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Jon Elster

Traduttore: P. Palminiello
Editore: Il Mulino
Collana: Saggi
Anno edizione: 2008
Pagine: 408 p. , Brossura
  • EAN: 9788815120113

La giustizia di transizione è il complesso fenomeno, giuridico e legale, che si accompagna a quei periodi di intensa trasformazione, quando un regime politico-istituzionale decade, molto spesso a seguito di un evento bellico o comunque dopo una lacerazione del tessuto sociale, per lasciare lo spazio a un'altra organizzazione. Si tratta per l'appunto di uno spazio, quello di cui si va discorrendo (prima ancora che di un tempo o di un sistema di norme), in cui coesistono vincitori e vinti. È il luogo dove la politica, intesa come sfera della mediazione, risulta decaduta. Affinché questa possa essere ripristinata, ovvero perché la soluzione negoziata dei conflitti si sostituisca a quella manu militari, bisogna procedere a una ricomposizione del tessuto sociale e morale attraverso il risarcimento delle vittime e la punizione dei vinti. I quali sono colpevoli non solo del collasso del precedente sistema, in genere dispotico e dittatoriale, ma anche di un degrado collettivo che, di fatto, ha comportato la sussunzione dell'agire politico dentro le trame di un conflitto tra civili. La giustizia di transizione, nel riconoscere i ruoli e nell'addebitare le colpe, somma in sé i caratteri della subitaneità con quelli del risarcimento, che diventano i due indici su cui ripristinare legalità e legittimità. Non di meno, trattandosi non di un fenomeno stabile, bensì di un evento ristretto all'arco di tempo in cui si risolve la transizione medesima, comporta un aspetto che in genere mal si accorda con il diritto in quanto tale. In questo rivela il suo rapporto con l'arbitrio e la discrezionalità, due elementi contro i quali essa stessa sorge. Elster compie così una ricognizione di un fenomeno complesso che molto ha a che fare con l'origine (e la rigenerazione) del potere nelle società di massa.
Claudio Vercelli