Città irreale - Cristina Marconi - copertina

Città irreale

Cristina Marconi

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Collana: Scrittori
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 28 febbraio 2019
Pagine: 262 p., Brossura
  • EAN: 9788833311579
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Vincitore Premio Opera Prima del Premio Donna Scrittrice Rapallo
Nella dozzina del Premio Strega 2019 proposto da Masolino D’Amico


L'indimenticabile storia di Alina, una romana a Londra. Un grande romanzo d'esordio.

«Un coraggioso romanzo d'esordio, una scrittura tersa per raccontare la scoperta reciproca di due mondo diversi, nella Londra dei giovani alla ricerca di lavoro e autonomia»Simonetta Agnello Hornby

«Pochi scrittori sanno maneggiare acume e candore, umorismo e passione, sensualità e goffaggine, tenerezza e intransigenza: per Cristina Marconi è un processo naturale, se vogliamo, il suo stile.»Letizia Muratori

Nel 2008, quando lascia l'Italia, Alina ha 26 anni: Roma le sta stretta e lei non ama limiti e definizioni. La sua meta è una Londra finora sognata, che si trova proprio alla vigilia della crisi, nell'ultimo momento di porte aperte e possibilità infinite per la sua generazione. Fra piogge improvvise e sprazzi di sole, inerzie e incontri fortunati, trova un lavoro più promettente di quello che ha lasciato da noi e inizia a farsi strada nell'unica società a cui spera un giorno di appartenere .Per lei, credeva, l'identità è un concetto fluido, da piegarsi a piacimento. Scopre che non è così quando entra in scena Iain, giovane medico inglese, e con lui il suo giro di amici. Alina se ne innamora ma il riserbo britannico di lui e l'ostinazione di Alina nel guardare solo al futuro alzeranno la prima barriera fra la ragazza e il suo mondo elettivo. Perché anche Iain ha conosciuto più di un altrove. Nei tardi anni Novanta, a neppure vent'anni, lui e la giovane Vicky avevano lasciato le loro belle case londinesi per andare a vivere in Italia lavorando come volontari. Il fantasma di quel periodo ha ombre lunghe che toccano Alina, costretta a misurarsi con una realtà più inafferrabile del previsto e con il rischio costante di restare sospesa fra due mondi.
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    catebxl

    13/12/2019 06:16:03

    Bellissimo..

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    Marta80

    09/10/2019 20:05:44

    Questo romanzo prometteva molto bene, ma mi ha convinto solo a metà. Ho trovato la descrizione del rapporto tra Alina e Iain un po' troppo frettolosa, mentre l'autrice va molto piú a fondo quando parla di quest'ultimo e Vicky. Inoltre Londra - che mi aspettavo fosse la protagonista assoluta - a mio avviso rimane un po' troppo sullo sfondo. Ho trovato invece efficace la descrizione del mondo del lavoro anglosassone. Comunque devo dire che da coetanea di Alina e da amante della capitale britannica ho provato molta empatia verso la protagonista.

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    Alice

    23/09/2019 13:10:13

    Cervello e ragazza in fuga questa Alina, protagonista del libro Città irreale, alla ricerca di un altrove ipotetico in piena ambizione di sperimentare il nuovo in nuovi posti e paesi. Il libro mi è piaciuto perché richiama vite vissute a me vicine che hanno avuto occasioni simili a quelli della protagonista del romanzo che è una donna che potremmo incontrare nella vita.

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    TOMMASINO

    23/09/2019 09:01:23

    Città irreale narra la storia di coraggio, ambizione e desiderio di indipendenza soprattutto economica di tanti giovani che molto spesso sono costretti ad andare all'estero per ottenerla, pur consapevoli dei sacrifici che molto spesso li aspettano. Il romanzo è ben scritto e si legge in modo scorrevole.

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    Conny

    22/09/2019 15:45:51

    Questo libro rispecchia totalmente quella che è oggi la realtà che avvicina tanti giovani, che alla disperata ricerca del proprio futuro, lasciano il proprio paese per Londra, città vista come quella delle grandi possibilità e gratificazioni persona,i, magari dopo aver passato decine di anni attaccati ai libri... Alina li rappresenta sotto le vesti di una ragazza partita da Roma, con davanti a sè mille idee e mille aspirazioni, che si innamora di Iain, un ragazzo che, al contrario è estremamente legato al suo passato. L'unico, comune, punto di partenza e d'arrivo allo stesso tempo, è la percezione di dover unificare loro stessi, abbandonando completamente i pensieri che li mettevano così tanto in opposizione.

