Colazione al Grand Hotel. Moravia, Parise e la mia Roma perduta

Marina Ripa di Meana

Editore: Mondadori
Collana: Ingrandimenti
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 15 novembre 2016
Pagine: 144 p., Rilegato
  • EAN: 9788804669876
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Descrizione


L’autrice de I miei primi quarant’anni scrive una nuova, inedita puntata della sua vita raccontando l’amicizia con due grandi della nostra letteratura, Alberto Moravia e Goffredo Parise.

«Verso la metà degli anni Settanta mi sistemai per alcuni mesi al Grand Hotel. Fu un periodo come fuori dal tempo. Non avevo una lira in tasca, ma vivevo come una miliardaria, viziata e coccolata. Per alleviare quella specie di clausura di lusso invitavo spesso a colazione due amici, Alberto Moravia e Goffredo Parise. Erano i miei dioscuri, i miei cavalieri del cielo, Castore e Polluce, miei complici di avventure, miei paladini e più tardi anche miei testimoni di nozze.»

L’autrice de I miei primi quarant’anni scrive una nuova, inedita puntata della sua vita raccontando l’amicizia con due grandi della nostra letteratura, Alberto Moravia e Goffredo Parise. Un’amicizia lunga trent’anni, in cui l’insolito terzetto si frequentava quotidianamente nei luoghi canonici della dolce vita romana, come il Grand Hotel e il bar Rosati a piazza del Popolo, e si scambiava pettegolezzi, racconti e confidenze. Ne emerge il ritratto di un’epoca irripetibile e di un ambiente, tra mondanità e cultura, in cui ci si divertiva davvero: «A quel tempo a Roma si viveva con niente, si campava di fantasia». Un libro fittissimo di aneddoti e personaggi, da Gianni Agnelli a Henry Kissinger, da Maria Callas a Liz Taylor, da Pier Paolo Pasolini a Elsa Morante. Ma in primo piano ci sono loro, Moravia e Parise, con le loro abitudini di scrittura ma anche i loro amori, i loro odi, i vizi, i cibi preferiti. Aspetti privatissimi che nessuna biografia ha mai raccontato.

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    Romolo Ricapito

    22/11/2016 20:53:21

    due intellettuali sentono una sorta di empatia per la celebre nobildonna: tale stato di grazia non è determinato dalla cultura di Marina Lante Della Rovere (come ancora si chiamava, o faceva chiamare all'epoca, anche come titolare di un noto atelier) avendo (per l'ammissione della stessa) non molto frequentato i libri stampati. L'ammirazione, soprattutto di Parise, risiede in una sorta di mente aperta, attenta e pronta, in grado di assimilare e risolvere rapidamente le cose, che i due letterati le attribuiscono in una sorta di singolare transfert. Inoltre in G. Parise il fascino dell'anomalia (rappresentata dalla dentatura imperfetta di Marina Ripa di Meana, poi rimessa in ordine) è superiore alla bellezza tout court. In ogni caso la figura che emerge di più è proprio quella dello scrittore e saggista veneto, a causa della sua originale complessità. Mentre Alberto Moravia è più facile da capire, o da rappresentare. Di quest'ultimo perciò emergono alcuni difetti, principalmente quello dell'avarizia, che l'autrice descrive in più di un aneddoto. Altra caratteristica dell'autore de Gli Indifferenti è l'essere burbero, esercizio che egli attua con personaggi dello stesso sesso, forse non ritenuti alla sua altezza, come il poeta Dario Bellezza. Anche le donne di Moravia non escono benissimo dal testo: Elsa Morante, è una mente bizzarra, scostante e capricciosa ("si innamorava sempre di omosessuali come il regista Luchino Visconti, ancora Dario Bellezza e il pittore Billy Morrow) . Mentre Dacia Maraini (si legge ) vinse un importante premio letterario, agli esordi, "grazie all'intercessione di Moravia". Epperò secondo l'autrice avrebbe sfondato lo stesso, perché la sua carriera continuò brillantemente, sino ad oggi.

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Indice

I. I miei dinosauri
II. Uno scrittore per amico
III. Com'era cominciato tutto questo?
IV. Politica e noia
V. Il caviale della pace
VI. Letteratura e alta moda
VII. Il pesce castagna
VIII. Il senso di Goffredo per la neve
IX. Truman e Marilyn
X. Il poeta corsaro
XI. Pane e brodo
XII. "Les italiens de la Côte d'Azur"
XIII. Le chiavi del regno
XIV. La mamma è sempre la mamma
XV. La rubiconda figlia del falegname
XVI. La generazione perduta
XVII. C'era una volta l'America
XVIII. Il peso della storia
XIX. Il mio maître de mason
XX. Petote
XXI. Sobrietà zen
XXII. Fin de partie

Ringraziamenti