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Ann-Marie MacDonald

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Traduttore: G. Granato
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Edizione: 7
Anno edizione: 1999
In commercio dal: 20 ottobre 1999
Pagine: 590 p.
  • EAN: 9788845914959
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Gaia la libraia

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Un'isola livida e crudele della Nuova Scozia sul finire dell'Ottocento, un giovane accordatore di pianoforti, una tredicenne libanese. I due si amano, e per sposarsi non esitano a fuggire. La loro passione sarà breve e bruciante, immani le conseguenze: giacché sulle loro figlie si abbatterà un destino di colpe indicibili e occulte menzogne che finirà per distruggerle.
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    BARBARA

    11/02/2011 17:40:34

    il più bel libro che ho letto!

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    Gionata

    14/12/2009 13:00:58

    Libro a mio parere davvero interessante ed emozionante,vi sono racchiuse tutte le debolezze e le virtù della natura umana, i personaggi sembrano uscire dalle pagine, tanto sembrano reali e vivi nelle loro contraddizioni.Sensuale ,onirica ed emozionante la storia d'amore vissuta da Ketleen, come la descrizione di New-york negli anni Venti..mi trasmette nostalgia per un tempo che non ho mai vissuto..veramente coinvolgente!Il finale può sembrare per certi versi tragico,ma racchiude comunque un messaggio di speranza e di ottimismo meraviglioso..l'albero genealogico si chiude con una persona descritta come squisita,felice,realizzata e in pace con se stessa..pronta per vivere una vita serena e piena di prospettive..il libro finisce con il trionfo della vita ,dell'empatia e dell'amore che sopravvive a tutti i fatti accaduti e pianta le sue radici in ogni tipo di terreno,anche il più arido. Scusate la retorica..ma non lo considero sprecata, avendo letto numerosi libri questo di McDonald lo trovo veramente speciale,per me uno dei migliori..voto 10

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    camilla pacher

    05/12/2008 07:28:07

    Questo libro, antico e modernissimo, come è sempre la vita di tutti noi, ha due soli capri espiatori. Due donne , in qualche modo, ribelli, che non si adeguano. sono due figure struggenti e meravigliosamente generose, ma, nel contesto culturale in cui vivono, estremamente in pericolo. sono Materia e Frances. James non è un uomo generoso, è figlio della sua epoca, crede fermamente che il suo dovere unico sia fare andare le cose come vuole lui, senza pensare che è solo un suo mondo culturale, in fondo misero, pieno di (possibili) letture ma sopratutto di enormi pregiudizi. Sessualmente molto frustrato e ignorante, ....va dove lo porta il "cuore", senza tenere mai conto che la donna del momento (moglie bambina o figlie, sono persone vere.(non che oggi sia molto cambiata la situazione, James ce ne sono ancora in abbondanza. tutti gli altri personaggi, peraltro meravigliosamente descritti, sono combattenti, credono in qualcosa (nella religione, che li distrugge, o nell'amore, forte e limpido di altri; Lilih ne è un esempio stupendo, è la straordinaria Frances (la vera vittima eroina) che l'ha istruita e che la ama senza riserve. Un librone stupendo, per lettori assatanati dal gusto di leggere.

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    luca

    23/09/2008 17:49:35

    Libro bellissimo che lascia senza respiro. Narrazione superba, in cui le passioni, anche le più nobili, sfociano inevitabilmente nell'orrore, con poche possibilità di redenzione. Quattro protagonisti: un uomo e le sue tre figlie, dipinti magistralmente, ma a cui il lettore guarda con diffidenza, quasi con ribrezzo, perché sente in ciascuno il tarlo diabolico che li porterà alla rovina. Tarli nascosti nella sessualità, nella religione, nei sogni, nella musica, nella follia e che daranno origine a orrori indicibili. Ma i protagonisti troveranno la forza per vivere quasi con naturalezza ogni orrore, perché così va il mondo. Almeno così andava nella Nuova Scozia dei primi del '900, terra lontana ed inospitale, luogo ideale per un Purgatorio in terra, dove "chiedere perdono" e soprattutto scontare le proprie colpe. Ho letto anche "Come vola il corvo" e devo dire che la McDonald ha fatto centro due volte con due Signori Romanzi.

