I cento sensi segreti

Amy Tan

Traduttore: P. Gherardelli
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Edizione: 2
Anno edizione: 1996
In commercio dal: 03/06/1996
Pagine: 336 p.
  • EAN: 9788807015038
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    Maunakea

    12/09/2008 14:27:22

    The Hundred Secret Senses è del 1995, personalmente non mi ha catturato in maniera particolare e seppur di piacevole lettura non sono riuscita ad entusiasmarmi come altri, a quanto leggo dai commenti. Forse non sono riuscita a cogliere pienamente il senso del libro, non sono riuscita a capire se la scrittrice volesse proporre davvero, credendoci, una visione del mondo di questo tipo, bella favolina ma a che pro ? troppe storie di vite precedenti e di persone trapassate, troppo spirituale e fondamentalmente esoterico per una pragmatica come me. Le atmosfere cinesi e quelle delle relazioni fra i personaggi sono la cosa che ho apprezzato di più, ma non è un libro che consiglierei.

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recensione di Concilio, C., L'Indice 1996, n. 8

Allo scorso Salone del libro, nell'ambito del dibattito su "Differenze in comunicazione" organizzato da "Noidonne & Legendaria", Amy Tan si è presentata al pubblico italiano, presso il quale è già nota per "Il circolo della felicità e della fortuna" (Rizzoli, 1988) e "La moglie del dio dei fuochi" (Interno Giallo, 1992). Sono una scrittrice americana - ha affermato - e mi sento libera di scrivere su qualsiasi argomento. Non una scrittrice etnica, dunque, il suo essere cinoamericana è un fatto biografico non necessariamente letterario. Sua nonna - ha raccontato ancora - è morta suicida in Cina, ma aveva raccomandato alla figlia di non seguire le sue orme. Quella nonna non poteva immaginare che sua nipote sarebbe nata in un altro paese, si sarebbe guadagnata da vivere scrivendo, avrebbe sposato un uomo che ama e che la ama e non avrebbe avuto figli, per scelta, non per cattiva sorte. Americana, dunque...
Ma che dire allora di quella sorella cinese - rimossa? dimenticata? - inviata dalla sorte alla protagonista del libro? Kwan irrompe nella vita della sorella, Olivia, con il suo impetuoso torrente di storie farneticanti. La sua esuberanza è tale per cui Olivia impara il cinese prima ancora che Kwan impari l'inglese, ne assorbe gradualmente la lingua, ma ne rifiuta i fantasmi, e involontariamente spedisce Kwan all'ospedale psichiatrico. I trattamenti di elettroshock non turbano però la sorella cinese che ritorna a casa in compagnia di quegli stessi fantasmi: sì, perché Kwan ha occhi yin, vede gli spiriti dei morti e con essi conversa come se fossero presenti, perché sono presenti. Da questi dialoghi con gli spiriti emergono brandelli di storia passata, la guerra dell'oppio, l'arrivo dei missionari europei, epoche sanguinarie. Kwan ha vissuto una vita precedente della quale serba memoria e dalla quale non si separa neppure ora, nella sua nuova vita americana. Ma i fantasmi di Kwan sono innocui compagni, elargiscono consigli sull'arte culinaria, criticano, scherzano; più pericolosi sono i fantasmi occidentali che reclamano vendetta, che portano Olivia e suo marito al divorzio. Sarà un viaggio in Cina, organizzato da Kwan al chiaro scopo di riconciliare i due sposi litigiosi, a dissipare i fantasmi prodotti dalla mentalità pragmatica occidentale e a ridar vita a una storia mai interrottasi che da un passato lontano arriva sino a noi, passandoci accanto, magari senza esser riconosciuta, perché si è perso l'uso dei "cento sensi segreti", di tutti quei sesti sensi che parlano di noi e del mondo che ci circonda.
Tra le vallate di un'impervia regione montuosa della Cina, Olivia smarrisce se stessa, un po' come accadeva nel romanzo di Forster alla protagonista di "Passaggio in India", Miss Quested. Ma Kwan la soccorre e la rassicura, cerca di renderla partecipe della loro precedente vita in comune: il ritrovamento di alcuni oggetti che Kwan aveva nascosto allora attribuisce alle storie narrate in più di trent'anni un inquietante alone di verità. Olivia e suo marito sono i personaggi di quelle storie del passato, amanti sfortunati che si sarebbero dati appuntamento in una vita futura e ora ricondotti lì a casa, ma come possono ricordare? All'interno di una grotta scavata nella montagna c'è un lago stranamente luminescente sulla cui riva vi è un villaggio di pietra che risale a millenni fa: a ricordare le origini della vita. In quella stessa grotta, Kwan scompare misteriosamente. Ma è mai esistita, veramente? Reale come i suoi fantasmi, presenza irritante per chi, come Olivia, è abituato semmai a guardare la realtà attraverso l'oggettivante occhio dell'obiettivo fotografico, Kwan è la guida verso un mondo magico, in cui passato e presente si sovrappongono fino a spiegarsi.
Con uno stile spigliato e divertente Amy Tan pone due culture a confronto e parla, per la prima volta, anche dei propri fantasmi, di tutti quegli inspiegabili fenomeni che hanno caratterizzato la sua stessa vita e che le facevano guardare con meraviglia sua madre, mediatrice di mondi apparentemente incompatibili.