Traduttore: I. Legati
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 304 p.
  • EAN: 9788806184513
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Recensioni dei clienti

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    Hyeronimus52

    29/03/2016 23:07:40

    Il west raccontato in questo romanzo è quello di due giovanissimi, americani, amici per la pelle, che, all'indomani della seconda querra mondiale, fuggono dalle rispettive famiglie in cerca di avventura e di una nuova vita, sconfinando nel Messico delle grandi pianure assolate, delle vaste haciende di allevatori, delle ragazze dallo sguardo che ammalia e che mette nei guai. I due ragazzi torneranno negli USA con il cuore e il morale ammaccato, più vincitori che vinti, ma la bellezza del romanzo sta nelle grandi capacità di McCarthy di trasmettere il suo punto di vista sulla vita, sull'onore, sulle bassezze umane, sulla voglia di riscatto, ma soprattutto l'abilità descrittiva che permette al lettore di entrare nei paesaggi che descrive e di sentirsi "dentro" al romanzo. Non visionario e apocalittico come "Meridiano di sangue", non pessimista come "La strada" e "Non è un paese per vecchi", questo libro mi ha affascinato fin dalla prima pagina grazie alla statura morale del suo protagonista, il giovane ma già saggio e maturo John Grady Cole

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    Alban

    31/10/2014 20:21:18

    Il romanzo di McCarthy che ho apprezzato di più.

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    marcello

    27/04/2014 17:53:39

    Mi è piaciuto meno di oltre il confine perché più monotono anche se meno disperato. Questo western così desolato senza speranza e senza un domani anche nella profonda e rassegnata saggezza della vita dei nativi affascina ma stanca alla lunga. E poi questa presenza di un Dio-destino che sai che c'è ma non incontri mai ti mette un'angoscia tale che ti senti guerito in messico anche tu. Un po' noioso.

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    Davide

    11/02/2014 17:02:18

    Alle soglie del terzo millennio, McCarthy rigetta il postmodernismo e sceglie la strada della mitopoiesi, reinventando la Frontiera di metà Novecento prendendo a modello quella dell'Ottocento ; parabola di maturazione legata al dilemma morale, su modello del grande Twain, quella di John Grady Cole è una storia che inneggia al ritorno all'amicizia virile,alla religiosità pur laica che sia, alla sfida -cavalleresca - alle forze della natura, raccontata con uno stile asciutto ma energico, di grande forza visionaria e carica di una rude poesia, del sapore di una saggezza antica.

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    maurizio castagna

    02/09/2013 07:30:00

    Non avevo mai letto libri di McCathy e sono rimasto colpito e affascinato da questo bellissimo affresco di un west ormai scomparso. Uno stile magistrale che colpisce nel profondo: asciutto, diretto, all'inizio quasi disorientante, capace di evocare emozioni con poche parole e con una prosa puntuale. Confesso che ho impiegato un po' di pagine per riuscire ad "entrare" nello spirito e nello stile del libro, ma da quel momento un poi mi sono ritrovato completamente immerso nei paesaggi e nelle vicende dei personaggi. Veramente bellissimo!

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    armando

    25/09/2012 18:48:05

    Il solito,immenso Mccarthy."Cavalli Selvaggi" è un libro di iniziazione,di scoperta,di crescita,di passaggio.Attraverso il viaggio del giovane e già nostalgico John Grady Cole l'autore ci porta ad attraversare il confine tra gli ormai imborghesiti Stati Uniti e il selvaggio e diversissimo Messico,un mondo che è al tempo stesso crudele e bellissimo.Le descrizioni di Mccarthy,che si tratti di pianure d'erba alta o di aridi deserti,sono come al solito da 10 e lode.Se amate la letteratura,prima o poi dovrete confrontarvi con un gigante simile.

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    Marco Tamborrino

    19/04/2012 20:43:36

    È come se le pagine fossero fatte di luce. Questa è poesia.

