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Recensioni dei clienti

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    Raimondo Nappo

    20/07/2014 16:41:45

    Caro Celestino, quante volte mi chiedesti di scrivere un commento al tuo libro , mi ripromettevo di farlo ma poi me ne dimenticavo,preso da mille cose. ti chiedo scusa... non capivo quanto era importante per te questo libro. Quante volte l'ho riletto e quante volte mi sono emozionato rivedendo te in quelle pagine. Quanto mi manchi Celestone mio, quanto mi manca la tua presenza , la tua ironia , i tuoi consigli, la tua voce dall'altra stanza dello studio,e anche a volte le tue benevole cazziate . Quante volte ti ho sognato in questi anni, sorridente e sereno e sempre nel sogno ti chiedevo di non andare via .... Quante volte ho ripensato a quell'ultimo abbraccio a quell'inconsapevole addio . negli anni in cui ho avuto la fortuna di condividere tante cose insieme a te sei stato per me un padre , un fratello , un amico . Rimane il ricordo di te in ogni giorno della mia vita . Ovunque tu sia ti voglio bene

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    Me

    13/04/2010 01:09:35

    quanto del tuo cuore hai messo in queste tue parole papà, ora silenziosamente, ascolto...

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    Giovanni Battista

    09/10/2008 08:19:42

    Un libro che si legge quasi di un fiato: una successione di episodi ora ironici, ora drammatici per la luce che gettano su alcuni fenomeni dell'amministrazione della giustizia. Il tutto condito da una capacità espressiva e da un giusto pizzico di napoletanità che sono specchio di una cultura meridionale dalle radici antiche. Forse è nato un nuovo scrittore.

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    Antonietta Saturnino

    27/04/2008 13:49:27

    Delicato, irriverente, spassionato, sarcastico e amabilmente amaro, le storie di Celestino Cirillo sembrano inestricarsi irrimediabilemnte al vissuto quotidiano restandone, però, quasi ai margini ed offrendoci una prospettiva particolare quasi a spiare dal buco della serratura. Un esordio davvero promettente per un autore che, ne sono sicura, non finirà di sorprenderci

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    silvana

    03/02/2008 13:17:23

    Il libro di Celestino Cirillo, scorrevole ed accattivante ma nello stesso tempo ironico, è espressione della moderna coscienza di una impossibile armonia fra vita naturale e razionalità del vivere, come emerge dalla descrizione degli eventi e degli stati d'animo dei protagonisti in cui realtà e fantasia si fondono. L'autore conosce i pensieri e le emozioni dei personaggi e la riflessione attenta sui comportamenti umani è evidentemente guidata da una lunga esperienza nel mondo del tribunale. E' un libro ironico ma al tempo stesso molto profondo e l'umorismo porta a scoprire le sofferenze, a volte il dramma che si nasconde dietro situazioni apparentemente comiche.

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    Virna

    05/01/2008 16:25:34

    L'anima dell'autore è quella di un uomo serio, profondo, sensibile, ironico alle prese con un mondo che come pochissimi altri ti butta in faccia quanto possa essere sfaccettata, mutevole, contorta, talvolta straordinaria, ma più spesso meschina...la natura umana.

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    Michele Riggi

    03/01/2008 19:24:54

    Complimenti all'autore. Con grande realismo é riuscito a ben rappresentare il complesso, e spesso disordinato, mondo del Tribunale. Una narrazione evidentemente guidata da una lunghissima esperienza in cui la disillusione ed il cinismo sembrano aver preso il sopravvento sui sogni giovanili, sulle candide speranze che solo un uomo puro e idealista come "Iannaccone" sembra possedere. In fondo,ben si può dire che un pò tutti siamo degli "Iannaccone" che però faticano a resistere alle lusinghe dell'"Avv. Sfaccimmone". Leggete questo libro, ne vale la pena.

