Il caso Pontecorvo. Fisica nucleare, politica e servizi di sicurezza nella guerra fredda

Simone Turchetti

Editore: Sironi
Collana: Galápagos
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 19 dicembre 2006
Pagine: 285 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788851800819
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Descrizione
Nell'estate del 1950, Bruno Pontecorvo, un allievo di Fermi che durante la seconda guerra mondiale ha preso parte al progetto nucleare alleato, scompare all'improvviso. Il sospetto che sia fuggito in URSS fa temere che abbia portato con sé importanti segreti atomici, ma i diplomatici e i servizi di sicurezza occidentali minimizzano la defezione: Pontecorvo è solo un fisico teorico, non può essere utile al programma atomico sovietico, né può esserlo stato prima della fuga. Sul caso cala il silenzio, rotto ben cinque anni dopo dallo scienziato. Pontecorvo vive e lavora vicino a Mosca, è andato in Unione Sovietica per sfuggire alla caccia alle streghe e per scrupoli morali sulle scelte nucleari dell'Occidente. Nega ogni coinvolgimento nella ricerca militare, senza però sciogliere il mistero sul reale movente della fuga e sulle sue modalità. A sessantanni di distanza, documenti d'archivio ora resi pubblici permettono una nuova ricostruzione del caso. Questo saggio mostra che in realtà il fisico italiano aveva un'enorme esperienza applicativa che poteva essere strategica in URSS; svela il complotto della diplomazia britannica per nascondere le lacune nella sicurezza atomica del Regno Unito agli occhi dell'alleato USA e dell'opinione pubblica; analizza un grave e inedito movente per la fuga e ne propone una possibile dinamica. Un episodio cruciale di una guerra fredda in cui le conoscenze scientifiche sono state il vero oggetto del contendere.

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    L'AFFAIRE PONTECORVO IN NUOVI DOCUMENTI D'ARCHIVIO. di Fausto D'Aprile/Giornalista. La fuga in URSS,nel settembre del 1950,del fisico Bruno Pontecorvo fu all'epoca un evento con forti ripercussioni,non solo nel mondo della ricerca scientifica.La scomparsa dello studioso,già collaboratore di Fermi,fu pesantemente avvertita in Paesi occidentali come l'Italia e l'Inghilterra dove vennero sollecitati dibattiti anche parlamentari, considerato che Pontecorvo si era occupato, soprattutto ad Harwell,di ricerche a carattere riservato.Oggi,a distanza di sessantanni,nuovi documenti d'archivio consentono una più attenta analisi del caso grazie al meticoloso lavoro di ricerca di Simone Turchetti,giovane storico della scienza presso l'Università di Manchester.Nel saggio,l'Autore ricostruisce - tra l'altro - l'importante aspetto applicativo della carriera scientifica di Pontecorvo,grazie ad altri documenti declassificati come,ad esempio,le carte dell'Ing. Serge Scherbatskoy e quelle del Progetto nucleare anglo-canadese.Se quanto riportato nello studio è completamente corretto,è possibile allora concordare con l'Autore che,in prospettiva,solo pochi aspetti superficiali della vicenda Pontecorvo possono essere definitivamente colti:l'affaire Pontecorvo suggerisce,infatti,che il vincolo di segretezza sulle applicazioni nucleari,assieme al gioco politico delle dichiarazioni di facciata e delle possibili ammissioni,impedisca di comprendere appieno la reale dimensione di particolari episodi dell'era nucleare.Nel libro,Turchetti manifesta il timore che a distanza di anni la sicurezza nucleare non sia ancora gestita secondo criteri investigativi del tutto efficaci.L'Autore non è affatto benevolo verso Funzionari di Governo,Servizi e Media.Considerato a lungo un fatto storico,per certi versi del tutto personale,il caso Pontecorvo si impone oggi - alla luce di nuovi documenti d'archivio - come un episodio cruciale della guerra fredda. La ricerca richiede adeguati approfondimenti, storico-scientifici,sul periodo romano di Pontecorvo.

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