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    Gaetano

    19/09/2019 15:12:04

    La trama del libro è più che mai attuale: è una di coraggio, ambizione, indipendenza e libertà che spinge molti giovani laureati a lasciare l'Italia per cercare di ottenere una gratificazione lavorativa e di conseguenza economica altrove. Quelli in partenza sono giovani consapevoli dei sacrifici che molto spesso li aspettano, ma allo stesso tempo sono disposti a correre il rischio. Il romanzo è ben scritto e merita di essere letto.

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    Valentina

    19/09/2019 10:56:47

    Alina è una ragazza avida di futuro e di avventura che un giorno prende la decisione di lasciare la sua città, Roma, per trasferirsi a Londra dove ha accettato una nuova offerta di lavoro. Nelle giornate londinesi scandite da piogge improvvise e brevi sprazzi di sole Alina proverà a costruirsi una nuova identità. Ma l’identità non è un concetto fluido e Alina lo capisce quando si innamora di Iain. Lei è tutta rivolta al futuro mentre lui è tormentato dal passato; questa differenza solleva la prima barriera fra loro due che capiranno in fretta che per andare avanti bisogna smettere di restare sospesi fra due mondi. Per entrambi la loro relazione e la successiva crisi si trasformeranno in un’importante opportunità di crescita.

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    Claire

    08/07/2019 06:51:12

    Questo romanzo è soprattutto una storia d'amore sullo sfondo di una Londra descritta efficacemente nell'irrequietezza che è capace di trasmettere, nei suoi rapporti umani non facili per un'italiana o nell'intimità dei suoi appartamenti condivisi e di periferia dove si torna la notte, con il proprio carico di pensieri e speranze, nei lunghi inverni. Scritto bene e con alcune immagini efficaci, le apprensioni legate a un Brexit ancora ipotetico sono lasciate alle ultime dieci pagine, come un capitolo aperto... Chi cerca di capire la Londra post Brexit non la troverà qui, perchè il libro si ferma volutamente al 2016. Un'osservazione, avendo vissuto 5 anni a Londra e quasi altrettanti a Parigi -non mi è sembrato generoso nei confronti di quest'ultima dire che a Parigi c'è solo Parigi mentre a Londra c'è tutto. Megalopoli diversissime, un paragone così mi è parso un po' frettoloso. Mi piacerebbe leggere un secondo romanzo dell'autrice sulla Londra magmatica di rabbia e incertezze come è in questo momento, e anche sulla Londra come sarà tra qualche mese, quando il Brexit diventerà davvero un punto senza ritorno.

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    luigia

    11/06/2019 21:59:21

    Londra fa da cornice alla continua lotta tra insoddisfazione e ambizione dei giovani e non solo. Una storia quella di Cristina Marconi che coinvolge e cattura fin dalle prime pagine per il suo stile inebriante e attraente. Storia 5 Copertina 5 Stile 5

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    assunta farina

    11/06/2019 21:39:18

    Alina stanca di Roma si trasferisce a Londra nel tentativo di costruirsi un nuova vita lontana dalla routine e dagli schemi imposti dalla carriera. Si accorgerà che vivere nella Londra libera, trasgressiva, multietnica può essere anche angosciante soprattutto se le angosce le portiamo dentro. Ci si può sentire molto soli in bilico tra le varie identità che la libertà può concedere. Si innamora di Iain. Sarà una storia d'amore non facile. Alina dovrà misurarsi con il mondo di Iain. Riuscirà questo amore a restituire alla protagonista "la realtà"? E noi nella lettura di questo libro saremo capaci di cogliere tutti i temi che affronta: immigrazione, amicizia, amore, ricerca della propria identità...? Copertina:4; Storia:4; Stile:4

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    Rita

    11/06/2019 21:28:47

    Cosa spinge i nostri giovani d'oggi a fuggire all'estero? Cristina Marconi ci risponde presentandoci Alina che nel suo odiare tutto quello che l'italia rappresenta in decadenza contrappone i lati seppur negativi completamente diversi di una città come Londra e di come questo possa avere uno shock sulla sua vita in positivo. Raccontato in modo molto diretto verso il lettore il romanzo si rivela molto interessante e intrigante. Da leggere in viaggio o in trasferta fuori dal vostro nido assolutamente. Copertina: 5 storia:4 stile:4

