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La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla pratica filosofica

Umberto Galimberti

Editore: Feltrinelli
Collana: Campi del sapere
Anno edizione: 2005
Pagine: 460 p., Brossura
  • EAN: 9788807103919
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Recensioni dei clienti

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    Andrea

    30/09/2007 23.50.13

    Il pensiero di Galimberti, il confronto con l'età della tecnica, l'analisi su Nietzsche, Jaspers, Jung e Lacan, questi i temi principali di un'opera che prosegue sulla riga delle precendenti opere dell'autore. Un tentativo, ennesimo, di svegliare l'uomo dalle illusioni in cui è immerso e una speranza che quella de-situazione a cui l'autore tanto aspira non sia definitivamente impossibile causa un sistema che non ci lascia vivere. Perchè vivere autenticamente è un'altra cosa rispetto all'adeguamento e conformismo al sistema che oggi si pretende. Chi critica, rimane ancorato a una visione troppo superficiale (senza offesa) della portata del messaggio dell'autore, il quale non sarà un guru, ma certamente è uno dei riferimenti di maggior spessore per la cultura contemporanea.

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    Paola Zaretti

    16/12/2006 13.56.49

    Molti anni fa, modificai: Come fare filosofia col martello (Nietzsche)in :Come fare psicanalisi col martello:La Casa di Psiche sfonda per me una porta aperta nei primi ammi '80, ma di questo "sfondamento" sono grata all'autore. Soprattutto per un titolo: "Lacan e l'inconfessato ritorno di Lacan a Nietzsche" Inconfessato inconsapevole ? Non saprei, ma sta di fatto che si parla non già di un generico ritorno alla filosofia ma a un filosofo d'ccezione. Con tutto ciò che questo comporta....per la psicanalisi stessa che non può più permettersi d'ignorarlo.

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    silvia

    16/10/2006 11.55.58

    A parte l'indiscutibile cultura dell'autore e la rara qualità di esposizione di questo corposo saggio, la mia opinione su questo volume non è positiva. Il prof. Galimberti assume posizioni che non può nè provare nè pretendere siano accettate quali basi dialogiche. Inoltre, il contenuto di questo libro non aggiunge assolutamente nulla di originale sui pur complessi ed importanti temi trattati. Dal saggio traspare piuttosto una certa saccenza che forse da sola basterebbe per spiegare l' acredine personale dell'autore nei confronti della psicologia clinica e ,forse, di chiunque non la pensi come lui. Il prof.Galimberti si avventura in affermazioni ,giudizi ed assunti assolutamente confutabili e non cita le fonti ,pure esistenti, che possono fornire argomenti contrari alle sue tesi. Bollando offensivamente tutto ciò che sia contrario alla sua analisi,quest'ultima a mio parere si rivela solo parziale e,una volta spogliata dei pur utili sunti didattici,degli eleganti orpelli linguistici,e delle varie citazioni,in definitiva superficiale. Ho dovuto leggere qsto libro per motivi di studio...ma non lo consiglierei proprio a nessuno!

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    Cat Marciano

    03/03/2006 17.27.17

    La psicanalisi da buttare? Certamente no. Lacan ha tentato di dimostrare che filosofia e psicanalisi sono apparentabili più di quanto si possa immaginare. Ad ogni modo io credo che abbia ragione Galimberti: la psicanalisi è essenzialmente "tecne", non del tutto, non ancora o giammai "episteme". Essa non giudica, non individua il senso, nè vuole o può farlo per statuto. La filosofia,invece, può riuscire laddove "tecne" ed "episteme" non potevano che fallire, a patto che il senso, sia anche solo per me e non in sè, sia poi suffragato da una "vita filosofica", come voleva Kant. In caso contrario, sarebbe comunque un non senso.

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    Jacopo

    12/02/2006 13.09.10

    Galimberti nel suo ultimo libro ci indica la strada verso l'arte del governo di sé. La psicoanalisi è da liquidare? No di certo. La filsofia però, dal canto suo, non cerca risposte, né la guarigione dal male radicale: essa piuttosto è luogo delle correzione delle domande, perché spesso l'origine delle nostre sofferenze sono le idee sbagliate con cui noi conduciamo la nostra vita.

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    emiliano

    07/01/2006 17.39.16

    Se non altro questa volta feltrinelli non ha pubblicato la faccia di galimberti in copertina, facendone il guru che in tanti cercano... L'impressione è che galimberti inviti davvero a pensare più che a farsi bello agli occhi di chi legge, e non è cosa da poco.

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