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Il censimento dei radical chic

Giacomo Papi

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Editore: Feltrinelli
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 516,7 KB
Pagine della versione a stampa: 141 p.
  • EAN: 9788858834602

29° nella classifica Bestseller di IBS Ebook eBook - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Gaia la libraia

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In un’Italia ribaltata – eppure estremamente familiare –, le complicazioni del pensiero e della parola sono diventate segno di corruzione e malafede, un trucco delle élite per ingannare il popolo, il quale, in mancanza di qualcosa in cui sperare, si dà a scoppi di rabbia e applausi liberatori, insulti via web e bastonate, in un’ininterrotta caccia alle streghe: i clandestini per cominciare, poi i rom, quindi i raccomandati e gli omosessuali. Adesso tocca agli intellettuali. Il primo a cadere, linciato sul pianerottolo di casa, è il professor Prospero, colpevole di aver citato Spinoza in un talk show, peraltro subito rimbrottato dal conduttore: “Questo è uno show per famiglie, e chi di giorno si spacca la schiena ha il diritto di rilassarsi e di non sentirsi inferiore”. Cogliendo l’occasione dell’omicidio dell’accademico, il ministro degli Interni istituisce il Registro Nazionale degli Intellettuali e dei Radical Chic per censire coloro che “si ostinano a credersi più intelligenti degli altri”. La scusa è proteggerli, ma molti non ci cascano e, per non essere schedati, si affrettano a svuotare le librerie e far sparire dagli armadi i prediletti maglioni di cachemire. Intanto Olivia, la figlia del professore, che da anni vive a Londra, rientrando per il funerale, trova un paese incomprensibile. In un crescendo paradossale e grottesco – desolatamente, lucidamente divertentissimo –, Olivia indaga le cause che hanno portato all’assassinio del padre. Attraverso i suoi occhi, facendo scattare come una tagliola il meccanismo del più affilato straniamento letterario, Giacomo Papi ci costringe a vedere, più che il futuro prossimo, il nostro sobbollente presente. Con spietata intelligenza e irrefrenabili risate. “Questo libro non contiene parole difficili.” Autorità Garante per la Semplificazione della Lingua Italiana DL, 17/6, n. 1728
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    DP

    18/07/2019 19:19:15

    Libro scorrevole che fa riflettere molto su quello che sta succedendo in Italia.

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    ciderore@gmail.com

    29/06/2019 18:38:18

    Concordo totalmente con le precedenti recensioni negative: dopo una partenza sfolgorante la vicenda si perde in una quantità di rivoli tra loro non bene amalgamati (il lato introspettivo e sentimentale, quello civile e polemico, quell’altro blandamente autoironico), senza arrivare ad un compimento degno di questo nome, e neppure ad una plausibile assenza di compimento. A mio modestissimo avviso, un tono interamente grottesco avrebbe notevolmente giovato all’opera, anche se non è uno scherzetto padroneggiare quest’ardua e serissima disciplina. Di risate irrefrenabili, come promesso dal risvolto di copertina, mi spiace di non averne colta nemmeno una. Per concludere, non posso passare sotto silenzio il colossale strafalcione di pagina 112, dove si cita la sonata K488 di Mozart per pianoforte e orchestra. Le sonate per pianoforte (o qualsiasi altro strumento solista) e orchestra, nella musica classica non esistono. Si chiamano concerti.

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    Lucia

    01/06/2019 21:37:12

    Divertente, ironico e capace di far riflettere senza porsi su un piano fastidiosamente moralista. Non ottiene il massimo, a mio parere, perché il finale lascia un po' a desiderare. Si ha la sensazione che Papi abbia avuto fretta nello scrivere. Un gran peccato perché "Il censimento dei radical chic" si staglia, in uno scenario di critica all'attualità alquanto piatto, come una bella ventata di aria fresca. Ne consiglio ugualmente l'acquisto, si legge tutto d'un fiato in poche ore.

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    lorenzo

    28/05/2019 07:50:58

    simpatico, irriverente, elegante,surrealmente realistico e ben scritto. divertente passatempo anche se lascia un pò l'amaro in bocca!

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    DAVIDE

    27/05/2019 10:08:00

    Spassoso, caustico, amaro, inquietante. Un gioiello da non perdere.