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    Michela

    11/06/2019 19:52:17

    Uno spaccato di quotidianità diverse: attraverso brevi capitoli, ognuno riferito a un periodo e a un luogo diverso, l’autrice riesce a fornire un realistico resoconto di quella che è la vita dei giovani di oggi, in cerca di quel “quid” in più che la loro comfort zone non può fornirgli, e che dunque vanno alla ricerca di se stessi lontani da casa. Il linguaggio è semplice e permette al lettore di immedesimarsi nella storia, quasi come se stesse ascoltando un discorso dalla viva voce dei protagonisti, e lo stile è colloquiale. Le descrizioni dei personaggi e dei luoghi sono tutto fuorché idealizzate; la realtà viene presentata perciò che è, senza filtri, a volte con uno sguardo leggermente cinico e disilluso che però rende la narrazione ancora più sincera. Più piani, più storie, più vite si intrecciano a mano a mano, e più si prosegue nella lettura più si possono comprendere alcuni particolari all’inizio fonte di curiosità, e sebbene la trama suggerisca un’unica protagonista, in realtà anche gli altri personaggi hanno una grande luce all’interno del romanzo, che è caratterizzato da una narrazione che alterna la prima e la terza persona, collocandosi a metà strada tra un diario e un romanzo di formazione. Per questo motivo credo che la copertina sia troppo limitante per l’ambizione legata alla stesura di questo volume, poiché non rappresenta a pieno un punto di vista così ampio, ma non per questo la considero del tutto inadatta. Copertina: 3 Storia: 4 Stile: 5

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    Melania P.

    11/06/2019 19:06:55

    È il romanzo di formazione e d’amore di Alina che, spinta dal desiderio di autoaffermazione personale e professionale, parte alla volta di una Londra pre-Brexit per trovare la propria dimensione. L’autrice, anch’essa londinese di adozione, ci accompagna tra le vicissitudini di Alina, non dissimili da quelle da lei affrontate: l’abbandono di affetti e stabilità, la difficoltà di adattamento a lingua e modo di vivere di una cultura variegata. Dettagliata e ponderata la descrizione di suoni, odori, bagliori che rendono unica Londra, dei paesaggi che la circondano, delle differenze antropologiche con l’Italia. Il susseguirsi di momenti critici ed estranianti saranno affrontati da Alina con la caparbietà e l’ironia che la contraddistingue. La Londra delle seconde chance, alla fine, sarà magnanima e la guiderà verso un nuovo inizio, un lavoro, un amore. Alina espone gli avvenimenti in prima persona, mentre, a capitoli alterni, un’altra voce narrante tratta in terza persona le vicende di soggetti che si incroceranno con lei. Lo stile è diretto e puntuale, la prosa lineare ed espressiva, l’intreccio ben costruito. È un libro leggero e abbastanza prevedibile ma non banale. Il romanzo, suddiviso in capitoli con date e luoghi, mescola piani spaziali e temporali che si intrecciano con ricordi e luoghi, in un continuo rimando alle due terre della protagonista. Italia e Inghilterra, così vicine ma perennemente in contrasto, l’una ostaggio dell’immobilismo che vede i giovani come “postulanti molesti”, l’altra aperta alla sperimentazione ma su cui aleggia lo spettro della Brexit. Per la protagonista c’è il rischio costante di rimanere invischiata fra due mondi, di non sentirsi mai perfettamente integrata e adeguata. Rifuggire il suo passato, ciò che l’ha resa tale, per abbracciare un luogo tanto anelato, che quasi non sembra tangibile. La Londra delle infinite possibilità, in perenne mutamento, diventa città irreale che accoglie ma non trattiene. Copertina: 4 Storia: 3 Stile: 3