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    Dalia

    05/09/2006 14:10:13

    Questo libro mi ha appassionato moltissimo, quando ho finito di leggerlo continuavo a pensare a Kathleen e a come sua madre, che non era mai riuscita ad amarla fino in fondo, avesse comunque capito quanto straziante fosse il suo dolore e quindi quanto forte fosse il suo desiderio di abbandonare la vita. E' innegabile che la storia sia scritta molto bene, che assorba completamente l'attenzione; ho un unica osservazione negativa: tutte le possibili perversioni e morbosità vengono qui contemplate...ad un certo punto ho avuto la sensazione di rimestare in un enorme calderone di verdure fresche e topi marci.

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    davide steccanella

    31/07/2006 12:11:44

    E' un libro bellissimo ! Una fuga d'amore giovanile tra la minorenne Materia di origini libanesi e l'irlandese James Piper darà origine al tremendo e al contempo affascinante albero genealogico dei Piper che segnatamente concluderà la tortuosa ed avvincente saga di una famiglia alquanto sui generis. Accade di tutto in questo romanzo ambientato in Canada e lo stile narrativo risulta piacevolmente asciutto ma mai banale. E' la storia di una grande famiglia retta dall'amore e dalla redenzione ove l'unica persona che non saprà chiedere perdono sarà quella che.....(il resto non lo dico sennò rovino la lettura). I personaggi sono tutti molto ben definiti ma l'autrice si permette il lusso di rivelarci, per ciascuno di loro, una imprevedibile sorpresa che renderà ancora più intrigante lo snodarsi della vicenda. Notevola la scelta di ripercorrere a mò di lettura diario in chiave di flash back la contemporanea e parallela storia newyorkese della bella figlia Kathleene che solo nel finale verrà interamente svelata. Chi non pensa che sia possibile perdonare ai propri familiari, e in nome dell'amore, anche la peggiore delle malefatte.....potrebbe ricredersi perchè, pur nella sua drammaturgica costruzione, la storia della famiglia Piper finisce pure per risultare....credibile.

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    Maldoror

    17/04/2006 20:32:54

    Una semplicissima "bevuta" che si scorre velocemente. Sono personaggi dispersi sui quali non si può costruire il benché minimo ragionamento trascendentale. Chi ama leggere una "storiella" e basta? Purtroppo oggi ci manca anche la "narrazione", lo spirito di essa. E allora ci rifugiamo in queste cronache che, come già ricordato, oltre a non offrire nessun approfondimento psicologico su alcuni caratteri, avanzano incessati per pagine e pagine, tra un Canada pallido come l'anima dell'Autrice.

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    GINA

    13/11/2005 13:29:32

    Ho appena finito di leggere questo libro che penso sia una grande opera d'arte. Una delle cose più affascinanti è il modo in cui viene raccontato il destino che lega queste donne. Si viene letteralmente travolti da questa saga familiare mozzafiato, che incita il lettore a leggere sempre più voracemente.

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    Simona

    19/10/2005 15:54:32

    Da leggere tutto in un fiato..crudo, anche cudele..ma irresistibile

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    Angelica

    28/11/2004 17:52:52

    E' un libro bellissimo che ricorda un po' l'impianto delle tragedie greche:l'attuarsi di una punizione sui discendenti della stessa famiglia. La "colpa" commessa da due genitori ricade sulle loro figlie,le investe,ognuna in maniera diversa,finendo per rovinarle.L'autrice attraverso una prosa asciutta e molto intensa riesce a farti entrare dentro la storia,ti trasporta in quell'isola della Nuova Scozia,nei club di New York,nella grande casa sulla scogliera...leggetelo, ne vale la pena!