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    ormos

    30/04/2019 18:56:24

    Mi stupisce che questo libro abbia occupato per qualche tempo i posti alti della classifica dei libri più venduti. O forse non dovrei: in fondo, in Italia lo stato della cultura è ai minimi termini, e basta guardare proprio i titoli che affollano le vetrine, prodotti da youtuber, influencer o giovani calciatori che già sfoggiano autobiografie. Dove sono Umberto Eco, Mario Soldati e Michele Prisco? Dove sono Gesualdo Bufalino, Giorgio Bassani e Piero Chiara? Se il libro è una denuncia del livellamento intellettuale anche delle nostre istituzioni, non c’è bisogno che il libro stesso scada a livelli fantozziani di linguaggio. Si può volare alto anche per parlare di cose basse, Elias Canetti ce ne offre un esempio con il suo Auto da fé.

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    cinzia

    28/04/2019 12:16:32

    “L’ignoranza non è più una condizione ma una scelta”. Che dire, mi sembra la sintesi perfetta del mondo odierno. Un affresco ironico della società dove, non solo la sintassi, ma anche la grammatica del nostro vivere personale e sociale è tratteggiata in modo puntuale e reale. Un libro che fa riflettere sul decadimento della nostra società non senza aprire uno spiraglio al principio speranza. Una bella sorpresa!

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    Ari

    16/04/2019 18:10:54

    E' un libro che diverte molto, ma altrettanto fa riflettere. Colmo di ironia e denuncia dei tempi in cui viviamo. Papi non perde l'occasione per confondere il lettore scavando a fondo tra i personaggi (o le categoria alle quali appartengono o credono di appartenere) dimostrando che spesso i ruoli si confondono, non manca quindi di fustigare tanto i "buoni" quanto i "cattivi".

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    Paolo

    01/04/2019 09:06:10

    Un romanzo che dovrebbe essere letto da tutti.

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    Hadar

    19/03/2019 10:43:43

    Un libro simpatico, che parte bene ma si incarta nella sua evoluzione fino al finale. Una piacevole lettura per il prossimo ombrellone estivo

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    Clara

    16/03/2019 16:39:31

    Sinceramente mi aspettavo di più da questo libro. L'idea è molto bella, ci sono degli spunti molto interessanti, la società in cui la storia si svolge è descritta in maniera molto realistica. Nel complesso però la trama non decolla. Dopo un inizio interessante, il libro si perde e secondo me non si arriva a niente. Peccato perché alcune intuizioni dell'autore sono davvero geniali, e avrebbero meritato uno "sviluppo" migliore.

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    ferdinando

    15/03/2019 17:36:09

    E' un libro che coglie in tempo reale l'attuale contingenza italiana. A tratti divertente, a tratti esilarante, qualche volta fa riflettere. Ma mi ricorda troppo Farenheit 451: mi sembra che sotto certi versi manchi di originalità. Spero di non avere usato parole vietate o abolite o diffidate. ;-)

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    angelo

    13/03/2019 14:49:05

    Ingredienti: un Italia in preda al populismo più sfrenato, l’eliminazione delle parole difficili per una neolingua alla portata di tutti, la creazione di un registro dei radical chic per “proteggerli” dal popolo, un ministro dell’interno troppo simile a quello attuale. Consigliato: a chi vuol vivere i peggiori incubi del presente in un romanzo distopico ed ironico, a chi ama distinguersi dal coro e fuggire dal pensiero dominante.

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    Marta

    11/03/2019 14:25:31

    Attuale più che mai a tratti graffiante ma molto profondo. In una sola parola brillante. Imperdibile.

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    Clara

    11/03/2019 11:09:38

    Divertissment letterario che porta in bilico sul filo tra risa e panico scomposto. A tratti esilarante, a tratti così lucidamente ancorato al presente da metter voglia di dar fuoco alle lauree e cancellarsi da Goodreads, giusto per non rischiare. L'espediente della nota a piè di pagina alla Wallace - che non specifica e non integra ma è in sé parte della narrazione - aggiunge un quid notevolissimo. L'autore avverte: I fatti narrati accadranno, io mi chiedo se non siamo già in moto.

