Ciò che inferno non è

Alessandro D'Avenia

Editore: Mondadori
Collana: Oscar absolute
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 18/05/2016
Pagine: 317 p., Brossura
  • EAN: 9788804666653

26° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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    Dreamerely

    10/05/2018 10:16:18

    Finalmente un bel libro, finalmente un libro pulito nel panorama italiano contemporaneo. Dopo aver letto, negli ultimi mesi, una decina di autori italiani degli anni 2000, tiro un sospiro di sollievo perchè ne trovo uno che non si piega ai dettami delle case editrici, del successo facile, di temi e linguaggi che "fanno audience". Questo libro non ha bisogno di volgarità, di morbosità, di sesso esibito, non ha bisogno di scioccare il lettore con questi mezzucci perché...è forte da sé. "Ciò che inferno non è" è l'amore, in tutte le sue forme e declinazioni. E' un libro che parla di mafia, certo, ma questa finisce per essere lasciata sullo sfondo dalla potenza dell'amore. Perché questo è un romanzo pieno di amore: in primis per la lingua italiana, poi per la propria città Palermo con le sue luci e le sue ombre, amore per i bambini, amore per il primo amore adolescenziale e la sua purezza, amore per Dio ed insieme per l'umanità che vale sempre la pena di cercare in ognuno, anche in chi sembra una causa persa. E' il primo libro di D'Avenia che leggo e di sicuro non sarà l'ultimo. Solo a fine romanzo ho saputo che il protagonista, Don Pino, è esistito davvero e che il libro si ispira a fatti realmente accaduti abilmente intrecciati con spunti autobiografici e di fantasia. Sono felice di averlo scoperto perché Don Pino è uno di quegli uomini luce e amore che illuminano gli angoli più bui di questa terra dando speranza al mondo.

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    Vito

    09/05/2018 22:11:16

    Un libro che tratta un tema molto delicato e forte cui è la morte di Don P. Puglisi. Nei primi capitoli la narrazione è un pò staccata e lenta, ma quando i personaggi descritti iniziano a intersecarsi con le proprie storie diventa un racconto che cattura il lettore sino alle ultime pagine, epilogo di una vita spezzata dalla Mafia. Bravissimo autore, consigliato.

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    manu

    06/05/2018 08:38:02

    Un libro dai connotati poetici e armoniosi. Lo consiglio a chi non ha mai letto un libro di D'Avenia e vuole farlo.

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    alex

    16/04/2018 11:12:45

    Caro prof.D'Avenia, lei scrive proprio da vecchio professore compiaciuto del proprio talento nel maneggiare la lingua. L'inizio è davvero faticoso, ci si perde in questo dedalo di parole che diventano perifrasi, iperbole, allegorie, brevi poesie, e non so che altro ancora perché non ho il talento del prof. D'Avenia con le parole. Poi pian piano il contenuto prende il sopravvento ed il linguaggio torna a svolgere la sua funzione di mezzo di trasporto, passatemi il termine, ed infatti, a parte qualche digressione (il prof. proprio non ce la fa a non compiacersi con le parole), la narrazione diventa fluida ed accattivante e la storia davvero emozionante. Credo che se l'autore non avesse peccato in maniera così eclatante di narcisismo "Ciò che inferno non è" avrebbe potuto essere davvero un gran bel libro.

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    Giovanni

    08/04/2018 07:46:30

    Questo libro mi ha permesso di conoscere meglio la figura di Don Pino Puglisi, che non conoscevo. La scrittura è scorrevole e i contenuti lasciano il lettore col fiato sospeso. Molto bello, anche se in certi punti molto drammatico.

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    Bill

    20/11/2017 18:25:57

    Come americano, non sapevo nulla di Padre Pino Puglisi. E allora, mi pare che quest' uomo bravo dovrebbe essere un' ispirazione per tutti. Ho un nuovo comprensione dei problemi siciliani, della gente comune e la sua disperazione e tristezza. Mi e' piaciuto moltissimo questo libro.