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    Giulia

    28/11/2004 17:51:45

    E' un libro bellissimo che ricorda un po' l'impianto delle tragedie greche:l'attuarsi di una punizione sui discendenti della stessa famiglia. La "colpa" commessa da due genitori ricade sulle loro figlie,le investe,ognuna in maniera diversa,finendo per rovinarle.L'autrice attraverso una prosa asciutta e molto intensa riesce a farti entrare dentro la storia,ti trasporta in quell'isola della Nuova Scozia,nei club di New York,nella grande casa sulla scogliera...leggetelo, ne vale la pena!

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    Roberto

    16/10/2004 12:00:42

    Da ragazzo pensavo di essere un buon suonatore di chitarra; poi, un giorno, ho avuto la "sfortuna" di ascoltare Segovia ed ho capito che non avrei mai potuto, e tantomeno saputo, suonare così. Ultimamente, avevo anche creduto che con un pò di impegno avrei potuto scrivere qualcosa di buono; poi, un giorno, ho avuto la "sfortuna" di leggere questo libro.

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    enza

    29/08/2003 12:02:45

    UN LIBRO MOLTO BELLO. OGNI PAGINA UN'EMOZIONE

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    Serena

    12/05/2003 13:39:15

    Se volessi scrivere un libro vorrei aver scritto questo: leggerlo è stato come giungere a un capolinea. Per tanto tempo non ho più potuto leggere nient'altro. Mi chiedo se l'autrice dopo questo libro avrà ancora parole per scriverne un altro! Bellissimo, emozionante.

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    Marta

    10/11/2002 16:37:51

    Un libro molto, molto bello! La narrazione ti trascina come un fiume dapprima lentamente poi a ritmi sempre più incalzanti fino a intrappolarti, negli ultimi capitoli, in un ritmo vorticoso e inarrestabile. Le figure dei protagonisti vengono plasmate da una prosa asciutta e diretta, tuttavia in grado di suscitare in modo mirabile le più diverse e profonde emozioni. Così non possiamo fare a meno di amare la piccola Lily e la ribelle Fraces, alternando invece odio e compassione per le figure di James e Mercedes. Finita di leggere l'ultima riga, la tentazione è quella di ricominciare immediatamente da capo, certi che il libro sarà in grado di riservarci ancora mille nuove emozioni. Chissà se qualcuno ne ha acquistato i diritti per una riduzione cinematografica. Nelle mani giuste potrebbe scaturirne un capolavoro.

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    Salvus

    11/03/2002 14:44:38

    Un libro grandioso, un affresco perfetto malinconico. Ho amato le tre protagoniste, la tragica quotidianità delle loro vite. I personaggi sono ritagliati in modo esemplare e , soprattutto, non vi sono zone d'ombra o di stanca.

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    Francesca

    16/02/2002 12:57:02

    Fantastico! Uno dei libri più belli che abbia mai letto. Così particolare il modo di scrivere, l'atmosfera che riesce a creare l'autrice, i colpi di scena...A tratti sconcertante, ma sempre avvincente: tiene incollati alle sue pagine. Non lo dimenticherò mai!

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    Nadia

    13/12/2000 18:01:39

    Un libro acquistato per caso, ma per una settimana ho vissuto in un altro mondo. Complimenti alla scrittrice.

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    ROSELLA

    20/09/2000 12:58:44

    Che bello questo libro! Era tanto che un romanzo non mi piaceva così. Una storia un pò alla Isabel Allende, dei personaggi femminili giganteschi e stralunati. Ho trovato bellissime e commoventi tutte le pagine in cui l'autrice descrive i giochi, i giocattoli, le bambole delle tre sorelline sopravvissute. Leggetelo e consigliatelo!

