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Recensioni dei clienti

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    Letizia

    22/10/2012 11:26:37

    Sorprendente. Questo libro sorprende il lettore che certo non pensava di trovarsi così bene a far parte di questa famiglia speciale, perché appena finito di leggerlo hai voglia di farlo di nuovo, perché ti ci sei trovato proprio bene, hai sorriso, hai pianto hai riflettuto. Piccoli racconti di vita quotidiana narrati con ironia e garbo mai leziosi, anzi con un tocco di irriverenza che toglie quel tono drammatico che avrebbe altresì assunto, la storia vera di un padre che non si nasconde e offre in maniera generosa e gratuita la sua esperienza di padre "disabile", "speciale" o forse solo di Padre. I racconti hanno lo straordinario potere di farti sentire parte di essi, un potere empatico enorme una capacità descrittiva talmente grande da farti "vivere" il racconto in prima persona. Piccoli scorci di vita quotidiana di una famiglia davvero speciale i cui valori sono stati trasmessi ai figli in maniera tanto forte quanto i cromosomi. In maniera modo semplice e diretta riesce ad affrontare argomenti ostici, difficili, personali e privati che in pochi avrebbero il coraggio e la voglia di mettere sotto gli occhi di tutti, portandoti a riflettere a chiederti "ed io?? Cosa avrei fatto, o meglio,cosa sto facendo io??" Alessandro Mosconi ha lo straordinario dono di saper scrivere in maniera schietta, dritto al cuore; un grande scrittore quindi oltre che un grande padre, che ci rende partecipi dei tanti insegnamenti che ha ricevuto dalla vita e dai suoi tre figli cromosomicamente diversi quanto meravigliosi ognuno con le sue particolarità, le sue conquiste, le sue sofferenze. E se alla fine del libro nasce il dubbio se davvero ne sia valsa la pena, be' allora "cavoli" se ne è valsa la pena! E in attesa di un bis, lascio ancora un po' il libro sul mio comodino come se non avessi voglia di perdere di vista questa famiglia. Lo sguardo cade sulla copertina, la mente torna a riflettere, il cuore a gioire: ci siano ancora uomini che amano i propri meravigliosi imperfetti aquiloni

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    Mara

    19/06/2012 16:52:20

    Non ho esperienza diretta di disabilità nella mia famiglia, ma dopo aver letto questo libro mi sono comunque confrontata con il mio modo di essere genitore. Con tutte le volte che ho detto a mia figlia "non posso, devo lavorare, non ho tempo, non ho voglia", dimenticando la bambina che e' in me e dimenticando di come ci si diverte. Ho avuto mia figlia relativamente giovane; ora lei ha 14 anni ed e' già un'adolescente con tutti i pro e contro del caso e leggendo questo libro mi sono chiesta se io sono riuscita ad educare mia figlia dandole gli strumenti per diventare indipendente per essere forte, libera e felice ed ora che e' quasi una donna e io vorrei fosse ancora una bambina? mi chiedo anche se tante volte noi genitori non proiettiamo sui nostri figli i nostri sogni, vedendoli come una nostra appendice. Senza capire magari fino in fondo ciò che dalla lettura di questo libro appare evidente, e cioè che la doverosa ricerca di "autonomia" dei nostri figli non è certo solamente la capacità di fare delle cose... ma quella di "essere" delle persone. Io sono orgogliosissima di mia figlia e penso sia un'altra persona con le sue passioni e desideri diversi dai miei e quindi in questo senso non una mia appendice ma un'altro essere... Ancora qui con i miei sogni da realizzare ( che a fatica cerco di portare avanti senza chiuderli in un cassetto) a volte non riesco a trovare la serenita' in una vita "normale"

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    Miky

    24/02/2012 13:20:36

    Ho da poco finito di leggere il libro "come aquiloni... o quasi". Secondo me è bellissimo, pieno d'amore e di speranza per il futuro dei nostri figli, speciealmente per noi nuovi genitori.

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    Barbara

    24/02/2012 13:11:30

    Coinvolgente, emozionante, indimenticabile.

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    Lorenza

    07/02/2012 07:38:14

    Libro veramente emozionante , bellissimo , dolcissimo . spero tantissimo che gli aquiloni possano volare sempre più in alto .

