La conferenza degli uccelli

Peter Sís

Traduttore: L. Signorini
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 20 marzo 2013
Pagine: 160 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788845927485
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Descrizione
"La conferenza degli uccelli" è un poema persiano del dodicesimo secolo che racconta come, per sottrarsi al caos e alla disperazione che opprimono il mondo, l'Upupa raccolga la moltitudine degli uccelli e la guidi alla ricerca di un re perduto, Simurg, che si dice abbia tutte le risposte. È l'inizio di un viaggio meraviglioso e tremendo verso la dimora di Simurg, protetta da sette misteriose valli. In ognuna, gli uccelli dovranno affrontare insidie mortali: ma chi riuscirà a superarle otterrà una rivelazione inattesa. I versi di Farid ad-Din'Attàr - di cui quasi nulla si sa, tranne che a un certo punto della vita intraprese un lungo viaggio dalla Persia fino alla remota India incantano da sempre chi li legge o li ascolta, e hanno ispirato a Peter Brook uno dei suoi spettacoli più sorprendenti: ma solo Peter Sís poteva trasformarli in questa partitura visiva. Età di lettura: da 6 anni.

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    MD

    15/03/2017 09:07:51

    John Cherry definì il Simurgh un essere misto, come una chimera, fatto di un grande uccello e di un cane o un leone; che, chiamato anche Senmurv, viene associato alla fenice. E ce lo mostra raffigurato su di un disco tardo sassanide di argento dorato. A vederlo nella prospettiva di secoli come un uccello immortale, “che fa il nido fra i rami dell’Albero della Scienza”, è J.L. Borges (“Il libro degli esseri immaginari”); il quale aggiunge: “Burton lo compara all’aquila scandinava che, secondo l’EDDA MINORE, conosce molte cose e fa il nido tra i rami dell’Albero Cosmico, chiamato Yggdrasill”. Accanto a queste, sfogliando la letteratura, del Simurgh si potrebbero porre molte altre descrizioni; ma noi prenderemo l’accorciatoia, rappresentata dal bel libro di Peter Sís. Come avverte l’autore—e la stessa frase è pronunciata anche da un altro importante disegnatore, Maurice Sendak—il suo libro, che illustra il poema medievale persiano detto “Manṭiq ut-Ṭayr”, “Il verbo degli uccelli” o meglio, “Il dialogo...”, “La conferenza...”, nasce come libro per l’infanzia, ma “growing and growing” è divenuto un libro “for all ages”. E, probabilmente, conoscendo i lavori di Sís, lo era fin dal principio. L’autore del poema persiano, Farīd ad-Dīn ‘Attār, riprende nella figura del Simurgh, archetipico protagonista del libro, benché la conferenza sia diretta dall’upupa (alias ‘Attār stesso), l’uccello mitologico presente in molte tradizioni antiche, compresa quella islamica, pur essendo la sua origine l’“Avesta”, dove è detto Saen Morogha; ma in Pahlavi lo si chiamava anche Sen Murv o Simurgh: il signore e capo di tutti gli uccelli in quanto uccello primordiale. S. rappresenta qui il viaggio dell’anima con l’immagine del viaggio degli uccelli-anima verso il loro principe: dopo che i 30 uccelli hanno attraversato le alture e le valli dell’arduo sentiero, giungono presso il Simurgh e riconoscono che i 30 uccelli (persiano ‘sī murgh’) si identificano completamente con il Simurgh stesso...”

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