Traduttore: S. Cosimini
Editore: TEA
Collana: TEA mistery
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 29 settembre 2016
Pagine: 304 p., Brossura
  • EAN: 9788850244249
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Descrizione
In una fredda sera d'autunno una donna viene trovata impiccata nella sua villetta estiva a Pingvellir. Tutto sembra confermare l'unica ipotesi plausibile: suicidio. Ma quando Erlendur Sveinsson, detective della polizia di Reykjavik, viene in possesso della registrazione di una seduta spiritica alla quale la donna aveva partecipato poco prima di morire, prova il bisogno irrefrenabile di conoscere la sua storia e di scoprire perché la sua vita si è conclusa in maniera tanto tragica e improvvisa. Emergono così, a poco a poco, i retroscena del suo gesto: l'annegamento del padre, avvenuto molti anni prima in circostanze poco chiare, fa da sfondo a oscuri presagi di morte e all'ossessione della donna per l'aldilà e per certe strane "presenze". Nel frattempo, Erlendur riprende in mano alcuni vecchi casi di persone scomparse senza lasciare traccia. Un pensiero fisso percorre silenzioso le sue indagini: la nostalgia straziante per qualcuno che si è perso chissà dove e non è più tornato a casa. Vero e proprio lupo della steppa, antieroe scettico e ombroso, il detective islandese riflette sul filo sottilissimo che divide la vita dalla morte, sulla tensione fra il destino e le scelte che possono modificare per sempre la nostra esistenza. I laghi islandesi, placidi e funesti, sono gli enigmatici protagonisti di questo autunno nordico: quando si trova il coraggio di guardare oltre la superficie, nodi invisibili e lontanissimi si riallacciano, e i fantasmi trovano finalmente pace.

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    zombie49

    19/12/2017 15:51:25

    Karen, invitata da Maria a trascorrere un fine settimana nella sua villetta estiva su un lago presso Reykjavik, trova l’amica impiccata a una trave nel salone. Sembra un chiaro caso di suicidio ma Karen non è convinta: secondo lei Maria, anche se depressa, non si sarebbe mai uccisa. Porta all’agente Erlendur Sveinsson, incaricato delle indagini, la registrazione di una seduta spiritica cui l’amica aveva partecipato x mettersi in contatto con la madre, morta di cancro due anni prima, e il padre, annegato nel lago quando lei era bambina. Non è l’unico caso seguito da Erlendur: c’è anche la storia di un ragazzo, scomparso nella brughiera trent’anni prima, il cui corpo non è mai stato trovato. Sveinsson è ossessionato dai casi irrisolti: infatti, anche suo fratello è scomparso da bambino durante una tempesta di neve mentre era con lui. I gialli di Indriđason sono storie di banale quotidianità, un pretesto x parlare di temi sociali a lui cari. Qui non c’è in apparenza neppure un delitto, ma si parla del suicidio e delle motivazioni che possono indurre una persona a togliersi la vita, e del dramma delle persone scomparse senza lasciare traccia, una tragedia non solo x loro ma anche x i familiari che continuano a vivere nell’incertezza alimentando un’inutile speranza. E’ un tema attuale e realistico che riguarda migliaia di persone, non solo in Islanda ma in tutto il mondo. E’ una storia introspettiva che tratta anche della religione, consolazione universale di chi lascia prevalere l’illusione sulla ragione, non accettando il distacco definitivo della morte, fino a rivolgersi a medium truffatori x comunicare con i cari deceduti, e della facilità con cui persone fragili possono essere manipolate. I romanzi vanno letti in assoluto ordine cronologico, perché accompagnano a conoscere la biografia di Erlendur, il passato, le idee, i drammi, le colpe di un uomo solitario, tormentato, forse troppo abulico, cupo come i cieli d’Islanda ma capace di suscitare empatia.

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    Isa

    18/01/2016 09:32:22

    Forse mi sono distratta ... ma la barca in mezzo al lago com'e' tornata a riva??

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    Titti

    19/08/2013 20:18:05

    E' il primo libro che leggo di Arnaldur Indridason e lo trovo veramente intrigante, nel tipico stile narrativo dei giallisti scandinavi.La storia inizia sottotono,quietamente con i colori freddi dei panorami di quei paesi e pian piano ti trovi immersa in un intreccio di vicende,vite e persone che ti cattura.Continuerò senza alcun dubbio la conoscenza dell'ispettore Erlendur Sveinsson!

