Concerti per Pianoforte N.1, N.2, N.3, N.4, N.5

Interpreti: Jean-Efflam Bavouzet
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 2
Etichetta: Chandos
Data di pubblicazione: 1 maggio 2014
  • EAN: 0095115180228

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Descrizione

L’artista esclusivo Chandos Jean-Efflam Bavouzet esegue in questo imperdibile cofanetto doppio i cinque formidabili concerti per pianoforte e orchestra di Sergei Prokofiev con una BBC Philharmonic Orchestra in forma smagliante diretta da un ispirato Gianandrea Noseda. La profonda familiarità di Bavouzet con il grande repertorio novecentesco era del resto già apparsa evidente nella sua splendida registrazione dei concerti per pianoforte e orchestra di Béla Bartók, definita dal critico del Telegraph «un’esecuzione dai colori accesi e dai ritmi estremamente vivaci, ricca di dettagli e pervasa da un impatto quanto mai viscerale». Prokofiev compose i suoi cinque concerti per pianoforte e orchestra tra il 1911 e il 1932, con lo scopo di utilizzarli come mezzo per mettere in evidenza il suo straordinario virtuosismo nel corso delle tournée che lo videro trionfare in tutte le sale da concerto più importanti del mondo. Sotto il profilo dei contenuti, il Concerto n. 1 rivela per la maggior parte un giovanile jeu d’esprit e una incontenibile energia ritmica, anche se il suo breve movimento lento è caratterizzato da toni sorprendentemente tragici. Il Concerto n. 2 mette il solista di fronte ad alcune delle maggiori difficoltà tecniche di tutto il repertorio pianistico, con una scrittura brillante e muscolare, che si avvicina a più riprese ai confini dell’ineseguibilità. Lavoro luminoso e trascinante scritto da Prokofiev per esaltare le sue doti di interprete, il Concerto n. 3 in do maggiore è oggi considerato la sua opera per pianoforte e orchestra più famosa. Gli ultimi due concerti godono di una fama nettamente minore, in quanto vennero scritti in un’epoca in cui Prokofiev stava portando il suo linguaggio musicale verso nuovi estremi. In ogni caso, entrambe queste opere vantano movimenti lenti pervasi da un intenso virtuosismo, che sembra anticipare l’impulso melodico delle opere dell’estrema maturità del grande compositore russo, come il Romeo e Giulietta.