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    manola

    10/01/2000 21:55:04

    ho trovato questo libro molto avvincente soprattutto nella prima parte anche perche' mette in luce uno spaccato breve delle diverse culture arabe,cristiane,ebree messe in contrapposizione fra loro

Vedi tutte le 20 recensioni cliente

recensioni di Balestra, G. L'Indice del 2000, n. 04

Chiedi perdono è un romanzo avvincente e accattivante, scritto da una donna e abitato da figure femminili straordinarie, fragili e forti, passive e volitive, dolci e severe, semplici e arcane, tradizionali e trasgressive, vittime e manipolatrici. Materia, Kathleen, Mercedes, Frances, Lily, Rose
e le altre rappresentano un mondo femminile variegato e ricco in cui trovano spazio tutti i ruoli e le sfumature psicologiche, l'aspirazione alla maternità e quella alla realizzazione artistica e professionale, l'amore eterosessuale e quello omosessuale, la passione e la repressione. L'universo maschile è invece essenzialmente rappresentato dalla figura di James, marito e padre, che impariamo a conoscere nella sua apparente normalità, nel suo desiderio di migliorare la propria cultura e affermarsi con il duro lavoro, in un individualismo estremo che lo porta a scelte eticamente discutibili, quali diventare crumiro durante uno sciopero nelle miniere e contrabbandiere durante il proibizionismo. Il suo matrimonio con una bambina di tredici anni, vissuto come un incantesimo, non è sufficiente a prepararci alla sua morbosa attrazione per la figlia né alla scoperta sconvolgente dell'incesto, atto mostruoso che segna direttamente o indirettamente la vita di tutti i personaggi, con conseguenze tragiche. Solo alla fine l'albero genealogico della famiglia, a lungo manomesso e occultato, viene ricomposto e consegnato ai sopravvissuti, che possono ricostruire gli incroci proibiti e ristabilire la verità.
La storia, come si vede, non è priva di sensazionalismo. Non mancano gli episodi truculenti e le morti violente, ma tutto è soffuso in un'atmosfera incantata che avvolge in suoni e profumi esotici e provoca assuefazione alla lettura per quasi seicento pagine. Questo primo romanzo di Ann-Marie MacDonald, drammaturga e attrice canadese, si presenta come un'abile costruzione in cui tutti gli ingredienti sono dosati sapientemente per ottenere una formula di successo. Tutti i fili del comples-so meccanismo narrativo si avvolgono e si dipanano fino allo scioglimento finale, in cui vengono messi a fuoco gli episodi oscuri del passato, prima censurati con vistose ellissi o accennati attraverso lo sguardo inconsapevole di una bambina. Le vicende occupano tutta la prima parte del Novecento - per la precisione dal 1898, quando James incontra quella che diventerà la sua sposa bambina, fino ai primi anni sessanta dell'epilogo -, ma la narrazione si concentra sui primi decenni del secolo, lasciando intravedere le grandi tragedie storiche solo in quanto coinvolgono le vite dei personaggi, dalla prima guerra mondiale, quando James si arruola volontario per motivi personali più che patriottici, ai ruggenti anni venti e al Proibizionismo, fino alla Grande Depressione. La prospettiva è quella del Canada, e in particolare di Cape Breton, l'isola della Nuova Scozia scorticata dal vento e dall'oceano Atlantico, dove la Depressione ci mette un po' a far breccia perché il boom economico non c'è mai stato, dove gli immigrati arrivano per errore o per lavorare nelle miniere di carbone, dove uomini e donne di varie lingue, razze e religioni vanno a formare i tasselli di un mosaico variopinto e multiculturale che riproduce in miniatura il grande mosaico canadese.