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    Mariarosaria

    20/12/2007 08:47:39

    Questo libro di Celestino Cirillo è scritto con un linguaggio molto avvincente, cadenzato secondo ritmi che ti fanno immergere con immediatezza e naturalezza nella lettura. Nel susseguirsi dei racconti si vivono momenti comici, momenti di grande intensità narrativa, momenti surreali e momenti tragici, ma si rimane sempre avvinti da coinvolgenti emozioni.

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    francesco

    20/12/2007 08:46:22

    Nel leggere Colpo d'anca sembra quasi di osservare visivamente i luoghi, le situazioni e i personaggi, che si manifestano dalle pagine del libro nei loro volti, nella loro gestualità e nel loro interagire. Sembra di assistere alla rappresentazione della commedia della giustizia, ma nella realtà si tratta della narrazione della tragicommedia della vita. Un libro denso di significati e divertente da leggere.

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    Stanislao

    20/12/2007 01:23:32

    Celestino Cirillo con il suo libro "Colpo d'anca" presenta i suoi episodi, personaggi fi fantasia, aneddoti, situazioni legali alla sua esperienza di avvocato.Con la sua verve di narratore, spesso in luce satirica, diverte anche il lettore.Un illustre professore di diritto Romano degli anni trenta, soleva chiudere le sue lezioni dicendo "Questo è quello che dice il codice poi bisogna trovare chi lo applica"

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    Niki

    06/12/2007 15:29:43

    Con la scelta di ogni parola Celestino Cirillo sembra voler disegnare il tappeto su cui fantasia e realtà fluttuano insieme e a tratti si alternano, mantenendo tuttavia un profondo senso di attacamento e cognizione della realtà. Con la sua franchezza e onestà Cirillo racconta la vita come è e sempre sarà... ma è con la leggerezza del suo stile che racconta la vita come dovrebbe essere. Brillante!

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    Chiara

    06/12/2007 15:16:34

    Il Valore di questo libro risiede nella verità che racconta, il Potere dell'autore nella capicità di averla saputa individuare e raccontare. Lo stile è spontaneo e l'approccio ironico. I personaggi sono colorati e ricchi di riferimenti al mondo attuale. La passione con cui è stato scritto traspare nella profondita con cui l'autore descrive e si descrive. Questo libro è testimonianza e metafora della vita stessa!

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    AnnaMaria

    25/11/2007 20:59:56

    Questo libro è di una scorrevolezza senza pari e si fa leggere facilmente ed in pochissimo tempo dalla prima all'ultima riga.Si susseguono racconti,battute,dialoghi,ragionamenti che caratterizzano il mondo della giustizia,e il tutto è condito da una grottesca comicità.Quanto descritto e raccontato viene assorbito e recepito da chi legge quasi come se si trattasse di un film,ma si tratta di un film mai visto,perchè la realtà che emerge dal libro è molto diversa da quella che la filmologia di settore ci ha abituato a vedere.La rappresentazione del libro è sicuramente più vera e più realistica,dando corpo a qualcosa di soffertamente vissuto e magistralmente raccontato dal di dentro.

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    Giulia

    25/11/2007 20:05:24

    Si legge con piacere lo scritto di Celestino Cirillo:è accattivante,ora amaro ora ironico quanto basta.Ha il senso della vita.Il senso profondo della vita ti arriva in diretta,senza mediazioni lessicali o strumentalizzazioni concettuali.La ricerca della verità prima di tutto.Scritta per la verità.In questo quadro di riferimento letterario tutto fa sistema.Gli episodi che sanno di vita,l'amarezza dell'impotenza,l'ironia di chi vuol vedere.

