Come un film francese - Roberto Saporito - ebook

Come un film francese

Roberto Saporito

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Pagine della versione a stampa: 134 p.
  • EAN: 9788861101548
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Gaia la libraia

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Cosa ci fanno e come ci sono finiti uno scrittore in crisi creativa, paranoico e leggermente sociopatico, e una diciassettenne problematica e fuori controllo, in un pomeriggio estivo a Père-Lachaise, davanti alla tomba di Marcel Proust? Lei in cerca di una libertà indefinita e disperata, lui, con cinque romanzi, molti premi e pochi soldi all'attivo, finito a insegnare scrittura creativa all'università. Un incontro, una storia come un film in tre tempi, spiazzante, impietoso e insieme ironico e tagliente; un romanzo in cui il sogno e la finzione letteraria si intrecciano e si sostituiscono al reale, a restituire la sottile atmosfera di decadenza di un ambiente culturale e lo sfaldamento non solo di una classe privilegiata, ma di un clima sociale che crolla su cliché, luoghi comuni e idiosincrasie. Si legge d'un fiato, annuendo compiaciuti con il professore durante le sue lezioni ai giovani rampolli della società bene, osservando con tenerezza Lea, storcendo il naso di fronte alla teoria di macchine e abiti costosissimi o alle riunioni di redazione d'una casa editrice, riconoscendo negli ambienti la polvere sottile di un'epoca in discesa rapida verso l'assuefazione a tutto.
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    laila

    12/05/2020 10:29:00

    Roberto Saporito ci incanta con l‘idea romantica dell’incontro di due anime, perse tra i meandri della ribellione giovanile l’una e della spirale del cinismo decadente l’altra. Ci incanta, appunto, ma non ci illude. Lo si intuisce dal tono diretto e auto-ironico con il quale il protagonista si presenta ai lettori.

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    Towandaaa

    22/10/2019 13:43:19

    Questo libro mi ha ingannata due volte. Quando ho scoperto la prima non lo avevo ancora acquistato, ero quindi ancora in tempo, ma sono in qualche modo rimasta contenta dell’inganno scoperto e mi sono decisa a comprarlo: mi ha fatto piacere scoprire che l’incontro tra i due protagonisti sarebbe avvenuto non, come scritto in copertina, davanti alla tomba di Jim Morrison, ma, come scritto nel risvolto, davanti alla tomba di Marcel Proust. Quest’ultimo esercita su di me una attrattiva molto grande, sono stata io stessa rapita da una forte suggestione nel momento in cui mi sono trovata davanti alla sepoltura di questo grandissimo autore, quindi non mi sono lasciata influenzare dal pensiero che comunque mi ronzava in testa (“vuoi vedere che la scritta in copertina è stata messa lì per “acchiappare” un certo target di lettori, nella convinzione che risulti più accattivante il musicista rispetto allo scrittore ?!”). Il secondo inganno invece l’ho scoperto solo a lettura terminata, e la desolante unica stellina che attribuisco a questo libro parlerebbe già da sola … voglio però esplicitare meglio il senso della mia delusione. Se leggo nel risvolto di copertina “Cosa ci fanno e come ci sono finiti uno scrittore in crisi creativa, paranoico e leggermente sociopatico, e una diciassettenne problematica e fuori controllo (…) davanti alla tomba di Marcel Proust ?” mi sento legittimata a credere che il romanzo si sviluppi proprio a partire da questo incontro, e che racconti il background dell’uno e dell’altra, il contributo (non importa se positivo o negativo) che danno l’uno alla vita dell’altra e viceversa, no ?! E invece si scopre che questo fatale incontro segna solo l’epilogo prevedibile, affrettato e scontato, in una storia fatta di personaggi che avrebbero potuto ricevere un trattamento in termini di approfondimento psicologico ben più approfondito. Rimangono invece figurine stereotipate in un album già visto di degrado di valori, cinismo, decadenza, noia perniciosa.

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