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Curatore: O. Discacciati
Editore: Einaudi
Collana: Letture Einaudi
Anno edizione: 2015
Pagine: XXII-501 p., Brossura
  • EAN: 9788806218645
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    Cristiano Cant

    12/12/2015 10.54.48

    Ascoltavo Serena Vitale (maestra!) qualche giorno fa in radio consigliare senza alcun concorrente questo libro come il più bello per lei uscito quest'anno. Ho obbedito sovieticamente alla sollecitazione e l'ho letto in cinque giorni...Immenso! Non si scopre nulla dicendo che da sempre si è mormorato sulla fratellanza fra cristianesimo e comunismo, su queste due identità morali e sociali pressochè gemelle: nello spirito, negli intenti, nell'ascolto e nell'amore per l'altro, nella condivisione, nei progetti. Il romanzo segue queste tratte sofferte, le sposa in un'ideale di uguaglianza purissima che sia davvero l'esito di quel soffio finalmente incarnato. Preziosa e commovente ogni pagina, come a camminare nelle vene di uno sforzo, di un sogno nobile che può trovare attuazione, in una selva di destini sgangherati e frettolosi che restano nella lettura come solchi di memoria autentica. Lo sfondo è quello di un paesaggio sterminato, un gigantesco mondo a sé che invita e protegge con la sua silente grandezza, con le sue divinità quasi a sorvegliare ogni azione, col suo lessico di reciproco aiuto, mano tesa, promessa. Ma i venti contrari mal sopportano un quadro sociale di possibile idillio, una comunità perfetta che dia volto alla natura di un'utopia. La frana insegnerà anche questo, che si può ugualmente unire la vita all'idea senza che questa smetta di risvegliarsi sui cuscini del domani e senza che ne rinneghi il motivo di fondo, l'enorme verità etica che spinge sotto le falde, un canto che impressiona e che sorregge. Perchè quella è la direzione inevitabile, l'uguaglianza comunque, la cruna attraverso cui si deve passare, l'onda del sentimento umano e di un'anima viva che finalmente divengano traccia, civiltà di gente. Romanzo meraviglioso, mancato e imperfetto come tutte le sinfonie più riuscite, romanzo di prodigi e di errori, storia di ultimi in sella alla loro breve gloria, ma aperta lo stesso al poi, al futuro, alla scoperta e alla conferma che quello è il bene.

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    kostedde

    17/08/2015 15.57.09

    Ci sono libri che sono esperienze: si inizia e si finisce. Ci sono libri invece che sono amici: li si conosce, li si frequenta, li si può lasciare un po' ma a loro si ritorna, sempre. Cevengur è uno di questi. Forse perchè è tante cose: epico, storico, picaresco, lirico... Due sono i suoi protagonisti: la steppa e il comunismo. L'una è dappertutto come una madre povera, i suoi figli sono orfani; l'altro è fragile, si tiene nel pugno di una mano e si può chiamare anche con un altro nome: "fratello". E poi ci sono tanti personaggi che non si dimenticheranno facilmente, anche se compaiono solo per mezza pagina. I difetti di Cevengur (romanzo incompiuto, romanzo irrealizzabile), i suoi vicoli ciechi sono spifferi:da essi entra il possibile. E il possibile fa respirare...

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    luciano

    16/06/2015 15.41.03

    Cevengur è un paese in mezzo alle steppe dove "il comunismo preme come una forza della natura". A Cevengur "c'è la fine di tutto...di tutta la storia universale". A Cevengur c'è "in cielo la luna, e, sotto la luna, un'enorme area di lavoro...e tutto nel comunismo, come un pesce nel lago!". A Cevengur "c'è il socialismo totale", non ci sono mogli ma "solo compagne di lotta". A Cevengur c'è "la cooperazione-la salvezza degli uomini dalla povertà e dalla reciproca crudeltà d'animo". A Cevengur c'è " il monumento alla compagna Rosa Luxemburg fatto di pietra nativa"... Cevengur è il luogo degli ultimi della terra. Cevengur è un luogo utopico, un'utopia destinata al fallimento, verrà attaccata da un "nemico meccanico che strepitava con gli zoccoli sulla terra vergine, sbarrando agli ultimi la steppa aperta, la strada per i futuri paesi del mondo" Scritto negli anni Venti del Novecento è un libro profetico: non è possibile un mondo migliore ed è sotto gli occhi di tutti il mondo di oggi. Il libro non è di facile lettura ma grande è il suo valore.

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