Cattolicesimo magico. Un'indagine etnografica

Marco Marzano

Editore: Bompiani
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 16 gennaio 2009
Pagine: 187 p., Brossura
  • EAN: 9788845262388
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Descrizione
Quasi scomparso nel resto dell'Occidente, il cattolicesimo popolare e "magico" è in Italia più vivo che mai. Il fenomeno più interessante è quello del "carismatismo": un movimento che, insieme a quelli ereditati dalla religione popolare, presenta anche lineamenti inediti e squisitamente moderni, come l'importanza data agli aspetti espressivi ed emozionali, o alle manifestazioni della soggettività e della spontaneità. Il libro è il racconto autobiografico del viaggio all'interno di un cattolicesimo spesso invisibile al resto della pubblica opinione. Per compiere l'indagine, l'autore si è per lungo tempo mescolato ai fedeli, osservandoli durante i loro riti, entrando nelle loro case, intervistandoli per ore, accompagnandoli nei lunghi pellegrinaggi verso i "luoghi santi" di Medjugorje o in singolari "ritiri spirituali" carismatici. Tornando infine a casa con un misto di incantata fascinazione e di preoccupata inquietudine.

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    una cattolica

    05/11/2010 12:16:53

    Sono una cattolica praticante e, alcuni anni fa, accompagnando mia zia, ho avuto l’occasione di partecipare ad un viaggio a Medjugorie. Sono stata sempre diffidente nei confronti di quel tipo di esperienze, eppure sentivo che qualcosa dentro di me era stato toccato durante i giorni trascorsi là… Alcune corde della mia intimità avevano vibrato… Non sono mai riuscita a rielaborare completamente quella vicenda e, devo dire, che il lavoro di Marzano mi ha aiutata, in parte, a far proprio questo. Sono molti gli aspetti del libro che ho apprezzato. Fare etnografia (come si comprende leggendo qualunque manuale base di sociologia, per chi voglia prendersi la briga…) significa “sporcarsi le mani”, scendere “sul campo”, ed utilizzare alcune tecniche di ricerca (come l'osservazione o l'intervista) allo scopo di collezionare un insieme di dati che rendano possibile la comprensione della cultura in esame. Ognuno di noi, in base alla propria sensibilità o educazione religiosa, può trarre le proprie conclusioni dopo la lettura del libro…Ma solo chi non sa cosa sia un’etnografia (non l’ha mai fatta o non ne ha mai letta una) può mettere in dubbio la scientificità del lavoro di Marzano. L’autore è riuscito, a tutti gli effetti, a “prestarmi i suoi occhi”. E ha saputo farlo con un linguaggio accessibile, ma non per questo meno raffinato, coinvolgente e talvolta pungente. Attraverso il suo sguardo indagatore, sono riuscita a rivivere (nel caso di Medjugorie) e a calarmi (nel caso del Rns) in situazioni curiose e toccanti, alla scoperta di un mondo semisconosciuto alla maggior parte della gente, cattolici compresi.. Un’originalità narrativa che raramente si incontra e che ho apprezzato davvero molto.

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    andrea pira

    07/10/2010 00:33:04

    Paragonare assomigliando le due cose, magia e movimenti carismatici cattolici, è sia un' audace eresia linguistica, sia un non obiettivo approccio all'argomento. Giusta è la recensione de L'indice che fa all'autore domande imbarazzanti a cui ovviamente non risponde nella sua "ricerca" a mio parere soggettiva e con valore di metodo anche pseudo-scientifico nullo, Con rispetto

