Il compagno di scuola

Diego Marani

Editore: Bompiani
Collana: Romanzi Bompiani
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 23 febbraio 2005
Pagine: 154 p., Brossura
  • EAN: 9788845233630
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Descrizione
L'incontro casuale con il nome di un compagno del liceo nell'elenco del telefono suscita nel narratore l'improvviso ricordo di un amico e di un'età perduta. È la scintilla che risveglia un'incursione nei territori della memoria: il liceo, la colonia penale dell'adolescenza, la passione per la fotografia, la bella che tutto trasfigura e in cui ci si perde, il lavoro nell'orto del nonno, il rifugio dei libri, l'esperienza di una radio libera prima, di un circolo culturale poi. Sullo sfondo, la guerra del Vietnam, la contestazione, le prime avvisaglie di quella che diventerà la lotta armata. Marani lavora come traduttore principale e revisore presso il Consiglio dei Ministri dell'Unione europea a Bruxelles.

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Recensioni dei clienti

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    Bob

    28/05/2018 20:27:42

    E' il primo libro che leggo dell'autore e, complice il fatto di essere nato più o meno nello stesso periodo e avere frequentato la stessa scuola, l'ho trovato affascinante. La descrizione dell'adolescenza quasi come un rito di passaggio, con le paure e le emozioni. Gli anni settanta con le loro illusioni, le manifestazioni e i cantautori impegnati. Un tuffo nel passato così toccante che a fatica sono riuscito a trattenere qualche lacrima... La cosa che mi ha toccato maggiormente?...beh...l'aoristo di baino!

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    Giovanni Bevilacqua

    27/10/2009 15:16:46

    Un romanzo "politico" che affronta un tema dimenticato della nostra storia da un punto di vista originale. Non conoscevo quest'opera di Marani ed è stata una bella sorpresa. Marani ha sempre una bella scrittura, animata, svelta, alta senza essere troppo colta. E in queste pagine si lascia anche andare ad una sofisticata malinconia. Bella la figura del nonno, spietata ma verissima la descrizione dell'Italia degli anni Settanta. Un libro che i ragazzi di oggi dovrebbero leggere per capire meglio i loro padri e il loro paese.

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    rainbow

    20/01/2009 16:45:54

    Mi ha un po' deluso questa prova di Marani; egli scrive sempre in modo molto scorrevole, ma questo romanzo non ha nè il fascino del suo splendido libro su Trieste nè la completezza e l'unitarietà dell'Ultimo dei Vostiachi. E' un po' pretenzioso e molto retorico; davvero scontato e, paradossalmente, neppure troppo verosimile, il pretesto del nome incontrato sull'elenco telefonico che apre poi le cataratte di questa confessione un po' intima un po' no, comunque nè carne nè pesce. Un insieme disarmonico, un collage mal riuscito.

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    Michela

    04/11/2005 16:48:08

    A mio parere le autobiografie sono una lettura consigliatissima agli adolescenti, per sapere com'erano i personaggi famosi alla loro età. E non solo a loro, perchè è una lettura che rivela davvero il lato umano dello scrittore, oltre a farti vedere la storia da una prospettiva insolita.

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    Giannimemoria

    23/10/2005 07:47:28

    Libro godibile, dalle riflessioni a volte intriganti. Stupende alcuni paragoni figurati distribuiti nel testo. Unico neo, sono d'accordo con Gianni58, l'assenza delle figure dei genitori: avrebbero completato un piccolo capolavoro.

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    Joe

    01/09/2005 12:38:51

    Libro davvero bello, meno scontato e banale di quanto si possa pensare, non esente da profondi spunti di riflessione e poi... quell'aoristo terzo di baino che lo apre e lo chiude...

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    Michele

    31/08/2005 12:23:51

    E' un bel libro che fa ritornare alla memoria i ricordi delle superiori. Certo non ho vissuto in prima persona quel periodo, ma gli stati d'animo sono gli stessi.

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    Valeria

    29/08/2005 11:42:21

    Sono d'accordo con Riccardo, e aggiungo: anche se non è un'opera del tutto riuscita, "Archeologia del presente" di Vassalli racconta la storia di tutta una generazione (o due), mentre il libro di Marani parla solo dei fatti suoi e può interessare solo chi vi ritrovi una coincidenza molto precisa con le proprie esperienze. Se dovessi consigliare un libro che racconta un momento importante della storia italiana, io consiglierei senz'altro il bellissimo "Un cielo così sporco", di Franco Mimmi.

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    NICO

    01/08/2005 17:47:45

    Sì, d'accordo con tutti. Classe 1959 come l'autore, anch'io ho vissuto con emozione questo tuffo nel passato, ritrovando le gestualità e gli ammiccamenti di un periodo passato troppo in fretta, non vissuto appieno, certamente mai con la consapevolezza necessaria. Come dire: non siamo mai adeguati al tempo che viviamo; o troppo giovani per capirlo, o troppo maturi per accettarlo. E ora mi sto accorgendo cha è proprio una tenera malinconia la protagonista della mia vita... Non è stato Marani a farmelo capire, ma con lui mi sono sentito autorizzato a sviscerarlo e a dichiararlo! Un libro consigliabilissimo anche ai ragazzi, con una preghiera: non buttatevelo dietro le spalle troppo avventatamente!

