Chi ha ucciso Silvio Berlusconi

Giuseppe Caruso

Editore: TEA
Collana: Teadue
Edizione: 2
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 16 luglio 2009
Pagine: 246 p., Brossura
  • EAN: 9788850216987
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Recensioni dei clienti

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    Pino Chisari

    18/11/2012 10:23:27

    L'idea del romanzo non è malvagia, ma la narrazione m'ha deluso. I dialoghi hanno poco di spontaneo e risultano pesanti; forse perchè gli stessi personaggi sanno molto di stereotipo, soprattutto non si capiscono granchè le motivazioni che sono alla base dei loro comportamenti. Ho avuto l'idea di una trama costruita a tavolino seguendo certe labili tracce sociali attuali, magari prendendo spunti da fatti veri, ma sembra mancare una vera anima.

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    vale

    24/11/2008 21:59:08

    carino, non male come libro..è scorrevole e si legge bene

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    Sara

    10/09/2008 11:32:06

    il libro in questione mi è piaciuto molto, anche se ovviamente non penso che la violenza sia lo strumento giusto per far riemergere certe questioni ormai dimenticate... Ci sono molte verità che oggi si fa fatica ad ammettere ... viviamo una società capitalista che ci sta togliendo anche la forza di sognare e di credere in un futuro migliore.... Ettore ed Allegra hanno solo scelto la strada sbagliata per cercare di cambiare qualcosa... ma tutto il resto lo condivido... Sara

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    ant

    28/05/2006 12:23:41

    Lo stile è fluido,il romanzo è avvolgente, e sopratutto; fin quando non subentrano i preparativi per gli attentati, molto realistico e cerebrale. Il discorso cambia quando si inseriscono nella storia gli uomini dei servizi segreti e l'ultimo atto finale, ecco io mi auguro(magari sognando) di non essere immerso anche in queste realtà, sarebbe davvero la fine(parole di Ettore) per tutti noi!

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    willy

    27/02/2006 21:59:49

    Il romanzo rappresenta in modo esemplare l'attuale mondo del lavoro in Italia. Chi ha vissuto certe situazioni, non può non apprezzarlo. Da leggere, per poi riflettere.

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    Diego

    25/02/2006 15:30:38

    Apologia al terrorismo? Non scherziamo, sebbene il libro di Caruso preconizzi il pericolo per l'italia attuale di un ritorno ad un conflitto sociale che travalichi le normali regole democratiche, nel suo romanzo l'ideale di lotta armata esce sconfitto su tutta la linea, e alla fine il gesto estremo del protagonista è solo l'atto folle di una mente annichilita dalla frustrazione e dalla fine di ogni illusione. Narrativamente parlando il libro non è un capolavoro, ma è attuale, maledettamente attuale. Lo sa bene chi ha vissuto, o sta vivendo, l'inferno della disoccupazione e del precariato. Un inferno reso bene dall'autore specie nella prima parte (la migliore a mio avviso) del romanzo. Un libro da consigliare a chi proprio non riesce a credere alla favola del "và tutto bene!", ma soprattutto a chi in questa favola ci crede ancora. Un libro da sconsigliare tuttavia a tutti quelli (e sono tanti) che vivono la propria fede politica quasi fosse una fede calcistica, ossia in maniera acritica e accondiscendente, perchè tanto non saprebbero apprezzarne gli spunti di riflessione.

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    Francisco Pineda Velasquez

    16/01/2006 18:31:37

    Questo libro all'inizio mi è cominciato a interessare ma poi leggendo la storia non mi è piaciuto il finale oltre a varie parti. Non e' necessario ammazzare un personaggio politico di primo rilievo e che attualmente ricopre un incarico istituzionale per mandato dei cittadini italiani. La situazione che riguarda i lavori precari come il tempo parziale o le altre forme atipiche di contratto sono sotto gli occhi di tutti. E' bene precisare che la riforma del mercato del lavoro, con introduzione del lavoro interinale è cominciata ben prima del 13 Maggio 2001. Alla fine questo libro non mi è piaciuto per niente, ma rispetto l'opinione di chi lo ha letto e di chi lo vorrà leggere in fututo. La soluzione usata dai giovani per mettere in risalto il problema del lavoro interinale in tutti i suoi aspetti, non mi sembra che possa o debba essere affidata a bombe anche se di lieve potenza come scritto nel ibro. Rischieremmo di far emergere un nuovo periodo di lotta di stampo anarchico brigatista. Basta dare uno sguardo alle dimostrazioni contro la TAV in Val di Susa o i continui attacchi ai ripetitori della telefonia mobile. In una democrazia ci si deve affidare al dialogo e non a strategie da anarchia. Codesto modo di combattere non porta da nessuna parte.

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    Giorgio

    28/10/2005 18:56:39

    Vorrei lasciare da parte le questioni etico-politiche (non penso che un oggetto narrativo vada giudicato in questo senso), per limitarmi all'opera in quanto tale - al romanzo. L'idea in sè non è affatto cattiva. Il problema è che il libro è scritto davvero male. Lo stile è inesistente e pesante, le riflessioni banali. Le scene che dovrebbero essere simpatiche lasciano perplessi, le scene drammatiche anche peggio.

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    defly

    16/10/2005 16:07:40

    Ho appeno finito d leggere il libro...a dir la verità l'ho apprezzato molto,s legge tutto d'un fiato ed è coinvolgente!anke se cn eccessivo pessimismo in certi punti, sn ben trattati i problemi ke investono oggi l'italia e soprattutto i modi d fare d noi giovani!

