è anche qualche elemento tipico del thriller: nel senso che la storia si sviluppa e viene vissuta sia dalla prospettiva del detective, sia da quella del criminale. Non si tratta di capire chi ha ucciso e perché, lo scopriamo giá nelle prime pagine, ma di goderci il team di Van Veteeren al lavoro in quest'indagine assai ostica.

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    nanni

    21/02/2015 17:48:07

    Libro che non mi è piaciuto, trama noiosa e letta con fatica. Protagonisti poco delineati, insomma a me non è piaciuto.

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    luca

    16/10/2010 14:10:13

    Un bel libro, abbastanza originale, scritto in maniera fluida...il problema? l'ho letto subito dopo I ragazzi del massacro di Scerbanenco e proprio non regge il confronto...Comunque da leggere

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    Kat70

    18/09/2009 14:11:07

    Un libro molto coinvolgente e ben scritto. L'idea di base è piuttosto originale ma non paragonabile allo sviluppo geniale di "Era tutta un'altra storia".

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    Roberto

    18/11/2008 18:57:45

    Gran bel libro, scritto bene ed emozionante fino alla fine. Bellissima l'analisi dei sentimenti e delle inquietudini dell'omicida che diventa protagosista molto più del commissario e dei suoi collaboratori. Ricorda molto i libri di Henning Mankell ed anche il livello è, a mio giudizio, molto vicino ai libri con protagonista il commissario Wallander. Da leggere sicuramente.

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    Nora

    16/06/2008 08:31:10

    Essenziale, incisivo, in altre parole perfetto.

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    Stefania

    16/03/2007 14:25:24

    La forza di questo noir, che "punge" come il freddo della città scandinava in cui è ambientato, sta nel fatto che al lettore si offre, fin dall'inzio della storia, il punto di vista dell'assassino; il lettore viene trasportato "suo malgrado" nella mente dell'assassino, conosce e subisce - anche con una certa inquietudine - le sue pulsioni, i suoi ragionamenti, senza però essere privato della sorpresa delle sue successive mosse. La figura chiave della storia dunque è l'assassino, e non il detective, che rimane defilato, appena tratteggiato, a mio giudizio poco affascinante. La prosa è scorrevole, la storia è coinvolgente; durante la lettura mi è capitato di accorgermi con rammarico che, ahimè, di quel passo lo avrei finito in brevissimo tempo... e infatti così è stato!

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    DORIANA

    10/07/2006 16:40:56

    COME MI E' SUCCESSO LEGGENDO I GIALLI DI MANKELL (DEL COMMISSARIO WALLANDER) HO TROVATO STUPENDO IL MODO DI SCRIVERE DI QUESTO SCRITTORE. E' STATO IL MIO PRIMO LIBRO DI NESSER, MA PROVVEDERO' SUBITO A LEGGERNE ALTRI.AVVINCENTE E MAI SCONTATO, MI HA TENUTA INCOLLATA AL LIBRO FINCHE' L'HO FINITO.

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