La città della gioia

Dominique Lapierre

Editore: Mondadori
Collana: Gli imperdibili
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 02/12/2005
Pagine: 494 p., Rilegato
  • EAN: 9788804552321
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Recensioni dei clienti

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    Aledifra

    24/02/2016 17:42:24

    Purtroppo devo dissociarmi da tutti i commenti pieni di entusiasmo. Nonostante il tema affrontato, è un romanzo che non mi ha particolarmente appassionato e coinvolto. Non sono riuscita a terminarlo.

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    gianfranco

    29/11/2011 17:26:25

    incredibile, struggente, pieno di bontà, ci dimostra come il miracolo della vita possa manifestarsi anche dove meno si penserebbe. Mi fa vergognare se paragono la drammaticità di quelle situazioni ai falsi od esagerati problemi che mi pongo. Da leggere obbligatoriamente a scuola (fin dalle elementari). Grazie Dominique

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    David Barsi

    18/09/2011 22:16:13

    Stupendo, apre scenari e racconta vicende che spessissimo sono sconosciute alla maggioranza degli occidentali. Consigliatissimo.

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    tatiana

    31/05/2011 14:43:30

    questo libro mi è stato regalato al primo acquisto su ibs, credo non l'avrei mai comprato di mia spontanea volontà, ora però sono felice di averlo letto, anzi vorrei poter leggere altri libri così, che mi facciano entrare nel mondo di altri popoli e scoprire attraverso loro anche tante cose di me. Sicuramente il libro è una lezione.

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    elda

    03/03/2011 22:57:48

    Il romanzo è una testimonianza di condivisione e solidarietà, una lezione di speranza e umanità, un inno gioioso alla vita. Uno dei più bei libri che abbia mai letto

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    marelu

    06/09/2010 12:50:52

    Bello, avvincente, affascinante, coinvolgente, così duro da far mancare il respiro, un autentico pugno nelo stomaco. Straordinario

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    Lorenz

    12/07/2010 14:35:27

    Bello, intenso e toccante. A volte pare pure un po' forzato, viste le incredibili circostanze dell'India dell'epoca... in ogni caso, un libro da leggere e regalare.

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    Niccolò Milesi

    29/03/2010 08:36:42

    Bel romanzo-documentario sulla situazione dell'India di ( credo ) quindici o vent'anni fa. Purtroppo ancora attuale per i suoi contenuti, il libro raccconta della straordinaria forza di un popolo ridotto a vivere in condizioni estreme,e dell'amore che alla fine vince su tutto, o quasi. In certe parti un pò pesante ma scorrevole e ricco di emozioni. Grande lezione di vita.

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    paolo

    19/02/2010 18:40:43

    Ho appena finito di leggerlo. Credo che non ci sia libro più travolgente. Si può "toccare" la miseria, ma non è miseria è amore vero, puro. Dall'esperienza di lettura che si fà, penso che possa essere considerato un libro didattico; da far leggere nelle scuole, medie e superiori per insegnare l'umiltà e la dignità assoluta di un essere umano. E' toccante la vita di Hasari Pal, di Paul e tutti i personaggi che prendono parte al libro. In questa società "ricca" ed egoista credo che leggere "La città della Gioia" smussi un pò a tutti la smania di "avere". Ci aiuta a renderci conto che ci permettiamo il lusso di sprecare l'acqua..il cibo..quando c'è chi veramente non ha di che mangiare e nonostante tutto è capace di dare amore gratuito...

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    Claudio

    03/02/2010 15:12:41

    Un lilbro che racconta la condizione di una popolazione con le problematiche drammatiche della sopravvivenza. Una descrizione di come nell'estrema disperazione si sviluppino storie e situazioni quasi normali. Nonostante la fame, le malattie, lo sfruttamento di tutto lo sfruttabile le persone sperano, vivono, festeggiano e credono in un futuro migliore nonostante la difficoltà di avere le cose che per l'uomo moderno sono banali. Viene descritta la pietà e la dignità nella sofferenza, oltre agli usi e costumi Indiani. Un libro toccante che forse dopo 25 anni può ancora essere attuale.

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    SANDRA

    06/03/2009 19:07:38

    Bello anche nello stile, scorrevole, mai noioso. Intenso senza eccessi.