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    Giancarlo

    19/11/2007 13:58:35

    Con il suo "Colpo d'Anca", Celestino Cirillo mi ha sorpreso fino a un certo punto, perché chi lo conosce come me non poteva non intuire in lui quelle indiscutibili doti narrative che ha dimostrato di avere. "Colpo d'Anca" è un libro ironico e serio al tempo stesso, esilarante per tanti versi, ma anche tremendamente profondo e problematico per molti altri: una miscela di rara efficacia, nella quale sono presenti tutti gli ingredienti che condiscono la vita non soltanto di un avvocato, ma di un qualunque, comune mortale. La fortuna e la sfortuna, la giustizia e l'ingiustizia, l'onestà e la disonestà, la decantazione del senso morale ed il dispregio verso ogni tipo di nefandezza, la esaltazione prodotta dall'illusione e la prostrazione conseguente al sopraggiunto disincanto, sono elementi che si inseguono tra le pieghe del libro in una sorta di magico rimpiattino, sapientemente orchestrato dall'Autore. Il risultato è quello di un'Opera assolutamente godibile, alla quale mi sento di augurare tutta la fortuna che merita e che, riuscirà ad ottenere. Giancarlo

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    giovanni

    17/11/2007 11:35:04

    la nobile arte, raccontata con crudezza ed ironia con uno stile dal sapore neorealista. L'autore mostra la sua grande capacità di saper fotografare situazioni che diventano scene di maschere tipiche del palchetto della giustizia.

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    Beniamino

    12/11/2007 21:21:18

    Un libro che si legge in pochi "sorsi", digeribile immediatamente. Complesso nella sua semplicità narrativa, e dai colori allegri. L'acume dell'autore è messo in evidenza dalla trattazione di argomenti spigolosi in assenza di ipocrisia, che vengono donati al lettore con schiettezza, senza mai incorrere nella volgarità. L'intero libro trasuda di umanità e sensibilità. E'un processo al potere fatto con nobile umorismo. Una scintigrafia della società giuridica napoletana e non solo, che ancora oggi mostra segni di un doloroso provincialismo.

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    Giuliano

    10/11/2007 13:25:12

    Il libro descrive stupendamente l'ambiente dei tribunali con racconti molto intriganti.Ma nelle vicende narrate si può leggere molto al di là del contesto circoscritto nel quale le storie sono ambientate.I personaggi travalicano il loro ruolo istituzionale e professionale di giudici e avvocati,e diventano comuni uomini,con i loro pregi,i loro difetti,le loro collere,le loro miserie e le loro debolezze.Tutto il libro è pervaso di una profonda ironia con la quale vengono attutiti i sentimenti di sconcerto e di rabbia che la narrazione sovente suscita.

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    Paolo

    09/11/2007 12:56:20

    Ottimo libro, perchè lo scrittore è riuscito a raccontare il mondo giuridico con "fare" nuovo. Le vicende tutte sono intrise di vari stati d'animo dell'autore (orgoglio, indignazione, rabbia, gioia) che a difficoltà riesce a controllare, che emergono con vigore dai tanti personaggi raccontati in ogni storia. La lettura è piacevole e stimolante, un seguito sarrebbe molto gradito!!!

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    Massimo

    08/11/2007 19:35:02

    La scomposizione episodica del libro non mina la diegesi narrativa che rimane fluida fino all’ultima pagina. Il merito è nel comune filo conduttore con il quale Cirillo annoda sapientemente i singoli spunti dell’immaginifico. Ciò che racconta è la vita stessa che, trascendendo la dimensione individualistica dell’evento, si svela nel suo imprevedibile divenire. Ed è allora che esplode tutto il colore di una prosa che ha radici lontane ed è capace di restituirci un valore assoluto come il tempo. Quello stesso tempo che la digitalizzazione della parola sembra aver ingurgitato nella vorticosa velocità della comunicazione contemporanea. Il ritmo narrativo e lento e pacato e stempera le ansie quotidiane, dissolvendole nell’autoironia di uno spettatore consapevole e divertito del proprio naufragio. Sono le piccole storie della Storia, che “Colpo d’anca” riaccredita ad un patrimonio letterario sempre più impoverito nei contenuti.

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