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    Ingrid Livraghi

    11/06/2019 15:05:53

    Il romanzo affronta una tematica oggi molto ricorrente tra i giovani: l'insoddisfazione. Infatti, il nostro paese molto amato dai turisti stranieri sembra essere ormai diventato stretto e demotivante per molti giovani, che vedono in stati esteri e capitali europee la possibilità di affermarsi e realizzarsi, soprattutto professionalmente. Tuttavia, partire e lasciare i propri luoghi di origine comporta un cambiamento radicale, un distacco dalle certezze, che per quanto poco soddisfacenti si hanno ed un progressivo brancolare nel vuoto. L'estero non sempre è nella realtà così come appare nelle stereotipo giovanile, non è facile inserirsi in una società con usi e costumi differenti ed anche dal punto di vista professionale non sempre è detto che si potrà aspirare a qualcosa che in Italia non si potrebbe avere. Il romanzo racconta della partenza, del nuovo inizio della giovane protagonista a Londra e delle difficoltà che dovrà affrontare. Raggiungerà mai l'ambita soddisfazione ed il ruolo professionale desiderato? Il romanzo risulta molto scorrevole e coinvolgente. Voto alla storia: 4. Lo stile narrativo è semplice e fluido. Voto allo stile: 3. La copertina metaforicamente racchiude l'ideale che molti giovani hanno dell'estero e della possibilità di trasferirsi: uno scatto fotografico di sè in quella nuova dimensione da mandare a chi è rimasto lontano, in terra natale. Voto alla copertina: 5

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    Ismaele

    11/06/2019 14:48:38

    Spesso sentiamo parlare di "fuga di cervelli" con un connotato negativo. Ma questo romanzo ci racconta come a volte il desiderio di trasferirsi dal proprio paese natale trascende il desiderio di carriera e remunerazione. E' un bisogno, un desiderio di conoscere altri popoli, altre città... Londra come Parigi, come Sidney, sono luoghi fisici ma anche mete spirituali. Passi che ognuno deve fare per progredire nella propria vita. Consigliato a chi vive lontano da casa, a chi vorrebbe farlo, a tutti i cosmopoliti del nostro tempo. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 4

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    Jessica joy_in_the_deep

    11/06/2019 09:58:41

    Ho sempre subito il fascino delle città, hanno un qualcosa di magico nel bene e nel male, ne sono attratta ogni volta. Londra non l'ho mai vista, mai visitata, mai vissuta purtroppo, ma Cristina Marconi l'ha catturata e l'ha resa reale attraverso la storia di Alina che si intreccia a quella di Iain, l'uomo con cui inizierà una relazione d'amore. Lei racconta la sua storia in prima persona e al presente, quella di Iain invece è narrata al passato e da un punto di vista esterno. Si percepisce tutta la difficoltà di un trasferimento in una città straniera. Manca l'ospitalità, manca il sentirsi a casa, lo stare bene e non a disagio. Anche se Alina non lo ammette e continua a cercare una felicità che sembra così poco familiare lì, aggrappandosi con forza alla sua ambizione. In cosa spera? Londra è una città fredda, indifferente, ostica in cui i rapporti interpersonali appaiono impossibili, fermi, inesistenti. Una città che, così piena di sogni, di etnie, di idee e di gente diversa, riesce a diventare irreale, opaca, spenta, piatta. Non mi è piaciuto molto il fatto che la protagonista si rivolgesse a una seconda persona plurale, agli altri che popolano insieme a lei Londra con il suo stesso spirito e le sue motivazioni, ai lettori anche, parla a un plurale muto e stona un po' con il racconto, lo rallenta secondo me. Tutto sommato però arriva al punto, forse resta nebbioso come l'aria inglese, non giunge a uno scioglimento e a delle risposte, ma ci aiuta a interrogarci sulle nostre scelte, sui nostri rimpianti e su quello che desideriamo. Come si raggiunge un punto di svolta e soprattutto una certezza e una stabilità duratura? Dove? Il problema è sempre lo stesso, non la destinazione, ma solo noi stessi, perché ovunque andremo avremo sempre da fare i conti con noi stessi. "Città irreale" è un romanzo di formazione e di trasformazione del nostro mondo, di una società che ci vuole liberi, ma non ci dà gli strumenti per esserlo. Copertina: 4. Storia: 4. Stile: 3.

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    Francesco M.