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    gianca

    15/10/2005 19:06:04

    Mi è piaciuto molto, lo consiglierò in giro.

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    laura

    14/10/2005 16:56:02

    Io l'ho trovata una lettura diciamo semplice ma divertente con un significato. Se vi interessa un libro più "cattivo" sul mondo lavorativo attuale vi consiglio il libro di Andrea Bajani CORDIALI SALUTI di Einaudi. Una scrittura più letteraria ed una realtà lavorativa molto più dura...

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    giacomo

    12/10/2005 11:08:01

    A me il libro è piaciuto molto, l'ho trovato avvincente e completo in tutte e due le parti, perchè è come se ci fossero due storie che si vanno ad intrecciare. Secondo me molto bene.

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    Chiara

    02/10/2005 19:10:17

    Il titolo è effettivamente una buona operazione di marketing. I primi capitoli mi hanno un po' deluso, i dialoghi sembrano un po' stereotipati e mal strutturati, il discorso del lavoro a me è sembrato anche TROPPO OTTIMISTA, sarò l'unica a pensarla così, ma a me la "Patecco" e similari continuano a non chiamarmi se non per offrirmi lavori gratis...beato ettore, almeno lui qualche schifezza la trova, grazie agli amici ovviamente... con la storia dei terroristi il libro acquista più ritmo e la narrazione ne guadagna in fluidità...anch'io sono ovviamente contro ogni tipo di terrorismo ma vorrei far notare che si tratta solo di un romanzo...dove dovrebbe essere permessa un po' di fantasia, se non possiamo farlo morire nemmeno nei romanzi...!!!

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    dario

    23/09/2005 16:14:19

    Mi è piaciuto molto. Secondo me il personaggio più riuscito è quello di Allegra, forse all'inizio il ritmo è un po' lento.

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    meg

    23/09/2005 13:29:00

    Libro importante, arrabbiato, energetico. Lo si legge tutto d'un fiato e ti rimane dentro.

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    Stefano

    23/09/2005 11:39:25

    Tutti quelli che odiano il terrorismo non sono necessariamente dei "berlusconiani", anzi, io mi riconosco tra i pacifisti di orientamento cattolico e sono contro TUTTE LE GUERRE. Io do un giudizio sul libro, non sulla politica che ci sta dietro. E il libro è noioso, davvero noioso, la condizione del lavoro è trattata con un pessimismo che non dobbiamo affatto accettare. E POI, SOPRATTUTTO, NON SI RISOLVONO I PROBLEMI, DI NESSUNA NATURA, AMMAZZANDO LA GENTE!!

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    veronica

    22/09/2005 15:47:28

    Ho visto gli ultimi giudizi di alcune berlusconiane arrabbiate. Io ho letto il libro perchè mi è stato consigliato da un'amica e mi è piaciuto parecchio. Di certo non mi sono annoiata. Il mio però è un giudizo sul romanzo, senza implicazioni politiche. Poi ognuno è libero di pensarla come vuole.

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    Marzia

    21/09/2005 15:27:28

    Incuriosita dal titolo e da qualche recensione, l'ho coprato e l'ho letto in pochi giorni. Ma purtroppo il giudizio è molto molto negativo. Di giallo non c'è nemmeno l'ombra, la condizione del lavoro in Italia è trattata con i soliti luoghi comuni. Niente introspezione, solo tanta voglia di gettare la spugna. Chi ci ha letto invece, una gran voglia di lottare, mi indichi le pagine e la cercherò di nuovo: come dice qualcuno, c'è sempre un motivo per tornare a capire...

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    Francesca

    20/09/2005 09:48:59

    "Giallo" di una noia mortale. La condizione del lavoro in Italia è trattata con troppo pessimismo e soprattutto gli strumenti scelti per lottare (mettere le bombe, ammazzare la gente) sono assolutamente inconcepibili. Vorrei dire al protagonista di imparare ad accontentarsi e ad apprezzare il buono che ha avuto dalla vita pensando che c'è chi ha ancora meno. E vorrei anche dirgli che la PACE, la FRATELLANZA non si ottengono MAI E POI MAI CON LE BOMBE O AMMAZZANDO LA GENTE!!!! Ma scherziamo???? Questo libro fa apologia di terrorismo e a qualcuno è pure piaciuto!!! Si vede che i nostri nonni non ci hanno insegnato nulla sugli orrori della guerra!! Pere migliorare le condizioni del lavoro DOBBIAMO SPECIALIZZARCI, STUDIARE, STUDIARE, STUDIARE perchè il lavoro è UN DIRITTO MA ANCHE UN DOVERE. BASTA PIANGERCI ADDOSSO, LOTTIAMO A TESTA ALTA, NON PASSIAMO MAI DALLA PARTE DEL TORTO. La vita oggi è dura per tutti. La crisi è evidente. Il lavoro si trasforma. MA NON DOBBIAMO RISPONDERE CON GLI ATTI PRESENTATI IN QUESTO LIBRO!!!

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    erik

    19/09/2005 15:31:06

    Bel libro, secondo me riguarda proprio la voglia di lottare e di non lasciarsi andare. Purtroppo non tutti sono in grado di capirlo. L'unico dubbio riguarda il finale, non avrei troncato così.

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