Con le peggiori intenzioni

Alessandro Piperno

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 304 p., Brossura
  • EAN: 9788804558507
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 4,86

€ 4,86

€ 9,00

5 punti Premium

€ 7,65

€ 9,00

Risparmi € 1,35 (15%)

Venduto e spedito da IBS

Nuovo - attualmente non disponibile

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Cristina '77

    22/02/2013 17:05:42

    Piperno e' un assoluto narciso, scrive per autocompiacersi della sua conoscenza della lingua, in modo asettico, ridondante di paroloni astrusi, soporifero.. Era meglio se non lo terminavo, ho perso tempo nella speranza che almeno uno dei suoi personaggi negativi pensasse o combinasse qualcosa di positivo! Che delusione! Insopportabile anche la miriade di apostrofi che utilizza!

  • User Icon

    FrenzVerona

    17/10/2012 14:51:41

    Non è certo una lettura da ombrellone ma tantè...per me lo è stata. Leggendo le prime 20 pagine mi sembrava di affogare: il linguaggio molto aulico e le citazioni astruse parevano sopraffarmi. E poi, la rivelazione, sono riuscita a prendere il ritmo, non dovevo più rileggere le frasi per capirle, anzi le leggevo in velocità per vedere che altro piccolo capolavoro mi aspettava. Era da tanto che non leggevo un libro così...appagante, ironico e intelligente. Non è di facile lettura, è vero, ma stringete i denti per un po' e poi, ne sarete conquistati!

  • User Icon

    carla

    25/05/2012 22:13:04

    ragazzi io l'ho letto quando fu pubblicato cioè un bel po' di tempo fa ma ricordo bene che mi fece sorridere, ridere ed emozionare quindi ne consiglio vivamente la lettura :-)

  • User Icon

    Pippomix

    10/03/2012 22:09:39

    Non è la storia in sè che lascia il segno ma la cifra stilistica con cui Piperno la racconta. Il canovaccio si avvita su se stesso, fin quasi alla stasi ma il linguaggio denso, la maestria con cui viene raccontata una fetta della società riccastra, ebraica, della Roma bene lascia il segno. Piperno sa scrivere e racconta un romanzo borghese come in Italia ce ne sono pochi. Complimenti.

  • User Icon

    ciro

    28/02/2012 13:28:32

    ....ho a disposizione 2000 caratteri? .....troppi!!!! ...ECCEZIONALE!!!!!

  • User Icon

    Nicola Intrevado

    20/05/2011 17:25:48

    Piperno e' uno scrittore brillante di quelli che non fanno nulla per mostrarsi tali e che si muove con consumata disinvoltura tra il personale e il politico, i sogni e i bisogni reali, il pane e le rose, il tutto costruito da un lessico raffinato che mai come di questi tempi ci appare : colto. E, stupisce il suo successo di pubblico e non che sia immeritato, tutt' altro, stupisce perche' chi lo legge lo immagina un autore di nicchia, poi scopre il suo successo di pubblico, di un autore che a me appare come una sorta di Roth nostrano, di casa. Il Romanzo e' di grande intensita', di ben temperata capacita' espressiva e di simpatia nei confronti dei suoi personaggi pieni di umana fallibilita' con le loro debolezze e le loro misere vittorie, i quali si muovono in una sosprendente quanto divertentissima mescolanza di empatico e apologentico, di fatuo e serioso, di cialtronesco ed eroico, di serio e grottesco, il tutto mosso con uno stile di scrittura educato nel quale gli eventi assumono aspetti di episodi irrilevanti all' economia della storia, tanti episodi irrilevanti che nel loro insieme formano qualcosa di molto rilevante. Formano un vero romanzo.

  • User Icon

    Walter Giuntini

    17/05/2011 14:23:19

    Più che la storia in sé (un ritratto comunque seducente del mondo dorato e fastoso della "Roma bene" anni '80), ho apprezzato molto sia la capacità di penetrazione psicologica dello scrittore, sia la sua cifra stilistica, la sua felicità espressiva, il suo linguaggio vivido e intenso, di grande efficacia pittorica. Insomma, un bel saggio di maestria nell'uso della lingua italiana.