    10/06/2019 22:05:24

    Contrariamente al titolo del romanzo, Londra esiste. È una città multietnica, innovativa, tecnologica, aperta a nuove mentalità. Alina è attratta da questo, dal vortice d’entusiasmo che una città come Roma non genera più in lei. Roma è decadente, fallace nel suo garantire un futuro prospero a cui ambisce la protagonista. Perciò, l’arrivo di Alina nella capitale d’Inghilterra è l’inizio di un moderno romanzo di formazione scritto da Cristina Marconi. Ventisei anni costituiscono l’età giusta per sperimentare, testare, approfondire e conoscere la propria persona, poiché vi è l’ardore della giovinezza alla base di tale ricerca. Nelle parole e nella costruzione dei pensieri di Alina si respira esattamente il profumo della giovinezza, della voglia di mettersi in gioco e di partire per la propria avventura esistenziale. La narrazione autodiegetica del romanzo stabilisce, in questo caso, un rapporto empatico e confidenziale con il lettore, il quale difficilmente non troverà una parte di sé nel desiderio di Alina di voler ricominciare dal principio, e lo stile della Marconi è squisitamente semplice ed efficace per ritrarre il profilo psicologico di una giovane ragazza desiderosa di vivere il proprio futuro secondo il suo istinto. Un futuro che Roma non può più garantire semplicemente perché essa rappresenta, metaforicamente, il passato di Alina con le sue delusioni e i suoi errori. È per questo che Londra, allora, assume l’epiteto di “irreale”, perché essa è il miraggio verso cui convergono i sogni della giovane ragazza, perché in quella città Alina ripone le speranze più appassionate per un avvenire assolutamente tangibile che un contesto come Roma avrebbe trasformato,invece, in qualcosa di irrealizzabile. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 4

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    Silvia Contini

    10/06/2019 21:10:13

    INNO AD ALINA A te, ragazza temeraria che mai nessuno avrebbe creduto saresti riuscita a fare quel salto; a te, approdata a Londra “col nervosismo di chi inizia un’avventura sapendo che andrà incontro a intoppi e a ostacoli, ma anche a possibili, probabili successi”; a te, che vuoi “tutte le case vittoriane… tutti gli alberi dei parchi… ogni scrivania in ogni ufficio”; a te, che cerchi di creare il tuo mondo via dalle tacite regole superficiali di incontri “che sembrano quelle barzellette in cui c’è un personaggio di ogni nazionalità”; a te, impaziente di trovare un tuo “spazio in ogni imperfezione di quel promettente luogo pieno di errori”; a te, che non puoi pensare che possa esistere “felicità senza ambizione” … A te auguro di vivere di rimorsi e non di rimpianti, di trovare un senso al tuo viaggio e di tornare alle tue origini più sicura di prima, che quella che chiamiamo casa è fatta, prima di tutto, dell’affetto di chi amiamo. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 4

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    Sophie

    10/06/2019 19:49:27

    Il romanzo narra di una partenza verso Londra per realizzare i propri sogni da Roma colma di certezze. Alina affronta ciò con il coraggio di abbondonare le sicurezze e la fuga da esse. La narrazione porta a definire il concetto di vita attraverso uno stile fluente, minuzioso e diretto. Copertina:3 Storia:3 Stile:4

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    Antonia

    10/06/2019 16:11:57

    Poche volte mi è capitato di ritrovare in un libro i miei sogni di ragazza, che sono anche un po’ quelli di tutti i miei coetanei. Mi sono finalmente rispecchiata in quella spinta ad andar via, in quel desiderio un po’ infantile di cercare chissà cosa più per ambizione che per un reale bisogno. Alina è tutti noi giovani, costantemente pronti a inventarci ex novo, sempre in balìa di sogni ed illusioni, sempre ondeggianti tra equilibri e squilibri esistenziali. Ricerchiamo vie di fuga e luoghi in cui costruire le nostre identità da capo, o in cui modellare le nostre tante piccole interiorità. Ognuno di noi ha la propria città irreale che accoglie e respinge i nostri ingenui intenti di restare giovani per sempre. Copertina: 4; Storia: 4; Stile: 5.

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I vincitori del concorso “Caccia allo Strega” 2019

Elena Naldi

La protagonista di questo romanzo è Londra: la città in continua trasformazione, il sogno da realizzare, gli uffici in cui si respira competizione e profumo di tè, i pub in cui si beve birra e si stringono disperati effimeri legami. La generazione di Alina è riuscita nei primi anni 2000 a cavalcare l'ambizione di un futuro che può essere plasmato, da Roma immobile e piatta alla sfavillante City, dove finalmente la ragazza riesce a scalare una carriera promettente e a conoscere un gruppo di inglesi coinvolgenti e affettuosi. Alina e Iain creano una vita di coppia ai bordi di questa Londra conquistata a fatica, che avvolge e regala, ma il passato del ragazzo si scontra con il futuro di lei: qualcosa di non detto contro il desiderio di volare più in alto. L'analisi di una storia d'amore e di amicizia tra salti temporali e descrizioni delicate trasporta il lettore sulle strade bagnate, sui divani scalcagnati, sui sedili di un taxi che ti porta lontano, perché Londra è un gioco per gli stranieri, che la conquistano e la trasformano, ma per i suoi abitanti che cos'è? COPERTINA: 4 STORIA: 5 STILE: 4                                                               

                  

Melania P.         