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    Tatiana

    04/11/2008 17:25:28

    Bello. Intenso. Toccante. La felicità dipinta sui volti di gente che non ha nulla, a volte nemmeno il proprio corpo, gente che non ha speranza di avere nulla. La violenza diretta e indiretta descritta quasi in sordina, con parole e immagini tanto semplici, quanto laceranti. Un prete che vuole condividere tutto questo, che s'interroga sulle ragioni del Male, che mette in discussione il dio a cui ha consacrato la propria esistenza. La convivenza di religioni, provenienze, famiglie diverse in uno spazio infinitesimo e lurido; i lebbrosi che si trascinano, le mosche che regnano su tutto. La solidarietà, la comprensione del significato assoluto e puro di umanità.

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    donatella

    15/07/2008 14:13:44

    un libro che dovrebbero leggere davvero tutti per capire che siamo dei privilegiati solo per il fatto di poter contare su almeno due pasti al giorno. ma la vita non è solo "materia" e leggendo questo bellissimo libro, possiamo renderci conto di quanto siamo diventati ARIDI, noi figli di una civiltà "ricca".

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    Nicola

    26/11/2007 12:10:54

    Uno dei più bei libri che abbia mai letto. Toccante e mai patetico ti trasporta un un mondo in cui esistono valori puri e semplici. L'uomo in difficoltà "tira" sempre fuori il meglio di sè........ dovrebbe essere ricordato nella civiltà dell'OPULENZA ad ogni costo.

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    VALE

    02/03/2007 17:35:36

    INCREDIBILMENTE TOCCANTE. Per adesso l'unico libro che mi ha fatto commuovere

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    Arianna

    27/10/2006 16:51:39

    E' un libro che mi ha decisamente coinvolto, che ho letto con grande interesse; nonostante la "durezza" di certe descrizioni (inevitabile, dato che si parla delle condizioni di vita di una bidonville di Calcutta), il narratore non cade mai in eccessi di patetismo nè tantomeno vengono formulati giudizi di valore. Al tempo stesso il libro è uno di quelli che ti rimangono dentro, per come ti fa capire e conoscere i meccanismi della povertà e per come ti mostra che la solidarietà non è una mera questione di soldi. Lo consiglio molto volentieri.

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    tina

    11/01/2006 13:31:51

    E' uno tra i più bei libri che ho letto. Nella disperazione delle bidonville, questo romanzo è un inno alla vita. Consiglio questo libro a tutti coloro che cercano un nuovo significato alla loro esistenza. L'amore per il prossimo, il coraggio, la voglia di "risorgere" ogni giorno nonostante tutte le avversità. Un grande momento di riflessione per il quale ringrazio l'autore.

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    ferrari amedea

    21/12/2005 15:56:00

    sicuramente è uno tra i libri più belli che ho letto. il coraggio di questo medico che riesce a riscattarsi compiendo atti umanamenti possibili nonostante la dura realtà di calcutta. una visione di una diversa cultura e della miseria vera e degradante...nonostante questo c'è anche la conoscenza del lavoro amorevole di madre teresa che con la sua umiltà e il suo amore verso queste persone contagiate dalla lebbra riesca ad essere una creatura quasi celeste...ho imparato attraverso queste pagine cosa vogliano dire veramente le parole umiltà, umanità e amore...amore per la vita, che nn deve mai essere presa per un gioco o un'avventura ma la consapevolezza di un'esistenza che va vissuta fino in fondo al meglio che si può in armonia e tolleranza per il prossimo........

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    Strozzi Sauro

    02/09/2000 13:25:07

    E' il primo libro di Lapierre che ho letto e subito ho capito che questo la penna la sa usare veramente bene. Il titolo del libro fa un po' pensare, leggendo tutta la miseria che qui viene narrata. Una miseria però che trova nei suoi protagonisti non delle vittime ma della persone che hanno tanto da insegnare a noi uomini occidentali oppressi dal consumismo, ma che non sappiamo più essere felici per le cose semplici. Ecco appunto il libro vuole essere la dimostrazione che la falicità non la si può comprare con i soldi, perchè è proprio dove ce ne sono di meno che l'autore ha incontrato le persone più felici.

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