Il ciclista illuminato

Roberto Piumini

Editore: Ediciclo
Collana: Battiti
Anno edizione: 2014
Pagine: 107 p., Brossura
  • EAN: 9788865491195
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    Cristiano Cant

    21/09/2016 09:33:51

    Divertente e profondo, un piccolo brillio ad inondare una palpebra stanca, quando si scende e si scende in biciletta toccando i propri limiti atletici, il senso di una carriera intera, restando indietro rispetto a un gruppo lontano, e tuttavia si scopre l'inatteso di un nuovo tragitto, un fuori porta che diventa un dentro se stessi, favola e carne, sorpresa e incontro. L'imprevedibile di colpo abitato, un amore, forse un miraggio arcaico che trascina e seduce, non importa se autentico o sognato, ma vivo lo stesso in quella zona indicibile che la letteratura sa colmare dandogli fertilità e fattezze di cosa reale. Un andante giocoso, straniante, a cui darsi in abbandono totale senza schemi o filtri di un perché insensato, berlo cioè così, come "un vino aspro, non abbellito da pazienze e correzioni di cantina". Il tono e la storia allora diventano una sola dimora con l'animo di chi legge, oltre le trafitture della ragione, oltre la stucchevole rappresaglia del capire. Di luce e di assenza di luce del resto si narra, nel senso (dice l'autore):"più facetamente, di lampadine". Diventa dunque quello il nervo scoperto a cui dare attenzione, nel cuore di una fattoria metafisica e insieme concreta dove il protagonista si ritrova non sapendo come, dopo essersi perso nella sua rassegnata fibra agonistica. Non c'è luce nella muffosa casa di Alisa, come si fa? Sarà questo lo sforzo a cui darsi, in un gioco anche erotico di ricatti e di sfide nel quale la sottile e onirica leggerezza delle pagine trascinerà il protagonista a una morale con se stesso, col cielo, con lo studio, per giungere da "quegli acronici percorsi" alla fatidica conquista di un tozzo di successo. Scendere sapendosi ultimi insomma non è stata fatica vana, le deraglianti vie di strane e oniriche contrade hanno germogliato nuova sostanza, forse l'unica che valga e che consoli contro l'insano dispendio d'ovvio che domina ovunque e il dispotismo di volgarità incessanti.

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