Editore: Mondadori
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 495 p., Brossura
  • EAN: 9788804579854
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Recensioni dei clienti

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    GIOVANNI

    06/05/2016 15:11:11

    Come sempre in Ammaniti non è tanto la trama a coinvolgere bensì i personaggi con le loro luci ma sopratutto con le loro ombre. Uomini e donne che hanno già perso da tempo e che vivono sprofondando in un abisso che non lascia redenzione e neanche l'onore delle armi, però in questo abisso senza fine ogni tanto appare una nota comica che ci fa sorridere e allora il grottesco prende il posto dell'abbruttimento e della desolazione. Questo è quello che mi piace di Ammaniti, le parolacce e la violenza anche gratuite vengono da sole. La letteratura dei grandi sentimenti e della buona coscienza vivono da altre parti, Ammaniti ci sbatte in faccia la cruda realtà di tanti nessuno che galleggiano e cercano con tutte le loro forze di vincere almeno una battaglia in una guerra già persa in partenza.

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    EUGENIO

    04/08/2015 13:49:29

    Trama per nulla coinvolgente e scritto male. Un coacervo di gratuite volgarità.

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    Pierxx84

    07/01/2014 12:22:16

    un libro pieno di suspance che sa incollare il lettore pagina dopo pagina con un linguaccio crudo e davvero incisivo....peccato per il finale, lo avrei preferito "chiuso" e ben definito, ma nel complesso è assolutamente un libro da leggere!!!

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    Simphosium

    19/12/2013 15:42:50

    Penso che questo libro possa essere collocato sulla "corona" di Ammaniti, assieme a "ti prendo e ti porto via", "io non ho paura", "che la festa cominci" e "branchie". Spettacolare, è l'unico aggettivo che mi può venire in mente e, nonostante tutta la storia sia ambientata in non più di una manciata di giorni è talmente pieno di particolari e dettagli che hanno reso impossibile anche la trasposizuione cinematografica -un personaggio e una delle tante storie intrecciate sono stati tagliati, credo dall'autore stesso che ha aiutato con la sceneggiatura-. Non è mai noioso, non snerva con una descrizione troppo minuziosa per "allungare" la narrazione, come purtroppo avviene per libri ambientati in un brevissimo lasso di tempo. Credo di averlo regalato ad almeno una decina di persone, per condividere con loro la gioia, la paura e l'orrore provati nella lettura di questo libro fantastico.

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    Chiara

    03/12/2013 12:07:38

    Un romanzo semplicemente unico per la sapienza dell'autore che, ormai padrone di sofisticate tecniche narrative, riesce ad incastrare perfettamente vicende differenti che si svolgono parallelamente, passando con estrema disinvoltura dal noir alla commedia. Al centro della vicenda c'è un rapporto simbiotico, a tratti quasi morboso, fra padre e figlio. Rino, abbandonato dalla moglie e rimasto solo con l'adolescente Cristiano, cerca di istillare in lui una mentalità orientata alla violenza ed alla prevaricazione. Ma il giovane riesce ad imitarlo solo in parte. Ci prova: vuole renderlo orgoglioso. Ma dentro di sé è profondamente fragile, sognatore, innamorato e timido. Si aggrappa al padre per "spirito di compensazione" perdendo il contatto con la parte più vera e più pura di un'anima costretta a crescere troppo in fretta, un'anima a tutti gli effetti sola. E anche Quattro Formaggi è solo. Lui, che cerca il rapporto con Dio ed attraverso di esso - vero o presunto che sia - dissimula la propria follia. Una mente ossessionata può commettere i danni più gravi. E, se all'interno di queste ossessioni, vengono trascinate persone innocenti, le vite di molte persone possono cambiare. Impossibile non commuoversi davanti all'immagine di un ragazzino che - convinto della responsabilità del padre in un omicidio - cerca di difenderlo con un'emozione che oscilla fra la tenacia e lo sconforto, braccato da un assistente sociale a sua volta troppo fragile, forse superficiale, per poter fornire un aiuto concreto. Attraverso questo trano ossimoro, il lettore cerca di barcamenarsi pervaso da un profondo senso di familiarità con un mondo troppo simile a quello in cui si trova a vivere, un mondo fatto di lande desolate, di strade periferiche, di luci artificiali, di centri commerciali, di motociclette e di temi sul nazismo. Un mondo buio, laddove i personaggi più duri ed emarginati cercano di ricomprare, per le proprie anime, una parvenza di purezza. E, soltanto a volte, ci riescono

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    Antonio

    08/09/2013 19:34:26

    Ammaniti scrive molto bene e riesce a mantenere una buona tensione per tutto il romanzo. I personaggi sono ben descritti (un tatuato filo-nazista come Rino lo conosco anch'io...) e anche l'ambiente in cui si muovono mi è familiare. Le storie dei vari protagonisti si intersecano e Ammaniti è bravo a variare continuamente la soggettiva del racconto, come se fosse un esperto regista. A proposito di regia, il film non è sicuramente all'altezza del romanzo.

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    Materlab

    29/08/2013 17:39:31

    Non ho mai avuto passione per Ammaniti, e questo romanzo l'ho letto in un momento di inattività in cui divoravo ogni cosa che mi capitasse a tiro. Diciamo che il pessimo film che ne hanno ricavato riabilita (ma solo un pò) il romanzo. Ammetto che i personaggi sono caratterizzati benino, e che i dialoghi sono serrati al punto giusto (si vede proprio che l'autore ha letto tanti americani contemporanei). Il ritmo non si discute, ma l'impressione è che la letteratura italiana non riesca mai a liberarsi da certi cliché che ormai hanno stufato. Trama tanto, troppo scontata.

