Collana: Short cuts
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 1 gennaio 2009
Pagine: 95 p.
  • EAN: 9788890357282
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano

    30/10/2010 09:32:42

    Neanche cento pagine, ma di una potenza sconvolgente. Da leggere perchè parla della vita, usando la metafora della box. Parla di come spesso il successo di una vita normale è scambiato con quello sbandierato su televisioni e giornali. Bellissimo.

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    Abramo

    22/06/2010 18:44:18

    Un capolavoro assoluto. Naspini possiede una maniera di scrivere diretta, schietta, potente, come un pugno allo stomaco. Un autore degno di nota, ed un libro che è una piccola perla. Consigliatissimo.

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    domenico cosentino

    29/08/2009 21:08:06

    Short Cuts è un ramo importante della casa editrice Histoica. In questa collana sono presenti brevi romanzi dall’impatto forte ed immediato. Cento Per Cento è uno di questi frammenti. L’autore, Sacha Naspini, ha raggiunto il suo scopo. Le pagine scorrono veloci per il lettore come round da tre minuti per gli spettatori di un incontro di pugilato. Ogni riga è un uppercut da assorbire e ridare immediatamente. Una storia che piacerà agli appassionati della boxe, ma che renderà felice anche gli amanti delle comuni storie semplici. Dino Carrisi decide per la prima volta di concedere un’intervista ad una troupe televisiva per svelare alcuni segreti riguardanti la sua tormentata esistenza. Un ex pugile famelico, figlio di immigrati italiani, due volte campione del mondo dei massimi, ora è ridotto ad essere un vecchio alcolizzato e sboccato. La storia ben strutturata e i colpi di scena ( e ce ne saranno molti) non fanno altro che rendere il racconto ancora più intrigante. Vale la pena prendere un’ora del nostro tempo e lasciarci andare alla lettura di questo interessante libro.

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    Alessandro Cascio

    28/06/2009 23:19:49

    Tutto d'un fiato, un bel libro, uno dei migliori che abbia letto negli ultimi anni.

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    Renzo Montagnoli

    24/06/2009 16:42:18

    Dino Carrisi, un immigrato italiano, è stato in passato uno dei più grandi pugili americani, arrivando per ben due volte a conquistare il titolo mondiale, ma, soprattutto, è stato un cento per cento, cioè uno nato esclusivamente per combattere sul ring, una specie di genio della “nobile arte”. Ora, vecchio, quasi in povertà e ubriacone, coglie l’opportunità di un’intervista televisiva della rete Canale 2 per raggranellare un po’ di soldi, ma prevalentemente per realizzare un disegno che ha costruito giorno per giorno. Lo spettacolo così diventa il riassunto della sua vita, dai primi pugni negli incontri sotterranei fino alla gloria, e poi a venti anni di carcere scontati per il presunto omicidio della moglie. Raccontato in presa diretta, come solo può esserla un’intervista televisiva, Cento per cento è un’opera di grande bellezza, originale quel che basta, senza cioè diventare alla lunga fine a se stessa, scritta con quella capacità che ho sempre riconosciuto a Naspini di delineare fatti, ambienti e personaggi con immediatezza, senza banalità o superficialità, con quell’attitudine naturale che ha l’autore di scavare dentro, di incidere, mettendo a nudo l’anima del protagonista in cui il lettore finirà prima o poi per trovare qualche tratto che lo accomuna. Non è il solito ritratto del pugile suonato e piagnone, è uno scorcio di vita che riemerge dalla memoria, come se uno fosse lì, davanti a te, per parlarti di sé, di ciò che è stato, di ciò che avrebbe voluto fare e non ha fatto. Non c’è una riga di monotonia, non c’è nulla di già letto, c’è una vicenda umana che lentamente porta a uno stato emotivo che esplode nel sorprendente finale. La vita come spettacolo, propria dei media, viene ribaltata, e così anche l’intervistatore entra nella vita vera, come protagonista, così che al termine emergerà solo la realtà, nuda, anche crudele, l’ultimo KO costruito da un pugile cento per cento. Posso solo dire, da ultimo, che questo racconto lungo mi ha entusiasmato, dopo una lettura coinvolgente come poche.

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    miriam ravasio

    24/06/2009 13:35:23

    "Io sono il più grande. L’ho detto prima di sapere di esserlo". Cassius Clay, un mito. Dino Carrisi invece è un cuore sul muro, un “cento per cento”; perché nella vita grama degli ultimi delle fasce ultime “il trucco era questo: sostituire il buco della fame con un male più grosso […] e a volte viene giù anche un pezzo di calcina”. La storia ha il ritmo di un incontro da campionato e i colpi sono tutti per il lettore. Decisi, inaspettati fin dalle prime righe: “Mi avevate detto che non avreste portato donne in casa mia”. Un pugile che sia un pugile vede la vita come un ring e l’intervista che Carrisi concede al giovane e ambizioso giornalista, conta più di un mondiale, attenzione e concentrazione sono al massimo! Virtuoso e istrionico come Cassius Clay “il più grande” è l’autore, Sacha Naspini, che saltellando agile calibra il tratteggio di un personaggio amabile, integro e dolce. Un Sansone che fa una vita da cani, consapevole e attento a controllare la sua invulnerabilità, quel calcagno che fa capolino fra i capelli. “Come mi capitava a tiro uno specchio mi piazzavo lì davanti, di spalle, tiravo fuori il mio e mi guardavo la pelata […] mi piaceva piacere e piacermi”. Pause di vanità, brevi come il risciacquo delle ferite fra una ripresa e l’altra, per poi scattare in piedi ancora con più forza, cogliere nell’altro (un sé riflesso) la paura, l’esitazione e chiudere la sfida prima dell’abbandono ultimo alla fisica naturale del corpo. E alzare il pugno al limite del branco. “Scegli me amore mio” . “Ognuno di noi ha il cuore della stessa grandezza del proprio pugno”. Il suo è grande, un cento per cento d’amore, che il lettore scoprirà sotto una gragnola di pugni. “Un godimento della madonna”, credetemi. Miriam Ravasio

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