Caro Michele - Natalia Ginzburg - copertina

Caro Michele

Natalia Ginzburg

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Editore: Einaudi
Edizione: 1
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: VI-186 p.
  • EAN: 9788806179618
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    Rossella

    26/07/2017 10:05:45

    Di piacevole lettura,una scrittura volutamente semplice ,quasi un parlato trascritto nelle lettere che i vari personaggi si inviano. libro particolare da leggere

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    Valerio La Torre

    05/10/2015 18:24:57

    "Caro Michele" di Natalia Ginzburg rispecchia caratteristiche letterarie e narrative che lo avvicinano alla destrutturazione di matrice tipicamente novecentesca dei personaggi e alla messa in luce delle evoluzioni, spesso contorte, dei pensieri dei personaggi stessi. Un libro che merita una lettura attenta, di un'autrice,sicuramente poco considerata nel panorama della letteratura italiana contemporanea. Forse poco ampio il respiro dell'opera, che si risolve senza particolari sviluppi delle vicende e delle tematiche. Tuttavia, gli "ingredienti" letterari risultano equilibrati e ne fanno uno dei più bei romanzi degli ultimi cinquant'anni.

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    Diana

    14/01/2014 11:36:37

    E' un bel libro! Mi e' piaciuto tantissimo...Me l'avevano consigliato, l'ho letto in 4 giorni e non mi sono pentita! Consiglio decisamente agli altri!

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    Biagio

    08/09/2013 15:50:27

    Sicuramente uno dei più bei romanzi che abbia mai letto. Attraverso una serie di epistole l'autrice mette a nudo la società italiana attraverso vari aspetti ed evidenzia problematiche importanti come la questione del terrorismo, il distacco fra madre e figlio, la fragilità dei rapporti umani e così via... Un romanzo che ha tutto il diritto di definirsi "attuale". Consiglio anche la versione cinematografica di Monicelli.

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    rmatteuc

    10/05/2007 12:13:15

    Con una serie di epistole scritte da persone diverse ci viene raccontato la vita di Michele. Michele è il figlio di una famiglia borghese, con genitori separati ed una madre presente, molto desiderosa di condividere i suoi problemi di donna. Michele cerca invece una separazione, costruendosi una propria vita, con delle amicizie particolari, come Oliviero, chiaramente innamorato di lui. Michele cerca cerca di staccarsi e lo porta fino a Leeds dove incontra una donna che sposa. Una donna in difficoltà, con le sue problematiche che forse sposa più per ribellione che per amore. Il matrimonio dura pochissimo e porterà a Michele fino Bruges dove sarà vittima della repressione della polizia durante una manifestazione. Siamo in Italia, anni 70, in una famiglia borghese, che perde la dimensione della propria esistenza. E’ un susseguirsi di frustrazioni, delusioni e fallimenti che circonda questa famiglia. Forse è anche la fine della famiglia come la vediamo noi. Michele cerca la sua di ‘’famiglia’’ ma non riesce neppure lui a costruirla, vittima e carnefice di uno smarrimento morale e culturale che sembra distruggere tutto e tutti. E’ la classica famiglia borghese, all’alienazione del vivere ed il forte malessere che ha per tanto tempo caratterizzato la nostra società. Cosa rimane alla famiglia? Forse solo la memoria della madre. “Ma non si amano soltanto le memorie felici. A un certo punto della vita, ci si accorge che si amano le memorie.” (pag. 40) La memoria ci da la forza di andare avanti, la memoria è importante perché ci fa sentire vivi. Forse con la memoria santifichiamo il nostro passato perché non abbiamo più futuro, futuro che ci spaventa, il futuro ci rende nulli. Questo vale per le generazioni passati, i giovani non hanno neppure quello : “I ragazzi oggi non hanno memoria, e soprattutto non la coltivano, e tu sai che anche Michele non aveva memoria, o meglio non si piegava mai a respirarla e coltivarla.” (pag. 155). Poveri giovani che futuro hanno senza memoria? Il vuoto o la morte. Ho l’angos

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  • Natalia Ginzburg Cover

    Scrittrice italiana. Ha pubblicato i suoi primi racconti nel 1933 su «Solaria». Nel 1938 ha sposato Leone Ginzburg, e con lui e con i figli ha patito il confino per antifascismo dal 1940 al 1943. Nel 1950 ha sposato in seconde nozze lo scrittore Gabriele Baldini.Ha vissuto a lungo a Torino, ed è stata redattrice della Casa editrice Einaudi. I suoi libri di narrativa ("La strada che va in città", 1942; "È stato così", 1947; "Tutti i nostri ieri", 1952; "Valentino", 1957, premio Viareggio; "Le voci della sera", 1961; "Caro Michele", 1973; "La città e la casa", 1984), di memorie ("Lessico famigliare", 1963, premio Strega), di saggi ("Le piccole virtù", 1962; "Mai devi domandarmi", 1970; "Vita immaginaria", 1974; "La famiglia Manzoni", 1983)... Approfondisci
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