Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 5 aprile 2016
Pagine: 258 p., Brossura
  • EAN: 9788806230258
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Descrizione
Michele Tessari è un avvocato che avvocato non vuole essere, ex necroforo, affetto da un disturbo bipolare, intrappolato nella vita come una cavia isterica ma consenziente, persino complice. Un "complice debole" del mondo in cui è immerso. Il disfacimento della sua terra si rispecchia in quello della sua esistenza, inquinata da un odio "che cammina come l'infezione, dalle caviglie alla bocca", dove si trasforma in grido. E quel grido investe la classe politica, le carceri, la giustizia, il sistema universitario, giù giù fino ai singoli individui, fino al narratore stesso, imbibito degli stessi mali contro cui si scaglia. È un grido modulato da una scrittura apocalittica, con una portentosa violenza evocativa. Non c'è consolazione in queste pagine, nessuna catarsi: solo letteratura. E, in letteratura, "coraggio" è soprattutto raccontare la verità. "Questo è il paese delle cose che stanno morendo. No. Questo è il paese dei corpi. Un paese pieno di corpi. Corpi che si svegliano morti, escono morti di casa, tornano morti; corpi che parcheggiano, scendono, sputano, corpi che si salutano, sbadigliano, bestemmiano sempre, fatturano. Corpi camminanti".

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Recensioni dei clienti

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    Emanuele

    03/12/2018 09:02:56

    Un libro oserei dire imprescindibile per comprendere il declino irreversibile della gens veneta.

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    Stefano

    04/05/2018 21:22:07

    Bravissimo. Complimenti per aver saputo rappresentare tanti laureati italiani (i professionisti) ben al di là dei confini del Veneto orientale. In attesa di nuova produzione ancora bravo

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    luca bidoli

    30/07/2017 19:07:53

    Scrivo a caldo, non solo per via delle temperature di fine luglio, ma soprattutto per dare ragione alle mie ragioni. Posso sbagliarmi, forse non è il momento adatto, il perido d'incontro tra me e questo libro,succede. Magari lo riprenderò in un altro momento, ma io mi sono fermato, a pagina 50, riga nenitrè, proprio sulla materia escrementizia. Sui corpi e le loro deiezioni, la loro fissiologia, la loro intrinseca patologia. Ecco, corpi, patologie, anoressie mentali, copulazioni cardio vascolari, digressioni apocalittiche, in un linguaggio che si vorrebbe sulfureo, iconoclasta, ma che riesce ad essere, a mio avviso, è ovvio, solo prosaico, anzi, prostatico. Un Celine di provincia che non coinvolge nè per furore nè per pietas, che ricerca il puro effetto da stordimento da affabulazione, da assoluto e assurdo vuoto, concettuale e lingusitico. Un patetico nulla. Mi dispiace, perchè l'incipit, l'ho trovato folgorante; poi il buio e la ripetitività fine a sè stessa, dietro uno specchio deforme che non rivela nulla, ma compie il peggiore dei delitti, letterariamente disquisendo, s'intende: annoia.

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    Luca

    11/06/2016 15:10:30

    Ottimo romanzo sulla realtà veneta di oggi, con personaggi degni del miglior Sonego.

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    Giovanni

    30/05/2016 14:27:18

    Bello

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    AdrianaT.

    10/01/2016 08:49:59

    In 230 pagine non salta neanche una riga e di media sono tre punti a pagina se va bene - tostissimo. Tostissimo nella scrittura, nei contenuti; è violento, rabbioso: un lunghissimo sfogo urlato, dall'inizio alla fine, senza tregua. Lo stile è indefinibile: a cascata, a flusso continuo, non so, rischi di annegarci; ti centrifuga. Sa di sperimentale, ma non riesco a dire in che senso; è solo l'impressione che mi ha dato - guizzante, frenetico: non avevo mai letto nulla del genere. Il protagonista, Michele Tessari, è una sottospecie di spirito anarchico insurrezionalista imprigionato in una toga di 'avvocato-topo di Serenissima', una vittima del sistema o di sé stesso; un veneto che odia e si scaglia contro i veneti facendone una radiografia impietosa e condannando tutti senza appello. È un'opera prima nata da una gestazione di dieci anni, da cui arrivano sensazioni forti e grande energia, forse troppa; chissà se glien'è rimasta ancora per il prossimo libro, anche se l'impressione è che non ci sarà un prossimo libro - in fin dei conti ha già vinto un premio, che stia contento. Consigliato? Non so; molti veneti si potrebbero offendere e i non-veneti forse ci capirebbero poco: eventualmente da somministrarsi con molta cautela - può provocare forti reazioni di rigetto.

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    Paola

    05/09/2015 11:21:40

    Geniale. Anche se a tratti eccessivamente pessimista, Maino ha una vena ironica che fa ridere e commuovere allo stesso tempo. Una lettura in cui molti veneti, ma anche italiani, "che dicono no", si ritroveranno.

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    ALESSANDRO

    15/05/2015 17:02:43

    Innovativo? E' un flusso di coscienza, non sempre ben riuscito. Il Veneto? Basta leggersi Zanzotto, le idee sono già tutte lì. A tratti è inutilmente pesante. Il protagonista? Il tipico giovane presunto illuminato disadattato nella società. Non mi ha convinto per nulla.

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    Anna

    24/11/2014 10:50:11

    Non è solo la descrizione della decadenza morale e fisica del Veneto ma dell'Italia intera. Racconto senza trama e con un linguaggio innovativo. Bellissimo.Complimenti all'autore.

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    vincent

    14/06/2014 19:20:42

    Una graffiante testimonianza sulla decadenza etica e morale di una Regione che è lo specchio dell'Italia intera. un linguaggio crudo che non fa sconti a nessuno una voce autentica e coraggiosa capace di leggere con spietata esattezza la condizione e la deriva di un paese smarrito, smemorato appiattito, indecente, sprofondato in un degradato senza speranza Mi ha commosso

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