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    Daniela

    04/02/2012 10:40:49

    Un bellissimo strumento questo libro, per conoscere e capire di più la vita di un genitore "disabile", il modo di porsi davanti ai problemi, a volte enormi, che la vita gli mette di fronte. Ne esce un quadro reale, positivo, a volte negativo e arrabbiato ma che si lascia stupire e fermare a riflettere su risvolti inusuali... insomma realista, ma che attraverso la dimostrazione di un grande amore lancia un messaggio per nulla scontato: Amare, Accettare... Puntare sui pregi e non fissarsi sui difetti... Vivere... Seminare con semplicità. E come si capisce dal racconto per episodi della vita dei figli... Raccogliere i frutti! A volte un po' prolisso... per me che preferisco la velocità di un film, ma anche questo ha forse una spiegazione: occhi abituati a parlare tanto senza voce... abituati a questo tipo di dialogo da tanti anni... avevano bisogno di tradurre su carta tante parole forse inespresse. Grazie per questo libro... e per il suo tono moderato al di sopra dei commenti irosi e pieni di rabbia verde, che tanto spesso ultimamente capita di incontrare sul tema... e che mi feriscono.

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    Katia

    24/01/2012 13:49:37

    Da leggere assolutamente...da comprare e tenere...perchè lo rileggeresti mille volte!!!

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    GIOVANNA

    04/11/2011 20:21:21

    libro assolutamente da leggere! per tutti! il libro ti coinvolge, ti appassiona talmente tanto che ti dispiace leggere le ultime frasi e sapere che lo hai proprio finito!! Ironico e struggente allo stesso tempo, ti lascia tanti spunti di riflessione! L'autore ha un modo molto originale di scrittura che ti peremtte di entrare nei suoi pensieri piu' profondi e di trovarti attratto dai suoi intrecciati ragionamenti! Lo consiglio vivamente!

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    silvana

    06/10/2011 12:15:06

    Caro papà Alessandro, spero di non essere ripetitiva, ma grazie. Grazie per come sei riuscito a scrivere di voi genitori, ma soprattutto dei vostri bellissimi e carissimi figli, in questo modo così particolare, alle volte ironicamente, alle volte grottescamente, ma sempre con l'amore che traspare da ogni racconto della vostra vita; per aver condiviso, e per essere tornato indietro con la mente a ripensare ai momenti più belli e più dolorosi; per tutto ciò che ci hai trasmesso, allo tsunami (e non voglio dire necessariamente in negativo) che hai provocato, proprio perchè tante delle cose che hai scritte le ho vissute in prima persona. Penso ai vostri figli, soprattutto a Dario e Marialetizia, quando leggeranno, magari anche a distanza negli anni il libro e al grande regalo umile che hanno ricevuto da questo grande papà. Un abbraccio

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    Giovanna

    18/09/2011 18:23:55

    L'ho letto "d'un fiato", volevo regalarlo a degli amici che hanno avuto un bimbo down; al papà, perché di pancia, so che nei primi mesi il papà viene considerato solo come "supporto", bravo dedito speciale, ma supporto. E qui sta la prima cosa che mi è piaciuta, il racconto di tre paternità "normali", (compresi i fugaci riconoscimenti dello sbattimento femminile nella gestione di casa-famiglia-lavoro) ed eccezionali, che mi ha rimandato l'idea che "nonostante tutto si può" vivere pienamente, con gioia, anche se le fatiche e le preoccupazioni sono tante. La "cosa" che ho sentito molto, perché di tutti i genitori, è la sofferenza per la sofferenza dei figli, l'impulso a proteggerli dai propri limiti, e la consapevolezza che non è educativo, non permettere di tirar fuori le loro risorse e contare su quelle, senza "stampelle". Il papà cui l'ho regalato leggendolo ha "visto" suo figlio da grande, mentre prima su questo si sentiva disorientato, in difficoltà a sostenere sua moglie nei momenti di ansia. Bello il mix di racconti di vita quotidiana, di serenità ma anche di momenti duri, del riconoscimento lucido e schietto di ciò che è disabilità/diversità/handicap (bello l'alfabeto delle parole tabù, e la dissacrazione delle parole "politically correct"!) e di ciò che è contemporaneamente "normale". Quante volte di fronte a un malessere, dei figli, di un amico, mi chiedo "è normale?" e mi preoccupo quando è questa la prima domanda che mi viene, e solo per seconda arriva quella più sana "come posso starci?". Mi sono poi piaciute le riflessioni sulla sessualità, la consapevolezza di essere down, il pensiero sul "dopo di noi". Credo siano i temi su cui più ci sia bisogno di parlare, per tutti. E' un libro che ti porta via, ogni pezzo è un pretesto per pensare oltre, a tutto quello che di fatto sono i mille misteri della vita, e soprattutto al modo con cui ci stiamo.