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    Riccardo

    29/07/2005 19:37:47

    Marani è certamente uno scrittore serio, e non un avventuriero della letteratura come tanti televisivi che imperversano. Tuttavia, una volta riconosciuta questa sua non scarsa dote, devo ammettere che il suo sforzo mi appare sempre inadeguato allo scopo che si propone, il suo messaggio e il suo linguaggio non scendono sotto la superficie, il suo appeal non va oltre la gradevolezza. Questo viaggio nella memoria ricorda un po' "Archeologia del presente" di Vassalli, soprattutto perché è anch'esso un tentativo fallito, ma Vassalli possiede una marcia in più che in parte lo salva, mentre Marani arranca e non arriva.

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    Luca

    06/04/2005 19:38:49

    Bellissimo libro che si legge tutto in un fiato. Per chi ha l'età dell'autore è come fare un tuffo nel passato e ritrovare molto di quegli anni: sia di personale che di comune a quella generazione. Malinconico quanto basta per poterne sorridere con piacere, è soprattutto il racconto di un cambiamento interiore, che tutti abbiamo vissuto, e che l'autore descrive con il sufficiente disincanto di chi ne è ormai lontano, anche se alla fine si fa pervadere da un senso di tristezza e rabbia per il periodo in questione. Per coloro che lo vissero invece con gioia sarà un piacere ritornarci anche solo per un momento.

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    Benedetta

    31/03/2005 23:40:56

    Un'autobiografia breve ed intensa, questa di Marani. Rivivono, nel libro, l'esuberanza giovanile, le perplessità, le illusioni e le sfide di una generazione (quella degli anni Settanta). Consigliabilissima.

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    dada

    21/03/2005 18:42:19

    Dopo libri che trattano un filone liguistico ecco un nuovo libro di Marani, che parla di sentimenti e ricordi dimenticai in fondo al "baule" della memoria che riaffiorano alla memoria dopo aver letto casualmente in un elenco telefonico il nome di un compagno di scuola. E' un romanzo malinconico ma comunque molto bello, che ti fa riaffiorare anche le tue memorie dimenticate. Si legge tutto d'un fiato, lo stile narrativo di Marani rimane sempre elegante non si smentisce. Cosa ci proporrà nel prossimo romanzo.

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    Ernesto Giudici

    10/03/2005 09:39:46

    "Il compagno di scuola" è una lunga lettera che Diego Marani scrive all'indirizzo di un suo vecchio compagno di liceo. Nel testo riaffiorano i ricordi di una lenta e sofferta iniziazione all'"adultità" - ma cosa significa essere adulti?, si chiedeva Fellini - sullo sfondo delle divisioni ideologiche tra rossi e bianchi: i noiosi professori, l'impegno politico, il mistero femminile. L'adolescenza e la felicità sono state sacrificate al perseguimento di ideali politici che non hanno mancato di rivelarsi illusori nel giro di pochi decenni. La salvezza dalla disillusione sarebbe stata nello studio assiduo ci dice Marani, nel fare bene la propria opera, secondo l'ammonimento di Aristotele, il padre dei licei. Un libro coinvolgente e lucidamente appassionato, ben scritto e in grado di farci riflettere.

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    Piero Boni

    09/03/2005 09:11:16

    Un romanzo ben scritto, tenero e commovente. Soprattutto le vicende personali si sente che sono narrate con il cuore, ma anche con un delicato distacco. Marani ci racconta un tempo neanche troppo lontano ma che nel suo libro sembra addirittura antico. Colpisce la sua visione conservatrice della scuola e della società, il vago nichilismo che serpeggia nelle sue pagine. Ma forse questo romanzo diverso dai soliti di Marani è in fondo solo la storia di una grande attesa e di un'altrettanto grande delusione, raccontata ancora una volta con garbo ed eleganza.

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    Gino Rizzo

    07/03/2005 15:51:11

    Un bel romanzo, diverso dalle originali avventure linguistiche che hanno reso famoso Marani, ma forse più profondo di certe sue cervellotiche invenzioni. In queste pagine di memoria rivisitata si scorge la natura più autentica dello scrittore e soprattutto si svela la sua appartenenza alla tradizione narrativa ferrarese. Nell’elegante scrittura che sempre caratterizza il Marani, colpisce il tono amaro e disilluso, la crudezza del dolore, ma anche la vena ironica, sempre lucida e alla fine salvifica. Forse è proprio l’appartenenza dello scrittore alla cultura ferrarese che semina in questo libro l’ossessione tutta ebraica del voler riparare il mondo.

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    gianni 58

    07/03/2005 12:42:53

    ho letto il libro in un giorno e mi ha riportato indietro di 30 anni.Veramente ti scongela ricordi che pensavi persi per sempre.mi sorprende la mancanza nello scrittore delle figure della madre e del padre.

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