Lo chiamavano Jeeg Robot

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Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l'eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d'acciaio.
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    Cetti

    17/05/2020 20:15:43

    Uno dei migliori film italiani degli ultimi tempi, è diventato un cult per me, lo rivedo ogni volta che posso. Finalmente qualcosa di diverso nel panorama cinematografico italiano, una ventata d'aria fresca. Tra l'altro ha avuto anche il grande merito di farmi scoprire un attore di grande talento come Luca Marinelli, un vero fuoriclasse!

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    sandro

    16/05/2020 08:14:26

    C'erano tutte le premesse per fare una porcheria, invece, la pellicola è un qualcosa di pienamente riuscito, probabilmente uno dei migliori prodotti italiani degli ultimi anni. Buona la sceneggiatura, che disegna benissimo i personaggi e non offre il solito scontato happy ending. Una bella sorpresa.

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    Laura

    13/05/2020 11:17:12

    Film che mi ha sorpreso molto, pensavo volesse cavalcare l'onda del cinecomic ma invece risulta essere un prodotto molto interessante. Ambientato in un contesto molto realistico infatti ha a mio avviso i giusti elementi che lo rendono un film di genere che risultano essere però solo un pretesto per voler parlare di problemi e tematiche molto attuali e profondi. Tecnicamente discreto a parte per gli effetti speciali non prorio adeguati in alcuni tratti, ho apprezzato molto l'interpretazione di Luca Marinelli che risula essere ancora una volta adatto in qualsiasi ruolo. Un film da vedere se si è amanti del genere ma anche soltanto per apprezzare questi nuovi tipi di lavori "sperimentali" dell'ultimo cinema italiano.

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    Mas

    12/05/2020 15:31:57

    Non è un capolavoro in senso assoluto ma per il panorama italiano è una piacevola svolta. Film originale è anche se con delle forzature risulta di piacevole visione. L'dattametno della sigla merita

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    Alessandro

    04/01/2020 19:11:34

    Mah!!!!!! Personalmente, lo trovo un film deludente; non tanto per lo spunto iniziale, carino, ma mi pare sviluppato in maniera approssimativa. Eppoi, il rapporto tra i due protagonisti mi pare forzato, me lo aspettavo, ma speravo in qualcosa di meno "adulto", dove non sempre un uomo e una ragazza che si incontrano devono fare........ Mah!!!

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    giuseppe

    21/09/2019 21:13:47

    Un film atipico per quello che è il cinema italiano, per certi versi coraggioso per quello che propone, ma non esente da difetti, Personalmente lo ritengo un film meritevole di visione dato che non annoia e coinvolge più che degnamente.

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    Luca

    21/09/2019 19:42:54

    Servendosi di un titolo che figura solo da pretesto narrativo, Mainetti realizza un film di supereroi molto violento, molto adulto e capace di affrontare tematiche interessanti. Per prima cosa c’è da dire che dal punto di vista dell’intrattenimento, il film fa senza dubbio il suo dovere: nonostante il budget esiguo (un problema raggirato in maniera davvero eccezionale ma che purtroppo ogni tanto si nota) lo spettatore si diverte per tutta la durata della pellicola e non si annoia mai. Mi ha lasciato perplesso, almeno inizialmente, la forte componente comica: sono molte le occasioni in cui ridiamo, a volte per battute più in stile italiano, a volte per un umorismo nero veramente efficace, rese ancora più d’effetto dal forte accento romano con cui recitano i personaggi. Non mancano le scene d’azione realizzate molto bene, dove spiccano alcune che addirittura sorprendono per come sono state girate da Mainetti. Grazie al personaggio dello zingaro, Mainetti riesce ad inserire anche una critica al mondo dei social network, rivolta soprattutto alle nuove generazioni.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente

Un trionfo di puro cinema d'intrattenimento, il primo vero superhero movie italiano