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    Barbara

    07/07/2011 10:11:04

    Anche se in ritardo spero che i complimenti valgano lo stesso!!!! Ho finito da pochi giorni il libro e mi è piaciuto veramente tanto!! Ho apprezzato l'idea dell'AbeceDARIO e della narrazione ad episodi del vissuto che rendono la lettura scorrevole e veramente senza sosta...hai presente le ciliegie..come si dice.. "una tira l'altra"... beh così è stato per me, ogni storia mi trascinava a leggere subito la successiva... fino a trovarmi a notte fonda ancora con la luce accesa.... e con due neonati che hanno la sveglia all'alba non è stato proprio riposante!!! ;) Questo libro ha il mio sonno sulla coscienza!!! Comunque complimenti veramente, dico solo che ora il libro lo sta leggendo anche mia zia e che sono in attesa di lettura anche mia sorella e mia cugina.. insomma, Dario, Simone e Maria Letizia saranno come di casa nella mia famiglia!!!

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    Chiara P.

    31/05/2011 16:33:51

    E' un libro molto bello! E' vita vissuta, pensieri regalati. Di più: ti fa incontrare delle persone speciali! Il libro diventa occasione per condividere spaccati di vita dell'autore nel concreto di ogni giorno e le riflessioni che ne scaturiscono. Un libro per ridere, piangere, riflettere, imparare a convivere con la diversità, a riconoscerla e ad accettarla anche se scomoda. Quando finirete di leggerlo non potrete più "nascondervi dietro il vostro dito"! L'unico piccolo neo è che a tratti la scrittura è un po' contorta, perchè tenta l'impresa difficile di raccontare, a parole, un'accavallarsi e una sovrapposizione di pensieri. Si può leggere una "lettera" alla volta o tutto d'un fiato. Può essere una buona fonte di confronto e discussione. Ve lo consiglio caldamente!

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    Francesco

    30/05/2011 08:38:45

    Leggere questo libro è stato un po' come entrare in casa dell'autore, che racconta in modo così schietto che mi sembra persino di conoscere tutti i protagonisti, anche se in realtà la figura della mamma non emerge almeno sul piano quantitativo alla pari degli altri. Niente di male, mica si può scrivere un libro onnicomprensivo. Direi che forse il libro è troppo lungo. Credo che sintetizzandone alcuni passaggi forse il tutto ne guadagnava. La lettura è scorrevole e piacevole. Sicuramente eccessivo l'uso delle "virgolette" e anche un pò quello delle odiose parentesi rotonde. Piacevoli i paralleli fra cose semplici come il lancio dei sassi sul fiume e i concetti profondi della vita. Direi che nella sostanza questi mi sembrano incarnare meglio la specificità dello stile letterario dell'autore. Bellissimo il condimento giustamente pesato dell'ironia. Nè troppa nè troppo poca. Molto saggia la posizione di equilibrio ed equidistanza mantenuta nei giudizi anche quando senza paura l'autore si addentra in argomenti scomodi come la sessualità o la religione. Insomma, mi è piaciuto e tutti i protagonisti mi sono diventati simpatici.

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    Patrizia

    28/03/2011 13:15:32

    Sono quasi alla fine del libro e volevo dire che.... mi sembra di conoscere la famiglia che ne è protagonista! L'autore è talmente bravo a descrivere le varie situazioni della sua famiglia che spesso mi e' sembrato di essere li con loro.... anche perche', diciamolo, molte delle sensazioni che in esso vengono descritte le conosco benissimo!!! Molti racconti mi hanno emozionato alle lacrime.... e poi l'ironia nel descrivere alcune situazioni, soprattutto quelle che riguardano Simone e' incredibile, tanto da rendere quasi "comiche" cose che dette con altre parole risulterebbero "tragiche".... uno spaccato di vita di una bellissima famiglia, ricca di valori, di cuore e di passione!!!! Bello!