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Dopo avere osservato con metodo etnografico come si muore di cancro in ospedale (Scene finali, il Mulino, 2004), Marco Marzano è passato da qualche anno a esplorare con il medesimo metodo uno degli aspetti più scomodi e inquietanti nella chiesa cattolica di oggi, il proliferare dei movimenti di base di ispirazione carismatica. Nel libro l'autore racconta due delle sue principali esperienze: un pellegrinaggio al santuario di Medjugorje e la partecipazione a un corso di catechesi organizzato da un gruppo di Rinnovamento nello spirito (Rns) in una valle lombarda. Lo stupore è la tonalità più rilevante delle pagine in cui Marzano va alla scoperta di un mondo che, pur proclamandosi cattolico, è lontanissimo dalle forme consuete del cattolicesimo tradizionale. Ci immergiamo con lui in un crescendo di ripetizioni ossessive di canti e preghiere, di sorrisi fissi ed estatici, di mani levate al cielo, di racconti di apparizioni e conversioni eclatanti, di confessioni collettive, di svenimenti chiamati riposi nello spirito e persino, nel corso di Rns, di casi di glossolalia o "preghiera in lingua"(l'autore racconta di essersi presentato come non credente ma di essere stato accettato dai fedeli nella speranza o financo nella certezza che la forza di Dio lo avrebbe convertito).
Come è noto, la ricerca etnografica ha il pregio di gettare luce sulla manifestazione in progress di un fenomeno sociale, ma poi richiede di essere integrata con considerazioni che consentano di inquadrare e comparare il fenomeno osservato. Ciò avviene anche in questo libro, dove le pagine più interessanti sono quelle in cui Marzano, sospendendo il racconto (talvolta sin troppo insistito), riflette su ciò che osserva. Due sono i punti più rilevanti delle sue riflessioni. Il primo riguarda le analogie e le differenze tra i vari movimenti che compongono il variegato mondo del carismatismo cattolico. In particolare il movimento di Medjugorje ha un culto quasi esclusivamente mariano, il suo tratto distintivo sono i toni foschi, l'ambientazione rurale, l'ispirazione antimoderna e oscurantista, la perenne lotta tra luce e tenebre, con il demonio sempre in agguato, la tensione apocalittica "che gronda sciagure e annuncia catastrofiche verità a una umanità corrotta". A differenza di Lourdes e di Fatima, a Medjugorje le apparizioni della Madonna continuano ancora: da ventisette anni, ogni giorno a un'ora fissa di fronte a migliaia di pellegrini inginocchiati e commossi (ma pronti a scattare foto con i cellulari), una veggente dichiara di vedere la Madonna e di riceverne messaggi. "Le agenzie che organizzano i pellegrinaggi e le masse di fedeli – commenta Marzano con un filo di ironia – non tollererebbero un appuntamento con un evento generico, imprevisto, improvviso". Non va trascurato che la chiesa non riconosce quelle apparizioni (Giovanni Paolo II nel suo viaggio in Bosnia evitò di recarsi al santuario) e questa diffidenza alimenta nei fandi Medjugorje un misto di delusione, rancore e voglia di rivalsa per la troppa prudenza vaticana.
Molto diverso è Rns, dove aleggia "una spiritualità gioiosa, esuberante, intramondana". Qui la Madonna non è molto popolare, mentre Dio è visto come padre buono e protettivo che ci vuole felici anche se peccatori. Si respira entusiasmo e bonomia, le preghiere sono personalizzate, ma vi sono anche tanti canti e tante musiche, confessioni collettive, testimonianze pubbliche sulla propria conversione, contatti corporei tra i partecipanti al rito che ricordano la new age. Ai fedeli viene insegnato come portare la lieta novella al mondo con la testimonianza semplice e appassionata della propria conversione e presentando Gesù come portatore di serenità e salvezza già su questa terra.