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    kine

    01/01/2012 23:21:21

    Molto indeciso se 3 o 4.... Ci sono stati attimi esaltanti che mi hanno fatto adorare il libro e altri che, lo stesso, sembrava una palla al piede... È ovvio dire 3,5.... Peró devo ammettere che lo stile dello scrittore è notevole, dato che il gusto che ti lascia in bocca è quello della polvere.... Bravo

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    sergente romano

    04/07/2011 17:48:11

    poesia pura

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    umberto

    09/05/2011 23:40:29

    Ha l'incedere struggente di un film di Sam Peckinpah, magari con una "knockin on heaven's door" di Bob Dylan come ideale colonna sonora, con ampie panoramiche sui grandi spazi dell'Ovest, e la natura grande protagonista ...

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    oncecaldas

    09/03/2011 18:56:45

    idealmente sul mio podio personale! magico, evocativo,struggente . nient'altro da aggiungere.

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    Lu

    13/12/2010 21:00:36

    Come si possa definire la descrizione dei paesaggi di questo libro, di una natura a volte sonnolenta e malinconica, ma sempre grandiosa e selvaggia, come fatta di "descrizioni sovrabbondanti e inutili" non riesco davvero a concepirlo. A mio parere proprio la natura, che offre la libertà ma ad un alto prezzo, che ci ricorda quanto sia piccolo l'uomo in confronto ad essa, è la vera protagonista di questo libro che evoca immagini, profumi, lievi rumori che emergono dal silenzio...

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    Gio

    16/11/2010 17:28:49

    La scrittura è magnifica, asciutta, senza fronzoli ma con il potere di farti vivere davvero il deserto dentro e fuori. Fin dalla prima pagina ho capito che ogni volta che avessi aperto il libro un'atmosfera che non mi appartiene mi avrebbe avvolta per portarmi via. Per me è stato un vero viaggio e non mi capita così spesso.. è stato il primo libro di McCarthy ma non sarà certo l'ultimo. Ho già Figlio di Dio che mi aspetta.

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    Fabio

    04/04/2010 20:42:58

    Grandioso

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    Mauro

    05/01/2010 00:32:04

    Un bel romanzo avvincente e molto scorrevole. Anche se ambientato alla fine dei anni 40,rimane un western.Lo consiglio vivamente...

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    Armando Cereoli

    29/04/2009 17:57:11

    Uno dei rari libri che ha la capacità di raccontare non solo una sequenza di fatti, ma un mondo, le sue atmosfere e i sentimenti che lo attraversano. Qui la fuga di due giovani cowboys californiani da una vita che non appartiene loro è la scusa per raccontare non solo il doloroso trapasso dall'adolescenza all'età adulta, ma anche gli splendidi paesaggi del Messico ove i cavalli pascolano allo stato brado e dove il rapporto profondo tra l'uomo e il cavallo è l'essenza stessa della vita di intere comunità. McCarthy dimostra di conoscere ciò di cui parla e la sua capacità di raccontarlo è ciò che realmente arricchisce colui che legge questo libro. Favoloso!

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    philo

    20/10/2008 10:55:27

    Il romanzo parte lento e pieno di descrizioni e cresce invece molto bene. Magnifico il colloquio verso la fine del libro tra il protagonista e la zia di Alessandra.

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    snake

    20/07/2008 14:21:30

    Grandi dialoghi. Ma pieno di descrizioni sovrabbondanti e inutili. E il tentativo far rivivere l'epopea del west finisce spesso per annoiare.

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    davide

    04/05/2008 23:03:32

    Il protagonista del romanzo, John Grady Cole, abbandona la casa del padre ed accetta cio' che il destino gli offre lungo la strada per il Messico: un ragazzo un po' spostato (Jimmy Blevins), un lavoro presso un ranch, l' incontro con una ragazza (Alejandra, figlia del padrone del ranch) chiaramente destinata ad essergli fatale. Solo alla fine il protagonista decide di ribellarsi al destino, riuscendo a riagguantare la propria vita.

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    nr1954

    06/04/2008 22:20:17

    molto bello; purtroppo l'ho letto dopo "La strada". questo è appunto "un bel libro" quello è "un capolavoro"

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