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    angelo

    05/11/2017 11:03:54

    Ingredienti: un sacerdote che non si rassegna al male dell’uomo, un quartiere di Palermo omertoso e degradato, l’estate del 1993 con la città ben salda nelle mani della mafia, un 17enne spettatore-narratore della poesia dei bambini, delle donne, dei sognatori. Consigliato: a chi vuol conoscere le tante sfumature dell’inferno in terra, a chi cerca “un posto dove scappare dentro”.

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    Egome

    04/09/2017 15:38:23

    Il racconto non può definirsi soltanto una biografia di un uomo che ha sacrificato la propria vita per aiutare i bambini e gli adolescenti. E’ in realtà uno spaccato di vita del quartiere di Brancaccio a Palermo (‘Panormus, conca aurea, suos devorat, alienos nutrit’). La figura di 3P (Padre Pino Puglisi) emerge in tutta la sua umanità (con i limiti e le paure di un normale essere umano), ma con la forza e la spiritualità fondate sull’ Amore di Cristo e sulla capacità di trasmettere questo Amore per alleviare le pene di tanti giovani preda della mafia (‘Madre Natura’). E così i tanti personaggi - stigmatizzati perfettamente nelle proprie caratteristiche - ruotano attorno a questa figura tetragona. I BUONI :Federico e Lucia ( con il loro acerbo innamoramento) , Francesco, Maria, Giuseppe rinchiuso nella Malaspina, Totò chitarrista in erba, la bambina con la bambola... I CATTIVI: il Cacciatore, Nuccio, ‘U Turco … In realtà tutti uguali agli occhi di 3P - anche se diversi- accumunati tutti dal non avere conosciuto l’amore, sia nel riceverlo che nel donarlo. Come al solito la prosa di D’Avenia è fluente, coinvolge, commuove...

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    lc

    06/07/2017 07:59:10

    SORPRENDENTE STORIA NELLA PALERMO DI QUEGLI ANNI

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    Marco D'Aviano

    20/01/2017 21:29:15

    Alessandro D’Avenia ha molte belle cose da dire sull’essere uomini e donne, sull’essere per gli altri, sulla tristezza che alimenta la crudeltà. Non è un pregio da poco per uno scrittore. Ma non sa scrivere. E’ verboso (troppe parole vuote, troppe formule letterarie) e smanceroso. Non è un difetto da poco per uno scrittore.

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    Roberto

    30/12/2016 18:50:19

    La storia di un uomo speciale,raccontata in maniera magistrale.

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    raffaella

    05/09/2016 14:59:57

    Bello..scritto in modo semplice e lineare...descrive gli sforzi di un sacerdote in una terra difficile e ostile che porterà alla sua morte..consigliatissimo

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    Luigi

    20/07/2016 17:38:43

    Un libro che mi è piaciuto molto. Da amante della letteratura e dell'arte non ho potuto resistere nel leggerlo. Qualvolta c'era una citazione, una frase letteraria, i miei occhi brillavano per il piacere. E' un fatto molto attuale e MAI scontato, presente nella quotidianità di ormai tutti. Avendo la stessa età del protagonista, mi sono immedesimato molto nei suoi panni; e lo dico con sincerità, quando si legge qualcosa che è molto vicina alla propria personalità non si può fare a meno che amarlo e immergersi nelle vicende trattate. Una piccolissima e insignificante (per me) pecca, è stata la scrittura un po' sempliciotta e già letta; fatto sta che sono sicuro che D'Avenia migliorerà con l'esperienza e ci regalerà altri capolavori come questo.

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    domenico

    24/06/2016 22:45:50

    Inizialmente un po contorto,ma leggendo leggendo scopri la letteratura,scopri l'amore per le lettere di D'avenia, sprazi di poesia mescolati a storie accadute,l'ho letto nel giro di quindici giorni,la scrittura non è fluida ma la prosa dello scrittore ti spinge a leggerlo. E'il primo libro che leggo di D'avenia e gli do un voto pieno trattandosi anche di una pagina di storia italiana,anzi siciliana,cio'che inferno non è,è l'amore.

