Editore: Il Saggiatore
Formato: EPUB
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 4,12 MB
  • Pagine della versione a stampa: 292 p.
    • EAN: 9788865766422
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    Descrizione
    Bisogna aver toccato l’abisso per saperlo raccontare. Per descrivere il vuoto avvolgente di una ferita che diventa uno stigma o l’angosciante cantilena che rimbomba in una casa di cui si è da sempre l’unico inquilino. Per restituire con la sola forza della voce certi angoli della metropoli, dove la suburra si fa rifugio e l’esclusione sollievo; per dire il loro improvviso, tragico trasformarsi da giardino delle delizie in inferno musicale.Olivia Laing rompe le pareti dell’ordinario e edifica all’interno della New York reale una seconda città, fatta di buio e silenzio: un’onirica capitale della solitudine, cresciuta nelle zone d’ombra lasciate dalle mille luci della Grande Mela e attraversata ogni giorno dalle storie di milioni di abitanti senza voce. Un luogo in cui coabitano le esperienze universali di isolamento e i traumi privati di personaggi come Andy Warhol, Edward Hopper e David Wojnarowicz; in cui ogni narrazione è allo stesso tempo evocazione e confessione.Quella tracciata da Olivia Laing è una visionaria mappa per immagini del labirinto dell’alienazione. Un flusso narrativo che investe le strade di New York e nel quale si mescolano la morte per Aids del cantante Klaus Nomi e l’infanzia dell’autrice, cresciuta da una madre omosessuale costretta a trasferirsi di continuo per sfuggire al pregiudizio; gli esperimenti sociali di Josh Harris che anticiparono Facebook e i silenzi dell’inserviente-artista Henry Darger che dipinse decine di quadri meravigliosi e inquietanti senza mai mostrarli a nessuno; l’inconsistente interconnessione umana dell’era digitale e l’arida gentrificazione di luoghi simbolici come Times Square.Con Città sola il Saggiatore presenta al pubblico italiano una delle autrici più originali del panorama internazionale contemporaneo. La sua è un’opera ambiziosa che, grazie a una scrittura sinestetica e conturbante, scava a fondo nell’anima di ognuno di noi, affrontando le umiliazioni, le paure e le ossessioni dell’essere soli. Con la speranza che rivelare significhi talvolta anche curare. Perché, come ricorda Olivia Laing, la solitudine è un posto affollato.

    Recensioni dei clienti

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      Francesco

      06/12/2018 15:43:36

      L'autrice tratta con uno stile scorrevole e delicato un argomento tabù come quello della solitudine, in una sua accezione particolare, ovvero la solitudine di cui possiamo soffrire seppur immersi nella folla delle grandi città. L'argomento, straziante, viene affrontato in parte riferendosi alla propria esperienza diretta ma soprattutto analizzando vita e opere di alcuni grandi artisti del novecento che hanno vissuto in maniera conflittuale il loro rapporto con New York. Se siete appassionati di arte contemporanea dovete leggere questo libro, vi permetterà di scoprire artisti nuovi (Wojnarowicz e Darger su tutti) ma anche di riscoprire autori che pensavate già di conoscere: Andy Wahrol, che più di ogni altro ritorna nel testo, acquista tutto un altro significato rileggendo personaggio e opere attraverso il filtro della sua solitudine. Tutto questo raccontato con una scrittura chiara e limpida fino a far male. Ma Città Sola è molto di più, è un libro politico, come tutti i libri importanti, uno di quei testi che ti fanno capire da dove veniamo, dove stiamo andando e cosa abbiamo perso lungo la strada.

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      Zazie_danslabiblio

      05/12/2018 09:55:49

      Partendo dal dato autobiografico – il trasferimento a New York, città immensa e sconosciuta, per seguire l’amore, che ironia della sorte sparisce non appena Olivia arriva in città – la Laing sviscera il tema della solitudine attraverso l’osservazione della vita di alcuni dei più emblematici artisti del Novecento: Edward Hopper, Andy Warhol, David Wojnarowicz, Henry Darger; geni affetti tutti dalla stessa «malattia»: la diversità. Il risultato è un’analisi profonda e puntuale del tema «solitudine», affrontato non solo dal punto di vista fisico – l’essere effettivamente solo – ma anche, e soprattutto, dal punto di vista politico – inteso cioè sia come attivismo vero e proprio che come presa di posizione –, linguistico, mentale, artistico.

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      paolo

      22/09/2018 13:28:41

      Più che un saggio sulla solitudine è una raccolta di brevi e brevissime biografie di artisti o studiosi che hanno in qualche modo avuto a che fare con la nuova solitudine, quella che è mascherata da una connessione e vicinanza per interposta distanza. “Città sola” è un saggio interessante, ma che manca di coesione e che lascia in sospeso alcuni spunti che potevano e forse avrebbero dovuto essere analizzati più a fondo. Così com'è sembra più una tesina universitaria fatta nemmeno tanto bene.

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      Rosanna

      19/09/2018 16:38:57

      In quest'opera ibrida, a metà tra il memoir ed il saggio, Olivia Laing indaga il senso di solitudine partendo da personali esperienze di isolamento per poi spaziare ed introdurre il discorso ad alcuni artisti noti per la loro fama di solitari, come Hopper, Warhol, Wojnarowicz, Vivian Maier. L'autrice dà voce al proprio senso d'inadeguatezza, che è poi lo stesso avvertito da questi grandi artisti, perché in fondo il paradosso dell'isolamento consiste proprio nella sua innata capacità di accomunarci tutti.

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      Antonio

      17/09/2018 20:32:07

      Definire banalmente questo libro come un saggio sul tema della solitudine è semplicistico e non gli rende giustizia. Per usare le stesse parole dell'autrice, è una "mappa della solitudine". Hopper, Andy Warhol, Valerie Solanas, David Wojnarowicz, Henry Darger, Klaus Nomi, Basquiat, Peter Hujar. L'arte, l'isolamento, la schizofrenia, le difficoltà del linguaggio, l'omosessualità, l'omofobia e il razzismo, il bullismo, la tecnologia, la spersonalizzazione, la persecuzione, il rifugio nell'irreale, i disturbi mentali, il femminismo, gli abusi e le sevizie, la povertà, la fede, la pedofilia, il travestimento, la maschera, la fotografia, l'AIDS, la tossicodipendenza, lo stigma, la superficialità. E non solo. Una miscellanea di tematiche e vite, che si intersecano per indagare quel vuoto esistenziale che fa parte di ogni essere umano. Olivia Laing analizza in modo lucido la variegata molteplicità in cui la solitudine prende forma, senza il velo della compassione, ma con eleganza ed empatia, così da permetterci di guardare con occhio critico ciò che ci circonda e sulle sue ripercussioni; ci permette di entrare in vite straordinarie rimuovendo la patina della fama, e paradossalmente sentirci meno soli attraverso la solitudine altrui. Perché si sa, "la solitudine è un posto affolato". È un libro che ti prende via tutto, restituendotelo con tutta la forza della letteratura.

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      Daisy

      10/08/2018 17:28:39

      Non è sicuramente una lettura da leggere sotto l’ombrellone, ma credo che sia uno di quei libri che va assolutamente letto, perché come ha permesso all’autrice di capire di più sé stessa, potrebbe farlo anche con voi.

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