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    lucia

    10/07/2013 11:27:57

    ho lasciato questo libro in libreria per tanti anni,perchè l'ho comprato ma non i ispirava. e poi ho finalmente deciso di leggerlo. non pensavo mi sarebbe piaciuto, è scritto invece molto bene, ti porta nella miseria di alcune vite umane, condotte ai margini di tutto, ti porta nella follia. forse l'epilogo non mi sembra in linea con il resto del romanzo. comunque, bello!

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    rougiu

    28/05/2013 15:57:47

    Finalmente un bel libro di un autore italiano! Personaggi perfetti, un modo di scrivere che assomiglia a quello del mio scrittore preferito: Irvine Welsh. Ho trovato questo libro in uno scafale "aggratis"... Come ha comandato Dio, grazie a Lui ho potuto leggerlo :)

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    Ramona

    10/04/2013 14:53:57

    puoi amarlo o odiarlo..ma non può lasciarti indifferente. DIO è il fulcro assurdo di un libro "senza peli sulla lingua", personaggi ben caratterizzati, paragrifi brevi che alternano le vicende e i punti di vista dei personaggi in un intreccio bizzarro della storia. Ammaniti sa in questo libro tenerli li..pagina dopo pagina fino al finale amaro. ma, d'altronde lo è tutta la storia. CONSIGLIATO.

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    Diana

    02/04/2013 15:00:55

    Libro che mi ha appassionato per il rapporto d'amore estremo tra padre e figlio. Davvero bello ed emozionante sopratutto per alcuni dialoghi tra i due. Non do 5 solo perchè in tutti i libri mi piace che il finale sia ben specificato...anche se a intuito lo si comprende. Consigliato per chi vuole qualcosa di forte e tenero insieme.

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    gianni

    20/03/2013 17:29:50

    Assolutamente improponibile per il premio "letterario" che invece gli è stato vergognosamente assegnato. Di fronte ad un libro triste come questo, volgare, scurrile,(non manca perfino la descrizione minuziosa di un evento diarroico!) si è portati a pensare male circa il livello delle giurie. Veramente bruttissimo

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    Daniele D'Agostino

    28/02/2013 12:47:06

    Un libro potente, devastante, crudo e straordinariamente reale. Proprio come piacciono a me.

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    maxx

    16/01/2013 11:31:38

    durissimo ma splendido

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    Magliabianca

    10/11/2012 18:50:55

    Così così. L'idea di base è buona: un thriller crudo con profonde riflessioni sulla vita, sulla religione e sui sentimenti. Il linguaggio a volte eccede un po' e la focalizzazione dei personaggi non rende pienamente, ci sono elementi eccessivamente surreali o per lo meno poco probabili, la visione è totalmente negativa - non se ne salva uno in questo romanzo, hanno tutti grossi problemi psicologici e delle vite che non vorrebbero vivere - e non mi convince neanche la partenza troppo blanda.

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    Leonarda

    12/07/2012 12:32:46

    Inizialmente ho fatto un po' fatica ad ingranare, ma dopo qualche pagina la storia mi ha preso tantissimo. Bellissimo e commovente il rapporto tra padre e figlio. Consigliatissimo!

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    Salvatore Palma

    21/06/2012 07:43:16

    Rino e Cristiano, padre vedovo e figlio adolescente, sbarcano il lunario con stratagemmi ed espedienti di ogni tipo ed hanno amicizie equivoche. Per risollevare le loro vite disgraziate progettano una rapina in una banca. Ma da quel momento una serie di ostacoli e difficoltà contrappuntano le loro esistenze e la loro quotidianità. Una trama inizialmente lenta che pare decollare nella parte centrale per poi diventare prolissa, inutile e indugiante su aspetti e comportamenti violenti resi, peraltro, con un linguaggio crudo che infastidisce il lettore. Un romanzo sul degrado e l'imbarbarimento dei sentimenti e dei rapporti sociali reso con una prosa che stanca ed annoia. Senza nerbo la conclusione. L'ambìto riconoscimento del Premio Strega nel 2007 solleva molte perplessità sui criteri di attribuzione di premi letterari così prestigiosi.

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    betty

    04/05/2012 11:10:10

    Un buon libro, si legge bene e riesce a catturare l'interesse e l'attenzione! In alcuni punti un pò triste, in altri un pò frammentario ma consigliato sicuramente!

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    Viento

    09/04/2012 17:49:25

    Letto tutto d'un fiato! Intrigante e spietato! Assolutamente consigliato.

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    giuliog02

    27/03/2012 20:15:49

    Ottimo libro, crudo e talora scabroso. Un'analisi accurata di certo mondo marginale della nostra società attuale in cui si mettono in evidenza i rapporti tra i singoli personaggi, l'ambiente, le loro problematiche, gli obiettivi, i sotterfugi, ed anche un rapporto figlio-padre di grande spessore. Un punto di forza appassionante nella trama. Personaggi molto ben descritti, tutti, anche quelli che apparentemente nella socità giocano la parte dei non-sbandati. Drammatica e reale la tratteggiatura delle due ragazzine, purtroppo descrizione realistica di come possono essere certi campioni nella società odierna. Il ritmo di scrittura é per brevi capitoli, quasi una sceneggiatura da film. Da non perdersi. Si legge rapidamente e non é mai scontato.

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