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    cristina

    26/02/2016 10:48:20

    Un romanzo a mio parere inutile, si era già scritto tanto su questa pagina di storia della mafia e su questo grande prete; inoltre il film di Faenza aveva già fatto la sua parte. Ho trovato lo stile narrativo troppo appesantito dalle figure retoriche e da questo uso ossessivo della parola "inferno". Il vero inferno non lo si evoca scrivendone la parola ad ogni rigo ma suscitandolo con ben altre abilità immaginative. L'ho trovato molto ruffiano, così come la citazione di Calvino nel titolo. L'unica nota positiva che vi ho colto sono stati alcuni riferimenti alla storia dell'arte e all'architettura di Palermo, per altro scritti nella postilla finale.

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    teresa

    03/01/2016 08:42:26

    Un romanzo su cui riflettere, da leggere, è un tributo a don Pino Puglisi, parroco ucciso dalla mafia. Un romanzo dai temi toccanti: la realtà vissuta quotidianamente a Brancaccio, quella disperata e disperante lotta alla criminalità a cui si contrappone la parola "amore" molto ricorrente e forse unica ancora di salvezza nel deserto dell'anima. Amore e' insegnamento, poesia, speranza, conoscenza e coscienza mentre " l'inferno è il posto in cui lo spazio per i desideri è già tutto occupato."

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    Stefi

    06/11/2015 13:42:44

    "Leggendo questa storia spero che siate stati riempiti da un coraggio più grande verso la vita, anche quando pare ci ferisca a morte". Credo che questa sia la frase simbolo di questo libro. Mi è piaciuto questo libro per la perfetta sintonia tra le sue tre anime: la storia vera del coraggio di un grande Uomo, Padre Pino Puglisi, che è la vera forza; il racconto romanzato dei due giovani che grazie a un incrocio di destini, scoprono qualcosa di nuovo sulla vita, e soprattutto su di loro; il tutto sapientemente cucinato e reso dallo stile fresco, poetico e giovane della penna dell'autore. Conoscevo già 3P, ma sentirlo rivivere nella delicata e poetica penna di d'Avenia lo ha reso ancora più umano e affascinante.

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    Alberto

    27/09/2015 10:31:04

    Bello, coinvolgente, poetico, crudo, violento, petrarchesco, commovente e via via ... come si fa a non apprezzare questo romanzo, che di romanzesco ha solo il narratore, ma la mafia e quello che comporta è vita vissuta? Le descrizioni di Palermo, della luce che si vive in questa città deturpata e oltraggiata da violenze di ogni tipo, sono più efficaci di uno spot dell'ente del turismo. Leggendolo si apprezza quanto l'Autore ami questa città e la sua gente onesta. Consigliato.

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    Rosa Mininno

    14/09/2015 18:38:31

    "Ciò che inferno non è",l'ultimo libro di Alessandro D'Avenia, è un intenso romanzo che ho adottato nella biblioterapia,tecnica integrata in psicoterapia, lettura scelta nei percorsi terapeutici, educativi e formativi, per i suoi contenuti anche drammatici,ma capaci di promuovere profonde riflessioni sul valore della vita, sulla speranza e sulla possibilità di cambiamento e di evoluzione positiva che i personaggi e , per trasposizione, i lettori possono agire attraverso le loro scelte. La voce, il sorriso di Padre Puglisi, ucciso dalla mafia,emergono luminosi dalle pagine. Dott.ssa Rosa Mininno Psicologo Psicoterapeuta

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    nadia

    07/09/2015 17:45:39

    Non si tratta di un romanzo perfetto, soprattutto a causa di una scrittura a mio parere troppo affettata, ma è comunque uno dei libri migliori che io abbia letto di recente. Offre numerosi spunti di riflessione, spinge a meditare sul tipo di persona che davvero desideriamo essere, mostra l'abisso del male e il coraggio del bene... Sono felice di averlo letto.

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