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    Valentina

    25/03/2011 09:35:55

    Ho appena finito di leggerlo: bello! Ci sono dei tratti molto toccanti e rivelatori di stati d'animo che in pochi ci soffermiamo ad analizzare o anche solo a prendere in considerazione. Forse alcuni lettori potrebbero pensare che sia troppo duro... Io non trovo affatto, si legge molto bene, è scorrevole e pieno di spunti e di riflessioni inusuali. Il modo in cui l'autore racconta e si racconta nella sua esperienza di vita vissuta e anche subita, perche' no, e' molto fluido e sincero. A tratti disarmante nella sua lucida e a volte ironica analisi. Mette in luce aspetti anche difficili come fossero sempre opportunita' di crescita e conoscenza reciproca. Forse questo lo rende un po' scomodo, quasi mai si vuole conoscere esperienze difficili e diverse dalle proprie (il proprio dolore e' sempre il piu' oneroso e noi siamo i piu' eroici nell'affrontarlo) a meno che queste non siano sufficientemente lontane dal poterci sottrarre dal guardarle negli occhi. E proprio questo punto emerge fortemente nel libro, quanto all'autore prema il non essere palesemente ignorato, per qualunque (seppur comprensibile) ragione. Perche' negare e negarsi l'opportunita' di dare e ricevere sguardi e carezze "diversi", ma forse proprio per questo piu' sinceri e profondi? Non permettiamo all'imbarazzo e all'ignoranza di evitarci la possibilita' di incontri e scambi di un'umanita' rara. E' un bellissimo "diario" scritto da un uomo che cresce con i suoi figli e vede quanto siano diverse le loro esperienze, aspettative e... velocita'! E a tutti questi aspetti si e' adattato per conoscere e rispettare le necessita' di ognuno. Un percorso toccante e stimolante, senza dubbio difficile. L'esperienza di chi si e' trovato a dover a volte anche solo osservare con attenzione, per poi trarre le dovute conclusioni, le reazioni dell'umanita' che si rapporta ai suoi figli e di come questi si rapportano alla gente. E le difficolta' innegabili cui vanno incontro le persone con disabilita' di vario livello.

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    Cristina

    09/03/2011 10:11:53

    Ho letto il tuo libro tutto d'un fiato, è molto coinvolgente, a partire dal ricordo di Ludovico. Racconta e ci fa partecipi della vita della famiglia dell'autore in un modo veramente sincero, ironico, che fa riflettere. Lavoro da molti anni con i bimbi disabili e i loro genitori e questo libro è proprio riuscito a farmi scoprire e riscoprire tanti aspetti e tante sfumature così importanti da tenere in considerazione in queste relazioni così "speciali". Sono sempre stata attenta nel mio lavoro a non "giudicare" i genitori disabili, come li chiama l'autore, ma a cercare di entrare in relazione con loro nel modo più corretto possibile per poter lavorare insieme per il benessere del bambino. Questo libro mi è senz'altro servito per avvicinarmi ancora meglio a questa realtà. Grazie Cristina

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    francesca

    18/02/2011 16:26:19

    Ho appena finito il libro e onestamente il primo commento che mi viene da scrivere non è tanto cavoli, ma grazie. Grazie inanzitutto per la condivisione di un pò del tuo vissuto e quindi di te. I pensieri e le emozioni suscitati sono molti. Mi ha fatto riflettere, su tematiche che mi sono sempre state a cuore e che, nella corsa di tutti i giorni, si dimenticano poichè a noi distanti (perlomeno apparentemente) me le ha fatte sentire meno distanti. Mi ha divertito, mi ha rattristato e a volte contrariato, mi ha insegnato cose che ignoravo. Mi ha dato l'opportunità di rallentare, una volta tornata a casa di sera, e osservare le mie splendide bimbe con infinita tenerezza e amore. Ritengo molto importante essere consapevoli di ciò che si ha e imparare ad apprezzarlo. Cerco di trasmetterlo sempre anche alle piccole..ma non è mai abbastanza e questo libro mi ha rinfrescato la memoria. Mi ha fatto venire anche invidia.. leggendo del viaggio in Croazia, dato che quest'estate ci abbiamo provato anche noi con tappa a Mostar, dove mio marito portava materiale durante la guerra. Ci hanno bloccato ad Ancona per irregolarità nei documenti delle bambine (nostra disattenzione) e abbiamo dirottato la tenda in Grecia. Tante altre cose, ma mi fermo qui. A questo punto, mi sono affezionata a Simone, Dario e Marialetizia...

