Chi ti credi di essere?

Alice Munro

Traduttore: S. Basso
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 23 ottobre 2012
Pagine: 267 p., Rilegato
  • EAN: 9788806183530
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Descrizione
La raccolta di racconti, pubblicata nel 1978, con cui Alice Munro ha vinto il Governor General’s Literary Award.

Come dieci capitoli di un anomalo romanzo di formazione, i racconti di questa formidabile raccolta delineano con sapienza il personaggio di Rose, privilegiando il ruolo che il rapporto con la matrigna Flo ha avuto nel complesso definirsi della sua identità. La voce da cui riceviamo le storie è quella di un narratore provvisoriamente onnisciente il quale organizza in ordine cronologico episodi della vita di Rose lasciando che emerga dalla loro successione il conflitto tra desiderio di fuga e consapevolezza della necessità di restare. Rose è la bambina ribelle e pensosa del primo racconto, punita a cinghiate da un padre imperscrutabile e chiuso; Rose è l’avida lettrice che tiene a bada il pensiero del padre ammalato e l’insofferenza alle meschinità di casa a furia di Shakespeare e Dickens; è l’adolescente in viaggio dalla piccola West Hanratty a Toronto, vittima e complice di una sordida iniziazione sessuale ad opera di un impassibile ministro del culto. Ma Rose è anche la giovane innamorata del modo in cui sembra amarla Patrick Blatchford, dottorando in Storia presso la stessa università che le ha aperto le porte grazie a una borsa di studio; è la donna coinvolta in una relazione extraconiugale destinata a concludersi nell’amarezza; è la madre nervosa di una bambina piú saggia di lei, ed è infine la donna matura che torna là dove tutto era cominciato e ritrova, nel tono brusco e inclemente di Flo, ormai prossima al ricovero in casa di riposo, il filo ininterrotto di un’esistenza interiore, e il ricordo dell’unico amore mai raccontato. Non è un caso dunque che l’ultimo racconto, quello che dà il titolo alla raccolta, chiuda a cerchio il percorso e coaguli il senso delle esperienze narrate nella severa domanda retorica rivolta da una maestra arcigna a una Rose di nuovo bambina: «Chi ti credi di essere?» Se, come l’autrice afferma, «la memoria è il modo in cui non cessiamo di raccontare a noi stessi la nostra storia e di raccontare agli altri versioni in certa misura diverse della nostra storia», allora Alice Munro dispone del dono straordinario di attingere a un repertorio di materiale privato senza mai esaurirne la forza.
Susanna Basso

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    silvia

    07/08/2016 16:11:31

    "pensava che l'aura peccaminosa le danzasse intorno come la fiamma semi visibile di un becco a gas", è la descrizione dello stato d'animo della protagonista che si accinge a incontrare il suo amante, in un'epoca in cui ciò era considerato sconveniente. Di un'autrice che scrive così c'è poco da dire, oltre alla maestria nella prosa c'è anche una nitidezza esemplare nel definire concetti astratti, quali ad esempio la "miseria", non intesa come povertà materiale, ma smania di consumare, piuttosto che nutrire la mente con stimoli non provenienti unicamente dall'acquisto di nuovi oggetti. Alice Munroe, ha il potere di elevare lo squallore a monito che resta dentro.

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    Fatima Bechini

    22/04/2014 10:05:05

    la protagonista cresce in una realtà provinciale dalla quale tenta in tutti i modi di fuggire, ma alla quale ritornerà, almeno con il cuore, perché scopre, nel corso della sua vita, che le proprie radici sono vitali e non si possono spezzare perché il rischio è di perdersi; dieci capitoli, dieci racconti, ognuno con una propria autonomia, narrano l'esistenza della protagonista, dall'infanzia all'età adulta: da piccola in conflitto con la matrigna, donna che avrà un'importanza fondamentale nella sua vita, poi la scuola di base e il liceo, la fuga verso la grande città, l'università e l'amore, il matrimonio, la figlia, le avventure sentimentali, e la vita che scorre in mezzo ad aspirazioni più o meno frustrate, tra delusioni e ricordi, per ritornare alla ormai vecchia matrigna, figura emblematica che rappresenta il desiderio di affrancarsi in perenne conflitto con la paura di perdere qualcosa di sicuro e consolante come un rifugio. Attraverso il quotidiano ("un tegame può rivelare perfidia, il disegno sul pavimento guardarti con aria di scherno: è il tradimento, l'altra faccia del quotidiano"), la protagonista acquisisce una saggezza di "sopravvivenza" che ne fa un personaggio toccante; e nessuno sa essere così toccante sotto l'apparenza del distacco come l'autrice.

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    Artemisia

    13/12/2013 00:27:23

    Un libro meraviglioso. Un personaggio, quello di Rose, che non ti stancheresti mai di leggere.Capolavoro.

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    Loris

    10/10/2013 10:10:16

    I dieci racconti, pur conservando una loro autonomia, vanno a comporre un romanzo che accompagna la protagonista dall'infanzia alla maturità. La risposta alla domanda racchiusa nel titolo si definisce negli anni attraverso l'interazione con la famiglia, le vicende sentimentali e il percorso professionale. Raccontare è anche tradire, trasporre in modo infedele: paradossalmente, l'ultimo racconto pone l'amore inespresso (e mai divulgato) dell'adolescenza come la chiave d'accesso più autentica alla reale natura di Rose. La finezza psicologica dell'autrice si manifesta nelle sfumature e nei dettagli. Non succede nulla di eclatante in queste pagine, ma la vita di carta ancora una volta avvince e appassiona il lettore che vi si specchia.

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    Daniele

    01/09/2013 11:30:58

    Questo libro è uscito in Canada nel 1978, contemporaneamente alla prima raccolta di racconti di R. Carver. Quest'ultimo è diventato un grande del panorama letterario del XX secolo, mentre Alice Munro (che, a mio parere, meriterebbe il Nobel)è ancora oggetto di culto per pochi intimi ...sarà solo la differenza tra nascere negli Stati Uniti o appena sopra ? In attesa che il tempo faccia giustizia, consiglio a chiunque di immergersi in questi capolavori di psicologia e memoria. Il lato più inquietante dei racconti di Munro non è ancora messo a fuoco, qui la canadese si concentra su una "poesia della memoria" intrecciando i fili della vita di due donne (matrigna e figliastra)che in comune hanno solo l'impossibilità di essere felici; e l'ultimo, commovente racconto che dà il titolo alla raccolta riassume in poche pagine il senso di una intera esistenza nell'incontro tra due vecchi compagni di scuola, mai veramente amici eppure affini tra loro come mai in seguito capiterà loro. Nelle pagine precedenti, una infinita serie di personaggi tratteggiati con una leggerezza ed una nostalgia che solo pochissimi scrittori riescono a trasmettere al lettore. Capolavoro.

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    Patrizia

    04/01/2013 15:47:46

    La solita Munro. Ricevuto la sera della vigilia di Natale,l'ho letto nella notte, perché non riuscivo a mollarlo, anche se non è un thriller.Parla della vita di Rose, di insicurezze, dolore, disincanto: nessun dramma degno di romanzo(ma tanti piccoli drammi che tolgono il fiato alla necessità dello stare al mondo...)e nessun lieto fine, come nella vita.

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