  • User Icon

    Carlo

    06/05/2011 09:33:57

    Beh, la trama è poca cosa, onestamente. Certo, c'è molta "mano" nello scrivere, ma con una lungaggine.. Devo confessare che ogni tanto ho dovuto saltare qualcge mezza pagina, per riuscire a andare avanti. Per esempio, ci sono raffiche di domande sul perché di una certa cosa, che ripetono all'infinito lo stesso concetto... Il "3" è forse anche troppo.

  • User Icon

    Claudio

    30/08/2010 10:51:53

    Da annoveare tra i romanzi più noiosi degli ultimi dieci anni. Piperno ostenta una scrittura fatta di parole vetuste, raccontando con dettagli estremi, un secolo di fatti e storie personali di una ricchissima famiglia e delle ricchissime famiglie che le ruotano attorno (non tralasciando neanche il barista di turno o il cugino che vive 5000km lontano) tutti logorati dalla ricchezza, dalla noia, dal finto perbenismo e ahimè anche da finte lotte "sociali" per affermare valori che di quel mondo descritto non fanno parte)... una trama povera che cerca di trovare la sua forza nell'italiano fin troppo ricercato, per sorprendere ad ogni costo il lettore ma con scarsissimo risultato.

  • User Icon

    GIZZY

    02/02/2010 10:49:35

    Da tempo non leggevo un testo così ben scritto. Il forsennato uso di avverbi ed aggettivi è in costante equilibrio e non distoglie dal contenuto. La bellezza delle parole non è mai banale o fine a sè stessa. Che dire!? Io ho amato questo libro e, ad ogni pagina letta, temevo l'avvicinarsi della fine. Dopo una prima opera talmente bella vanto dei dubbi su cosa potrà produrre Piperno in futuro ma...rimango comunque suo debitore per il piacere elargito. Mi spiace per chi non ha apprezzato (o capito) questo libro..."de gustibus..." si dice cosi!? o forse dipende da quanto e cosa uno è abituato a leggere !? mah...io avrei già voglia di leggerlo daccapo! 5/5 COME MINIMO !

  • User Icon

    gizzy

    01/02/2010 13:03:41

    Da tempo non leggevo un testo così ben scritto. Il forsennato uso di avverbi ed aggettivi è in costante equilibrio e non distoglie dal contenuto. La bellezza delle parole non è mai banale o fine a sè stessa. Che dire!? Io ho amato questo libro e, ad ogni pagina letta, temevo l'avvicinarsi della fine. Dopo una prima opera talmente bella vanto dei dubbi su cosa potrà produrre Piperno in futuro ma...rimango comunque suo debitore per il piacere elargito. Mi spiace per chi non ha apprezzato (o capito) questo libro..."de gustibus..." si dice cosi!? o forse dipende da quanto e cosa uno è abituato a leggere !? mah...io avrei già voglia di leggerlo daccapo! 5/5 COME MINIMO !

  • User Icon

    sabrina

    14/01/2010 16:37:46

    Un libro noioso e irritante. Credevo di trovare una bella storia, una saga familiare, invece è un assemblaggio di aneddoti che descrivono i personaggi di due famiglie problematiche, corrotte, negative. Manca il filo conduttore. Lo scrittore si è troppo preoccupato di ostentare il suo italiano perfetto, usando vocaboli inusuali, di esibire la sua conoscenza più che narrare una bella storia. Tra l'altro ha abusato nell'uso degli stessi vocaboli: efebico, ieratico vengono nominati infinite volte. Scrive rattenute invece di trattenute, contentare invece di accontentare, empire invece di riempire. Buon conoscitore della lingua, non si può dire altrimenti ma che noia la lettura, il dover sempre rileggere le frasi per interpretare i suoi capolavori. "il rapporto si sposta dalle siderali altezze d'un Empireo sognato e desiderato alla frustrante tolstoiana consuetudine matrimoniale" ma che è???? e poi questo continuo utilizzo di "tolstoiano, darwiniana, shakespeariana, hitchcockiano, dostoevskiane"... è chiaro, lo scrittore ha una buona cultura ma non serve sottolinearla continuamente per poter dire di aver scritto un bel libro. Forse la sua scrittura è più adatta ad una lezione universitaria che alla crazione di una storia interessante!!! Un libro borioso

  • User Icon

    Annalisa

    14/12/2009 12:08:58

    La cosa migliore di questo libro e' la quarta di copertina, anche se spudoratamente falsa. Libro noioso come pochi. L'ho finito solo perche' ero in vacanza e avevo tempo, ma avendo letto molte saghe familiari, questa e' veramente una delle peggiori. Personaggi vuoti, assolutamente vuoti, solo appartire, e storia senza costrutto e senza un fine. Scritta in modo piuttosto pesante, non da' veramente nessuna voglia di continuare a leggere.