È il romanzo di formazione e d’amore di Alina che, spinta dal desiderio di autoaffermazione personale e professionale, parte alla volta di una Londra pre-Brexit per trovare la propria dimensione. L’autrice, anch’essa londinese di adozione, ci accompagna tra le vicissitudini di Alina, non dissimili da quelle da lei affrontate: l’abbandono di affetti e stabilità, la difficoltà di adattamento a lingua e modo di vivere di una cultura variegata. Dettagliata e ponderata la descrizione di suoni, odori, bagliori che rendono unica Londra, dei paesaggi che la circondano, delle differenze antropologiche con l’Italia. Il susseguirsi di momenti critici ed estranianti saranno affrontati da Alina con la caparbietà e l’ironia che la contraddistingue. La Londra delle seconde chance, alla fine, sarà magnanima e la guiderà verso un nuovo inizio, un lavoro, un amore. Alina espone gli avvenimenti in prima persona, mentre, a capitoli alterni, un’altra voce narrante tratta in terza persona le vicende di soggetti che si incroceranno con lei. Lo stile è diretto e puntuale, la prosa lineare ed espressiva, l’intreccio ben costruito. È un libro leggero e abbastanza prevedibile ma non banale. Il romanzo, suddiviso in capitoli con date e luoghi, mescola piani spaziali e temporali che si intrecciano con ricordi e luoghi, in un continuo rimando alle due terre della protagonista. Italia e Inghilterra, così vicine ma perennemente in contrasto, l’una ostaggio dell’immobilismo che vede i giovani come “postulanti molesti”, l’altra aperta alla sperimentazione ma su cui aleggia lo spettro della Brexit. Per la protagonista c’è il rischio costante di rimanere invischiata fra due mondi, di non sentirsi mai perfettamente integrata e adeguata. Rifuggire il suo passato, ciò che l’ha resa tale, per abbracciare un luogo tanto anelato, che quasi non sembra tangibile. La Londra delle infinite possibilità, in perenne mutamento, diventa città irreale che accoglie ma non trattiene. Copertina: 4 Storia: 3 Stile: 3                                                                             

            

Alice    

Sarà che anche le mie amiche sono partite in cerca di un futuro migliore, sarà che ogni mese qui c'è una festa per salutare qualcuno che se ne andrà, sarà che ho ventotto anni e della mia passione sono riuscita a fare un lavoro, ma solo sottopagato, saranno tutti questi motivi che mi hanno fatta sentire così connessa con Alina. Questo libro racconta una storia vera, la storia dei miei amici, dei vostri figli, dei vostri nipoti, questi ragazzi conservano l'Italia nel cuore ma inevitabilmente assimilano i comportamenti delle grandi metropoli. Quando tornano per le feste sono stanchi, cambiati, scalfiti da quella diffidenza che gli anglosassoni, in realtà quasi tutte le popolazioni, provano nei confronti degli italiani. Cristina racconta una storia d'amore, che poi è anche una storia di cambiamento, di riflessione, una storia che a me, che forse un giorno dovrò partire per realizzarmi, ha spezzato un po' il cuore. A colpirmi è stata la copertina, mi è sembrato da subito un libro semplice e senza troppe pretese. Lo stile inizialmente non mi ha convinta, ma dopo poche pagine la storia prende forma e non si riesce a staccare gli occhi dalle parole. Copertina 4 Storia 4 Stile 4                                                                           