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    Marinella

    22/01/2011 15:15:03

    La narrazione è originale, da essa scaturisce un quadro di una normale famiglia con tutti gli impegni quotidiani a cui si aggiungono le problematiche "speciali" relative alla "diversità" di due componenti. Nel vissuto della "normalità" Alessandro Mosconi dà un colore che diverte nelle avventure e nelle disavventure quotidiane.(Un Marcovaldo?) Quando entra nel vissuto della "diversità" la narrazione rimane ricca di ironia, ma porta sempre a riflessioni. Esse, pur essendo personali dell'Autore che ci apre il suo cuore e la sua mente, sono di stimolo al lettore per analizzare i tanti temi con cui ci confrontiamo ogni giorno. La madre Paola è "offuscata" dalla grande personalità del padre narratore, ma è rispettata e capita nel suo ruolo di donna e di madre. E' una testimonianza a cui molti uomini dovrebbero attingere per riflettere che in qualsiasi percorso con i figli le responsabilità vanno equamente condivise. Ho scelto di leggere questo libro per l'argomento trattato, perchè in seconda persona sono coinvolta nel tema della disabilità; ma è sicuramente un libro utile per tutti i genitori che, nella normalità della loro vita e dei loro figli, credono che i problemi che vivono siano tragici. Anzichè tentare di risolverli si crogliolano nel dolore e nella lamentazione. Il filo del loro aquilone si attorciglia e a quel punto è difficile districare i nodi. Lo scopo che l'Autore si è prefisso "...invitarvi a riflettere un poco...ma soprattutto a sorridere, gioiosamente... o a volte anche amaramente di noi e dei nostri figli...e, se ne abbiamo voglia di farlo insieme a loro." è riuscito alla grande...almeno per me.

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    Chiara

    14/01/2011 14:17:46

    Ho letto il libro: intenso, schietto, efficace, preciso, pieno di affetto. Lo consiglio vivamente a chi vuole gettare uno sguardo coraggioso, disincantato e non pietistico, realistico ma anche pieno di ottimismo, sulla disabilità intellettiva ed il suo effettivo e possibile rapporto con il resto del mondo. Stupendo l'AbbeceDario che fa da contrappunto ai singoli capitoli, e che attraverso una sottile e spesso irriverente ironia ci dimostra quanto poco conosciamo queste persone e quanto radicati e dannosi siano in noi tanti stereotipi e comportamenti. Da non perdere

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    S.

    13/01/2011 11:03:30

    Ho appena finito di leggere il libro. "Cavoli" :D A parte gli scherzi, è stato bellissimo leggerlo. Ho impiegato pochissimo tempo per leggere "quel mattone" come lo definisce mia figlia, lei abituata a scuola a prendere da leggere sempre quelli più sottili.... Non è comunque da me, finire un libro in così poco tempo, doveva essere proprio avvincente... Questo libro è stato un compagno di vita, anche se solo per un paio di settimane. Mi dispiace averlo finito. Mi ha fatto sorridere, vivere con più allegria queste vacanze, e nello stesso tempo versare qualche lacrima. Il modo con cui è scritto mi piace molto, e se dovessi fare una recensione sarebbe identica a quella scritta da Milena nella prefazione. La penso esattamente come lei. La gioia di vivere che secondo me l'autore ha dentro, ha contagiato i suoi figli e non poteva fare loro regalo migliore per la vita. Non sono molto brava con le parole, non so cosa altro dire, solo che è il libro più bello che abbia mai letto.

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