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    io

    17/06/2013 15:10:05

    Alcuni hanno il coraggio di accostarlo a Mankell... boh, per me qui siamo piuttosto al livello di Dürrenmatt, a un livello molto alto per i miei gusti. In più in questo libro Indridason torna ai livelli dei suoi libri migliori (i primi due tradotti in italiano), con una storia che ti tiene incollato fino all'ultima pagina, amara come spesso è amaro Indridason e il suo personaggio Erlandur. L'idea di costruire queste tre storie che vengono indagate senza esserci alcun vero e proprio sospetto è geniale. Ma a un certo punto si pensa di poter prevedere come andrà a finire. Tutto scontato? No, perché il finale offre una visione totalmente opposta da quello che si poteva immaginare, anche se effettivamente era quello che si temeva/pensava. Più che un'indagine poliziesca è un'indagine sul uomo moderno, sull'avidità, sulla perfidia. Grandioso, anche se gli ultimi (prima di questo) non mi avevano convinto del tutto.

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    Giacomo

    10/11/2011 10:34:55

    Buon libro anche se effettivamente è un pò scontato, ho apprezzato di più La Signora in Verde e Un Corpo nel Lago. Indridason si legge sempre volentieri, è scorrevole, intrigante e rilassante. Se cercate ritmo e azione dovete leggere altro. Io leggo molti noir scandinavi, e credo che Indridason sia sicuramente a livello di Mankell, HakanNesser, Sjöwall Maj, Fossum Karin che per me sono i migliori.

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    franca

    03/09/2011 15:08:40

    Quando voglio rifarmi da una lettura che non mi ha entusiasmata, leggo un romanzo di Indridason, ma in particolare amo leggere le vicende del suo personaggio: l'agente Erlendur, detective triste ed ombroso, ma dalla sensibilità acuta. Peccato che questo sia l'ultimo dei suoi romanzi pubblicati in Italia. Sono sincera: all'inizio ero scettica su questo scrittore, ma via via che lo leggevo mi affezionavo sempre di più a questa saga islandese, anche se i nomi e i luoghi sono, come già riferito, quasi illeggibili per noi. Una lettura rassicurante, distensiva? questo va dato atto allo scrittore, che nello specifico del romanzo ha saputo, dal nulla, o solo da una percezione di Erlendur, affrontare un tema delicato come la vita dopo la morte, e contestualmente riportare in vita il caso di due persone scomparse 20 anni prima

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    maurizio680

    03/06/2011 22:27:29

    Davvero un gran bel libro. Anche se la la signora in verde è superiore

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    Maurizio Ricci

    11/02/2011 14:14:45

    Molto bello, come quasi tutte le precedenti opere di questo Autore. Mi sentirei di definire Arnaldur Indriðason un classico moderno; "moderno" in quanto facilmente assimilabile a diversi altri eredi nordici di Raymond Chandler, una categoria assai in voga di questi tempi; "classico" in quanto il suo stile scarno, i suoi rapidamente abbozzati personaggi sono immediatamente riconoscibili, bucano la pagina come pochi. Anche questa storia, seppur basata su scarsi e quasi impalpabili indizi, poco più che semplici sensazioni provate dal protagonista, viene sviluppata magistralmente, incatenando il lettore alla pagina. Le atmosfere rarefatte unite ad uno stile scarno ma tagliente fanno di questo islandese uno dei più interessanti tra i prodotti (perlomeno tra quelli tradotti da noi....) del mystery scandinavo, magari assieme all'ultimo Nesser. Non siamo lontani dal Friedrich Durrenmatt de "La promessa" e di "Il giudice e il suo boia"

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    Leonardo

    11/01/2011 23:03:05

    Dopo aver letto quasi tutta la bibliografia di Indridasson, questo romanzo lo ritengo troppo pieno di inutili ampollosità, prima fra tutte l'incessante uso di nomi di luoghi, strade, ponti ecc. nella sua (purtroppo per noi, quasi illeggibile) lingua. Chi lo ritiene il migliore scrittore scandinavo del genere, forse non ha letto Mankell...

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    Antonella

    11/12/2010 12:43:27

    E' un libro piuttosto interessante ma alla fine un pò scontato. Pensavo meglio... peccato!

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    Giovanni Terracina

    25/11/2010 12:24:18

    Il miglior Indridason dI sempre. Spettacolare. Il più bravo autore nordico di polizieschi. Lo consiglio vivamente.

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