Nonostante le differenze, Medjugorje e Rns hanno alcuni tratti in comune: il porsi in alternativa al cattolicesimo tradizionale; la ricerca del contatto diretto ed emozionale con la divinità; il radicale anti-intellettualismo che porta a rifuggire dalle dispute teologiche; la convinzione che sulla terra tutto avviene nel segno di Dio; l'enfasi sulla salvezza individuale, con la conseguente avversione verso ogni forma di cristianesimo sociale impegnato nel mondo; il conservatorismo nella morale sessuale. Sono probabilmente queste affinità a spiegare la presenza di frange di Rns nel movimento di Medjugorje. L'appartenenza a un movimento non è rigida come la militanza in un partito politico, al contrario, la convinzione che "lo spirito è come il vento che soffia dove vuole" porta molti credenti carismatici a partecipare a più iniziative senza avvertire contrasti nelle pratiche e nei discorsi.
Il secondo punto da sottolineare è l'attenzione dedicata nel libro al successo di Rns nel mondo cattolico. A differenza di Medjugorje, Rns non soltanto è riconosciuto dalla chiesa, ma ha goduto dell'appoggio di papa Wojtyla e, con qualche sfumatura, gode anche di quello di papa Ratzinger. Marzano ne vede la ragione nella sconsolata consapevolezza dei vertici cattolici che le tradizionali strutture ecclesiastiche non riescono più a contrastare la crescente secolarizzazione del mondo moderno. L'esangue corpo della chiesa urge di essere rivitalizzato con la linfa vitale di un movimento di base, entusiastico e innovativo nelle forme di culto ma ligio all'autorità del papa, frutto imprevisto dal Concilio Vaticano II ma ispirato al pentecostalismo protestante proprio per arginarne la concorrenza. In questa prospettiva, le spregiudicate liturgie del carismatismo cattolico diventano un costo sopportabile da controllare senza reprimere, tutt'al più nascondendone discretamente le esuberanze estreme. Esso non mette in questione proprio nulla, nota Marzano, "tranne forse l'essenza del cattolicesimo così come l'abbiamo conosciuto". La conclusione del libro è che, considerando anche la sempre più flebile resistenza delle voci critiche in seno alla chiesa, una "micidiale mistura di cesarismo papista e settarismo movimentista" è l'approdo più probabile del cattolicesimo nel XXI secolo.
Di Marzano non si può non ammirare il coraggio intellettuale e la forza morale nel tuffarsi per giorni e giorni in un mondo difficilmente sopportabile (almeno a chi scrive questa nota). Ciò non esime dal rivolgergli alcune critiche. La prima riguarda una domanda stimolata dalla lettura delle sue pagine ma che in esse non trova risposta. Marzano descrive i riti e il clima che si crea tra i partecipanti, ma chi sono costoro? Che età hanno? Sono più uomini o più donne? Che fanno nella vita? Da dove vengono? Che esperienze, che cultura hanno? Quali altri interessi coltivano oltre a partecipare ai riti carismatici? Con che frequenza vi partecipano? Marzano non lo dice. Abbiamo solo la fuggevole descrizione delle sembianze di alcuni di loro, il racconto di una coppia di coniugi che dopo una rovina finanziaria "rinascono nello spirito", l'annotazione che a vederli tutti quanti insieme pare di essere in un frugale villaggio-vacanze aziendale. E poi due squarci sconcertanti: il primo è sui contatti fisici durante le cerimonie, dove in alcuni casi traspare un intento sessuale, ma ciò è giudicato con indulgenza o almeno con rassegnazione dagli altri presenti. Il secondo è sui membri dello staff del corso Rns, che, in un momento di riposo, credendosi inosservati, pronunciano battute volgarissime e sprezzanti su alcuni partecipanti. Cinismo organizzativo o innocente relax goliardico? Non lo sapremo mai.
La seconda critica riguarda il titolo del libro. Perché Cattolicesimo magico? Vi è il sospetto che Marzano abbia ceduto alla tentazione di un titolo facile e accattivante, forse suggerito dall'editore per vendere più copie. Ma sul piano scientifico era opportuno un titolo diverso e ciò per due buoni motivi. Il primo è che i soggetti indagati rifiutano recisamente le pratiche magiche e alcuni affermano che la loro conversione è avvenuta proprio abbandonando quelle pratiche. Se è così, era corretto rispettare la definizione che essi danno di se stessi. Il secondo motivo si trova proprio nell'immensa letteratura antropologica sui rapporti tra religione e magia. Sebbene il confine tra le due sfere sia sfumato, il tratto prevalente nelle pratiche carismatiche non è certo l'abbandono al potere occulto di stregoni e sciamani, ma è l'emozione di una partecipazione collettiva e coinvolgente.
Giuseppe Bonazzi