Come ho imparato le lingue

Diego Marani

Editore: Bompiani
Collana: PasSaggi
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 31 agosto 2005
Pagine: 148 p., Brossura
  • EAN: 9788845234668
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Descrizione
Rievocando la passione giovanile per il dialetto che, benché tabù nel contesto scolastico, gli era indispensabile per assicurarsi il rispetto dei coetanei e cogliere le sfumature di certe sere, di personaggi bizzarri e di odori e sapori di campagna, Diego Marani comincia il racconto del proprio approccio alle lingue, un lungo apprendistato che culmina nell'incarico di interprete al Consiglio europeo. Un tirocinio costellato di esperienze spassose, viaggi rocamboleschi e incontri personali.

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Recensioni dei clienti

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    Bruno Ricci

    15/03/2009 13:11:59

    Un libretto esilarante per l'apprendista di lingue, ricco di trovate originali e anche di spunti profondi sulle lingue. Marani racconta con tale sincerità la sua passione per le lingue che si esce da questa pagine contaminati. Anche l'idea dell'Europanto è fine e intelligente Un modo giocoso di avvicinarsi alle lingue. Chi non sa capirlo è meglio che eviti i libri di Marani. Come anche chi giudica i libri dai refusi...

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    Giovanni Bevilacqua

    12/03/2009 15:16:39

    Un libretto esilarante e leggero in cui Marani racconta i suoi metodi personali per imparare le lingue. Pagine fresche ma profonde, che con l'ironia insegnano a saper andare incontro agli altri e abbracciare la loro diversità. Un omaggio all'intelligenza e all'apertura mentale, così rare di questi tempi. Marani è uno scrittore originale e raffinato che meriterebbe di essere più conosciuto.

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    Andrea

    13/09/2007 13:24:34

    Possibile che un traduttore capo alla Comunità europea NON conosca la lingua italiana? Cfr. pag 81 del libro :"Ma con Deborah, dopo i primi tempi la conversazione ristagnava. La mia STENTOREA padronanza della lingua, il mio vocabolario limitato, anche la difficoltà di sentire la sua voce quasi bisbigliata nel frastuono del pub, erano tutti seri ostacoli alla nostra frequentazione." Stentorea?

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    Silvia

    12/09/2007 22:20:14

    Marani continua a non convincermi del tutto, in ogni caso do a questo suo scritto un voto medio perché in alcuni punti mi ha fatto sorridere. Forse se le ultime 15 pagine di Europanto fossero state ridotte a 5 l'avrei apprezzato di più.

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    Martina

    21/10/2006 14:54:28

    All'inizio non mi sembrava qualcosa di tanto speciale, ma devo dire che continuando a leggerlo mi è davvero piaciuto: l'autore sa divertire il lettore e inserisce sempre qualche frase in lingua. Spiega che lo studio delle lingue deve essere preso con allegria e fare esercizio più e più volte e non bisogna mai farsi scoraggiare, cosa che accada qualche volta a persone come me che frequentano il liceo linguistico, poichè le lingue sono le nostre materie principali.

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    Mara

    06/11/2005 09:03:39

    Imparare bene le lingue è un problema che riguarda tutti. Può consolare il fatto che un interprete provetto come Marani abbia incontrato esattamente gli stessi problemi che incontriamo noi: scuole di lingue noiose, elenchi di parole da imparare, possibilmente inserite in un contesto (ma più spesso no), pakistani che parlano un inglese assolutamente incomprensibile, la necessità infine di continuare ad utilizzare senza sosta quello che si è imparato, pena la perdita sicura dell’apprendimento. Come volenterosa ed eterna apprendista, il libro mi ha confermato ciò che confusamente sapevo: che le lingue non basta leggerle ma occorre parlarle, ad alta voce, possibilmente in rapporto con chi le parla da sempre come lingua naturale. E farsene modificare, nel timbro della voce, nella cultura, che non sarà più definitiva ma sempre più "fluida": essere insomma un po’ mimetici e un po’ attori, disposti a indossare una maschera e a cercare un altro se stesso. Come sapevano perfettamente gli antichi, visto che Ermete proteggeva con pari dedizione i commercianti, gli attori, le spie, i ladri, e anche gli interpreti...

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