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Adriano Cornoldi

Editore: Marsilio
Anno edizione: 2001
Pagine: 478 p., ill.
  • EAN: 9788831776615
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    Imma Forino

    25/06/2003 14.11.02

    Le case degli architetti, in “Op. cit. Selezione della critica d’arte contemporanea”, 112, settembre 2001, pp. 69-73, recensione di Imma Forino. Attento indagatore del tema dell'abitare in relazione alle architetture di ogni epoca (L’architettura della casa, Roma 1988; Architettura dei luoghi domestici, Milano 1994), l'autore cura il suo testo più recente privilegiando la relazione affettiva oltre che spaziale che ogni progettista ha nel realizzare prima, e nell'abitare poi, la propria casa. Nasce da tale osservazione un inconsueto dizionario degli architetti, in cui il dato biografico è importante quanto quello critico-descrittivo delle "case per sé" di ogni singolo autore. Si può anzi dire che per Cornoldi l'analisi caratteriale di un architetto e la sua corrispondenza o meno con la "casa della vita", secondo una nota espressione di Praz, consentano di trarre criteri diversi da quelli consolidati per “avanzare valutazioni sull'intera sua produzione, o su quella domestica, o su quella di un certo periodo”. Diversi sono gli elementi che variamente interpolati costituiscono il corpus di ogni singola voce: “le origini dell'architetto, la sua formazione, il carattere, la vita privata, la biografia complessiva, la concezione domestica, le case da lui abitate, quelle teorizzate, progettate, costruite per sé e per gli altri, l'opera nel suo insieme” sono infatti i capisaldi attraverso i quali vengono raccontate le case degli architetti. Inoltre, l'analisi tipologica – mediata dai concetti di comfort e di cultura dell'abitare – che aveva distinto anche i testi precedenti dello studioso, si accresce qui del senso di privatezza e della personalità di ogni progettista. Questa non è però l'unica chiave di lettura con cui consultare il volume: in esso sono infatti presenti anche autori che hanno avuto un rapporto talmente controverso con il senso dell'abitare (spesso perché presi da problemi architettonici di diversa natura), da abiurare la possibilità di costruire la propria casa, preferendo piuttosto vivere in ambie

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