Ida        

Romanzo d’esordio di Cristina Marconi “città irreale” racconta la storia quanto mai attuale di coraggio, ambizione, indipendenza e libertà che tanti giovani laureati italiani sognano di vivere per ottenere una gratificazione lavorativa e di conseguenza economica pur consapevoli dei sacrifici che molto spesso li aspettano. Il romanzo nello specifico racconta la storia della giovane Alina, una ragazza romana di 26 anni, che nel 2008 lascia la sua città e la sua Nazione per trasferirsi a Londra, dove riesce a trovare un lavoro che la rende felice e dove inizia col tempo ad integrarsi nella società, fino a trovare un nuovo amore. La vita della protagonista si incrocia, in modo complicato, con quella di Iain, un giovane medico britannico, riservato e schivo, che alcuni anni prima insieme alla sua fidanzata Vicky aveva fatto l’esperienza inversa trasferendosi in Italia per lavorare come volontario. Esperienze simili ma con finalità diverse. Romanzo ben scritto, che fa ridere ma anche riflettere. Romanzo simbolo della nostra generazione, in bilico tra il desiderio di autoaffermazione professionale e al tempo stesso profondamente legata alle proprie radici. La copertina, che non mi dispiace, è molto rappresentativa di Londra, soprattutto per l’utilizzo di toni spenti che ricordano una grigia giornata piovosa, e meno rappresentativa della storia della protagonista. Libro assolutamente consigliato! COPERTINA 3 – STORIA 5 – STILE 4                                                                         

Chiara  

"Città irreale": è questa la definizione che l'autrice utilizza per descrivere l'esperienza di Alina, la protagonista del romanzo, trasferitasi da Roma a Londra. La copertina sembra già fornire una chiave di lettura dell'opera: il soggetto tiene in mano una macchina fotografica e l'obiettivo è puntato su di noi, i lettori, e da esso siamo invitati a rispecchiarci nel romanzo. Alina infatti si presenta come un everyman, una giovane qualsiasi che, stanca della sua vita insoddisfacente nella capitale italiana, si trasferisce nella multiculturale Londra. Nella prima parte del romanzo la narrazione è ricca e particolareggiata: rispecchia il mondo sognante ed immaginifico delle aspettative e delle speranze della protagonista. Anche le descrizioni sono molto precise e attente: riproducono quasi gli occhi di un individuo che, affrontando e vivendo per la prima volta nuovi luoghi e nuove situazioni, scandaglia da cima a fondo la realtà circostante, per assaporarne i minimi particolari. Con lo scorrere delle pagine lo stile si asciuga, ma non per questo perde di scorrevolezza e di eleganza. La storia si presenta poi come la costruzione dell'identità personale di Alina: emblematico è in questo senso il momento in cui la protagonista si mette all'opera per arredare la sua nuova casa londinese, e si rende conto di poterla personalizzare a suo piacimento. Tuttavia, non tutto andrà secondo i piani e Alina si troverà in una Londra, una "città tentacolare", che ha "rimescolato tutte le carte". Copertina: 4 Storia: 3 Stile: 5             

Vincitore Premio Opera Prima di Rapallo con la seguente motivazione: Che cosa significa sentirsi a casa? Che cosa significa andare lontano? Nel suo romanzo d’esordio, Cristina Marconi indaga lo smarrimento di tutti noi quando confondiamo un bisogno di fuga con un desiderio di ricerca. E lo fa con una voce originale, che tiene in bilico istintivamente candore e profondità di analisi.

Motivazione per la candidatura al Premio Strega 2019:
«Dopo essere stata swinging negli anni sessanta, con i Beatles e Carnaby Street, Londra torna a essere un polo di attrazione negli anni Novanta e Duemila, quando diventa una delle capitali della finanza mondiale. Da allora la narrativa si è spesso occupata di questo luogo dalle mille opportunità, in particolare puntando sugli emigranti provenienti dal cosiddetto terzo mondo. Meno frequente il trattamento di un caso come quello della protagonista di Città irreale, che proviene dalla fascia (non meno numerosa) dei professionisti qualificati. La storia di Alina è quella di una formazione anche sentimentale in mezzo a esponenti della fauna internazionale che agisce nella città non poi tanto irreale del titolo, sempre descritti con un occhio attento a molti particolari rivelatori e con una prosa autorevole, da scrittore in pieno controllo del suo strumento espressivo».
Proposto da Masolino D’Amico
  • Cristina Marconi Cover

    Vive dal 2011 a Londra, da dove scrive di politica, economia e cultura per Il Messaggero, Il Foglio e altre testate. Laureata in Filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ha vissuto anche a Parigi e per molti anni a Bruxelles. Città irreale (Ponte alle Grazie 2019) è il suo primo romanzo Approfondisci
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