Trama
Enzo Ceccotti non è nessuno, vive a Tor Bella Monaca e sbarca il lunario con piccoli furti sperando di non essere preso. Un giorno, proprio mentre scappa dalla polizia, si tuffa nel Tevere per nascondersi e cade per errore in un barile di materiale radioattivo. Ne uscirà completamente ricoperto di non si sa cosa, barcollante e mezzo morto. In compenso il giorno dopo però si risveglia dotato di forza e resistenza sovraumane. Mentre Enzo scopre cosa gli è successo e cerca di usare i poteri per fare soldi, a Roma c'è una vera lotta per il comando, alcuni clan provenienti da fuori stanno terrorizzando la città con attentati bombaroli e un piccolo pesce intenzionato a farsi strada minaccia la vicina di casa di Enzo, figlia di un suo amico morto da poco. La ragazza ora si è aggrappata a lui ed è così fissata con la serie animata Jeeg Robot da pensare che esista davvero. Tutto sta per esplodere, tutti hanno bisogno di un eroe.

Enzo Ceccotti a Tony Stark je fa ‘na pippa. E non scandalizzatevi, perché siamo a Roma e i supereroi sono pure un po’ supercafoni, ma alla fine in un derby sanno qual è la squadra giusta per cui tifare. Zingaro è il Joker all’amatriciana: canta Fossati, ha fatto Buona Domenica e vuole fa’ er botto. Gabriele Mainetti, il regista, è quello di Basette. E se non l’avete visto, quel capolavoro ispirato a Lupin, fatelo prima di continuare a leggere. Solo lui poteva costruire un vero film di supereroi qui in Italia: Enzo si tuffa nel Tevere, e lì, se ne esci, i superpoteri, se non li hai, ti vengono; lo Zingaro calcola il successo con le visualizzazioni su YouTube e canta e ammazza con la stessa pacchiana disinvoltura. Claudio Santamaria è un protagonista stropicciato pure quando potrebbe avere il mondo tra le mani, è fragile e sbagliato e capace di esporsi allo spettatore con candida ruvidità, mentre Luca Marinelli è geniale nel vestire i panni del trans come dell’aspirante boss, del ragazzo di vita come del marito amorevole, con la stessa camaleontica capacità di mimetizzarsi in un personaggio che è solo dei più grandi. La principessa Ilenia Pastorelli è adorabile nella sua surreale centralità, ma tutto è in mano a Mainetti, che con il cinema sa divertirsi. Sa vedere il gioco dove altri vedono l’esposizione autoreferenziale del proprio talento, sa che essere autore è saper dare una firma alle proprie (bellissime) inquadrature e non punire chi guarda. Ha ironia e fantasia, i migliori tra i superpoteri: anche perché senza quelli, in Italia, quando riusciva a farlo un film così?

Recensione di Boris Sollazzo

2016 - David di Donatello - Miglior attrice - Pastorelli Ilenia
2016 - David di Donatello - Miglior attore - Santamaria Claudio
2016 - David di Donatello - Miglior attore non protagonista - Marinelli Luca

  • Produzione: Warner Home Video, 2016
  • Distribuzione: Warner Home Video
  • Durata: 112 min
  • Lingua audio: Italiano (DTS 5.1 HD)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • AreaB
  • Contenuti: trailers; dietro le quinte (making of); scene inedite in lingua originale; provini; storyboard; cortometraggio: Tiger Boy
  • Allegati: altro: cartolina
  • Claudio Santamaria Cover

    Claudio Santamaria, attore di teatro e di cinema, è conosciuto soprattutto per essere stato protagonista di Lo chiamavano Jeeg Robot (2015, regia di Gabriele Mainetti). Nel 2006 vince il Nastro d’argento come miglior attore protagonista per il ruolo dell’esaltato bandito Dandi in Romanzo criminale (2005) di M. Placido. Ha lavorato con alcuni tra i migliori registi italiani, tra cui: Gabriele Salvatores, Ermanno Olmi, Gabriele Muccino, Michele Placido... Nel 2019 pubblica per Mondadori con Francesca Barra La giostra delle anime. Approfondisci
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