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Il compagno - Cesare Pavese - copertina
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Il compagno Cesare Pavese
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Descrizione

«8 ottobre 1948. Riletto ad apertura di pagina, pezzo del Compagno. Effetto di toccare un filo di corrente. C'è una tensione superiore al normale, folle… Uno slancio continuamente bloccato. Un ansare…»Cesare Pavese

Al contrario dell'ingegnere Stefano de Il carcere o del professor Corrado de La casa in collina, il protagonista de Il compagno non è un intellettuale. Qui Pavese immagina un giovanotto piccolo-borghese, scioperato e incolto, messo di fronte alle proprie responsabilità. Pablo, chiamato così perché suona la chitarra, vive a Torino, la città in cui è nato, ma soffre il disagio esistenziale di un'epoca, tra la guerra di Spagna e la Seconda guerra Mondiale, in cui il regime fascista continua a perdere presa sul popolo e quel consenso entusiasta che era stato fonte di sicurezza inizia a creparsi. Pablo cerca di chiudere gli spiragli, di colmare quelle mancanze ideologiche che causano spaesamento e disagio. Lascia Torino alla volta di Roma, e qui, nella confusione, s'inventa una disciplina, per tornare alla città natale più motivato e deciso a fare effettivamente qualcosa. Il compagno non è il miglior libro di Pavese ma uno dei più commoventi, lo stesso autore ne Il mestiere di vivere lo riconosce, parlandone con vibrante compostezza : "8 ottobre 1948. Riletto, ad apertura di pagina, pezzo del Compagno. Effetto di toccare un filo di corrente. C'è una tensione superiore al normale, folle, uno slancio continuamente bloccato. Un ansare."
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Dettagli

1
2017
Tascabile
24 marzo 2017
9788806235208

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Incertezze d'umana gente

Tanti i rapporti interpersonali, di connotazione politica, sociale, affettiva. Il protagonista Pablo è confuso, titubante, ansioso, emula l'amico Amelio, pur senza trarne benefici. Ed allora decide di spendere il suo tempo suonando una chitarra, con indefessa passione e mai dietro compenso. La chitarra è di certo per Pavese, simbolo della perfezione inspiegabile dell'arte. Più pressante ancora è, per il protagonista, la sua partecipazione alle lotte popolari, anche se, in verità, non è programmatica né veementemente condotta. Pablo, nel dipanarsi delle vicende, si impiglia sempre più nelle maglie dell'incoerenza ideologica, non appaiono all'orizzonte gaudenti voluttà o sregolatezze giovanili, per cui egli resta affogato in un lago di profonde incertezze e delusioni spossanti.

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Gaia
Recensioni: 4/5

Uno di quelli che più ho preferito di Pavese. Specialmente le utile frasi del capitolo finale. Un capolavoro

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Giacc
Recensioni: 4/5

In questo breve racconto, Pavese scrive di Pablo, un ragazzo piccolo-borghese che vorrebbe poter vivere di musica. Non si sa se per svogliatezza o per paura di non riuscire, quello che a me ricorda "Il suonatore Jones" di De Andrè, si accontenta di suonare per se stesso o per gli amici che, di tanto in tanto, gli chiedono di suonare qualcosa. Con il trasferimento a Roma, in cerca di fortuna o, più probabilmente di se stesso, qualcosa in Pablo cambia. La sua passione per le moto diventa lavoro presso un'officina nella quale, forse inconsapevolmente, entra in contatto con gruppo di partigiani. È qui che il personaggio acquista maturità personale oltre che politica. "Era una notte bella e chiara, e tutti andavano e venivano, dappertutto reclam luminose, automobili e carrozze; le osterie lavoravano, la radio cantava - e quei poveri storti ch'eran dentro. Sarebbe stata una gran cosa dare un giro alla baracca. Non più vedere quella faccia sopra i muri. Spaccar tutto".

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Cesare Pavese

1908, Santo Stefano Belbo (Cuneo)

Studia a Torino dove si laurea con una tesi su Walter Withman. Sin dagli anni Venti legge i maggiori autori americani e inizia a tradurre le loro opere. Fra il 1935 e il 1936, per i suoi rapporti con i militanti del gruppo Giustizia e Libertà viene arrestato, processato e inviato al confino a Brancaleone Calabro. Tornato a Torino inizia a collaborare con la casa editrice Einaudi nel 1934 per la realizzazione della rivista «La Cultura», che dirige a partire dal terzo numero. Nel 1945-46 dirige la sede romana della medesima casa editrice. Ha svolto un ruolo fondamentale nel passaggio tra la cultura degli anni Trenta e la nuova cultura democratica del dopoguerra. Dopo la Liberazione, si iscriv al partito Comunista. Seguono anni di lavoro molto intenso, in cui pubblica le sue...

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