La casa di ghiaccio. Venti piccole storie russe

Serena Vitale

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804490562
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    Bartolomeo Di Monaco

    29/08/2003 22:07:42

    È con una prigione che facciamo il primo incontro, dopo che ci è stato inquadrato il periodo storico di riferimento, i primi del ‘700, durante il breve regno dello zar adolescente Pietro II; la prigione ospita la potente famiglia Dolgorukov, di cui fa parte Ekaterina Alekseevna, la giovane fidanzata dello zar, il quale non aveva fatto in tempo a condurre all’altare “la sposa mancata”, morto di vaiolo proprio lo stesso giorno fissato per le nozze, il 19 gennaio 1730, con ciò causando la rovina della famiglia invidiata e odiata ad un tempo. È situata in Siberia, in un paese, Berëzov, che “si liberava dal manto di neve solo per le tre settimane della brevissima estate.” Il libro, ambientato soprattutto tra Pietroburgo e l’“antica capitale” Mosca, contiene venti ritratti di personaggi realmente esistiti nella grande Russia a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, e di cui la storia fa nessuno o poco cenno. Lo stile è più dello storico che del narratore, asciutto, con rare divagazioni, efficace. Ekaterina ci viene presentata come emblema di una sfortuna che la costrinse a peregrinare da una prigione all’altra e a vedere distrutta a poco a poco, tra punizioni e stenti, la propria famiglia. Il suo contegno non si piegherà mai, e pur umiliata e costretta a vivere in ambienti miseri e sporchi, il suo atteggiamento resterà sempre quello di una imperatrice, anche se mancata. Tornata finalmente in possesso della enorme fortuna dei Dolgorukov, sposatasi per ordine della zarina Elisabetta I, avrà breve vita a causa di una malattia ai polmoni. Ordinerà di bruciare tutta la sua biancheria: “Nessuna dopo me indosserà ciò che vestiva il corpo dell’augusta fidanzata.” Ci si propone di fare un ritratto della Russia attraverso figure minori, ma che avevano qualità, prerogative e stranezze tali da riuscire a far emergere un quadro il più possibile aderente alla realtà, anche completo, ossia, di manie, superstizioni, usanze e quant’altro caratterizzava un impero in cui, non si deve dimenticare, la plebe viveva e si compiaceva dei

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