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    Federica

    07/03/2019 09:49:46

    Non mi dilungo molto. Questo romanzo non mi ha convinto. L’idea di base è stupenda, ma resta solo un’idea. In un’Italia distopica (ma poi davvero tanto così?) i radical chic, ovvero gli intellettuali (ma da quando radical chic è sinonimo di intellettuale?) vengono ammazzati, e senza nemmeno tanti preamboli. Per quale motivo? Perché deve essere la mediocrità un trionfare, la cosiddetta pancia del paese, che di certo non può vivere di paroloni o bei concetti. Dopo un inizio folgorante, che ci trascina già nell’atto compiuto, mi sembra che poi qualcosa manchi, non sviluppando tutte le sue potenzialità. Di certo analizza le dinamiche sociali in atto in Italia in questo periodo storico, ma uno sforzo in più lo avrei voluto.

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    silvia

    06/03/2019 17:22:13

    titolo accattivante, storia satirica che nell'ironia tenta di criticare/sdrammatizzare sul contemporaneo decadimento culturale. Ne consiglio la lettura per guardare con spirito critico l'odierna società.

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    Ritochka

    26/02/2019 10:35:09

    Libro ironico e drammatico allo stesso tempo. Riferimento esplicito alla decadenza culturale del periodo che stiamo vivendo. Da leggere per ricordarsi di tenere gli occhi aperti.

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    Elvira Valzania

    24/02/2019 08:30:36

    Un libro esplicitamente scritto per commentare il presente e per suonare un campanello di allarme a tutti coloro che si riconoscono nella figura dell'"intellettuale". Che cosa accadrebbe se la cultura diventasse una colpa e non un vanto e se gli intellettuali diventassero il bersaglio di gruppi organizzati di terroristi? E che cosa accadrebbe se chi ha trascorso una vita intera a studiare venisse censito e registrato come tale? La scrittura è molto leggera e piacevole, quasi da instant book, ma non mancano i momenti di maggiore profondità e di più densa riflessione.

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    Anto

    20/02/2019 12:39:27

    Il titolo è accattivante e l’incipit pure con la sua repentina immersione nel cuore della vicenda: la sorte dei cosiddetti radical chic, lasciando presagire l’evolversi di un giallo dark. Poi però il tono cambia e si riconoscono subito i tratti della satira e dell’approccio ironico alla vicenda, dove i fatti di sangue fanno da sfondo alla caricatura del primo ministro dell’Interno, personaggio che interpreta nei modi e nello stile il “moderno” populismo. Lasciato quindi alle spalle il giallo, la narrazione veloce e condotta con leggerezza, insiste grottescamente sulla fine della cultura, sugli espedienti messi in atto per emarginare ed umiliare una categoria sociale che è sempre stata minoranza, e come tale vive il suo turno persecutorio. Chiarissimi i richiami simbolici a modelli sociali già da più parti paventati e il degrado che potrebbe derivare da un prevalere assoluto della maggioranza, benché incolta e incompetente. Tuttavia se l’idea è interessante, il tessuto della narrazione man mano che si avanza perde tono, forzando forse un po’ troppo su inserti non del tutto chiariti e funzionali principalmente al crescendo catastrofico, come ad esempio la figura di Cosma. Ci si poteva attendere di più da questo libro che prospetta una possibile fine della cultura intesa come élite, ma che di cultura è intriso. In ogni caso da consigliare per la fluidità del discorso, la facilità di lettura e per i richiami ad una realtà inquietante, un chiaro monito a come potrebbe trasformarsi il mondo in nome di una volontà comune che non lascia più spazi di libertà.

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  • Giacomo Papi Cover

    Giacomo Papi (Milano 1968) è giornalista, scrittore e autore televisivo; dirige inoltre la scuola di scrittura milanese Belleville e il sito di racconti Typee, collegato alla scuola. Ha pubblicato Era una notte buia e tempestosa (Baldini & Castoldi, 1993), Papà (Pratiche, 2002), Accusare (Isbn, 2004). Per Einaudi ha pubblicato È facile ricominciare a fumare (2010), I primi tornarono a nuoto (2012), I fratelli Kristmas (2015) e La compagnia dell'acqua (2017). Nel 2019 ha scritto Il censimento dei radical chic (Feltrinelli). Scrive su «D di Repubblica» e lavora a Che tempo che fa. Approfondisci
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