Come la maggior parte degli abitanti di "quell'isola abbandonata da Dio", James Piper è di origine scozzese e irlandese, la sua lingua madre è il gaelico, mentre l'inglese, che pure impara perfettamente, gli appare "secco e brusco, come la luce del giorno dopo la pesca notturna". I Mahmoud, libanesi di religione cattolica e di lingua araba, realizzano in Canada il loro sogno di prosperità, ma mantengono vive le loro tradizioni - il cibo speziato, la musica e le danze arabe - e il ricordo mitico della patria perduta, che il legno di cedro di un cassettone basta a evocare. Dall'unione improbabile e contrastata fra James Piper, biondo con gli occhi azzurri, e di Materia Mahmoud, riccioli neri, occhi scuri e pelle ambrata, nascono Kathleen, Mercedes e Frances, incrocio di razze e culture, protagoniste emblematiche del romanzo. Accanto ai Piper vivono i Luvovitz, ebrei originari dell'Europa orientale, che parlano yiddish e mangiano kosher. E poi vi sono i neri immigrati dalle Barbados, con il loro inglese ricco e musicale, e i loro cibi profumati, ma anche i neri come Adelaide Taylor, che proviene da una comunità di Halifax chiamata Africville e "va fiera del suo sangue afro-irlandese-lealista dell'Impero unito". Questa capacità di rappresentazione della composita identità culturale canadese ha sicuramente contribuito al successo del romanzo, che si inserisce in una ormai affermata tradizione letteraria.
Accanto al Canada compare anche la New York del 1918, quando "New York va in tutto il mondo e tutto il mondo viene a New York", quando Haarlem si sta trasformando in Harlem. La città è raccontata nel diario di Kathleen e vista dunque attraverso gli occhi di una ragazza di diciotto anni giunta dalla remota isola canadese nella grande città americana per prendere lezioni di canto da un celebre maestro. Il suo sguardo entusiasta e curioso è capace di dare una nuova coloritura a luoghi e oggetti ormai entrati nell'immaginario comune fino a diventare cliché: così le scale antincendio sono per lei la
più bella scultura del mondo, "con quelle lunghe gambe e quelle strane greche che scendono giù dalle case, ballerine nere che scappano in strada dalla finestra". La musica è ovunque, nelle grida dei venditori di strada e nel coro di tram, ferri di cavallo e animali, ma soprattutto è la musica nuova, il blues e il jazz che pervadono i locali e le strade di Haarlem.
E la musica è forse il filo conduttore, tematico e stilistico, di tutto il romanzo. James diventa accordatore di pianoforti e in questo suo ruolo incontra la futura moglie. Materia accompagna al piano le proiezioni dei film muti e suona per le compagnie itineranti di vaudeville. Kathleen impara a cantare prima ancora di parlare e aspira a diventare una famosa cantante lirica: "Kathleen cantava così meravigliosamente che Dio l'ha voluta in cielo a cantare per Lui nel Suo coro di angeli". Frances strimpella sui tasti di una pianola e canta con una vocetta strampalata, esibendosi in uno spettacolo grottesco e sconcio in un locale di malaffare. Rose, di madre bianca e padre nero, porta creativamente nella sua musica la contaminazione fra le due culture, diventando Doc Rose, un famoso pianista jazz. E Anthony, il musicista dell'ultima generazione, quando ormai furoreggia il rock'n'roll, insegna etnomusicologia. Ma la musica pervade tutto il romanzo anche in altro modo: è la musica delle varie lingue parlate dai protagonisti (di uno dei personaggi viene detto: "Il suo contributo alla lingua inglese era musica allo stato puro"), è la musica di certe parole arabe misteriose e inintelligibili, è la musica di certi dialoghi intrisi di poesia, è la musica di certe frasi folgoranti che colgono di sorpresa. La musica ammalia il lettore e lo conduce nel labirinto della storia, fino alla fine e oltre.
  • Ann Marie MacDonald Cover

    Ann-Marie MacDonald è una scrittrice canadese. Nata nel 1958 da un ufficiale assegnato a una base militare vicino a Baden-Baden, in Germania, ha esordito nella narrativa nel 1996 con Chiedi perdono, un bestseller internazionale che ha vinto diversi premi fra cui il Commonwealth Writers' Prize. Ha successivamente pubblicato Come vola il corvo (Mondadori, 2004), che ha ugualmente ottenuto un enorme riconoscimento di critica e pubblico. Nel 2015 pubblica L'età adulta, sempre presso Mondadori. Vive in Ontario, a Toronto. Approfondisci
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