  • User Icon

    Chiara

    20/09/2009 18:01:11

    sarebbe un 3/4. Talvolta puro e addirittura spocchioso esercizio di virtuosismo stilstico in cui l'autore si crociola nell'uso di termini ricercati, mentre in alcuni altri momenti spassoso quadro di costume sociale.

  • User Icon

    pasquale

    24/08/2009 16:17:41

    Una saga familiare abbastanza familiare e ben scritta da questo autore che non conoscevo assolutamente. Voto 4

  • User Icon

    andrea

    28/05/2009 13:14:36

    uno zero assoluto

  • User Icon

    silvia

    16/02/2009 12:04:58

    Quanto parlare di questo romanzo! Pareri discordanti, addirittura opposti. Non capisco perchè, forse è tutta colpa di D'Orrico?! Comincio col dire che la scrittura è superlativa! Un italiano corretto, grammaticalmete impeccabile, musicale, raffinato, ma mai aulico o pomposo. Ogni tanto un termine insolito, un aggettivo inusuale, ma questa è la nostra bellissima lingua. Magari ci fossero altri autori capaci di usare l'italiano nella sua totalità, senza sbragarsi e senza cedere ad un linguaggio colloquiale! Quando si scrive si seguono delle regole, quando si parla se seguono altre. La prosa, per me, merita un 10 e lode! La trama, invece, è piuttosto banale. La prima parte risulta comunque spassossima! Piperno è ironico, acuto e quel tantino dissacrante che non guasta.Riesce a delineare dei personaggi possenti! Nella seconda parte, purtroppo, si chiude sulla sua adolescenza in modo un po' ossessivo. Risulta un po' noiso e proilisso,perdendo ritmo. Talvolta, tocca perfino un cinismo piuttosto fastidioso. Peccato! Si tratta in ogni caso di un'opera di spessore e attendo con ansia il suo prossimo romazo!

  • User Icon

    cwere

    30/01/2009 18:49:31

    libro davvero sopravvalutato, una delle tante invenzioni di d'orrico, meno ridicola di altre ma il riferimento a proust è abbastanza comico, il romanzo si dilunga noiosamente su vicende senza spessore anche se la scrittura non è malvagia

  • User Icon

    Francesco D Addio

    30/01/2009 00:11:44

    Libro molto bello, di notevole introspezione psicologica e molto accurato nella descrizione dei caratteri. Nel leggerlo, è inevitabile fare dei passi indietro nel tempo, ri-conoscere nella trama situazioni e persone realmente incontrate, fare delle amare considerazione sulla spietatezza, a volte, della vita. L'autore ripercorre la sua vita e ci costringe, letteralmente, a ripercorrere la nostra; si sente uno sconfitto, e forse lo è perchè quello è il ruolo a lui imposto dal destino, ma "elabora" il suo tracollo con il respiro ampio della letteratura che si immerge nella presa di coscienza del suo passato e nella ricostruzione della sua storia interiore: l'adolescenza, proprio la fase in cui si hanno meno "difese interiori" e in cui si è del tutto in balia del proprio "destino", è la stagione fondamentale della vita di ciascuno di noi, non la si può rimuovere nemmeno quando si è ormai "maturi" e apparentemente presi da tutt'altro; è inevitabile riandare con la mente a "quegli anni", è inevitabile non esserne di nuovo fagocitati quando si decide di scrivere un libro.

  • User Icon

    Francesco

    12/01/2009 12:34:48

    Un eccellente lavoro. Ricercato nel linguaggio? Può darsi. Ma è pur vero che c'è molto da leggere nel mondo. Ci si può sempre orientare su Dan Brown.

Vedi tutte le 331 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione